25 luglio 2007

4 buoni motivi

Di ritorno da una vacanza nei Paesi Baschi, ho dovuto attraversare la Francia. Finalmente ho capito le vere ragioni della decadenza della Francia e perchè non può candidarsi alla guida della civiltà. Vi sono almeno 4 buoni motivi, che qui vi vado ad elencare.

1. Dopo essere stata la nazione ad aver inventato il bidet agli inizi del '700, è l'unico paese mediterraneo a non farne uso.

2. Il sistema autostradale: a parte essere tra i più cari al mondo, vi costringe a fermarvi al casello ogni pochi chilometri per effettuare il rito del pagamento della gabella al villaggio locale.

3. I distributori di carburante sono solo self-service, costringendovi ad improvvisarvi benzinai dilettanti (con le immaginabili sciagurate conseguenze del caso), oltre che a togliere posti di lavoro a degli ottimi professionisti.

4. Il loro "gusto" di rovinare qualsiasi cibo inzaccherandolo con le loro mefitiche salsine.


"4 buoni motivi" Compilation

IL BIDET - Cherubino
TOUR DE FRANCE 03 - Kraftwerk
CHE CARO CHE E' IL CASELLO - Alessandro Fiori
TO FRANCE - Mike Oldfield
EL BENZINERO - Leone Di Lernia
LOST IN FRANCE - Bonnie Tyler
LA BALLATA DEL DISTRIBUTORE DI BENZINA - I Gufi
DOUCE FRANCE - Charles Trenet
DATEMI UN BENZINAIO - Daniele Silvestri
SOUL SAUCE - Dizzy Gillespie
FRIM FRAM SAUCE - Nat King Cole

11 commenti:

Gianluca ha detto...

Caro Chartitalia,
Mi eri mancato. Per ripicca (e per il gusto sottile della polemica insulsa) voglio rispondere provocatoriamente alla tua ...provocazione. ;-)

1. Che i francesi non brillino (non abbiano mai brillato) per igene, lo dimostra non il negletto uso del bidet (ché mezzo mondo non sa neppure cosa sia), ma il fatto che siano gli unici esseri del sistema solare che si ficcano la baguette sotto le ascelle!
Pare, poi, che Luigi XIV (il Re Sole) fosse refrattario all'acqua ed al sapone, tanto da farsi il "bagnetto" non più di una volta l'anno. La stessa intolleranza non la manifestava per i cosmetici e, perciò, largheggiava con profumi e ciprie. Non oso immaginare il tanfo, né riesco a comprendere come facesse la M.me Pompadour a cedere al "fascino" di cotanto sovrano.

2. Che il sistema autostradale sia tra i più cari al mondo è un elemento accidentale del tutto estrinseco, che nasconde, probabilmente, l'intenzione di scoraggiare l'abuso dell'autostrada (cioè un uso non strettamente necessario). Sotto questo aspetto i francesi potrebbero rivelarsi degli avanguardisti: più trasporto pubblico, maggior distribuizione del traffico anche su strade secondarie, meno traffico, meno inquinamento, meno incidenti. L'alto costo delle autostrade, poi, dovrebbe servire ad avere adeguati fondi da investire nella loro manutenzione. Oppure pensi che sia normale (anzi: civile) coprire la distanza tra Roma e Napoli in "sole" cinque (5) ore? O avere oltre quattrocento (400) chilometri di autostrada gratuita, sì, ma senza corsia di emergenza (la Salerno-Reggio Calabria) e senza servizi accessori (prova a cercare un bagno pulito o un panino senza mosche, sempre sulla SA-RC)?

3. A mia memoria non ho mai avuto problemi nel fare rifornimento ad un self-service, pur senza che io abbia alcuna particolare specializzazione. Gli "ottimi professionisti" della pompa di benzina, magari, li possiamo utilizzare per fare qualcosa di più utile (senza considerare che, in Italia, molti lavorano rigorosamente "in nero").

