28 novembre 2010

Diritto d'autore: aspettiamoci il peggio

Il signore in atteggiamento mistico è il nostro attuale ministro (ministro!) della "cultura". Sotto il suo "regno" abbiamo avuto il crollo di Pompei, il crollo del finanziamento per attività culturali ma l'istituzione di premi fasulli inventati per compiacere amichette compiacenti (ovviamente a spese nostre: sembra che questo giochino ci sia costato qualcosa come 400.000 euro), oltre ad aiutare marito e figlio della sua attuale compagna (ovviamente con i soliti soldi pubblici, cioè nostri).

E mentre era impegnato in queste imprese, ha trovato il tempo di nominare tale Paolo Marzano a capo del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, l'organo previsto dalla legge sul diritto d'autore, e che ha delicate funzioni su materie attinenti il copyright.

L'ha fatto un po' alla chetichella (non c'è traccia di tale nomina sul sito del Ministero) e, per la verità, un'altra bizzarria è che la voce del Marzano su Wikipedia è stata cancellata il giorno stesso della sua nomina.

Bah... Perchè tutto questa "riservatezza" sul neo presidente? Sarà perchè sembra molto attivo nella lotta contro la pirateria? Sarà perchè è membro della Copyright Society of America? O sarà perchè è anche membro della ALAI, associazione anch'essa impegnata a tutela della proprietà intellettuale e sostenuta da SIAE e dalla SCF?

Uhmm... capisco. Come presidente del Comitato consultativo permanente sul diritto d'autore avrebbe il compito, non banale, di mediare tra i diritti di autori ed editori ed e diritti di cittadini e consumatori. Ma se il suo cuore batte inesorabilmente da una parte non è che la cosa ci lasci del tutto sereni. Attendiamo fiduciosi i prossimi inasprimenti.

6 commenti:

kurdt ha detto...

Ho una domanda seria, a cui non ho trovato riposta per ora, nel caso una persona (io ed un mio amico) decidessimo di mettere su un disco pub con solo musica CreativeCommons, dovremmo pagare qualcosa alla siae in ogni caso, o finalmetne saremmo salvi?

kurdt ha detto...

P.s. se potessi rispondere sulla mia email, te ne sarei grato

arterritico(chiocciola)gmail(punto)com

chartitalia ha detto...

@kurdt:
mi spiace, niente risposte private: non è un sito di consulenza giuridica

avevamo trattato di questo tema in questo post su una gelateria romana che è riuscita a non pagare le gabelle SIAE in un caso analogo;
eventualmente prova a contattare loro per capire quali passi fare

Massimo ha detto...

Per effetto del procedimento amministrativo richiesto per la musica nei P.E., si sareste "costretti" ad interpellare la SIAE e ottenere il "Permesso" che ovviamente non andrà oltre l'obbligo del ripsetto dei diritti d'autore richiesto cme requisito di licenza.
La SIAE. come leggerai anche nell'articolo che ti ha segnalato chartitalia, non è attrezzata per questo tipo di scelta, nonostante dovrebbe esserlo visto che la legge glielo impone.
Molto brevemente, la licenza per la musica che dovrete richiedere al Comune, che è secondaria alla principale di somministrazione (a meno che non vogliate essere prima di tutto locale di spettacolo, con ben altri impegni però), prevede per essere valida (la richiesta della sussistenza di requisiti) il rispetto dei diritti d'autore, della legge 633/41, la quale comprende tutti i diritti, anche di quelli che scelgono forme diverse di tutela come il CC. La SIAE è perciò tenuta a "farli rispettare" anche se non li ha sotto tutela diretta.
Dovrete perciò, protoccalre alla SIAE una Dichiarazione di Inizio Attività che allegherete alla domanda per la musica al Comune, dopo di che, per assolvere a quel requisito, dovret ottenere il cd "Permesso SIAE" che naturalmente, non vi costerà nulla in termini di diritti d'autore e connessi ma varrà solo come "prova" del ripetto della legge 633/41

Giuni ha detto...

la Siae è un relitto del 1800, come il diritto d'autore...Ricordi non esiste più, l'Opera ed il librettista già è tanto se vengono rappresentati...
è ora di cambiare, no?
abolire il diritto d'autore per "l'uso privato" ed alleggerire la burocrazia ed i costi per la riproduzione della musica in pubblico!
al giorno d'oggi un dj non potrebbe neanche mixare due canzoni, anche se ha pagato la Siae, incredibile!
Infine: garanzia LEGALE dell'utilizzabilità degli Mp3 acquistati su internet (domanda: come faccio a dimsotrare che un brano acquistato su Itunes è "legale"?)

Massimo ha detto...

beh, anzitutto Giuni, non è vero che un dj che mixa due canzoni (ed immagino intenda in una serata da discoteca o simili) non può farlo. La SIAE poi, non la paga il DJ ma l'organizzatore.
Gli mp3 se sono acquisiti legalmente li puoi utilizzare, fermo restand che se lo fai all'interno di un'attività commerciale/imprenditoriale, devi ottenere la relativa licenza.
La legge non richiede "dimostrazioni" di nulla, non devi proprio dimostrare nulla, semmai è il contrario in certi casi.