05 gennaio 2009

Chi ci lascia/ Valentina Giovagnini

Pubblichiamo un bell'intervento di Mario Bonatti del nostro team, a ricordo di una delle interpreti più interessanti dell'asfittico panorama musicale italiana: Valentina Giovagnini, prematuramente scomparsa in questi giorni.
Approfittiamo per segnalare il bel blog di Mario, Izimbroblog (indovinate in omaggio a cosa...).


La fredda cronaca sta in questo altrettanto freddo link.

Per chi l’ha scoperta e ammirata in quel Sanremo 2002 la scomparsa prematura di Valentina è innanzitutto una vita spezzata tra le tante, troppe, che trovano un destino avverso sulle strade d’Italia. Ma sicuramente, senza volere fare uno sciacallaggio sulle polemiche, il destino di Valentina ha voluto che lei percorresse strade distanti da quelle lastricate che percorrono altri bravi artisti come lei. Valentina, grande ammiratrice di un certo Angelo Branduardi è stata polistrumentista, ricercatrice di suoni nuovi, all’apparenza mutuati dalla moda New Age, ma in realtà risalenti alla archetipica vocazione del fare musica che si perde nella notte dei tempi, in paesaggi incontaminati che fungono da muse ispiratrici e che secoli fa facevano somigliare la brulla Scozia alla sua Val di Chiana.

Valentina vinse a mani basse il premio della critica in quella edizione festivaliera, dove fu votata quasi col massimo dei voti (58 su 60) dalla Giuria di Qualità presieduta da Claudio Cecchetto. De “Il passo silenzioso della neve” aveva colpito l’intreccio di melodia e contrappunto, oltre a un uso della voce che sapeva regalare emozioni autentiche anche con l’ausilio di alcuni effetti speciali. La categoria Nuove Proposte la vinse tuttavia Anna Tatangelo, e ci furono spazi e occasioni, soprattutto per lei.

A Valentina, dopo il suo unico album “Creatura nuda” e il secondo singolo “Senza origine”, le porte della discografia si sono inesorabilmente chiuse, relegandola a un ruolo di meteora incompiuta, ben lontana da potersi esprimere in tutte le sue possibilità, senza neanche compiere una vera e propria parabola. Intorno a Valentina si era costruito un solido fan club con il quale era solita incontrarsi in raduni saltuari, in una concezione da artista assolutamente antidiva.
Invano i suoi stretti collaboratori Davide Pinelli e Vincenzo Incenzo (della “scuderia” di Michele Zarrillo) hanno provato a ridarle visibilità sulla scena musicale. Valentina ha sempre preferito suonare “nascostamente” dal vivo a apparizioni televisive sporadiche e fine a sé stesse in stile “Music Farm” con le quali non si sarebbe sentita realizzata. Mancherà a tutti il suo sorriso trasognato di una ragazza che irradiava un entusiasmo nel fare musica altrimenti inesprimibile se non attraverso il suo volto sereno le sue canzoni e la sua voce suadente.

E scusate se tutto questo sarà sembrato una lode incondizionata di un suo ammiratore. Grazie Valentina per quello che ci hai dato, che è stato poco ma non per colpa tua.

by Mario Bonatti HPI



Articolo precedente della serie: Chi ci lascia/ Miriam Makeba

5 commenti:

Daniel ha detto...

Ho vissuto la musica di Valentina solo nell’intimo del mio ascolto, in solitudine. Senza condividere le emozioni che mi ha dato con nessuno. Solo ora ne parlo. In sua memoria. Con questo dolore e senso di ingiustizia dentro. Ma anche con un grande grazie per lei e la sua anima meravigliosa che mi nasce direttamente dal cuore. La sua voce sarà immortale dentro di me, come il suo ricordo. Voglio pensare che Valentina non sia morta proprio perché sopravvive come il fuoco senza fine dello spirito celtico in cui la sua anima aveva trovato conforto. Citando Yeats dal suo “Crepuscolo celtico”, lascio una dedica a Valentina: “Time drops in decay, like a candle burns out, and the mountains and the woods have their days have their days, but kindly old roots of the fire burn moods, you pass not away”.
Daniel

Lunatika ha detto...

Sono pentita dal non avere vissuto meglio Valentina. Ne sono stata una grande fan, da cantante anche io nel mio piccolo, per me lei era un mito. Canzoni fantastiche, originali, voce eccezionale. Il suo cd l'ho ascoltato e riascoltato più volte. Poi anche io l'ho abbandonata, è la vita. Il tempo, gli impegni, il non sentire novità da lei. E ora, leggere questa notizia, mi addolora. Per l'artista, che avrebbe potuto fare ancora grandi cose, ma soprattutto per la persona. Poteva insegnare, sposarsi, avere figli, essere felice in tanti altri modi ancora nella vita. Anche nel suo essere insegnante. Mi auguro che diventi un mito alla Alex Baroni, adesso, anche se, fossi in lei, riderei da lassù di tutto questo interesse di molti, cher sarebbe potuto arrivare prima... un abbraccio.

Marcello ha detto...

Sabato ho letto che Valentina è morta e sono rimasto profondamente addolorato e rattristato. Ancora oggi (martedì) sono turbato da questa tragedia avvenuta senza un perchè.
Di solito ciò mi capita raramente con le persone (e molto con gli animali), ma con Valentina sono state sensazioni diverse...

Musicalmente la conoscevo come artista soltanto attraverso i 3 singoli che aveva pubblicato 6-7 anni fa, ora l'ho ascoltata tanto in questi tre giorni... davvero brava, l'esecuzione sanremese col flauto di "donegal" su youtube è da brividi.

Ma oltre ad una brava artista originale e affascinante, se ne è andata una ragazza tanto semplice, dolce, garbata, e tanto bella, una bellezza acqua e sapone come piace a me. A solo 28 anni e con tutta la vita davanti. Non è giusto... che tragedia.

Condoglianze ai familiari e a chi le voleva bene. Ciao piccola Valentina R.I.P. :'(

Anonimo ha detto...

porca puttana non ci posso credere :((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((((
ero innamorato di lei :( a sanremo mi aveva fulminato e mi sono sempre chiesto perchè a quella bella affermazione non sia seguito il successo che meritava :( bella donna...bella voce...belle emozioni bella e basta :( ovunque tu sia ti amo.

Chakotay ha detto...

Io ci sono rimasto molto male quando mi è arrivata questa notizia; non volevo crederci, e ancora oggi mi è difficile.