03 maggio 2010

Hit Parade che non c'è 2010/ Settimana n.17 del 2 Maggio

Ben 7 novità questa settimana nella nostra classifica dei brani che vorremmo vedere nella nostra classifica ufficiale, ad iniziare dal nuovo N.1, Born Free dell'"incendiaria" M.I.A., un brano (ed un video) destinato a divenire una pietra miliare degli anni '2000.

Prima delle chiacchiere, ecco la Top 20 di questa settimana da cui potete esprimere le vostre preferenze (oltre che ascoltare il singolo brano) mentre più giù c'è il player con cui ascoltare l'intera Top 20 (fatta salva la censura del brano di M.I.A, che potete eventualmente vedere qui).






"Born Free" è stato scritto e prodotto da Mathangi "Maya" Arulpragasam (vero nome di M.I.A.) ed anticipa il terzo album dell'artista originaria dello Sri Lanka, che uscirà a fine giugno. Campiona il sintetizzatore ossessivo che caratterizzava "Ghost Rider" (1977), vero e proprio classico di culto del repertorio dello storico duo newyorkese Suicide. Censurato su YouTube per il suo contenuto violento ed esplicito -nella finzione in cui vengono perseguitati e massacrati gli individui con i capelli rossi, è inevitabile leggere un riferimento metaforico a qualsiasi genere di "pulizia etnica"- il videoclip diretto da Romain Gavras è invece disponibile su Vimeo. Ci sembra di poter dire che era almeno dai tempi dei Clash che non ci trovavamo di fronte a un artista "pop" (o "rock" che dir si voglia) in grado di utilizzare la sua posizione di fama per trattare tematiche politiche in maniera così netta e provocatoria. Ah... l'anno scorso la rivista Time inserì M.I.A. tra le 100 persone più influenti al mondo, per dire. Conoscendo i media e il pubblico italiano, vi sono scarse possibilità che approdi in classifica ma giusto per questo ci piace segnalarlo.

Veloce segnalazione per tre gruppi della scena alternativa americana (Interpol con Lights) ed inglese (Futureheads con Struck Dumb e Two Door Cinema Club con Cigarettes in the theatre).

Qualche parola in più per un ingresso italiano: tornano gli Amor Fou, freschi di (meritato) contatto con una major: il gruppo di Alessandro Raina (già nei Giardini Di Mirò) pubblica il 4 maggio il secondo album, intitolato I MORALISTI, e Peccatori in blue jeans, con i suoi riferimenti al beat italiano anni '60, è il singolo che ne accompagna il lancio: magari seguono le orme dei Baustelle anche in classifica...

Infine due segnalazioni con pressochè zero probabilità di entrare in classifica. The Rassle è un gruppo newyorkese che si cimenta con qualcosa che assomiglia molto ad un buon rock'n'roll, ovviamente aggiornato a sonorità più attuali. Hanno tirato fuori un EP con 4 brani energetici, INTRODUCING THE RASSLE, da cui vi proponiamo questa Wild Ones.

Tutt'altro genere per i CocoRosie, un duo statunitense formato nel 2003 da due sorelle, Bianca "Coco" e Sierra "Rosy" Cassidy, giunti al loro quarto album intitolato GREY OCEANS, da cui è tratta questo ottimo pezzo, Lemonade, con una azzeccatissimo arrangiamento ed una interpretazione vagamante alla Bjork.

Alla prossima.

Classifica precedente: Settimana n.16 del 26 Aprile

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Possibile che Youtube abbia censurato questo video? Io lo trovo provocatorio ma in positivo. Sicuramente perché i cattivi indossano divise americane ...!!!???
E poi circolino liberamente video come quello di "voodoo people" dei Prodigy che è molto ma molto peggio.
Chartitalia apprezzo molto la tua "campagna" portiamo Il teatro degli orrori i n classifica; non potrebbe essere una iniziativa che prosegue promuovendo la buona musica alternativa italiana? Aspetto la prossima sfida ...

chartitalia ha detto...

beh, la campagna non è mia ma di un apposito gruppo su Facebook cui abbiamo dato pubblicità e che abbiamo sponsorizzato

la nostra era solo una considerazione sul rapporto tra quanto avviene offline e quanto avviene online: fare un clic è ben altra cosa di effettuare una azione concreta, ed il rapporto tra le due cose l'abbiamo (arditamente) stimato in 1:10.000

in altri termini, per far vendere 100 copie ad un brano, con questi rapporti, occorrerebbe ottenere un'adesione online di 1.000.000 di persone, francamente proibitiva...