15 marzo 2010

Hit Parade che non c'è 2010/ Settimana n.10 del 15 Marzo

Premesso che quelli che votano l'attuale centro-destra mi fanno ribrezzo, vediamo cosa è successo a questa nostra classifica che non c'è. Completamente rinnovato il podio, con in testa ancora un pezzo del miglior rock italiano: quella A sangue freddo de Il Teatro degli Orrori che la rete si è prefisso di portare al numero 1 della Hit Parade italiana nella settimana dal 22 al 28 marzo prossimi.

Prima delle chiacchiere di commento, eccovi la Top 20 completa, da cui potete votare direttamente i vostri preferiti, mentre più giù trovate il player per poter ascoltare l'intera playlist.





Altra nuova entrata, direttamente in seconda posizione: già in circolazione presso i dancefloor più "avveduti" da qualche tempo, ora è stato realizzato anche in versione "radio edit" il riuscitissimo remix di Heads Will Roll, uno dei brani-chiave del più recente album dei newyorkesi Yeah Yeah Yeahs, IT'S BLITZ. A firmare questa versione più radicalmente "electro" e il dj A-Trak, già recentemente parte del duo Duck Sauce (che nella nostra classifica ci sono arrivati con "aNYway"...).

Al 7° posto entra 2nd Streets Have No Name, secondo singolo estratto dall'album ROMBORAMA, che ha consolidato la fama internazionale del progetto The Bloody Beetroots (ovvero Bob Rifo, da Bassano Del Grappa...). Ospite in voce in questo episodio fra il sinfonico e lo stile alla Daft Punk è il viennese Beta Bow.

Altr nuovo ingresso italiano al 7° posto: ritornano in grandissima forma i Baustelle, sempre modernissimi e classicheggianti allo stesso tempo, con un assaggio di quello che promette di essere il capolavoro della loro discografia, ovvero l'album prodotto da Pat McCarthy (vedi R.E.M. e U2) intitolato I MISTICI DELL'OCCIDENTE. Ne Gli spietati, tagliente del loro tipico sarcasmo, è affascinante come sempre l'impasto tra le voci di Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi.

E con questo sono 5 i brani italiani nella nostra lista, sempre molto apprezzati nelle vostre votazioni, a testimoniare una "fame" di buona musica italiana, spesso disattesa non soddisfatta.

Infine, una veloce citazione per un riuscito pezzo nu-rave, Chaos, del gruppo New Young Pony Club e della sua vocalist Tahita Bulmer.

Alla prossima.

Classifica precedente: Settimana n.9 dell'8 Marzo

1 commento:

pop! ha detto...

Da notare che ben tre dei cinque artisti italiani in questa graduatoria, cioè Il Teatro degli Orrori, Sick Tamburo e Bloody Beetroots, provengono dal Nord-Est italiano.