4. Non posso non ricordare a me stesso il famoso Petronio: "de gustibus non disputandum". Se non piacciono le salsine, basta non utilizzarle.

pbm ha detto...

breviter: se la vedi da una prospettiva italiana, ovvio che fa schifo. In particolare:
2. la viabilità ordinaria in Francia, contrariamente all'Italia, è tenuta da sogno.
3. il prezzo della benzina, forse anche grazie a questo approccio, è più basso. lasciamo perdere gli ottimi professionisti nostrani, per piacere: quando va bene sono dei mefitici bottegai ignoranti, quando va male ti mettono la benzina al posto del gasolio negandolo poi spudoratamente. credo sia l'unico caso in cui sono a favore delle catene di grande distribuzione.
4. mi associo a gianluca, senza contare che la carne francese è macellata e cucinata in modo a mio gusto infinitamente superiore, altro che la nostrana "fettina" a suola da scarpa.

sulla laicità dello Stato francese, poi, tacerò per italica vergogna.

chartitalia ha detto...

Beh Gianluca,
figurati se mi tiro indietro su una polemica insulsa...
Dunque, sul punto 1 saremmo d'accordo: una nazione che misconosce l'uso del bidet non può candidarsi alla guida della civiltà.

2. Per il sistema autostradale, la questione del prezzo era solo un inciso: il vero segno di inciviltà è quello di costringere a fermarsi a pagare ogni pochi chilometri: nelle poche decine di chilometri tra Mentone e Cannes devi fermarti a pagare tre gabelle: nè più nè meno di quanto si usava fare in pieno medioevo quando si attraversava il terriotorio controllato dal feudatario locale (magistralmente illustrato da Benigni e Troisi in una memorabile scena di Non ci resta che piangere). Per il resto spero che non voglia iscriverti anche tu al partito privato=efficienza, pubblico=fatiscenza. Ma sul capitolo autostrade (italiane) conto di ritornarci presto.

3. Mi sta venendo in odio l'intero sistema del self-service, non solo riguardo alla distribuzione del carburante. In ufficio devo fare quintali di operazioni, in modo goffissimo, che una volta erano svolte in una frazione di tempo da efficientissime segretarie; con l'home banking mi trasformo in un impiegato bancario, con i ristoranti self-service manca poco che debba portarmi io la pasta e cucinarmela, con la vendita di brani on-line ormai i cd devo produremeli io e così via. Il tutto è gisutificato col mero scopo di abbassare i costi, o meglio, il profitto, visto che i prezzi continuano a restare elevatissimi. L'unico risultato è che viene abbassato il livello di servizio e, alla fin fine, la qualità della vita.

4. Bravo: basta ricordarsi, sempre e comunque, di specificare "sans sauce" altrimenti sei spacciato. A parte le volte che non sospetti neanche che sul piatto che hai ordinato ti rifilano le stramaledette salsine. Certo, per precauzione, è meglio specificare "sans sauce" anche se si ordina un bicchiere di vino...

Comunque (e ciò vale anche per pbm), la questione non è se meglio l'Italia o la Francia e neanche di magnificare i (tanti) meriti dei cugini francesi, ma che una nazione che ha i limiti suddetti non può candidarsi alla guida della civiltà :-)

Marcello ha detto...

Ohibò... vai in vacanza senza neanche avvisarci ! :-I
Bentornato, senza le tue quotidiane polemiche le giornate erano un po' più noiose ! :-)

Anonimo ha detto...

