12 luglio 2007

Diritto di panorama

Ricordate la celebre scena di Totò Truffa '62 in cui Totò e Peppino De Filippo vendono la Fontana di Trevi ad un babbeo americano? Promettendogli che avrebbe fatto soldi a palate chiedendo una tassa ai turisti che avrebbero voluto scattare una foto alla celebre fontana? All'epoca la cosa era considerata comica tant'è che la scena è diventata il simbolo stesso di truffa. Beh, in questi tristi tempi questa cosa è invece tutelata dalla legge. La mefitica legge sul dirittto d'autore, naturalmente.

Già, perchè qualcuno ha scoperto che la legislazione italiana non contemplerebbe la libertà di panorama che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d'autore. (!!!)

No, non non siamo in un film comico. Tant'è che la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino, ad esempio, ha diffidato la meritoria enciclopedia online Wikipedia italiana dal pubblicare immagini di opere conservate nei musei statali di Firenze.

Riportiamo dal sito di tale benemerita istituzione: "Il Polo museale di Firenze è una struttura statale, dipendente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ diretto da un Soprintendente storico dell’arte. In questo momento il responsabile del Polo fiorentino è Cristina Acidini."

Ora, tra i compiti di tale istituzione dovrebbe esserci quello di promuovere la cultura italiana ed il turismo. Immagino che la signora Acidini (nomen omen) pensa che probire la diffusione di immagini sulla più famosa enciclopedia al mondo dei capolavori conservati nei musei che amministra sia il modo migliore per far conoscere all'estero l'esistenza di tali tesori.

Ma possibile che il ministero dei Beni Culturali sia retto sempre, a partire dal mitico Urbani sino all'attuale "er cicoria" Rutelli, da personaggi di così basso calibro?

"Diritto di panorama" EP

CHE DIRITTO HAI - Tony Massarelli
Urgente Cha Cha Cha [dal film TOTO' TRUFFA '62] - Anita Sol
GLI IMBROGLIONI - Carlo Rustichelli
THE ACID QUEEN - Tina Turner

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Per sdrammatizzare, direi che il danno non sta tanto nel privare gli utenti di wikipedia, delle foto dei nostri monumenti. Semmai il guaio peggiore è Rutelli che invita a visitarli: "Plis visit dis biutiful uebsite endden visit olso auar biutiful miusiums...Plis...i ripit plis.....visit itali",
Totò al confronto era un dilettante.

Marco ha detto...

Oh,finalmente qualcuno che tira fuori questo argomento! Allora,io da anni giro per l'Italia armato della mia fida videocamera(per riprese esclusivamente personali)e sempre più spesso mi imbatto in questi divieti di ripresa in musei statali,regionali,cittadini,ecc ecc,e io mi chiedo:ma se la roba contenuta nel museo è dello Stato,essendo io un abitante di questa disgraziata Repubblica faccio anch'io parte del suddetto Stato,quindi,quella roba è anche mia,e considerato che:
-pago le tasse per il mantenimento di musei e affini
-pago pure il biglietto per l'ingresso
-non uso flash che può danneggiare le opere esposte e non faccio
filmati a scopo di lucro(del resto è ben noto il vastissimo commercio clandestino delle riprese delle esposizioni museali...)
perchè non mi è consentito riprendere roba mia a casa mia?
A me,che non me ne intendo,pare anche incostituzionale.Forse qualcuno più ferrato di me in materia potrebbe proporre un esposto,che firmerei immediatamente,come credo migliaia di amanti della ripresa amatoriale vessati da questi assurdi divieti.
Grazie e ciao,Marco.

Gianluca ha detto...

E dai Chartitalia!... qui il diritto d'autore non c'entra. Mica è il Polo muserale fiorentino l'autore delle opere. Nè, ritengo, il Polo ha davvero diritto ad impedire la realizzazione e l'uso di fotografie (o di riprese video) che abbiano ad oggetto opere cadute in pubblico dominio. La diffida di cui parli, pertanto, appare un fuor d'opera di qualche buontempone (ce ne sono, eccome).

Quanto al diritto di panorama, tu non ci crederai, ma ci sono addentellati normativi importanti sul tema.

In primo luogo, va sottolineato che l'art. 9 della Costituzione proclama solennemente che la Repubblica "tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". Implicitamente, come ben s'intende, la tutela si estende anche al panorama (visto che il panorama è la "veduta di un paesaggio").

In secondo luogo, pare che il codice civile - nel disciplinare l'istituto delle servitù prediali - si sobbarchi l'onere di attribuire al proprietario del fondo dominante il diritto di trarre dalla servitù un'utilità anche non economica. L'art. 1028 c.c., infatti, prevede che "l'utilità può consistere anche nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante". E' stata, perciò, ammessa la costituzione di una servitù negativa di non edificazione per garantire al fondo dominante l'utilità del panorama.

