15 ottobre 2010

Lega Ladrona/ Maroni

Per esemplificare i danni che possono fare (e fanno) i legaioli al governo è sufficiente un solo nome: Maroni. Quest'uomo è l'evidenza fatta persona dell'inadeguatezza a governare. I suoi fallimenti non si contano ormai più. Ad iniziare dalla sua prima esperienza come ministro dell'Interno nel primo governo Berlusconi del 1994 quando veniva preso per i fondelli da Biondi, alle leggi ad personam che si è fatto approvare per sfuggire ai reati di attentato alla Costituzione e creazione di struttura paramilitare fuorilegge, dalla incapacità di proteggere Marco Biagi che si era a lui rivolto, al flop galattico delle ronde padane. E, last but not least, la questione della tessera del tifoso e la gestione della sicurezza negli stadi.

Allora, questo diversamente genio della politica, ossessionato dalla sicurezza, sta trasformando gli stadi in vere e proprie caserme dove vengono sequestrati ai cancelli succhi di frutta e tappi delle bottigliette dell'acqua minerale (non sto scherzando).

Dopodichè, in mondovisione, abbiamo avuto modo di assistere allo spettacolo di quel tifoso serbo incappuciato armato di tronchesi che tagluzzava allegramente le reti di recinzione, roteava bengala a tutto spiano, mentre spranghe, bombe carta ed altre cosine del genere che erano penetrate allegramente all'interno dello stadio.

Che è la fotografia di questi inettti legaioli: forti coi deboli e deboli coi forti. Mostrano la faccia feroce verso i cittadini maggiormente indifesi e lasciano indisturbati i criminali di tutte le risme.

Maroni è riuscito a farci fare una figura di merda nei confronti di tutto il mondo, con l'immagine dell'Italia che ne esce a pezzi. Lo spettacolo offerto in diretta, con un intero stadio in balia di 4 teppistelli ci perseguiterà per decenni (e sarà certamente ricordato quando l'Italia avanzerà la richiesta di ospitare una qualche manifestazione).

E tutto questo da parte di un figuro che pronuncia 3 volte la parola sicurezza ogni 2 parole che pronuncia. Inetto ed incapace. Che se fosse dotato di un minimo di dignità avrebbe già rassegnato le dimissioni. Ed invece eccolo lì, a sbraitare contro tutti senza assumersi alcuna responsabilità.

Eccolo a sbandierare telex (i telex! ma come cazzo comunicano le questure?) che proverebbero la mancanza di informazioni. Come se non ci fossero state le avvisaglie degli incidenti al gay pride di Belgrado. Come se Genova non fosse stata messa a ferro e fuoco daglu ultras serbi qualche ora prima.

Niente. Le forze dell'ordine impegnate a sequestrare i tappi di plastica delle bottiglie di minerale ai pacifici compatrioti, mentre i criminali serbi introducevano all'interno dello stadio un vero e proprio arsenale.

Ecco, questo diversamente genio di ministro, che ha dormito alla grande verso i criminali tifosi serbi, si è svegliato all'improvviso ed ha subito individuato il vero pericolo: il corteo operaio della FIOM che si terrà domani a Roma, paventando l'arrivo di provocatori dall'estero! Ciè, questo qui non si preoccupa dei serbi che nel pomeriggio avevano saccheggiato il centro di Genova e si preoccupa di una manifestazione sindacale?

C'è da tremare a pensare che questo individuo gestirà la regolarità delle prossime elezioni politiche. Ci sarebbe davvero di che preoccuparsi, dopo il precedente della scomparsa delle schede bianche nelle politiche del 2006, quelle del quasi pareggio. o inizierei a chiedere l'intervento dell'ONU o della UE per garantire la regolarità delle prossime politiche.

1 commento:

Stefano ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con questo articolo.
E' incredibile come certa gentaglia sia potuta entrare armata quando agli altri inermi levano anche l'ombrello nelle giornate di pioggia (è successo ad una mia collega...).
Comunque le "cappellate" sulla sicurezza non sono una prerogativa esclusivamente italiana.
Guardate cos'è successo in Germania pochi mesi fa e... se non possiamo più neppure fidarci dei tedeschi!