23 maggio 2008

Salviamo Rete4

Non possiamo permettere che la gloriosa Rete4 venga chiusa o mandata sul satellite! Come potremmo vivere senza il mitico tiggì di Emilio Fede, l'uomo che vorrebbe sposare l'attuale presidente del consiglio BelliCapelli? No, non possiamo permetterlo. A costo di tassarci tutti. Ed è esattamente a questa ipotesi che, il nostro nuovo governo, interpretando la pancia del Paese, sta lavorando alacremente.

Un piccolo riassunto della questione, per chi si fosse perso le puntate precedenti (per chi volesse l'intera storia può consultare l'apposita voce su Wikipedia), noi partiamo invece da tempi più recenti. E precisamente dal 31 gennaio scorso quando la Corte Europea di Giustizia ha condannato l'Italia per aver permesso alla rete Mediaset di trasmettere illegalmente il segnale di Rete4.

Illegalmente perchè quelle frequenze appartengono a Europa 7 che le aveva regolarmente vinte in un bando di gara pubblico nell'ormai lontano 1999. Ma, chissà per quale "recondito" motivo, il governo dell'epoca, quello di Baffetto D'Alema, non assegna le frequenze al vincitore e consente a Rete4 di continuare a trasmettere.

Nel novembre del 2002 la Corte Costituzionale stabilisce che Rete4 deve dismettere definitivamente le trasmissioni entro il 31 dicembre 2003. Ma in quel momento al governo c'è BelliCapelli che, il 24 dicembre 2003, si fa il suo regalo di Natale e firma un decreto che proroga tale termine. Vi risparmiamo la cronaca delle sentenze del Consiglio d'Europa del 2004 e del Consiglio di Stato del 2005 che danno tutti ragione a Europa 7 e torto a Rete4 che continua a fregarsene.

E siamo arrivati alla sentenza della Corte di Giustizia Europea che sanziona l'infrazione dell'Italia alle direttive europee. Morale della favola: rischiamo di pagare oltre 300.000 euro al giorno per consentire a Rete4 di continuare ad occupare abusivamente frequenze non sue. Cioè, un privato commette l'infrazione ed il resto della popolazione deve pagare per lui. E' un mondo fantastico.

23 commenti:

.mau. ha detto...

ecco, lo vedi che sei prevenuto? Retequattro non è di un privato, ma del PresConsMin e quindi di tutti noi.

pbm ha detto...

no, è diverso. Un privato commette un'infrazione, lo Stato (che siamo tutti noi) gliela lascia commettere e quindi lo Stato (che siamo tutti noi) paga.

Gli italiani hanno quello che vogliono e che meritano. E nella democrazia rappresentativa gli italiani equivalgono alla maggioranza degli italiani.
Forse è il tempo di farsi delle domande sulla validità della democrazia rappresentativa, sulla cultura italiana (di cui molti vanno fieri!), sul ruolo dello Stato, su quella grande minchiata del voto utile e della democristiana lotta all'astensionismo.

Anonimo ha detto...

io mi tasserei volentieri ma alla sola condizione che la Carfagna torni a condurre "La domenica del villaggio" con Mengacci, esclusivamente in versione calendario.

navarrini ha detto...

Chartità', sei il solito comunista. Ci ha ragione .mau.

:-)

Un caro saluto a tutti (pure a Marcello, Pasquale e Valerio).

Gianluca

chartitalia ha detto...

@pbm:
guarda che la provocazione di .mau. era più sottile: tu parli del privato che commette l'infrazione come di una entità differente rispetto allo "Stato", mentre fai coincidere lo "Stato" con tutti noi...

Parli di italiani che hanno quello che vogliono: ma di quali italiani stai parlando; ti ricordo che l'attuale maggioranza che sembra stia dilagando ha avuto il 47% di preferenze dei votanti, quindi è assolutamente minoritaria nel paese; che poi questa legge elettorale (che si è fatta la stessa attuale maggioranza) gli abbia concesso una maggioranza plebiscitaria è un'altra storia

chartitalia ha detto...

@anonimo delle 11.23:
cioè, vorresti Mengacci in versione calendario? oh, mado'

Anonimo ha detto...

FIAT docet!

Anonimo ha detto...

OK. Siamo indignati. Ma adesso, per non rimanere un popolo, oltre che di navigatori, poeti ed indignati impotenti, come si può agire per porre fine a questa farsa? raccolta di firme? raccolta di e-mail per il Ministro delle Comunicazioni? azione legale tramite associazioni di consumatori? inviare lettere o e-mail di protesta ai rappresentanti ai quali abbiamo dato la nostra preferenza? questi i miei suggerimenti; spero che qualcuno risponda, almeno per dirmi se sono stupidaggini le mie, o realmente per fare qualcosa.

