05 settembre 2011

Sacconi di m...

Visto come se la ride, e per altre trascurabili inezie quali cercare di radere al suolo i diritti di chi lavora, potreste scambiare il tizio qui a sinistra per una jena ridens. In realtà è solo uno dei tanti cogli oni di questo governo: il suo nome è infatti Maurizio Sacconi. Semplicemente è uno dei massimi responsabili del disastro in cui sta precipitando questo paese. E non solo per essere l'artefice di due proposte di macelleria sociale: l'abolizione del riscatto di università e serivizio militare a fini pensionistici e la possibilità di licenziare in deroga all'Articolo 18.

Ma tutta la sua vita è un capolavoro da boiardo di stato. E' eletto per la prima volta in Parlamento nelle file di quell'associazione a delinquere che è stato il Partito Socialista Italiano, nella corrente di quel campione craxiano che corrisponde al nome di Gianni De Michelis. E da allora sono 32 anni che gli paghiamo il (lautissimo) stipendio.

Diviene quindi ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994. Esattamente gli anni in cui il debito pubblico italiano esplode in maniera esponenziale, passando da 697 a 1.781 miliardi: quello che stiamo pagando tuttora e che pagheremo per chissà quante generazioni.

Alle elezioni post-tangentopoli fu gisutamente trombato ma si riciclò immediatamente come consigliere economico della presidenza del Consiglio del Berlusconi I, che dal 1995 al 2001 gli fa pagare lo stipendio come funzionario ONU.

Nel 2001 si imbarca nella combriccola di Forza Italia e torna al governo da sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, carica che ricoprirà fino al 2006. Risale a quest'epoca il non aver fornito a Marco Biagi una scorta per proteggerlo dalle minacce ricevute dalle BR, che l'assassinarono qualche settimana dopo.

Dal maggio del 2008 ricopre l'incarico di Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ed ha inanellato altre due perle.

Il 16 dicembre 2008 vieta, alle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate con lo Stato, l'interruzione dell'idratazione e alimentazione forzate con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso accreditamento, ai fini di impedire l'interruzione dell'alimentazione forzata ad Eluana Englaro, cosa che gli frutta una denuncia per violenza privata ed intimidazione.

Nel luglio del 2009, all'epoca dell'influenza suina, fa sprecare alle malandate casse pubbliche, qualcosa come qualche centinaio di milioni di euro per ula più inutile ed inefficace delle campagne di vaccinazione, regalando soldi a palate alle industrie farmaceutiche. Ovviamente il fatto che sua moglie, Enrica Giorgetti, fosse a capo di Farmindustria non ha per nulla influito su questa decisione e solo qualche sporco comunista può avanzare il sospetto di conflitto d'interesse.

Ma è nelle ultime settimane che il Sacconi sta dando il meglio di sè. Prima ha provato a scippare la possibilità di riscattare gli anni d'università e di militare dal computo degli anni necessari per andare in pensione, allungando tale data dai 4 ai 10 anni. Poi, per rendere più divertente la cosa, ha inserito un emendamento nella manovra tramite cui le aziende potranno licenziare in deroga all'Articolo 18.

Cioè, da un lato rende più difficile andare in pensione obbligando a lavorare più anni. Dall'altro rende più facile il licenziamento. Che uomo di m...

2 commenti:

enrico ha detto...

il titolo del post corrisponde esattamente a quello che penso ogni volta che lo vedo in tv o lo sento nominare.
ciao
enrico (da oggi lettore fisso)

Anonimo ha detto...

segnalo la fantastica barzelletta raccontata credo ieri... http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/sacconi-le-suore-violentate-per-spiegare-la-manovra/75589?video=&ref=HREA-1