povero chartitalia dice solo fesserie, soprattutto quando parla di politica una volta che dice cose sensate lo attaccano.
Andiamo con ordine, solo chi viaggia molto all'estero, soprattutto per motivi di lavoro, può apprezzare questa BELLITALIA e rendersoi conto che nonostante questa classe politica è il migliore paese del mondo. Non è sciovinismo, anche perchè Chauvin era tra l'altro Francese.
I Francesi non sono puliti è vero, ma neppure gli inglesi lo sono. Gianluca deve viaggiare un poco per sapere quando sono salati i costi all'estero dei mezzi di trasporto e non solo delle autostrade. La prima settimana di luglio ho viaggiato in prima classe da Goteborg a Stoccolma, la stessa distanza di un Milano - Roma in prima classe all'incirca 112 euro in corone svedesi, la scorsa settimana a Barcellona il bus che porta da Girona a Barcellona 12 euro mentre il Bergamo-Milano 6,50.
Per non parlare che in autostrada il Copenaghen-Malmoe è 35 euro per soli 10 km, ma potrei parlarvi di tante cose simili per cui non mi sorprendono le lamentele.
Parla re di France si avanguardisti per i mezzi di trasporto è ridicolo bastano due dati:
1- Il solo mezzo di trasporto che funzioni è il TGV, ma serve solo una parte minima della popolazione, meno del 30% e i costi sono altissimi.
2 - Ci sono regioni della Francia che sono completamente abbandonate
basti pensare che la Corsica riceve ogni anno meno turisti della sola isola d'Elba eppure la Francie è il paese con più alto numero di turisti al mondo 78 milioni rispetto ai 39 dell'Italia
Il panino con le mosche sulla SA-RC a Gianluca glielo farei veramente mangiare. Inoltre trovare una pompa di benzina in Francia è veramente difficle inoltre, per ammissione degli stessi francesi le migliori sono proprio quelle gestite da società italiane come autogrill.
In sintesi spesso si parla senza nozioni di causa. Un pò come faceva l'ottimo chartitalia prima di partire

Gianluca ha detto...

Carissimo Chartitalia,
se ci sono da fare polemiche insulse io non sono secondo a nessuno. Eccomi, dunque, pronto alla pugna. :-D

n. 1. Sul punto non mi pare proprio che vi sia accordo - a meno che non si limiti la nostra intesa al ritenere che i francesi abbiano scarsa attitudine per l'igiene.

Ritengo che la cultura Francese abbia avuto ed abbia tuttora una notevole influenza sul mondo occidentale. Anzi - se è lecito - mi pare che la modernità occidentale sia scaturita proprio dai fatti del 1789. Fatti che, se non ricordo male, sono avvenuti ad opera di quei sozzoni dei Francesi! ;-)

Con il mio riferimento alla baguette ed al Re Sole intendevo dire proprio questo: i francesi ci hanno introdotto nella modernità benché non fossero molto puliti.

Dunque, il fatto che non usino il bidet non gli preclude di aspirare alla guida della civiltà. :-)

n. 2. Lo ammetto: non conosco il sistema autostradale francese. Però conosco discretamente quello italiano, e fatico a credere che, in Europa, ne possa esistere uno peggiore. Anche se tutto è possibile.

Vorrei dare qualche informazione all'anonimo qui sopra (che tradisce una certa, come dire, animosità nei miei confronti, visto che mi farebbe mangiare un panino con le mosche in un passaggio del suo discorso in cui il suddetto panino non c'entra un accidenti).

Ne ho mangiati a bizzeffe di panini (e non solo panini) con le mosche sulla SA-RC; e ho pisciato in più di una latrina (l'ultimo avamposto della civiltà, in tema di cessi, è costituito dalle stazioni di servizio sul raccordo NA-SA; dopo di che, la successiva stazione decente è quella di Castrovillari-Frascineto; il massimo del minimo, invece, è costituito - anche per l'accurata selezione del banco delle delizie gastronomiche - dalla stazione di servizio di Rosarno: provare per credere). Ero bambino quando fu inaugurata la A3 e, visto che trascorrevamo tutti gli anni le vacanze in Sicilia (nel paese di mia madre), l'ho percorsa molte volte. Dopo qualche anno di astinenza, sono tornato a percorrerla frequentemente (in automobile, in pullman e in motocicletta) negli ultimi anni: da una parte mia suocera vive in Calabria (e, si sa, le suocere bisgna andarle a trovare); dall'altra la Sicilia continua ad essere - per una ragione o per l'altra - una mia meta frequente (anche se, per ragioni pratiche, a Palermo vado in aereo).