Generazione Internet ha detto...

Dire che sono indignato è ben poco...per come la pensa il sottoscritto, Rete 4, non dovrebbe andare sul satellite, ma un bel po' più in là! :)

Anonimo ha detto...

Cosa pensavate!!!!!

Che il nano non aggiustasse in primis i suoi problemi!!???

Ma perfavore......

Qui non si tratta di destra o sinistra, ma di persone oneste e meno oneste!

Pasquale ha detto...

Vi tolgo anche il fastidio di cliccare il link : http://www.newslinet.it/shownews.php?nid=5201

24/05/2008 12:25:23 - Europa 7, CGE, le mezze verità e le idee confuse di Beppe Grillo
Perchè sulle sanzioni che deriverebbero al nostro paese dalla vicenda della rete fantasma le cose non stanno esattamente come sostiene il comico genovese

Che per noi Beppe Grillo abbia sfiancato crediamo non sia una novità per i lettori di questo periodico. Che abbiano anche sfibrato il suo amico Travaglio e le sue mezze verità, pure, come è facile appurare parlando con la gente, più che leggendo i giornali. Nondimeno, pur con mala voglia, ogni tanto, dobbiamo tornare su argomenti grillosi, quanto meno per far sorgere in qualcuno almeno il dubbio che non tutto quello che sostiene il profeta genovese della nuova era è sempre corretto.
A darci lo spunto per evidenziare l'ennesima "mezza verità" è, questa volta, il giornalista Marco Mele de Il Sole 24 Ore, che dal suo blog bacchetta, appunto, la "confusione" di Grillo sulla vicenda Europa 7 (tv fantasma di cui tutti gli italiani non riescono più a tollerare l'assenza dall'etere, mentre non vedono l'ora che Rete 4 finisca sul satellite).
Scrive Mele: "Non è vero che la Corte di Giustizia europea ha affibbiato all'Italia una sanzione di 350mila euro al giorno, addirittura retroattiva dal primo gennaio 2006. La Corte di giustizia europea ha pronunciato una sentenza per rispondere al Consiglio di Stato, giudicando contrarie alle direttive comunitarie diverse leggi e regolamenti nazionali sulle frequenze televisive. Che, secondo alcuni giuristi, non solo andrebbero disapplicate subito ma anche retroattivamente, negli effetti prodotti sin qui". Procede il giornalista economico: "La commissione Ue, ma è un'altra vicenda, ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia su alcuni aspetti della legge 66 del 2001 e della legge Gasparri che chiudono il mercato digitale ai soggetti senza frequenze analogiche. Non vi è ancora stato, ma è vicino, il rinvio a giudizio dell'Italia davanti alla Corte di giustizia e, se la Corte si pronuncerà affermativamente, qui arriverà la sanzione da 300mila euro al giorno". Ineccepibile. Mele, poi, evidenzia, anticipando (il suo intervento è del 16/05) la polemica che pochi giorni dopo sarebbe esplosa a riguardo del famoso "emendamento salva Rete 4", evidenziando come "una modifica della legge Gasparri può far decadere la procedura, se la Ue la riterrà sufficiente". "Il Consiglio di Stato, a sua volta, deve decidere cosa fare sul caso Europa 7" - continua sul suo blog l'esperto de Il Sole 24 ore - "a seguito della sentenza della Corte di giustizia. Può decidere di risarcire Francesco Di Stefano e Europa 7 e, in questo caso, paga lo Stato e quindi tutti noi cittadini. Può decidere anche di mettere in causa lo Stato per far avere le frequenze a Europa 7. Non c'è appello, in questo caso, e la sentenza dovrebbe arrivare prima dell'estate".Questa è informazione. Il resto valutatelo voi.


Tutti i diritti sono di chi ha scritto il testo incollato.

chartitalia ha detto...

@pasquale:
L'articolo che hai segnalato è tutto teso a contestare le virgole di un qualche eventuale artlo di Grillo, cosa di cui a noi frega relativamente.

In sostanza, quanto abbiamo evidenziato nel nostro post viene interamente confermato, e con alcune aggravanti:
- il sopruso da parte di Rete4 c'è stato
- il raffazzonamento delle leggi dal 2001 in poi pure
- il rischio che tutti noi dobbiamo pagare per i soprusi di BelliCapelli, altrettanto.
Articolo fondamentalmente capzioso, teso a smontare qualche aspetto di dettaglio del grillo-pensiero per sviare dal punto centrale: BelliCapelli ha difeso i propri interessi assolutamente privati approfittando del suo ruolo pubblico.

