10 gennaio 2011

Le (lunghe) ferie di FIMI


La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) si picca di pubblicare le classifiche "ufficiali" di vendita di musica in Italia. Ufficiali, capite? Vuol dire che dovrebbe effettuare una fotografia realistica dell'andamento delle vendite per l'intera industria discografica italiana. Che da quei dati dovrebbe trarre conseguenze e basare le sue politiche aziendali (per esempio, i negozi di dischi o le catene di vendita). Orbene, sino a ieri l'ultima classifica di vendita pubblicata sul sito (questo sì) ufficiale della Fimi era ferma al 12-12-2010. Sì, avete visto bene: è ferma al 12 dicembre, praticamente ad un mese fa.

Certo, e chi vuole negare le ferie al personale della Fimi (o a chiunque ne curi il sito). Ma ci sarebbe solo da far notare che il periodo natalizio, da sempre, è quello in cui si vendono più dischi e l'intera annata può dipendere dai risultati che si ottengono in questo periodo. E cosa fanno questi che si piccano di stilare la classifica "ufficiale"? Vanno in ferie per un intero mese, lasciando i vari operatori completamente all'oscuro su qualsiasi dato di vendita.

Certo, probabilmente oggi le classifiche torneranno ad essere comunicate, secondo le comodità della Fimi e dei suoi collaboratori. Ma non secondo le esigenze di quegli operatori che FIMI dovrebbe, come sua missione, cercare di soddisfare.

Vabbe', è una delle tante ridicolaggini di un paese ridicolo. Certo, se questo paese non sente la vergogna di avere come suoi rappresentanti un La Russa, un Calderoli o un Gasparri, per dirne solo alcuni, cosa volete che importi che la chart "ufficiale" dei dischi sia curata da un ente che lascia completamente senza informazione l'industria che rappresenta nel momento di maggior bisogno? C'è da meravigliarsi se poi l'industria discografica italiana è tra le più disastrate al mondo?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

le classifiche vengono regolarmente inviate agli utenti professionali abbonati al servizio. Chi si collega al sito solo per vedere le classifiche gratis e si lamenta non è evidentemente un operatore professionale.

FIMI ha detto...

spettabile Chartitalia,
le classifiche sono state inviate ai clienti di GFK e Nielsen come da calendario.
L'aggiornamento del sito non ha impedito agli abbonati che già ricevono i servizi aggiuntivi di fruire dei dati e degli aggiornamenti.

FIMI

chartitalia ha detto...

Gent.ma FIMI,
grazie per la precisazione.
Però non credo di aver asserito nel post che voi abbiate interrotto un servizio rispetto ai clienti di GFK e di Nielsen, eventualmente ciò sarebbe un problema di GFK e di Nielsen e non di FIMI.

Quello a cui mi riferivo è esattamente al ruolo di Fimi e delle sue classifiche. Ora vorrei che mi citasse un solo paese al mondo in cui la pubblicazione di una chart ufficiale, accessibili per tutti, subisca interruzioni così lunghe come quelle che tradizionalmente si osservano con FIMI. Passi per l'intero mese di Agosto, dove le vendite sono notoriamente rallentate, ma addirittura un black out come questo Natale non si è mai verificato, forse neanche in Italia.

E quando mi riferisco agli operatori, non mi riferisco ai pochi che sono abbonati ai servizi GFK e Nielsen, ma a tutto l'indotto che gira intorno alla produzione musicale: non solo negozi di dischi e catene di vendita, ma tutta uan serie di operatori, sopratutto microscopici ma anche no, che dalle classifiche di vendita traggono utili informazioni per le loro attività.

Mi riferisco alle centinaia, o forse migliaia di siti e blog che aiutano a promuovere le attività delle aziende che Fimi rappresenta. Sarà un caso che la rubrichetta sulle classifiche del Corriete online (Corriere.Hit) è scomparsa esattamente nelle settimane in cui Fimi era chiusa per ferie? E che la anche la deliziosa rubrica di Paolo Madeddu TheClassifica su Macchianera non avesse materiale su cui esercitare la sua divertita cronaca?

Il punto che forse sfugge, e che mi permette di porre alla Vostra attenzione, è che se la classifica Fimi (come giustamente viene identificata nell'immaginario collettivo la classifica che pubblicate, a prescindere dalla società che cura l'indagine di mercato) vuole porsi come punto di riferimento per le classifiche italiane, non può chiudere questo punto di riferimento proprio nel periodo di massima vendita (e di massimo interesse per il mercato) dei prodotti musicali. Tant'è che il nostro sito ed il nostro blog è nel periodo di festività che riceve il maggior numero di visite.

Le ricordo, come ben sa, che nei paesi in cui l'industria musicale viene presa più seriamente, quali UK, States, ma anche Francia, Germania, ecc. le classifiche sono prese molto seriamente e sono accessibili a tutti per un elevato numero di posizioni.

Gentilmente, ci farebbe notare se esiste un paese dove la classifica ufficiale singoli sia sola a 10 posizioni? in UK la BBC trasmette in diretta appena viene chiusa 40 posizioni e sono facilmente accessibli 75 posizioni, gli States la classifica ufficiale pubblica è a 100 posizioni. E così in tutti i paesi in cui esiste una parvenza di industria musicale.

In Italia la classifica singoli "ufficiale" è solo a 10 posizioni. Ah, per non parlare del mistero rappresentato dal numero dei dischi venduti, segreto custodito meglio dei responsabili della strage di Ustica. Possibile sia così devastantante divulgare quante copie vengono vendute da un brano o disco in classifica?

Mai pensato che la crisi in cui versa l'industria discografica sia dovuta anche (ripeto _anche_, non _solo-) alla scatteria con cui questa viene trattata dagli stessi addetti ai lavori?

Mi scuso per i toni di questa mia risposta che, come può intuire, sono dovute esclusivamente alla passione che mettiamo in tutto ciò che inerisce a classifiche e dintorni.

Massimo L ha detto...

Il fatto che qualcuno della FIMI legga questo blog è vagamente inquietante...

chartitalia ha detto...

@Massimo L:
Ti dirò, ripensandoci magari quel commento è stato inserito da un qualche burlone. Il direttore di Fimi Enzo Mazza è un polemista acuto e di razza e non avrebbe mancato una replica.

erpy83 ha detto...

Caro chartitalia,
concordo appieno con il tuo commento, critico ma molto chiaro ed esemplificativo dei problemi che la nostra industra discografica attraversa da anni ormai. Io sono un semplice appassionato di musica e le classifiche mi hanno sempre incuriosito, quindi capisco perfettamente la frustrazione di non vedere regolarmente le posizioni della classifica che ci rappresenta e soprattutto di vedere solo poche posizioni, oltre al discorso dei dati di vendita. Speriamo solo che le nostre richieste vengano ascoltate in futuro e che proprio nei periodi di maggiore vendita le classifiche siano disponibili gratuitamente a tutti gli utenti, esperti o patiti essi siano.