Anche in Italia - non solo in Francia - ci sono regioni completamente abbandonate. Basti pensare proprio alla Sicilia: l'unica autostrada di buona qualità è la ME-CT. La ME-PA è da sempre in costruzione; la SR-Gela esiste solo sulle carte geografiche; la CT-PA è una strada scassatissima, sulla quale devi pregare Dio - se credente - che non ti si rompa la vettura. Agrigento, Piazza Armerina, Caltagirone sono fuori dalla rete autostradale. Anche la Basilicata non mi pare abbia una rete stradale particolarmente fitta (ma personalmente non la conosco). La Calabria, sul versante jonico, non è messa benissimo, visto che - a parte la ss 106 - i paesi (tutti arroccati verso l'interno) sono serviti da stradine allucinanti (penso, nella zona di Soverato, a paesi come Girifalco, Squillace e Chiaravalle Centrale). In Sardegna non ci sono autostrade (anche se - mi dicono - alcune statali sono molto belle e ben tenute).

Infine, quanto ai costi salati dei servizi esteri, l'anonimo viaggiatore dovrebbe sapere che le retribuzioni italiane sono, mediamente, le più basse dell'area occidentale. Farebbe bene, l'anonimo, a chiedersi se, per caso, i costi che a lui paiono salati non siano perfettamente in linea con il diverso livello delle retribuzioni.

n. 3. Qui, caro Chartitalia, non ti seguo più. Il 21 giugno hai scritto che "in 1 ora di lavoro si produce oggi ciò che 150 anni [fa] si produceva con 1000 ore di lavoro. Tutti i processi produttivi sono automatizzati. [...] Ottimo. Sarebbe dunque ovvio che, conseguentemente, si fossero ridotte il numero di ore lavorative quotidiane. Beh, quante ore al giorno si lavorano attualmente? Da un'indagine nel mio settore industriale mediamente si lavorano oltre 10 ore al giorno".
Dunque, se non ho inteso male, tu, in soldoni, credi sia possibile lavorare meno, a parità di retribuzione, per lavorare tutti. Anzi, sostenevi che - visto il surplus di produzione - "l'età lavorativa va assolutamente abbassata" per il bene (rectius: la sopravvivenza) della "civiltà occidentale".

Ti confesso che la tua "eresia" mi lascia tiepido - ancorché io non abbia alcuna competenza economica per poterla condividere o confutare -, ma la trovo antinomica rispetto alle tue odierne affermazioni. Giova, infatti, sottolineare che la somministrazione di servizi di ristorazione o di rifornimento del carburante presuppone che vi sia un qualche addetto a tua disposizione per un certo numero di ore al giorno, ogni giorno dell'anno. E visto che non possiamo - per farli lavorare meno, ma tutti - dare il cambio ai camerieri ed ai benzinai una volta ogni due ore (anche perché, altrimenti, il prezzo dei ristoranti e della benzina - già in entrambi i casi elevato - schizzerebbe alle stelle, questo lo capisco anch'io), preferiamo farli lavorare dalle sei alle otto ore al giorno. Per cinque o sei giorni alla settimana. A meno che... non si automatizzino i servizi affidando lo svolgimento di alcune semplici mansioni direttamente ai clienti.
Ora, però, tu dici che - senza incidere grandemente sul prezzo - "l'unico risultato è che viene abbassato il livello di servizio e, alla fin fine, la qualità della vita".

Insomma, mi par di capire che tu divideresti i lavoratori in due categorie: gli industriali e quelli del terziario. Ai primi si può applicare il teorema del lavorare meno, ché la loro qauantità di lavoro attuale accresce solo il profitto dell'imprenditore capitalista; ai secondi, invece, non si può ridurre l'orario di lavoro, giacché, altrimenti, ne risulterebbe deteriorato il livello di vita del cliente e, comunque, (a parita di costo) si accrescerebbe il profitto dell'imprenditore.