Pasquale ha detto...

Caro Chart,

purtroppo la tua faziosità non ha limiti se disconosci o non conosci la realtà del settore RadioTv dove, se permetti, qualcosa se non insegnartelo, la so in più.
Per questo penso che sia giusto dirla tutta.

Legge 66/2001 su "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, recante disposizioni urgenti per il differimento di termini in materia di trasmissioni radiotelevisive analogiche e digitali, nonché per il risanamento di impianti radiotelevisivi "

Data a Roma, addì 20 marzo 2001

CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri
Cardinale, Ministro delle comunicazioni
Visto, il Guardasigilli: Fassino



Carissimo, vale la pena soffermarci sui dettagli :
1) Ultimo giorno del Governo Amato 2001;
2) Disposizioni urgenti; (sarebbero scadute le concessioni Nazionali);
3) Se hai tempo va a vedere le modifiche (ammazza piccole emittenti) inserite in sede di conversione.

Poi va a vedere cosa ha tentato (incredibile ma vero!!!) Gasparri per rimediare ai danni fatti alle piccole radio-tv con le sue successive (se questo ci è costato il famigerato SIC sicuramente è da benedire).

Intanto come sento vuota la mia vita senza nemmeno un pò di Europa 7.

(??? Avrà capito la battuta?)

chartitalia ha detto...

A Pasqua',
la conosci quella storiella del toro che dice "cornuto" all'asino?

A proposito di faziosità, tu hai postato un articolo di un sito diretto da tale Massimo Lualdi che è stato consulente di Gasparri nel 2002, quando stava scrivendo la famosa "Gasparri" che ovviamente qualcuno gli ha scritto. Ed hai la sforntatezza di citare tale articolo a difesa dell'operato della Gasparri? Ti consiglio anche di chiedere all'oste se il suo vino è buono.

Dopodichè, quale sarebbe la mia colpa? Di non aver ricordato la corresponsabilità del governo dell'Unione del 2001? Bello, ho rinunciato a fare la cronistoria di tutti passi della vicenda e mi sono limitati a quelli salienti, tra cui ho incluso la nefandezza di D'Alema di aver negato la concessione delle frequenze a Europa7.

Dopodichè, mi fai capire se ritieni o meno un sopruso l'occupazione delle frequenze da parte di Rete4? Ed, eventualmente, chi ne ha le maggiori repsonsabilità?

Ancora: l'argomento che non ti manca Europa7 è un argomento capzioso, se non proprio idiota: le frequenze non vengono date in funzione della popolarità di una rete o meno ma partecipando ad un bando di gara e vincendolo.

Così, visto che dici che sei un esperto di cose televisive, giusto per capire meglio: in quale area operi? Non avrai mica interessi personali con Rete4, vero?

Pasquale ha detto...

*A Pasqua',
la conosci quella storiella del toro che dice "cornuto" all'asino?

*A proposito di faziosità, tu hai postato un articolo di un sito diretto da tale Massimo Lualdi che è stato consulente di Gasparri nel 2002, quando stava scrivendo la famosa "Gasparri" che ovviamente qualcuno gli ha scritto. Ed hai la sforntatezza di citare tale articolo a difesa dell'operato della Gasparri? Ti consiglio anche di chiedere all'oste se il suo vino è buono.

Caro Chart,
sei di coccio, vero?
Almeno ti sei autodefinito "asino" e questo si può dire un buon inizio soprattutto per chi in educazione ha parecchio da imparare [fazioso (scritto da me) e idiota (scritto da te) docet.]
Ora inserendo tutta la tua precedente sarò prolisso e lungo indicando i miei pensieri numerandoli spero che pubblicherai e farai ammenda perchè in fondo penso che tu non sia veramente un asino ma un fazioso maleducato un pò si.


1) Dove ho indicato di voler difendere Rete4 ? Mentre ho indicato che la Gasparri ha buone (sempre migliorabili) interpretazioni per le piccole e piccolissime realtà locali.


*Dopodichè, quale sarebbe la mia colpa? Di non aver ricordato la corresponsabilità del governo dell'Unione del 2001? Bello, ho rinunciato a fare la cronistoria di tutti passi della vicenda e mi sono limitati a quelli salienti, tra cui ho incluso la nefandezza di D'Alema di aver negato la concessione delle frequenze a Europa7.


