29 maggio 2011

Musica e politica

"Blog musical-politico" recita il sottotitolo di questo blog, un po' atipico nella blogosfera italica. Riuscendo così a scontentare sia quelli che "ma che c'entra la politica con la musica" sia i seriosi cultori dell'impegno sociale che trovano troppo frivolo mischiare i massimi sistemi con le canzonette. Musica e Politica: due linguaggi che toccano corde emotive diverse, ma narrano e si incentrano entrambi sulle vicende quotidiane delle persone, due sfere della vita sociale che non c'è alcuna ragione che non possano incontrarsi e fondersi.

Beh, trascurando pure il fatto che qui scriviamo sulle cose che ci interessano (e se ci interessa questo abbinamento non sappiamo davvero che farci), le vicende dell'ultima campagna elettorale hanno messo in evidenza che la relazione tra musica e politica non è poi così peregrina come ci rimproverano in molti. Tan'tè che mai come in questa campagna elettorale la musica è intervenuta pesantemente quasi a segnarne i destini. E non solo per effettuare endorsement dell'uno o dell'altro candidato, ma proprio a sottolineare una diversa sensibilità, se non una diversa visione dell'esistenza. Vediamo.

Che qualcosa stesse cambiando a Milano lo si è capito il 10 maggio quando 30.000 persone hanno partecipato al concerto a sostegno di Giuliano Pisapia in piazza Duca d'Aosta alla Stazione Centrale di Milano: piazza vituperata, piazza perfierica, piazza di passagio ed alla fine rivalutata. E la stragrande maggioranza di queste persone erano giovani sotto i trent'anni. La manifestazione era intitolata Milano Libera Tutti: un concerto gratuito a cui hanno partecipato band della scena indie e underground: Afterhours, Subsonica, Casino Royale, Marta Sui Tubi, Ministri, Dente, Roy Paci, Pierpaolo Capovilla.

Evento indovinatissimo sin dal titolo che fonde mirabilmente il richiamo ad un brano cult quale Liberi tutti con cui Subsonica e Daniele Silvestri facevano ballare nel 1999 con il segnale che l'intera nazione si aspetta da Milano: quello di liberarci da questa classe politica sciatta, incapace, volgare e corrotta. Rivolgendosi in particolare ad un pubblico che si era disaffezionato dal voto: quello giovanile. All'insegna del "free" nella doppia accezione di libero ma anche di gratuito: nessun biglietto per assistere al concerto ma anche nessun cachet per i musicisti che avevano dato la loro adesione a supporto di Pisapia.

Concerto bis qualche giorno dopo a chiusura della campagna elettorale, questa volta più convenzionale: ad iniziare dalla location (la solita Piazza Duomo), con la partecipazione mainstream del rilanciatissimo Roberto Vecchioni, e con un titolo più banalotto: Chiamami ancora Milano!, a riprendere il titolo del pezzo vincitore dell'ultimo Sanremo. Ma il risultato è lo stesso: grandissima partecipazione con oltre 40.000 persone a sostenere la candidatura di Pisapia.

L'altra candidata, Letizia Moratti, aveva preferito impostare la campagna elettorale secondo modalità più tradizionali, a colpi di manifesti, inaugurazioni (fasulle) e tagli di nastri e spot pubblicitari milionari. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un sorprendente vantaggio di Pisapia al primo turno su una Moratti frastornata, costretta ad inseguire al ballottaggio.

Battaglia per il ballottaggio che si inaugura con l'infelicissima uscita del consulente all'immagine video della mamma di Batman, Red Ronnie, di cui avevamo riferito in apposito post: l'ineffabile Red, direttore artistico del LiveMi, manifestazione musicale patrocinata dal Comune di Milano a metà tra un talent show e la corrida, comunica che l'evento previsto per il 21 maggio era stato annullato e rimandato a data indeterminata. La cosa raccappriciante è che di questo annullamento veniva incolpato Pisapia!

