02 ottobre 2007

L'eccezione e la regola

Le associazioni di editori, case discografiche e cinematografiche hanno profuso una fortuna nel convincerci che l'industria del copyright è essenziale per lo sviluppo dell'economia, che produce ricchezza, e che crea posti di lavoro. E cose così. Per giustificare la difesa più talebana dell'attuale sistema del diritto d'autore, e per estenderlo sempre più.

Che fosse pura propaganda l'avevamo sempre sostenuto da tempo immemore su queste pagine. Adesso esce un rigoroso e corposo studio prodotto dalla CCIA (Computer & Communications Industry Association) che asserisce una cosa piuttosto sorprendente: che le eccezioni alle ferree regole del copyright producono più ricchezza e più valore aggiunto delle regole stesse.

In estrema sintesi, lo studio asserisce che le eccezioni alle regole del copyright causano un profitto di 4.500 miliardi di dollari annualmente all'industria americana, pari ad 1/6 dell'intero prodotto interno americano, dando lavoro a circa 11 milioni di persone. Molto più di quanto prodotto dall'industria del copyright stesso!

Per farsi un'idea, il "valore aggiunto" derivante dal fair use (come vengono chiamate in America le eccezioni al regole del copyright) è pari a 2.200 miliardi di dollari, contro i 1.300 miliardi prodotto dalle regole del copyright. In altri termini, la NON applicazione delle regole del copyright procura più ricchezza della loro applicazione.

L'industria dei computer e la tecnologia in genere, l'intera internet, motori di ricerca, produttori di periferiche, l'industria delle telecomunicazioni, radio e televisione non si sarebbero potute sviluppare se le regole del copyright fossero state applicate alla lettera.

Ma la cosa più sconvolgente è che, per stessa ammissione dell'ufficio governativo dsul copyright, la distinzione tra "fair use" e violazione del copyright non è definito esattamente da nessuna parte. Ad esempio, sono permesse citazioni di opere coperte da copyright per fini di critica e di insegnamento, ma non viene definita nessuna percentuale dell'opera originaria che può essere citata. Il riconoscimento della paternità dell'opera non esime dall'obbligo di ottenere il permesso per la riproduzione. E così via.

Insomma, le regole del copyright sempre più si stanno rivelando un ostacolo allo sviluppo della società e dell'economia piuttosto che un fattore di sviluppo. Ed infrangerle (o ricorrere a delle eccezioni, che è più o meno simile) si rivela molto più redditizio per l'intera società.

Concludiamo con le parole del presidente di CCIA nel presentare lo studio: "Il copyright è stato creato come un tool funzionale per promuovere la creatività, l'innovazione e l'attività economica e pertanto esso dovrebbe venire valutato secondo gli standard, non certo partendo da presunti diritti morali o misure astratte di diritti di proprietà".

(Per approfondimenti: "Il fair use vale più del copyright" da Punto Informatico).

"L'eccezione e la regola" Compilation

L'ECCEZIONE E LA REGOLA - Carmen Consoli
SE UNA REGOLA C'E' - Nek
ECCEZIONALE - Irene Grandi
BREAKING ALL THE RULES - Ozzy Osbourne
LA REGOLA DELL'AMICO - 883
COPYRIGHT ROYALTIES - Carla Bley
LA REGOLA DEL FILO A PIOMBO - Angelo Branduardi
I'M THE EXCEPTION TO THE RULE - The Temptations
REGOLARMENTE - Mina
EXCEPTIONAL - JoJo
THE GOLDEN RULE - Gilbert O'Sullivan
BREAK THE RULES - Giorgio Moroder

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