25 febbraio 2007

Tafazzi for President

Ancora una volta, la sindrome di Tafazzi ha colpito pesantemente la Sinistra italiana. Dopo 281 giorni di bottigliate sui cosìdetti, i nostri eroi sono riusciti a darsi una vera e propria martellata con la farsa della abortita crisi di governo.

Certo, da questa insulsa classe politica non c'era da aspettarsi altro: una opposizione pavida che, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, è la prima a non voler andare a votare; ed una maggioranza cialtrona che non ha le palle di chiedere al paese di esprimersi sul proprio operato.

Ma il capolavoro del tafazzismo viene raggiunto dal "programma dei 12 punti non negoziabili": un accrocchio di banalità generiche in cui chiunque può metterci dentro tutto ed il contrario di tutto. Eccovene un esempio: "Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione". Ma davvero qualcuno potrebbe mettersi a negoziare di voler affossare la cultura, la scuola, l'università, la ricerca e l'innovazione? Assolutamente impensabile. I problemi verranno quando si tratterà di dare o non dare regalie, ad esempio, ai cinematografari; di finanziare di più la scuola pubblica o quella privata; di sostenere o meno la ricerca, che ne so, sulle cellule staminali.

Continua a ronzarmi nelle orecchie la profezia di Nanni Moretti di Piazza Navona: con questa dirigenza continueremo a perdere per i prossimi 30 anni.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Aldilà dei contenuti di questo rinnovato patto di Governo, Tafazzi si era presentato agli elettori affermando di condividere un programma comune, fulcro di una assoluta coesione.
Ipse dixit, in quanto salvo rare eccezioni, la comunione di intenti è stata nulla. Si è mentito ad Aprile e si continua a farlo adesso. Risuonano bene adesso le parole di Berlusconi, che definiva coglione un certo elettorato. Ma Tafazzi non ve le ha fracassate abbastanza?
Si continua a mentire, mentre si cola a picco. La disgrazia è che a molti sta bene così!

Marcello ha detto...

La cosa buffa è che coi "12 punti barzelletta" adesso fanno finta di nuovo di essere "coesi" nella grande famiglia della sinistra antiberlusconiana... Tra qualche settimana ne riparliamo, appena ci sarà un punto caldo all'ordine del giorno e si spaccheranno di nuovo.
Ma così che brutto tracollo per la povera Italia... sob

Anonimo ha detto...

A margine di questa triste realtà, va sottolineata la vicenda dell'On. Follini. Dimentichiamoci che il soggetto in questione si è proposto al voto nelle liste di centrodestra e sorvoliamo pure sul fatto che abbia deciso di sostenere il moribondo Governo Prodi.

"Con l'economia che dà qualche timido segno di ripresa e i nostri soldati impegnati all'estero in missioni delicate e rischiose, non possiamo permetterci una crisi". Da questi nobili principi parte il viaggio di Follini, per quel mondo che dimentica gli impegni elettorali.

Se si fosse fermato qui, non ci sarebbe nulla da dire. Anche se avrei preferito un governo "allargato", sono daccordo sul fatto che non ci si può permettere un simile stallo.

Poi però Follini aggiunge "Io spesso anticipo l'Udc: aspettiamo qualche mese"; lasciando presagire che, malgrado il segretario Cesa neghi ogni possibilità per l'UDC di valicare la soglia del centrodestra, il suo ex partito finirà per seguirlo in questa nuova esperienza.

Allora, giacchè è solo questione di tempo, l'On Follini farebbe bene a non avventurasi in affermazioni tipo "non sono interessato alle poltrone". Dopo una faticaccia del genere, vuoi che non cerchi un posto dove posare il popò? Aspettiamo qualche mese; nel frattempo...come si diceva tempo fa da queste parti, ricordiamocelo ad Aprile (o quando sarà)

Anonimo ha detto...

E' buffo.
1)Nel '94 il governo Berlusoni ha avuto la fiducia solo per i voti dei senatori a vita. Nessuno ha detto niente: tutto normale. Adesso succede per la parte avversa: bisogna evitare che i senatori a vita siano determinanti, bisogna cambiare la legge. E poi vergognosi epiteti quando votavano i senatori "nemici".
2)Follini ha cambiato schieramento, vergogna, ha tradito i suoi elettori, si è venduto. Invece pochi giorni dopo le elezioni De Gregorio è passato dallo schieramento più ostile a Berlusconi a votare insieme a Berlusconi, tradendo nettamente questa volta il voto di chi lo aveva eletto. Ebbene: normale, ci ha ripensato, ha cambiato idea. Non voleva certo una poltrona...
Ma come fanno gli elettori di questi qua a non sentirsi presi per il c., a far finta di niente. Ma possibile che i vari Berl, Fini, ecc. ecc. non si vergognino, come fanno a credere che gli elettori del centro-destra siano tutti così stupidi. Hanno così poca fiducia nel loro elettorato. Non capisco

Anonimo ha detto...

Si parla di Follini perchè è di stretta attualità; è evidente che il discorso è esteso a tutti. Questa gente va rimossa tutta, per evitare il perpetuarsi dei medesimi errori.

Anonimo ha detto...

Invece per me è normale che uno cambi idea. E' un percorso culturale-politico che chiunque può fare. D'altra parte pensiamo ai Ferrara, Bondi (e tanti altri) che hanno capovolto le loro idee. Ma penso sia un percorso lungo. Anche Buttiglione alcuni anni fa stava col centrosinistra e Mastella col centrodestra. Per me non è un problema. E Follini è da alcuni anni che è fortemente critico con Berlusconi molto prima delle elezioni dello scorso anno. Ed era ovvio che prima o poi sarebbe finito a sinistra. Diverso è il caso di De Gregorio che è passato allo schieramento esattamente più lontano dall'area di Di Pietro e solo pochissime settimane dopo le elezioni. Quindi ha volutamente "fregato" i voti a chi lo aveva eletto. Non può avere avuto una crisi mistica in pochi giorni. Il caso è completamente diverso.

Anonimo ha detto...

Sarà pure un cambiamento legittimo; in entrambe i casi però De Gregorio e Follini avrebbero dovuto sottoporre questo ""spostamento"" al giudizio elettorale. Quindi che l'abbiano fatto a distanza di mesi l'uno dall'altro cambia poco. Però è vero che quello dell'ex segretario UDC non è un gesto inatteso.