10 marzo 2012

Chi ci lascia/ Lucia Mannucci & Quartetto Cetra

Nei giorni scorsi è scomparsa una delle figure più importanti del panorama musicale italiano del secolo scorso. Era nata a Bologna. E' stata all'apice del successo per oltre trent'anni. Ha raccolto gloria ed allori da critica e pubblico, coniugando gusti popolari e raffinatezze elitarie. No, non stiamo parlando di Lucio Dalla ma di Lucia Mannucci, splendida voce femminile del Quartetto Cetra. I media mainstream hanno fatto il loro compitino riportando la notizia da qualche parte, il web ha fatto la sua parte con qualche bel post, ma niente elaborazione del lutto nazionale come avvenuto per un'intera settimana per Dalla. Peccato.

Sarà perchè non c'è stato alcun funerale celebrato in chiesa ma più laicamente al Teatro Elfo Puccini di Milano, con nessun prete a chiedere che non fossero intonate canzoni ma preghiere (Lucia era una laica convinta tant'è che era iscritta all'associazione UAAR -Unione Atei e Agnostici Razionalisti, così come il suo compagno nella vita e nell'arte Virgilio Savona-), sarà perchè gli estimatori dello strepitoso gruppo vocale non acquistano dischi su iTunes, sarà quel che sarà, ma la scomparsa dell'ultima superstite dei Cetra non ha suscitato l'ondata di commozione causata dal cantautore bolognese o da altri personaggi dello spettacolo italiota. Peccato.

Già, perchè Lucia Mannucci era dotata di un talento portentoso e di una delle più belle voci italiane. Fosse nata aldilà dell'oceano ora sarebbe un mito tipo una Judy Garland o una Barbra Streisand, se non una Ella Fitzgerald. Non avendo a disposizione un pubblico di centinaia di milioni di abbienti consumatori e, sopratutto, non avendo a disposizione una macchina da guerra come l'industria cinematografica hollywoodiana, quello che poteva fare era primeggiare all'interno delle "macchine" a disposizione a livello nazionale: l'EIAR, la RAI prima in radio e poi in tv, il teatro musicale ed il varietà televisivo, accontendosi delle parodie dei musical americani, portate ad una vetta assoluta con la serie "La biblioteca di Studio Uno".

Certo, i suoi meriti sono da codividere con l'intero Quartetto Cetra con cui aveva raggiunto un'amalgama perfetto, cui si unì stabilmente dal 1947 in poi. Tra le sue "uscite" dall'indimenticabile quartetto merita una segnalazione particolare il rifacimento televisivo della celebre operetta "La vedova allegra" di Franz Lehar. Il regista Antonello Falqui (il più grande nel suo campo) avrebbe voluto Mina nel ruolo principale ma, visto il rifiuto della cantante ripiegò su Catherine Spaak, le cui doti vocali sono quelle che sono. La soluzione fu di farla doppiare giusto da Lucia Mannucci che svolse il suo compito con la solita gran classe.

Altra esperienza da solista fu il frequente doppiaggio di film della Walt Disney a cavallo tra i '40 e i '50: Musica Maestro, Dumbo, Lo scrigno delle sette note.

Nei prossimi giorni nessun brano del Quartetto Cetra rientrerà in classifica, al contrario di quanto solitamente succede in questi casi: la morte è il più grande spot pubblicitario che può capitare ad un artista. Ma non succederà per Lucia Mannucci e per il Quartetto Cetra. Peccato.

Vabbe', facciamo che dedichiamo a Lucia ed i suoi compagni una edizione speciale della hit parade che non c'è, ricordando qualcuno dei tanti loro pezzi che hanno accompagnato gli adulti ed i bambini di qualche decennio fa, con leggerezza divina, gusto raffinato, simpatia e stile, grandissimo.

