13 marzo 2011

Chi ci lascia/ Nilla Pizzi

Alla tenera età di 91, ieri ci ha lasciato quella che i rotocalchi italiani hanno sempre etichettato come "la Regina della Canzone Italiana", abbondando in maiuscole (mentre il Re, anzi il reuccio, era Claudio Villa). Per i più di voi, Nilla Pizzi probabilmente verrà associata al trash televisivo devastante degli ultimi decenni (quello dei Lele Mora, per intenderci), tant'è che non si contano le sue comparasate e partecipazioni a trasmissioni commemorative televisive pomeridiane.

In realtà Nilla Pizzi è stata davvero una grande nei suoi quindici anni di strepitosa carriera tra la fine della seconda guerra mondiale e l'esplosione dei cantautori di fine anni '50. E non solo per la grandissima popolarità che aveva conquistato nella cultura popolare dell'epoca, ma anche per la qualità delle sue interpretazioni e sinanche delle canzoni che interpretava.

Grazie dei fiori non è solo il brano che ha "inventato" Sanremo ed, in pratica, tutta la canzone popolare italiana della seconda metà del Novecento, ma è anche un brano di grandissima qualità (per i più scettici, provate a sentire l'interpratione-omaggio del brano fatta da Carmen Consoli, 60 anni dopo la nascita del brano).

Altrettanto splendida è la canzone che fu sconfitta nientemeno che da "Nel blu dipinto di blu" di Modugno nella mitica edizione del 1958 che segnò la nascita della canzone moderna, L'edera, diventua nel tempo addirittura una icona gay (vedi ad esempio omaggio recente di Marco Mengoni...).

Altra pietra miliare della canzonetta italiana fu quella Papaveri e papere che contribuì ad imporre Sanremo nell'immaginario collettivo, divenuta nel tempo simbolo della canzone leggera, ed addirittura simbolo di satira politica (o di rassegnazione) politica. Per inciso quell'anno, il 1952, la Pizzi riuscì in una impresa che non sarebbe mai più uguagliata da nessuno: conquistare tutti i tre posti del podio sanremese: 1° con la (mediocre) Vola colomba, 2° con la suddetta "Papaveri e papere" e 3° con Una donna prega.

Ma oltre a vincere (e lanciare) il festival di Sanremo, la Pizzi vinse (e lanciò) anche la prima edizione del festival di Napoli che negli Anni '50 era forse più popolare dello stesso festival rivierasco. La prima edizione nel 1952 fu vinta con Desiderio 'e sole, bissando quasi l'en-plein di Sanremo piazzandosi anche al 3° posto con Margellina.

E per togliere ogni dubbio sulle qualità della Pizzi, quella che viene considerata la più grande cantante italiana di tutti i tempi, Mina, ha scritto nella sua rubrica che tiene per il quotidiano La Stampa: "Io ho imparato molto dalla sua voce, ed è giusto ammetterlo, finalmente".

"Grazie dei fior e addio per sempre addio, senza rancor"
(Nilla Pizzi, Grazie dei fiori)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Che tristezza la cantante delle mie nonnine,era proprio una grande,se in Italia esistesse cultura musicale la sua grandezza sarebe celebrata in altro modo.
Tra l'altro pochi sanno di altre canzoni che interpretate da lei hanno avuto enorme successo popolare e sono entrate nel pensiero comune.
Tipo oh mama mama mama e quel mazzolin di fiori

Ciao ciao

Stefano ha detto...

Anche se irrimediabilmente superata già nei primi anni sessanta, è stata una grande professionista.
Tra l'altro dotata di una grande auto-ironia e la capacità di capire che il suo bel periodo era finito e di farsene una ragione.
Al di là del suo genere musicale, è stata una vera cantante e ha lavorato sino a tardissima età.
Fino a pochissimi anni fa, mostrava 20 anni di meno in TV...
Un saluto a te, Nilla!