18 luglio 2008

Viale del Tremonti

A dimostrazione che questo Paese è ormai su una china pressochè irreversibile c'è questa cosa di Giulio Tremonti, un commercialista di provincia d'alto bordo, che viene considerato comunemente un genio dell'economia. Capisco, se i confronti sono con Calderoli, Gasparri o Brunetta...
In realtà, il signore in questione è uno dei maggiori responsabili dell'impoverimento generalizzato che sta attanagliando l'Italia da più di un lustro. Quantomeno perchè porta sfiga.

Tutte le volte che questo tizio si trova ai posti di comando si verificano crisi economiche devastanti. Era al governo da pochi mesi nel 2001, quando si verificò l'11 settembre e quel che ne conseguì. Nei pochi mesi di interregno del governo Prodi, vi fu una (timidissima) ripresa economica con extra-gettito fiscale a go-go. E' ritornato lui e siamo ancora in piena crisi, tant'è che tutti gli indicatori economici stanno toccando tutti i record negativi.

Ma non si può dire che non ci abbia messo del suo. In pieno post-11 settembre ed in piena crisi della new economy, impostò tutta la politica italiana su un'ipotesi di boom economico. Fu quello che governò l'epico passaggio in Italia dalla lira all'euro, con gli effetti che stiamo ancora vivendo. A colpi di inflazione programmata pari alla metà di quella ufficiale, e con questa pari ad un decimo di quella reale, in pochi hanno ha dimezzato il potere d'acquisto della stragrande maggioranza degli italiani.

Seriamente. Tremonti non è un economista. Tremonti è un commercialista. E come tale ragiona. Qual è il mestiere di un commercialista? Capisce di contabilità e conosce i buchi neri della legislazione. Ti offre una prestazione professionale volta a far pagare meno tasse possibile. E cosa fa un commercialista quando lo si mette al governo con la possibilità addirittura di farsi lui le leggi? Continua a fare il mestiere di sempre: far pagare meno tasse ai suoi clienti e ad offrire le sue prestazioni professionali tese a produrre vantaggi per i suoi clienti.

In pieno scandalo Enron, che aveva mandato sul lastrico milioni di lavoratori e pensionati, il nostro genio dell'economia depenalizza il falso in bilancio. BelliCapelli, il suo datore di lavoro ringrazia. Ha varato i condoni fiscali più scandalosi che la storia ricordi. Da manuale restano i 1800 euro pagati da Mediaset per condonare un illecito da 10 milioni di euro. Il suo datore di lavoro ringrazia. E quando i conti sono proprio uno sfascio, cosa si inventa il nostro genio della contabilità? La finanza creativa, naturalmente. Tradotto, trucchi contabili di quarta categoria. Il suo padrone ringrazia.

Ma questo è il passato. Praticamente niente al cospetto di quello che ci attende nei prossimi anni. E a giudicare da questi primi mesi in cui, per la IV volta si ritrova a svolgere il ruolo di ministro dell'Economia, ne vedremo delle belle. E come nella più classiche delle immagini, dirigerà l'orchestrina mentre la nave affonda.

E' per questo che, per puro spirito di servizio, abbiamo deciso di inaugurare una nuova rubrica intitolata, appunto, Viale del Tremonti, con cui dare evidenza e illustrare le sciagurate scelte di questo affossatore dell'economia nazionale e massacratore di stipendi a beneficio esclusivo dei suoi pochi e facoltosi clienti.

2 commenti:

navarrini ha detto...

Neppure io sono un grande sostenitore di Tremonti. Però - pur senza essere giornalisti (anzi, proprio per questo!) - cerchiamo di dare notizie fondate.

Giulio Tremonti è laureato in giurisprudenza (come tutti gli "economisti" che si rispettino) ed è professore ordinario di Diritto Tributario nell'Università di Pavia. Inoltre, esercita(va) la professione di avvocato in Milano (con studio in via Crocefisso n. 12), in materia tributaria.

Pertanto, il nostro "eroe" (bhè, se è tale Mangano... figuriamoci Tremonti!) non è un economista in senso stretto, né è dottore commercialista.

Indubbiamente - occupandosi di diritto tributario - di questioni fiscali qualcosa ne capisce. Ed esercitando la professione di avvocato è, per definizione, uno fazioso (anche se, scusate il "bisticcio", Antonio Fazio non gli è affatto simpatico).

Ora, pur essendo pienamente d'accordo con Chartitalia sul fatto che le ricette economiche cucinate in questi anni da Tremonti non abbiano in alcun modo favorito né lo sviluppo, né la concorrenza, né il benessere (sortendo effetti opposti); e pur ritenendo completamente scombiccherata l'idea neoprotezionista, messa in campo da ultimo, per contrastare i prodotti del far east, non ritengo si possa - se non in una rappresentazione macchiettistica - equiparare Tremonti a Calderoli o a Gasparri.

Tremonti possiede buone doti dialettiche (che agli altri, ahiloro!, mancano) ed una formidabile preparazione tecnico-giuridica. Queste qualità, purtroppo, non gli impediscono di operare nell'interesse di pochi (praticamente di uno solo!), ma sarebbe un errore imputare le sue malefatte a forme di ebetismo come quelle che affliggono altri politici.

Le responsabilità politiche di Tremonti - proprio perché egli sa quel che fa - sono ben più gravi di quelle degli altri soggetti citati.

chartitalia ha detto...

Ciao Gianluca.
Grazie per la precisazione sul titolo di studio del divo giulio (questo nome sembra sempre foriero di sciagure). Naturalmente mi riferivo alla sua attività principale: come indicato nel link che ho aggiunto, il suo studio di via Crocefisso è uno studio di tributaristi d'alto bordo (ne convengo, non di provincia). E, la mission di questo studio era quella di far pagare meno tasse ai loro clienti.

Ti sembra che abbia paragonato Tremonti a Calderoli e Gasparri? Infatti, se i termini di paragone sono questi è ovvio che il nostro eroe fa la figura del genio.

Come sai, i tuoi pungoli critici e rigorosi sono sempre ben accetti.

1 saluto