  • 1941 - Il visconte di Castelfombrone (poi reincisa con la voce di Lucia Mannucci)
  • 1942 - Radames (che qui vi proponiamo, guarda caso, in una reinterpretazione proprio di Lucio Dalla)
  • 1944 - Crapa pelada (motivo della tradizione lombarda, trasformato in pezzo jazz da Gorni Kramer e ripreso successivamente dai Cetra)
  • 1944 - Pietro Vughi il ciabattino (singolare interpretazione circa l'origne del Boogie Woogie)
  • 1944 - Candy (cover da un pezzo americano portato al successo da Johnny Mercer, Jo Stafford ed i Pied Pipers)
  • 1950 - Nella vecchia fattoria (il loro brano icona, gioia di intere generazioni di bambini, cover di un vecchio brano country americano: Ol' MacDonald had a farm)
  • 1951 - Vecchia America (composta da Lelio Luttazzi, mostra il lato melodico dei Cetra)
  • 1952 - Le due Marie (composta da Lucia insieme al marito Virgilio Savona)
  • 1952 - In un palco della Scala (dal musical di Garinei e Giovanni, "Gran Baraonda")
  • 1953 - Amico Bing non piangere (dedicata al crooner per antonomasia, Bing Crosby)
  • 1953 - Un bacio a mezzanotte (uno dei loro classici, una delizia assoluta, il cui arrangiamento regge splendidamente a distanza di oltre mezzo secolo)
  • 1954 - Aveva un bavero (prima loro partecipazione a Sanremo dove portano in gara ben 6 brani, trionfando a livello popolare con questo brano del mitico Mario Panzeri, ispirato ad un brano della tradizione lombarda, "La bella Gigogin").
  • 1954 - Arriva il direttore (da Sanremo, interpretato in abbinata alla coppia Carla Boni & Gino Latilla, di cui esiste in rete questa versione, utile per confrontare il "sound" tipico dell'epoca rispetto a quello molto più sofisticato dei Cetra)
  • 1954 - Canzoni alla sbarra (sempre da Sanremo '54, in abbinata con Gino Latilla e Duo Fasano)
  • 1954 - Cirillino ci (ancora da Sanremo, in abbinata con Carla Boni e Duo Fasano)
  • 1954 - Piripicchio e Piripicchia (da Sanremo, ancora in abbinata con Gino Latilla e Duo Fasano)
  • 1954 - Un diario (6° brano da Sanremo '54, ancora in abbinata con Carla Boni)
  • 1955 - Vecchia Europa (composta da Carlo Alberto Rossi end interpreta insieme a Carla Boni
  • 1956 - Musetto (uno dei loro capolavori: brano di Modugno presentato a Sanremo da Gianni Mazzocchi e passato quasi inosservato sinchè i Cetra non ne fecero questa deliziosa cover-parodia; confrontate con la versione originale per meglio apprezzare la leggerezza del quartetto)
  • 1956 - Un Po' di cielo (dalla commedia musicale di Garinei, Giovannini e Kramer, "Carlo non farlo")
  • 1956 - Ricordate Marcellino (brano ispirato al celebre film anni '50 "Marcellino pan y vin")
  • 1957 - Un Disco dei Platters (strepitoso brano con cui fanno il verso ai gorgheggi dei Platters)
  • 1958 - Donna (eccellente brano ancora da una commedia musicale del trio Garinei-Giovannini-Kramer, "Un trapezio per Lisistrata")
  • 1959 - Che centrattacco! (e questo è invece uno tra i migliori brani sul versante satirico)
  • 1959 - Concertino (amnco a dirlo, ancora un pezzo targato Garinei-Giovannini-Kramer, sigla finale del programma televisivo "Buone vacanze")
  • 1959 - Sei come un flipper (altro brano lanciato nello spettacolo musicale "Buone vacanze)
  • 1960 - Ciao mama (dopo i calciatori, ecco un'altra affettuosa presa per il culo di un altro sportivo, il ciclista, sempre con gusto)
  • 1960 - Lettera a Pinocchio (cover della canzone vincitrice del 1° Zecchino d'Oro)
  • 1961 - I ricordi della sera (bel pezzo della migliore vena melodica dei Cetra)
  • 1962 - Lambret twist (immancabile canzonatura del ballo del momento, fatto alla loro maniera, per pubblicizzare la mitica Lambretta della Innocenti)
  • 1962 - Però mi vuole bene (una delle vette assolute dello humour -nero questa volta- del quartetto)
  • 1963 - Vavà - Didì - Pelè (omaggio divertito al trio d'attacco del grande Brasile, ovviamente a ritmo di samba)
  • 1963 - Il cammello e il dromedario (su musiche arabeggianti, una surreale contrattazione da parte di un dromedario che vuole acquistare una gobba da un cammello)
  • 1964 - Sole pizza e amore (i Cetra non si fecero mancare niente, compresa questa partecipazione al Festival di Napoli, in coppia con Aurelio Fierro)
  • 1966 - Juanita Banana (cover di un insulso brano di ambientazione sudamericana, i Cetra innestano il leit motif di "Caro nome" di Verdi e ne fanno un capolavoro; i gorgheggi di Lucia sono uno spettacolo)
  • 1966 - La ballata del soldato (cover di un n.1 statunitense dell'poca, The ballad of the green berets, tratto dal film "I Berretti Verdi" con John Wayne)
  • 1967 - Non cantare, spara (sigla dell'omonimo musical televisivo, una delle loro vette nel genere)
  • 1971 - Stasera sì (ancora una sigla dall'omonimo spettacolo, in una delle loro ultime produzioni televisive di rilievo)

5 commenti:

Anonimo ha detto...

C.v.d.
nella classifica Itunes tra le prime 1.000 posizioni non c'è un brano dei Cetra
Guido

Anonimo ha detto...

grazie!
Esa

enrigoletto ha detto...

Io ho postato tantissime cose dei cetra sul tubo (nick enrigoletto). Devo dire che negli ultimi 4 giorni le visualizzazioni di questi video (che comunque erano abbastanza costanti) hanno subito un'impennata pazzesca. Quindi i nostalgici magari non sono andati su itunes (io un paio d'anni fa qualche canzone dei cetra l'ho comprata online, devo dire) però li hanno cercati eccome, commentando, commossi per la scomparsa di un pezzo della loro memoria.
Per gli appassionati del quartetto segnalo anche l'unico blog interamente dedicato a loro, in particolare alle loro parodie, http://artecotte.blogspot.com Un piccolo omaggio, nato poco dopo la morte di Virgilio, per facilitare la fruizione delle parodie, ormai lontane nel tempo, anche ai più giovani o i più smemorati.

Anonimo ha detto...

Non ho avuto l'ispirazione per redigere un articolo degno di tal nome sulla signora Lucia, così come avevo fatto con Dalla, ma il mio modesto tributo alla lezione artistica del Quartetto è doveroso. Ho apprezzato il loro repertorio con ritardo, ma hanno davvero rivoluzionato con garbo e umiltà la tanto vituperata canzonetta, colonizzandola in maniera sana con i suoni d'oltreoceano e tenendo sempre alto il livello letterario dei loro testi e delle loro idee. Vorrei aggiungere il loro repertorio per l'infanzia, che ascoltai da bambino, brani che risultano decisamente introvabili come "susanna naif" o "Il reame del ralentì" o "La mano sul fuoco"... saluti a tutti (Mario HPI)

Anonimo ha detto...

Grandi ... semplicemente grandi ... claudio zitti