20 maggio 2012

Chi ci lascia/ Donna Summer

Un altro pezzo di storia della musica ci ha lasciato. Nelle scorse ore è toccato a Donna Summer, da tempo malata di cancro e da ancora più tempo lontana dalla scena musicale che aveva dominato a cavallo tra i '70 e gli '80. Per ricordarla potremmo effettuare la solita carrellata tra i suoi successi e gli eventi salienti della sua carriera, cosa che potrete trovare su qualsiasi "coccodrillo". Questa volta preferiamo concentrarci su un solo episodio: la nascita del suo primo, strepitoso, successo: Love To Love You Baby.

Si era nel 1975, e LaDonna Andre Gaines viveva in Germania, dove aveva trovato marito (l'austriaco Helmut Sommer) e da cui avrebbe ereditato il suo nome d'arte anglizzandolo in Summer. Qualche tempo prima, Donna aveva conosciuto il musicista italiano Giorgio Moroder attivo nel campo della musica elettronica ed il paroliere Pete Bellotte, che facevano coppia come produttori e le avevano prodotto l'anno prima l'album LADY OF THE NIGHT, distribuito solo in Olanda dove un paio di singoli estratti avevano avuto un qualche successo.

All'epoca la Summer era quindi totalmente sconosciuta nel suo paese d'origine, gli States, così come in quasi tutto il resto del mondo. Successe che le venne da suggerire a Moroder il verso Love To Love You Baby che, più tardi, mise in un brano di disco music e chiese a Donna di inciderlo. Lei era piuttosto restìa a causa del testo sessualmente piuttosto esplicito ed accettò di inciderne solo una demo da dare a qualche altra interprete. Tuttavia l'interpretazione eccezionalmente sensuale della Summer indusse Moroder a convincerla di pubblicarlo nella sua versione, fu così rilasciato con il titolo "Love To Love You" in Olanda, dove ottenne un discreto successo.

Un nastro del brano fu inviato a Neil Bogart, presidente della statunitense Casablanca Records che lo suonò ad un party a casa sua. Bogart nè restò così impressionato che continuò ad ascoltarlo per tutta la notte. Naturalmente non tardò a contattare Moroder e gli suggerì di farne una versione la più lunga possibile, di una ventina di minuti. Donna continuava ad essere perplessa a causa del testo esplicito ma alla fine si convinse ad "intepretarlo" come se fosse un'attrice, immaginandosi come l'avrebbe resa una come Marilyn Monroe in preda ad un'estasi sessuale. Per favorire la cosa, le luci dello studio furono abbassate in modo da lasciare Donna nella completa oscurità.

La registrazione finale durava quasi 17 minuti e conteneva l'orgasmo più sexy mai simulato su vinile, dai tempi di "Je t'aime moi non plus" della coppia Jane Birkin-Serge Gainsbourg: un festival di mugolii e gridolini (celebre l'attacco della versione originale, divenuto un'icona dell'intera storia della disco), su un tappeto di archi e chitarre wah-wah che avrebbero caratterizzato la disco di quegli anni. Secondo la BBC, il brano conteneva 23 orgasmi...

Da quel momento in poi il brano venne ribattezzato "Love To Love You, Baby" ed occupava un'intera facciata dell'album omonimo; fu rilasciato anche come singolo 12", oltre che sul classico 7" in versioni inferiori ai 5 minuti, oppure nella versione originale ma sempre con il nuovo titolo.

Manco a dirlo, il brano entrò nelle classifiche di mezzo mondo (nonostante diverse radio, quale la BBC, si rifiutavano di trasmetterlo) ed impose Donna Summer come icona erotica e sensuale per antonomasia. Immagine su cui la Casablanca Records ed il suo proprietario camparono per anni. Bogart e la moglie divennero amici e manager della cantante sino ad interferire con la sua vita personale, oltre che professionale tant'è che la Summer entrò in una crisi depressiva da cui sarebbe uscita solo con una conversione mistica, divenendo una fervente cristiana.

Brani come I Feel Love, la rivisitazione di MacArthur Park, Hot Stuff, Bad Girls e No More Tears (Enough is Enough) la consegnano alla storia della musica pop del '900.

2 commenti:

Stefano ha detto...

Forse non è stata la più grande cantante di tutti i tempi, ma ha lasciato una traccia.
Un mix tra bellezza personale, brani azzeccati (per l'epoca) e una non assente bravura.
Quando divenne famosa in Italia andavo alle medie e ricordo ancora la sua immagine vestita di bianco languidamente sdraiata su una luna luminosa, con due splendide gambe esposte.
Beh,allora nei 70' erano tempi solo di grandi fantasie, altro che Internet, e lei mi rimase impressa.
Ciao Donna!

Anonimo ha detto...

...Rimango stupito, a distanza di diverse settimane dalla scomparsa di Donna, quanto poco sia ricordata e celebrata, a differenza di quanto sia stato fatto per un Michael Jackson o per una Whitney Houston. Certo, la celebrità di Donna Summer risale agli anni 70, mentre Micheal e Whitney erano divi anni 80 - 90... Però dimenticarla così.. Ai suoi tempi era stata ai vertici delle classifiche di mezzo mondo con brani come Hot Stuff - I feel Love - Mc Arthur Park (ma altre dozzine sono stati in classifica, ricordo ad esempio il rilancio negli anni 80 con i produttori di Kylie Minogue/Dead or Alive/Rick Astley che le avevano confezionato lo splendido "Another place and time" da cui erano stati tratti i pezzi di successo "This time I know it's for real" e soprattutto "I don't wanna get hurt". I suoi cd non sono stati ripubblicati (si trovano solo raccolte con i brani più classici).. Forse risulta difficile associare un'idea triste, come quella suscitata da una scomparsa, con i pezzi incredibilmente allegri, energici e sensuali di Donna. Io la ricorderò sempre come una grande diva. A lei devono molto Madonna, Kylie, Gaga e tutte le moderne regine della dance. Riposa in pace Donna, ti abbiamo amato tanto.

Francesco