"Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune."Sono andato a ricercare questa dichiarazione di Pier Paolo Pasolini durante la lavorazione del suo ultimo film, uscito postumo a fine 1975, Salò o le 120 giornate di Sodoma, perchè le cronache di questi giorni di quanto avviene nelle residenze del
Ispirato al romanzo incompiuto di De Sade, uscito anch'esso postumo quasi un secolo dopo la sua scrittura, nel carcere della Bastiglia in epoca pre-rivoluzione, anche il film di Pasolini concluse con successo le sue traversie giudiziarie dopo 16 anni dalla morte del suo autore.
Quale il motivo di tale accanimento censorio sia sul manoscritto sadiano che sulla pellicola pasoliniana? Certo, il romanzo è una sorta di enciclopedia di perversioni sessuali, mentre Pasolini ebbe la geniale intuizione di trasportare le vicende narrate negli ultimi, e più feroci, anni del regime fascista, quando e dove il potere era esemplarmente totalitario ed arbitrario. Orbene, lo spettro di quelle perversioni innominabili che non possono neanche essere lette in un libro o viste in un film, affiorano nelle cronache odierne tramite le ricostruzioni della questura ed i racconti delle protagoniste.
Nelle due opere suddette il "potere" prende le distanze dall'umanità, trasformandola in oggetto e il sesso ha un ruolo fondamentale, un "ruolo metaforico orribile". Secondo Pasolini "il sesso in questo film, sia pure in modo onirico e stravolto, diventa la metafora di ciò che oggi il potere fa dei corpi", descrive la "mercificazione dei corpi da parte del potere". È soprattutto metafora dell'essenza più intima del potere fatta di brutalità, sopraffazione, viltà e totale certezza dell'impunità. Facendo convergere l'intuizione di Sade sull'attuazione del potere attraverso il controllo del sesso, Pasolini svela la correlazione fra la dominazione di classe e la sopraffazione sessuale.
Constatando ferocemente e lucidamente la malafede di qualsiasi interpretazione tranquillizzante dello specifico caso italiano e della violenza massificante che il regista vi scorge. Un cambiamento epocale che per Pasolini trasforma anche il sesso, fino ad allora da considerare una risorsa giocosa e liberatrice delle classi subalterne, in un orribile obbligo di massa, imposto da una forza invisibile, a cui tutti si adeguano.
State a sentire (ci faremo aiutare dalla apposita pagina di Wikipedia).
La vicenda ha luogo sul finire di un regno quando le risorse dello Stato si erano esaurite ed i ceti produttivi impoveriti (gli unici soggetti a tassazione), a tutto vantaggio di un ristretto gruppo di speculatori che avevano potuto invece accumulare enormi fortune grazie alle speculazioni e agli appalti. Guardate, stiamo parlando del romanzo di De Sade non della situazione italiana. Ma questo è solo l'inizio.
Tra questi personaggi senza scrupoli troviamo i 4 protagonisti della vicenda, rappresentanti dei vari poteri forti. Essi sono:
- il Duca: descritto come un personaggio dotato di un grandissima potenza sessuale rimasta, nonostante l'età, inalterata. Egli è totalmente privo di principi morali, desideroso solamente di soddisfare i suoi appetiti e istinti primari. Tale assenza di scrupoli si è in lui rivelata sin dalla più tenera età. Innumerevoli atti infami hanno accompagnato la sua esistenza: ciononostante egli è un personaggio codardo e vile nei momenti di difficoltà e pericolo, una caratteristica questa che egli stesso tuttavia giudica positivamente reputandola un sentimento naturale e legittimo, frutto dell'istinto di conservazione.
- il Presidente: descritto come un vecchio di più di sessant'anni, dall'aspetto scheletrico e ripugnante segnato dal vizio, egli è l'immagine della sua stessa moralità. Sebbene sia ben dotato, ha difficoltà di erezione, in quanto nulla ormai lo eccita più di tanto, essendo ormai egli assuefatto ad ogni forma di pratica, per quanto cruenta possa essere.
- il Vescovo: viene descritto come una persona dall'aspetto banale, ma di pari malvagità e superiore raffinatezza di gusti. Nel libro viene narrato di come, nominato tutore di due fanciulli (un ragazzo ed una ragazza), figli di un suo amico e destinatari di un enorme lascito li abbia privati di ogni loro avere.
- il Banchiere: poche informanzioni vengono fornite su di lui, a parte una sommaria descrizione fisica (è basso, di carnagione pallida, ipodotato) e psicologica, laddove viene descritto come piuttosto effeminato. Sessualmente è pressoché impotente.
Beh, non ritrovate tantissimi delle caratteristiche della fauna che girano intorno (e non solo) al vostro satrapo brianzolo? Compresa quella cosa inquietante del tutore che approfitta dei minori scippandogli via la proprietà.
Costoro, accomunati oltre che dalle pratiche disoneste e immorali attraverso le quali avevano creato e accresciuto le loro immense fortune anche dalla passione per il libertinaggio più sfrenato, avevano per così dire cementato la loro amicizia.
Decidono di effettuare un esperimento estremo: rinchiudersi in una villa isolata dal resto del mondo insieme a un folto gruppo di giovani che verranno usati per soddisfare tutte le loro perversioni sessuali. L'isolamento e l'inaccessibiltà sono il necessario fondamento della garanzia di impunità, che consente al libertino di agire al di fuori dei vincoli sociali e delle limitazioni poste da chi gli è sopra: ancor prima che geografico quindi il luogo del libertinaggio è mentale e costituisce un mondo parallelo precluso ai comuni mortali.
Beh, si sa, i grandi artisti hanno il dono di percepire prima di altri i sommovimenti di un epoca. E negli anni in cui i satrapi brianzoli mettevano le basi del loro potere economico e mediatico, trescavano con il potere giudiziario, politico e religioso a suon di mazzette, in attesa di conquistarli direttamente, un pedante intellettuale aveva capito tutto e ci aveva lasciato il suo testamento, le cui profezie iniziano ad intuirsi 35 anni dopo.
P.S. (per leghisti e italioti): ovviamente si tratta di una metafora. Attualmente non c'è bisogno di reclutare fanciulle in fiore sotto la minaccia delle armi ma lo si fa a colpi di bustarelle imbottite di euro, di appartamenti in comodato d'uso, di comparsate in programmi televisivi ed, ahimè, in cariche in parlamento o nei consigli di enti locali.

1 commenti:
secondo me scomodare pasolini è sin troppo per queste pochade, forse il livello giusto è alvaro vitali e le dottoresse del distretto militare
Geronimo
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