20 giugno 2007

Il fascino del passato e la banalità del presente

Non so voi, ma a me il passato interessa molto di più del presente. No, non stiamo parlando di cose epidermiche come la nostalgia. Pensate ad una qualsiasi decade dell'ultimo secolo (tranne l'ultima, ovviamente).

Prendiamo, ad esempio, agli Anni '30 di cui non posso avere nostaglia essendo nato qualche decennio dopo. Decennio ricchissimo di cose: la Grande Crisi, la politica del New Deal in America, la nascita del Nazismo in Germania, il trionfo del Fascismo, Lenin-Trotsky-Stalin, la guerra italiana in Etiopia e la "conquista dell'Impero", la guerra civile in Spagna, l'invasione di Austria e Polonia da parte di Hitler e lo scoppio della seconda guerra mondiale. Ancora: il Concordato, la nascita dell'industria automobilistica italiana con la Balilla, le case chiuse, la nascita degli stabilimenti di Cinecittà e della Mostra del Cinema di Venezia, Nuvolari, Piola, la vittoria dell'Italia nella Coppa del Mondo, le Olimpiadi in Germania, le persecuzioni razziali contro gli ebrei. Chaplin, Gramsci, Picasso, Gershwin, i musical americani, Hemingway, il grande cinema francese, ecc. ecc.

Un decennio ricchissimo, dicevamo. Ma avremmo potuto fare lo stesso con gli Anni '40 o gli Anni '50 o i '70 e sinanche con gli Anni '20 o gli '80. Provate a scorrerli e vi accorgerete che ogni decade ha la sua precisa fisionomia, la sua personalità, il suo DNA, prescindendo che li abbiate vissuti direttamente o meno.

Ora prendiamo l'ultima decade, quella che va dal 1997 ai giorni nostri e provate ad individuarne la fisionomia, la specificità. E' molto più difficile. Ci manca la prospettiva storica. Gli eventi si confondono con la banalità del presente. La decade ci sembra una massa indistinta dove non accade mai nulla.

E non per mancanza di eventi e cose significative. Il primo governo italiano di sinistra, l'avvento dei berluscones, la psicosi dell'anno 2000, la nascita dell'euro, l'11 settembre, la lotta al terrorismo, la vittoria ai campionati del mondo, l'esplosione dell'informatica individuale e di internet in particolare, la new economy, l'invasione dei cellulari ed altre cosucce di portate epica. Ma quotidiane, senza fascino, banali, appunto.

Insomma, il passato è molto più interessante del presente.

"Il fascino del passato e la banalità del presente" Compilation

PASSATO E PRESENTE - Franco Battiato
LIVING IN THE PAST - Jethro Tull
ADDIO DEL PASSATO [da La Traviata] - Giuseppe Verdi
FUTURO PRESENTE - I Dik Dik
I REGALI DEL PASSATO - Catherine Spaak
PASSATO PRESENTE - Lucio Dalla
NEL MIO PASSATO - I Califfi
PASSATO PRESENTE E FUTURO - Umberto Balsamo
OMBRE DEL PASSATO - Quartetto Cetra
L'ATTIMO PRESENTE - Riccardo Cocciante
PASSATO PROSSIMO - Renato Pareti
IL PASSATO SE NE VA - Donatello
INDIFFERENTE MA PRESENTE - SARA 6

8 commenti:

Franco ha detto...

Ma scusa, è ovvio che nel presente c'è la quotidianietà: lo vivi tutti i giorni!
Aspetta che questi anni siano passati al setaccio del tempo e vedrai che nella tua memoria rimarranno solo le cose davvero caratteristiche e ti sembreranno meno banali.

Marcello ha detto...

Sono d'accordo con Franco.
Cmq penso che il funesto 11 settembre sarà nei libri di storia e sarà uno dei principali eventi di tutto il XXI secolo anche tra molte generazioni.

Aggiungerei alla compilation:
Passato remoto - F.De Gregori
Futura - L.Dalla

chartitalia ha detto...

beh, è quello che si sostiene nel post: la banalità del presente...
riusciamo ad essere in disaccordo anche quando asseriamo le stesse cose?
bah...

Marcello ha detto...

Beh, insomma, nel tuo post scrivi:

"prendiamo l'ultima decade, quella che va dal 1997 ai giorni nostri e provate ad individuarne la fisionomia, la specificità. E' molto più difficile. Ci manca la prospettiva storica. Gli eventi si confondono con la banalità del presente. La decade ci sembra una massa indistinta dove non accade mai nulla. E non per mancanza di eventi e cose significative. (...)Ma quotidiane, senza fascino, banali, appunto."

Come ho scritto nel mio esempio, secondo me questo non vale per tutti i casi. L'11 settembre è storia non banale dal pomeriggio stesso in cui è ahimè avvenuta.

Anonimo ha detto...

Tra gli eventi per cui questa decade sarà ricordata, vorrei aggiungere la mappatura del genoma. Meno "succosa" di internet e dei cellulari, ma altrettanto meno banale.

Anonimo ha detto...

e aggiungiamoci google maps e google earth che ti porta in ogni angolo del pianeta

Esa

Anonimo ha detto...

e aggiungiamoci google maps e google earth che ti "portano" in ogni angolo del pianeta
esa

scusate l'errore

Anonimo ha detto...

Caro amico,devo dire che hai tanta confusione in testa. Per prima cosa , l'industria automobilistica itliana non e' nata negli anni trenta, bensi' molto prima, alla fine dell'800, e si e' affermata nei primi anni del '900 (BIANCHI, ORIO MARCHAND, CEIRANO, FIAT, ITALA, ISOTTA FRASCHINI, PRINETTI-STUCCHI, AQUILA ITALIANA,DIATTO, BRIXIA ZUST,ALFA -POI DIVENTATA ALFA ROMEO, LANCIA...E MOLTE ALTRE ANCORA)......PER QUANTO RIGUARDA L'INVASIONE DELLA POLONIA, QUINDI LO SCOPPIO EL 2^ GUERRA MONDIALE, LO ZIO ADOLFO NON ERA SOLO...MA IN COMPAGNIA DI....VEDIAMO SE INDOVINI..... NON CI ARRIVI?...TE LO DICO ALLORA IO: HITLER INVASE LA POLONIA IN OMPAGNIA DI UN SIMPATICO BAFFONE CHE SI FACEVA CHIAMARE STALIN, NON TE LO HA DETTO NESSUNO?? CERTO,A SCUOLA NON E LO POSSONO DIRE, MA LO SANNO TUTTI LO STESSO, TRANNE QUELLI CHE NON LO VOGLIONO SAPERE O VOGLIONO FINGERE DI NON SAPRLO.... COMUNQUE, RAGAZZO.....STUDIA...DOCUMENTATI...POI SCRIVI DI STORIA.....CIAO...ENZO