Insomma, si comprende (anche se con qualche contorsione) che non vedi di buon grado ciò che accresce il profitto dell'impresa.

Ma - in confidenza, a me lo puoi dire - tu per quale ragione vai a mangiare in un ristorante self-service che pratica gli stessi prezzi di uno in cui sei servito e riverito (e dove, magari, si mangia meglio)? :-)

chartitalia ha detto...

Ah Gianluca,
allora vuoi la guerra...

Rewind: come dottamente ci illustra wikipedia a proposito del bidet, fu inventato in Francia all'inizio del '700. Quindi, un paese che aveva simili preoccupazioni non poteva che coniare principi rivoluzionari di libertà ed uguaglianza e quindi porsi a guida della civiltà. Ma questo avveniva nel '700. Avendo dimenticato l'uso del bidet è la prova provata della sua decadenza e quindi non può avere altre aspirazioni. O meglio, se le avesse sarebbero destinate a fallire, come è successo recentemente con la proposta delle 35 ore lavorative: ottima e meritevole linea guida, ma che è finita nel nulla perchè il livello di civiltà della Francia non è adeguato.

Sul nr.3 direi, per restare nelle vicinanze del tema, che hai pisciato un po' fuori dal vaso...
Sopratutto, mi sono scervellato ma proprio non sono riuscito a comprendere perchè trovi contraddizione tra il pretendere livelli adeguati di servizio e quello di lavorare meno tutti. Dal mio punto di vista le cose sono pefettamente complementari. E poi non capsico come tu possa confondere l'automazione con il fatto che una certa operazione non la fa più il fornitore ma la fa il cliente! In questo caso non si è automatizzato una beata cippa ma si è è solo trasferita una attività da un soggetto ad un altro. E visto che già lavoro come un negro per i miei clienti, non vorrei farlo quando il cliente sono io.

Infine, per la tua ultima osservazione: certo che te lo dico, confidenzialmente se vuoi: aborro il self service e scelgo senza indugi un ristorante classico dove si è serviti e riveriti. Così come mi dirigo senza indugi verso la pompa di carburante con il cartello "Servito" piuttosto che verso quello di "Self-service". E la questione di civiltà è esattamente questa: quella di poter scegliere. Cosa che è impossibile nelle stazioni francesi dove non hai questa scelta. E' così complicato come concetto?

chartitalia ha detto...

@Marcello:
Bentrovato. Non ho avvisato più di tanto perchè sono stato indeciso sino all'ultimo se portarmi il portatile insieme o meno. Poi ho scelto di no ma contavo di trovare più facilmente qualche punto di connessione, cosa che non è poi successo.
Comunque, vedo che gli accessi al blog sono addirittura aumentati in questo periodo di assenza: forse è un segnale sublimnale per farmi capire che il blog aumenta di interesse quando non scrivo piuttosto che quando scrivo...

Anonimo ha detto...

Povero Gianluca ha passato lui tutti iguai del mondo andando nel maledetto sud Italia, però ammette tranquillamente di non conoscere il sistema autostradale estero per cui farebbe bene a tacere e parlare delle esperienze personali. non a caso parlando di costi all'estero dei trasporti ho citato Svezia e Spagna . Nel primo paese il poter di acquisto salariali è notevolemnte diminuito cosa che non è successo in danimarca, a causa soprattutto della scelta di restare fuori della CEE negli anni 70/80.
La Spagna è ti parlavo di Barcellona, che è una sorta di una nostra Milano, una segretaria guadagna 800 euro al mese, la stessa segretaria a Milano 1.500.In tutto questo però devo ammettere che purtroppo nel mio amato Sud Italia vengono assunti ancora per 450 euro. Spero che siamo capiti adesso ...

Anonimo ha detto...

La vera provocazione è chiedere: ma questo post sarebbe stato pubblicato se le elezioni le avesse vinte la Segolene anziché Sarkozy?

Anonimo ha detto...

Sarkozy, amico di Spagna; Cecilia Sarkozy = Bellisima