2) La cronistoria non si fa con i fatti di contorno bensì con i fatti concreti che hanno permesso lo status quo.
3) Corresponsabilità??? . No assoluta responsabilità. Potevano ben far decadere le conceessini e vedere cosa sarebbe successo, invece oltre a rinnovarle a tempo indeterminato (prima erano 6 anni) hanno massacrato le piccole e piccolissime emittenti (questo per dare spazio a chi già c'era e/o ci sarebbe dovuto essere) senza contare i favoritismi a LA7 circa la possibilità di non essere conteggiata come emittente italiana, ecc... (ricordi Telemontecarlo) .
4) Modifica in sede di conversione (guardati le date): "2. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni adotta, entro il 31 dicembre 2001 e con le procedure di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, il piano nazionale di assegnazione delle frequenze per radiodiffusione sonora in tecnica digitale e, successivamente all'effettiva introduzione di tale sistema e allo sviluppo del relativo mercato, il piano di assegnazione delle frequenze di radiodiffusione sonora in tecnica analogica di cui alla predetta legge. Fino all'adozione del predetto piano di assegnazione delle frequenze in tecnica analogica, di tale piano, i soggetti legittimamente operanti possono proseguire nell'esercizio dell'attività con gli obblighi e i diritti del concessionario."
Traduci : Chi già c'è fa i comodi suoi fino alle calende greche. (Ma non tutti vedi poi)
5) Ecco ancora cosa era urgente modificare in sede di conversione in legge : "2-bis. La prosecuzione nell'esercizio da parte dei soggetti di cui al comma 2 è subordinata alla verifica del possesso dei seguenti requisiti alla data del 30 settembre 2001: a) se emittente di radiodiffusione sonora in ambito locale a carattere commerciale, la natura giuridica di società di persone o di capitali o di società cooperativa che impieghi almeno due dipendenti in regola con le vigenti disposizioni in materia previdenziale;
b) se emittente di radiodiffusione sonora in ambito nazionale a carattere commerciale, la natura giuridica di società di capitali che impieghi almeno quindici dipendenti in regola con le vigenti disposizioni in materia previdenziale;
c) se emittente di radiodiffusione sonora a carattere comunitario, la natura giuridica di associazione riconosciuta o non riconosciuta, fondazione o cooperativa priva di scopo di lucro."
Traduco: se sei "Radio Pasquale" in forma di ditta individuale in ambito locale o muori o ti trasformi/vendi in/a una società di capitali con almeno 2 dipendenti, (io che non vado daccordo nemmeno con me stesso ma comunque ho qualcosa da dire). (avrà capito la metafora???)
Se sei Radio 100 in ambito nazionale (si presume già fosse una società) con almeno 15 dipendenti (bella proporzione vero???)
6) Ah nel contempo erano e sono in vigore gli articoli della costituzione:
n. 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure." ...omissis...
e n. 41 "L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."


*Dopodichè, mi fai capire se ritieni o meno un sopruso l'occupazione delle frequenze da parte di Rete4? Ed, eventualmente, chi ne ha le maggiori repsonsabilità?


5) Fatti salienti sono che sia il rilascio delle concessioni partite dalle Legge 223/90 sia il loro rinnovo sono state fatte da governi di centrosinistra. In cambio di che?. A te le conclusioni.


Ancora: l'argomento che non ti manca Europa7 è un argomento capzioso, se non proprio idiota: le frequenze non vengono date in funzione della popolarità di una rete o meno ma partecipando ad un bando di gara e vincendolo.


6) Le procedure delle leggi 223/90 e 249/97 (vedi le date) per te sono valide per Europa 7 (che presumo abbia avuto una altissima valutazione sulla qualità della programmazione che avrebbe nelle intenzioni di proporre come da requisiti richiesti) e non per chi già sta proponendo quanto richiesto da dette procedure.
7) Poi perchè Rete4 e non Italia1 oppure perchè Rai3 e non Rai2, ecc., visto il vincolo della preesistenza non è così importante per te...



Così, visto che dici che sei un esperto di cose televisive, giusto per capire meglio: in quale area operi? Non avrai mica interessi personali con Rete4, vero?



8) Ora ti sembro uno che ha interessi personali con Rete 4?
9) La realtà è che ho amaramente subito tutto quello che era pensato per "limitare" Berlusconi e che tutto quello pensato per avvantaggiarlo non ha avuto nessuna ricaduta positiva sulle piccole e piccolissime emittenti. No non sono esperto ma certamente la storia e le leggi le conosco con cognizione di causa e l'articolo che ti ho proposto veniva si dal sito da te citato ma era pubblicato sul Sole 24 ore e certamente non mi puoi dire che è pro Berlusconi e poi se anche fosse? C'era qualcosa di falso?
10) Soltanto Gasparri (o chi per lui come dici tu) si è accorto che esistevano anche tante piccole realtà ed ha cercato di porre rimedio almeno in parte ai danni provocati dai suoi predecessori e al momento anche successori.

