01 dicembre 2007

Ci siamo sbagliati: viva il P2P

Ricordate? Qualche tempo fa il capo di una delle più potenti case discografiche del mondo, Edgar Bronfamn della Warner, aveva pizzicato il figliolo che scaricava a manetta dai circuti P2P. Beh la cosa deve avergli aperto la mente e causato la classica rivelazione sulla via di Damasco: scaricare musica via P2P è più comodo che destreggiarsi fra scaffali di music store e vetusti supporti lucchettati.

Ed ora papà Bronfman va dicendo in giro che le case discografiche hanno cannato tutto nell'ultimo decennio: "Pensavamo che i nostri contenuti fossero perfetti così com'erano. Ci aspettavamo che i nostri affari rimanessero beatamente inalterati anche se il mondo stava progredendo verso l'interattività e verso connessioni ubique, mentre il file sharing stava esplodendo - ha ammesso Bronfman - E naturalmente ci sbagliavamo". Intervenendo in un convegno di operatori telefonici, li ha esortati a non ripetere i macroscopici errori fatti dalle major.

E mentre dispensa saggi consigli agli operatori telefonici, la sua Warner continua a denunciare gli utenti che scaricano mp3 da internet ed è stata la maggiore oppositrice all'eliminazione dei lucchetti dai brani venduti da Apple tramite iTunes.

Bah, questi discografari iniziano quasi a farmi tenerezza: hanno capito che hanno cannato tutto quello che era possibile cannare, ma per una sorta di riflessi condizionati, continuano a perpetrare comportamenti che li condurranno alla loro estinzione.

"Ci siamo sbagliati: viva il P2P" Compilation

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