Accusa senza capo nè coda che si ritorce immediatamente contro il Ronnie e contro la stessa Moratti (che già aveva lanciato una infamia senza capo nè coda accusando Pisapia di furto di un furgone). Da questo momento in poi, nasce il mito di Pisapia come colpevole di tutte le nefandezze dell'universo, riprendendo e caricaturando le accuse rivoltegli dalla propaganda della destra, enfantizzandole e ridicolizzandole, grazie sopratutto ad internet ed ai social network.

Al riguardo, l'esempio più paradigmatico è il video approntato da Radio Popolare sulle note di Nostalgia canaglia di Al Bano e Romina Power, ribattezzato per l'occasione Pisapia canaglia: uno spasso. Un must se non l'avete ancora ascoltato.

Ormai la battaglia per il ballottaggio la si combatte mediaticamente a colpi di concerto: quattro quelli annunciati per il gran finale, a Milano e a Napoli, da parte di entrambi gli schieramenti. E già, perchè anche la Destra si è messa a rincorrere gli avversari sullo stesso campo. Per la Sinistra viene annunciato il bis di Vecchioni a Napoli, Mentre per la destra, protagonista di entrambi i concerti viene annunciato Gigi D'Alessio!

Ora, passi per D'Alessio a Napoli, dove sembra che abbia schiere di ammiratori per le sue caratteristiche di neomelodico. Ma che c'azzecca D'Alessio con Milano? Ed infatti i legaioli (il cui massimo esponente in città è tale Matteo Salvini, noto alle cronache per un coro che lo costrinse alle dimissioni da deputato: "Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...") subito insorgono ed iniziano ad insultare il Giggi che, piccato, diserta il concerto milanese che si rivela un flop epico: poche migliaia in una piazza Duomo sconsolatamente deserta, dove si fanno notare solo i supporter di D'Alessio che, per ripicca, inneggiano a... Pisapia.

Flop epocale, dove si dimostra che la sfera musicale e quella politica sono entrambe false ed appicicaticce: gli interpreti invitati partecipano dietro percezione di un sostanzioso cachet, nè più nè meno di un testimonial che partecipa ad un campagna pubblicitaria di un detersivo. E se ritiene che tale partecipazione possa danneggiare la sua carriera, non esita a defilarsi. Come successo a D'Alessio, ma anche alla cantante italo-somala Saba Anglana, anch'essa ritiratosi dal concerto dopo aver scoperto che non si trattava di un evento culturale ma dell'evento di chiusura della campagna elettorale della Moratti.

Tutt'altro clima (anche atmosferico, visto che il concerto è stato flagellato da un temporale estivo) nel campo di Pisapia. Intanto la partecipazione del pubblico supera le 70.000 presenze nonostante il tempaccio. Decine gli artisti che hanno voluto testimoniare il loro sostegno a Pisapia: da Claudio Bisio a Elio e le Storie Tese, da Giuliano Palma a Paolo Rossi, da Daniele Silvestri a Neri Marcorè, e tant i altri. Beh, esibizioni offerte gratuitamente, senza percepire alcun cachet. Come si diceva, quasi a dimostrare una diversa visione dell'esistenza...

Chiudiamo rispondendo in anticipo al commento imbecille che certamente arriverà: nessuno qui sta sostenendo che la musica sposta voti e che le campagne elettorali si vincono reclutando gli artisti giusti (e nè tantomeno che Pisapia o De Magistris vinceranno le rispettive sfde). Stiamo solo notando che non c'è ragione che linguaggi ed aspetti della vita sociale tradizionalmente separate (musica e politica) restino separati.

1 commento:

Marguerites Penna ha detto...

Secondo me la musica può trasmettere messaggi in modo molto profondo anche quelli politici http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/27/europee-eletto-udc-non-si-ricandida-e-rinasce-in-versione-rock-terminator/964995/
anzi credo che attraverso questo strumento si possa trasmettere anche emozioni