Salutandoti ci risentiamo alla prossima.

chartitalia ha detto...

Pasquale,
la cosa inizia a tediarmi.
Non so per quale recondito motivo ritieni che tu possa darmi con non-chalance del fazioso ed io non possa dire che stai usando un argomento idiota.

Dopodichè, francamente non ho ancora capito qual è la tua tesi. Ti (ri)chiedo, vuoi asserire:

A) che la colpa dell'attuale situazione di Rete4 è colpa esclusiva dei governi di centro-sinsitra?

B) chi ha firmato il decreto del 24 dicembre 2003 che proroga il termine con cui la Corte Costituzionale stabiliva che Rete4 doveva dismettere le trasmissioni?

C) chi, ancora in questi giorni, sta cercando di salvare Rete4?

grazie

Pasquale ha detto...

Ciao Chart,

è dura controbattere la verità eh?

Ti rispondo subito:

A) Tutto è iniziato con il tentativo di "fotografare" lo status quo con la legge 223/90 (Craxi) e poi i maggiori danni sono stati fatti con le leggi soprattutto artatamente fatte dal centro-sinistra cha hanno portato come unico risultato una ipotetica Europa 7 quale ulteriore simbolo della pluralità nell'informazione ed intanto uccidevano centinaia di piccole emittenti.
Eppure qualcosa mi dice che avere 2000 radio e Tv (piccole e grandi) è meglio che averne 30/40 tutte nazionali e sovraregionali.
Forse a 2000 soggetti è un pò complicato imporre da parte di partiti e partitini "quello che è idiota lo decidiamo noi" (dove ho già letto sta' fregnaccia???)

2)Dove la Corte Costutizionale ha precisamente detto che Rete4 doveva dismettere le trasmissioni? Sai mi è sfuggito in quanto in non ho visto l'esclusione di un eventuale cambio di titolarità.

3)Per favore non farmelo fare, puoi ritrascrivere i testi dell'emendamento che dovrebbe significare salva Rete4?
Poi lo confronti con l'avviso di infrazione UE e mi dici se è una soluzione per parare l'infrazione stessa oppure faziosamente si utilizza tale tentativo per dire che è colpa di Rete4 se saremo multati e il governo non ha nemmeno il diritto di provare a stoppare l'UE?

Una cosa te la devo,

Complimenti per la par-condicio, veramente.

Salute a tutti e a Gianluca che leggerei piacevolmente sull'argomento.

chartitalia ha detto...

Pascà,
mi sa che tu stia pirlando. Continui a tirar fuori la cosa delle piccole emittenti che è un'altra storia. Il post è dedicato allo scandalo Rete4. Dici che sei informato e che vuoi i riferimenti alla sentenza della Corte Costituizionale? Eccoteli. Mi sà però che sei un caso irrecuperabile...

Nel novembre 2002, interviene la Corte Costituzionale, a cui viene chiesto di valutare la costituzionalità degli articoli art. 3, comma 6 e 7, della legge 31 luglio 1997, n. 249[4], che permettono a chi ha un numero di reti superiore alle due massime previste di prorogare le trasmissioni in analogico, a patto che a queste si inizino ad affiancare le trasmissioni in digitale, fino ad un termine che doveva essere deciso dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. La corte con la sentenza 466/2002 [6], conferma, come già affermato nel 1994 [7], che nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive e le reti eccedenti (in questo caso Rete 4 e Tele+nero), devono cessare la trasmissione in via analogica terrestre. La Corte specifica anche che un accentramento di reti è anche ben più grave che nel 1994, essendoci state allora 12 frequenze nazionali disponibili in chiaro, mentre nel 2002 (quando viene emessa la sentenza) ve ne sono solo 11 disponibili, alcune delle quali peraltro assegnate a emittenti che trasmettono in forma criptata. La Corte, tuttavia ritiene non incostituzionale l'art 3 comma 6 (che ammette le proroghe), ma incostituzionale l'art. 3 comma 7 (per cui la fissazione della proroga al poter usare le frequenze terresti prima del trasferimento obbligatorio alle trasmissioni digitali non era fissato dalla legge e la sua decisione era demandata all'Autorità per le Comunicazioni) e fissa un limite improrogabile entro il 31 dicembre 2003 per il passaggio esclusivo al satellite e/o al cavo (basandosi su una valutazione dell'AGCOM che riteneva quella data sufficiente per trasferire tutte le trasmissioni di Rete4 e Tele+nero su mezzi digitali), senza ovviamente entrare nello specifico del caso della ricorrente Europa 7 (che aveva chiesto di considerare incostituzionali entrambi i commi, in quanto "l'attuale normativa di settore", ovvero le proroghe per le reti eccedenti regolate dai due commi, "le impedirebbe di utilizzare concretamente le frequenze che le sono state assegnate nella fase di pianificazione"), che per le precedenti decisioni (il DM del luglio 1999) rimaneva comunque l'assegnataria delle frequenze che così si fossero liberate.
La Corte era chiamata ad esprimersi sulla supposta incostituzionalità dei due articoli che permettevano la prosecuzione delle trasmissioni alle "reti eccedenti", non sulla correttezza della vecchia gara di assegnazione delle concessioni nazionali, infatti specifica che:
« Nel contempo, il collegio rimettente precisa che l'obiettivo della sottoposizione delle questioni all'esame della Corte è quello di impedire la continuazione in modo indefinito — attraverso "una facoltà non delimitata nel tempo" — dell'assetto giudicato incostituzionale dalla sentenza n. 420 del 1994, con conseguenze sulla disponibilità delle frequenze, sul pluralismo informativo e, quindi, sulla legittimità delle impugnate concessioni ed autorizzazioni, nonché delle relative clausole.