Ribadisco, però, che il diritto d'autore non c'entra nulla.

chartitalia ha detto...

Caro Gianluca,
ho paura che quando si parla di diritto d'autore ci capita di non essere più in sintonia pressochè perfetta.

Intanto l'articolo si riferiva ad un paio di notizie comparse in giro in queste settimane: ti cito le relative pagine da Punto Informatico:
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2030219
e
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2030219

Li hai lette? Mi sembra la nostra beneamata 633/41 venga citata pesantemente, anche dal tuo collega Santarelli dell'Università di Bologna.

Beh, dopodichè è piuttosto singolare l'accezione che fornisce al termine "tutela". Davvero non avevo mai pensato che l'espressione "tutela dell'ambiente" potesse essere usata nello stesso significato di "tutela delle opere d'ingegno"; messa così, mi sembra coerente far pagare una parcella per ogni foto scattata alla stazione centrale di milano...

Gianluca ha detto...

Ciao Chartitialia,
ti ringrazio per avermi segnalato l'articolo di Punto Informatico, che - ti confesso - non avevo proprio letto.

Ad ogni buon conto, mi pare che io stesso, l'autore dell'articolo ed il prof. Santarelli (che, peraltro, è un economista) diciamo le medesime cose.

Avevo, infatti, scritto ieri: "Mica è il Polo muserale fiorentino l'autore delle opere. Nè, ritengo, il Polo ha davvero diritto ad impedire la realizzazione e l'uso di fotografie (o di riprese video) che abbiano ad oggetto opere cadute in pubblico dominio". Oggi lo ribadisco.

E' chiaro che le opere che non siano in pubblico dominio non possano essere liberamente riprodotte (anche se ritengo possibile ipotizzare per Wikipedia la piena applicabilità dell'art. 70 LDA: libera riproducibilità di parte dell'opera per fini di discussione, insegnamento, critica o ricerca scientifica, senza scopi commerciali e purché la riproduzione non si ponga in concorrenza con lo sfruttamento economico dell'opera).

E' altrettanto chiaro - almeno ai miei occhi - che il Polo museale non ha alcuna legittimazione a far valere i diritti altrui. A meno che non si debba considerare esso stesso titolare del diritto patrimoniale d'autore. Il che non mi pare sia.

Per completezza riporto, infine, il testo dell'art. 107 del Codice dei beni culturali ed ambientali (d. lgs. 137/2002).
"1. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono consentire la riproduzione nonché l’uso strumentale e precario dei beni culturali che abbiano in consegna, fatte salve le disposizioni di cui al comma 2 e quelle in materia di diritto d’autore.
2. E’ di regola vietata la riproduzione di beni culturali che consista nel trarre calchi dagli originali di sculture e di opere a rilievo in genere, di qualunque materiale tali beni siano fatti. Sono ordinariamente consentiti, previa autorizzazione del soprintendente, i calchi da copie degli originali già esistenti nonchè quelli ottenuti con tecniche che escludano il contatto diretto con l'originale. Le modalità per la realizzazione dei calchi sono disciplinate con decreto ministeriale".

Si potrebbe discutere della portata di quest'ultimo articolo (che riguarda l'atto riproduttivo, non l'uso delle riproduzioni già eseguite), ma in ogni caso - come vedi - non ha nulla a che fare con il diritto d'autore.

Marcello ha detto...

Ma perchè non parliamo un po' dei brogli elettorali, visto che stanno emergendo in questi giorni simpatiche novità che qualcuno stava dicendo già da mesi ?
Ricontiamoooooo !!!!

Anonimo ha detto...

ma "urgente cha cha cha" dove posso trovarla???

Anonimo ha detto...

A mio parere nell'atteggiamento della dottoressa Acidini c'è, alla lunga, sempre dietro il "diritto d'autore". La legge prevede la possibilità per le istituzioni museali di "appaltare" il diritto di riproduzione e fior di Case Editrici si sono aggiudicate questi "appalti". Il problema sta nel fatto che la riproduzione di foto di oggetti artistici in bassa risoluzione non crea in alcun modo danno al diritto di dette case editrici, anzi, facendole conoscere ad un gran numero di visitatori, costituisce una pubblicità gratuita. Purtoppo tra le materie di esame per diventare sovraintendente museale non c'è il buonsenso e perciò abbiamo queste acide prese di posizione. Che poi Rutelli dimostri, anche in questo caso, di essere inadeguato al suo ruolo di "ministro della Cultura" è un'altra questione.