...

La descritta situazione di fatto non garantisce, pertanto, l'attuazione del principio del pluralismo informativo esterno, che rappresenta uno degli "imperativi" ineludibili emergenti dalla giurisprudenza costituzionale in materia. Questa Corte ha, infatti, costantemente affermato la necessità di assicurare l'accesso al sistema radiotelevisivo del "massimo numero possibile di voci diverse" (sentenza n. 112 del 1993), ed ha sottolineato l'insufficienza del mero concorso fra un polo pubblico e un polo privato ai fini del rispetto delle evidenziate esigenze costituzionali connesse all'informazione (sentenze n. 826 del 1988 e n. 155 del 2002).

L'obiettivo di garantire, tra l'altro, il pluralismo dei mezzi di informazione è stato sottolineato, in una prospettiva più ampia, anche a livello comunitario in recenti direttive: direttiva 2002/19/CE, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica, alle risorse correlate e all'interconnessione delle medesime (direttiva di accesso); direttiva 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni); direttiva 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro); direttiva 2002/22/CE, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale).
In questo quadro la protrazione della situazione (peraltro aggravata) già ritenuta illegittima dalla sentenza n. 420 del 1994 ed il mantenimento delle reti considerate ancora "eccedenti" dal legislatore del 1997 esigono, ai fini della compatibilità con i principi costituzionali, che sia previsto un termine finale assolutamente certo, definitivo e dunque non eludibile. »

(dalla sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale)

Nell'estate del 2003, il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri presenta un disegno di legge per il riordino del sistema radiotelevisivo italiano e l'introduzione della trasmissione digitale terrestre. La legge (nota come legge Gasparri) verrà approvata dal Parlamento il dicembre 2003, la quale permette a Rete 4 di continuare a trasmettere in via analogica terrestre in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale.

Successivamente, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, rifiuta di firmare la legge come incostituzionale e la rinvia alle camere. Così, per poter garantire a Rete 4 di continuare a trasmettere via etere, il 24 dicembre 2003 il governo Berlusconi vara un decreto legge (noto come decreto "salva Rete 4"). La legge Gasparri si approva definitivamente nell'aprile 2004, anch'essa senza prendere in considerazione la sentenza 466/2002 della Corte Costituzionale.

Pasquale ha detto...

Caro Chart,

pensi veramente che dare dell'idiota e del pirla alla controparte farà credere a chi ci legge che la questione (di lanacaprina) Rete4 sia un problema fondamentale della nostra Italia?

Tornando a noi, ai voglia di estrapolare parti di articoli e interpretazioni per sostenere che Rete4 è un problema di libertà e ciance varie.

1) La legge Gasparri non è stata approvata in spregio di una sentenza della Corte Costituzionale ma in pratica vista l'evoluzione tecnica Digitale terrestre) ha ampliato il numero di concessioni a disposizione dei soggetti.

2) Togliendo alla Gasparri (come vuoi tu) i meriti verso il pluralismo a favore di tanti piccoli soggetti (sono un'altra cosa... no?) va invece ricordato in negativo di aver trasformato il 25% della capacità trasmissiva riservata ad un solo soggetto nel famigerato (perchè in sostanza non calcolabile) SIC che non può eccedere il 20% delle risorse in capo ad un solo soggetto.

3) In fondo però un calcolo economico (salvo ricorsi) si può sempre inventare, mentre nel 25% della capacità trasmissiva analogica il Berlusca ci potrebbe sempre rientrare, basterebbe dare a Cesare quel che è di Cesare ossia far rientrare LA7 come 12 concessione italiana ( non come oggi 11+1 estera???)e così finirebbero tutte le diatribe.

4) Al di là delle più o meno giuste rivendicazioni di Europa 7 , non sarebbe più giusto la titolarità dimostrasse con il satellite e/o il digitale terrestre (qui si che bisognerebbe affossare parte della Gasparri che impedirebbe a soggetti non in possesso di frequenze analogiche di rientrare tra i fornitori di rete sul digitale)-(opps... ma questo è quello che ha detto la Comunità Europea) cosa ha da proporre in funzione di un più ampio pluralismo informativo.

5)Se caso mai il cosidetto pluralismo dovesse essere quello per cui è stata sanzionata, tra le altre, Rete Capri (quiz taroccati e televendite varie), sicuramente sono più propenso a che questa emittente nazionale non nasca mai e che le eventuali frequenze siano destinate ad emittenti locali a cui la legge "avrebbe" destinato il 70% della capacità trasmissiva in un bacino (ma questa è un'altra cosa... vero?)

6) Forse è il caso di ricordare che la proprio la Corte Costituzionale aveva sancito la nascita delle tv private ma in ambito locale :
"SENT. 202/76 B. RADIOTELEVISIONE - MONOPOLIO STATALE SU SCALA NAZIONALE - LIBERTA' DI INSTALLAZIONE E DI ESERCIZIO, PREVIA AUTORIZZAZIONE, PER TRASMISSIONI VIA ETERE SU SCALA LOCALE - LEGGE 14 APRILE 1975, N. 103, ARTT. 1, 2 E 45 - ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE PARZIALE - ART. 14: PREVEDE L'ESAURIMENTO, DA PARTE DELLA SOCIETA' CONCESSIONARIA, DELLE DISPONIBILITA' CONSENTITE DALLE FREQUENZE ASSEGNATE, IN SEDE INTERNAZIONALE, ALL'ITALIA - ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE CONSEGUENZIALE.

La sussistenza per le radioteletrasmissioni locali via etere di una disponibilità di canali sufficienti a consentire la libertà d'iniziativa privata senza pericolo di monopoli od oligopoli, fa venire meno l'unico motivo che, per tali trasmissioni, possa giustificare quella grave compressione del fondamentale principio di libertà sancito dall'art. 21 della Costituzione, che anche un monopolio di Stato necessariamente comporta, tanto più che non vi è alcun ragionevole motivo perchè siano consentite le radioteletrasmissioni private via cavo su base locale e non anche quelle via etere. Ciò non comporta che debba escludersi la legittimità costituzionale delle norme che riservano allo Stato le trasmissioni radiofoniche e televisive su scala nazionale, giacchè la diffusione sonora e televisiva su scala nazionale, rappresenta un servizio pubblico essenziale e di preminente interesse generale. Nè esclude che il legislatore possa subordinare ad apposita licenza che stabilisca le modalità d'esercizio concreto delle radioteletrasmissioni private via etere. - S. nn. 59/1960, 225/1974.

6)Per quello che poi è diventato l'etere italiano dovuto a lacune di legge ed invidiabili imprenditori che ne hanno sfruttato le possibilità, penso debbano ringraziarsi tanti politi soprattutto di Centro-Sinistra (cominciando da Craxi e finendo con D'Alema) che nel guardare il dito (par-condico) più o meno incosapevolmente (io penso più) non si accorgevano del sole che abbagliava sempre più.

7) Solo un dettaglio tecnico.
Se fosse stato mai applicato un benchè minimo piano di assegnazione delle frequenze analogiche (semmai partendo dalla situazione di fatto della Rai che andava tutelata, ci si poteva trovare in una semplice situazione che avrebbe visto fino a 15/19 TV nazionali e 38/48 Tv locali per ogni bacino d'utenza. Ma chissà perchè questa situazione non è mai piaciuta soprattutto ai comunisti (abituati come sono a controllare un unico soggetto piuttosto che cercare di indicare cosa è pirla ed idiota a centinaia di piccole/forti voci).

Sperando che non ti faccia sclerare ora puoi dirmi tu se sei veramente convinto che Rete4 sia un problema di democrazia e libertà oppure lo è non dare a tante voci la possibilità di esprimersi così come previsto dall'art. 21 della costituzione?
Ovvero questa è un'altra cosa o è il vero nocciolo della questione?

Finale: Rete4 sta bene dove sta a patto che ci possano stare un altro 70% di soggetti locali e di Europa 7 (nazionale) non potrebbe fregarcene di meno (almeno il 95% degli italiani- il resto è rimasto fuori dal parlamento) e di scandalo puoi esserne certo non c'è nemmeno l'odore anche per la pubblicità su Rai 3 (referendum pro Berlusca docet).

Saluti.

chartitalia ha detto...

@pasquale:
Vedi che fai il propagandista a tempo pieno, ma che non rispondi alle domande essenziali.

Ok, abbiamo capito: Rete4 è una rete che fiancheggia i comunisti ed è stata salvata dall'agente del JGB Prodi.

La verità finalmente ha trionfato. Passo e chiudo.

Marcello ha detto...

Pasquale, puoi scrivere trattati giuridici, norme costituzionali, saggi economici, commenti, o tutto quello che vuoi, in modo esaustivo ed assai documentato.
Solo che Chartitalia non è d'accordo con te, quindi continuerà a trattarti come un povero mentecatto (con termini offensivi sempre più ricercati) e svierà ogni tua considerazione, facendo però sembrare nei suoi messaggi che sia tu a non rispondere alle domande.

Per fortuna il lettore ha la capacità di capire gli interventi anche senza l'ausilio dei giudizi sferzanti e sprezzanti del Sig.Chartitalia con chi non la pensa come lui, non è certo una novità in questo blog.

Pasquale ha detto...

Ciao Chart,

Parafrasando la tua ultima mi sovviene: è chi poteva pensare che il Consiglio di Stato fosse un covo di comunisti?

Ovvero puoi commentare la decisione del Consiglio di Stato su Rete4?

Grazie Marcello ma penso che lo stesso Chart si renda conto che è arduo mistificare all'infinito tanto che ha comunque pubblicato tutto comprese le mie chiare risposte di cui lamenta la mancanza e anche se i lettori fossero la maggioranza con "la mente" ottenebrata dall'ideologia fatta di aria fritta non possono non convenire che questo blog è nato per mancanza di motivazioni contro Berlusca.

@ Chart:
non sarebbe più logico dare voce alle oltre 1500 emittenti locali (oltre il 65% di quelle esistenti al 06.08.1990) soffocate e morte a causa tanti provvedimenti di legge contro/pro Berlusca (soprattutto sinistrosi) tesi alla riduzione (quindi più facilmente controllabili) dei soggetti di informazione e imprenditoriali che volevano operare in virtù degli art. 21 e 41 della Costituzione?

Una onesta ripartizione delle frequenze (o quantomeno quella prevista dalla legge 223/90)tra emittenti nazionali e locali (Radio e Tv) ridarebbe sicuramente spazio alla moltitudine di soggetti che da sola può essere caratteristica di pluralità e democrazia.
Tenendo inoltre presente che potrebbero tecnicamente operare oltre Rete4 almeno altre 3 emittenti nazionali ma questo significherebbe praticamente suicidio Rai 2 e 3 oltre la moria dei già tanti ascoltatori di La7 (in caso di proposta di programmazione almeno decente in tutto l'arco della giornata).

Purtroppo ben prima del "vogliamoci tanto bene PDL/PD" in questo settore si è cercato (riuscendoci) di limitare le VOCI LIBERE (per far parlare Travaglio poi...!!!...???).
Per fortuna c'è il tuo blog anche se sbraiti contro Berlusconi colpevole di fare bene il suo mestiere "da perfetto italiano".

Saluti e non dimenticare di pubblicare il pronunciamento del Consiglio di Stato (almeno nella parte riguardante Rete4).

Ciao Gianluca, puoi qualche commento tecnico/giuridico?
Grazie.

Anonimo ha detto...

salve a tutti io ho una domanda un po tecnica spero nel web di trovare una persona che voglia e sappia rispondermi!
Ecco la domanda su RETE 4, se europa 7 ha vinto l'appalto pubblico allora come rete 4 usa abusivamente le frequenze radio che non gli spettano, europa 7 non puo in qualche modo farlo a sua volta anziche aspettare che gli venga concesso (come `giusto che sia ma visto che qui facciamo orecchie da mercante!) ovvero non puo infilarsi nella stessa frequenza magari causando problemi di interferenza ecc.. ma meglio non vedere niente per un po che continuare a vedere quel pessimo comico di Emilio fede!