03 aprile 2011

Radio Disastri

Per una volta, diamo evidenza alla sola classifica dell'airplay, cioè alla classifica dei brani maggiormente trasmessi dalle radio italiane. Uno sfacelo.
Il brano maggiormente programmato è una chiavica totale, l'orrenda ed insulsa Eh...già di un'ormai totalmente rimbambito Vasco Rossi, che si limita ad assemblare dei rutti o giù di lì. Ciò basta a convincere la EMI a pompare il brano spingendolo in vetta alla classifica airplay, occupando una buona fetta della programmazione via etere.

Al secondo posto, Gianna Mammini (già, forse non lo sapete, è divenuta mamma di recente, cosa che ha cercato di tenere nascosta in una infinità di servizi giornalistici, foto, lanci di agenzia, copertine di dischi, tour, e quant'altro). Dopo la mediocrissima "Ogni tanto", un altro brano altrettanto insulso: Ti voglio tanto bene, che ovviamente allude al suo bebè.

Al terzo posto il sempiterno Jovanotti con la sua Le tafche piene di faffi, che non sarebbe neanche male, così come l'intero suo ultimo album. Che in altri tempi sarebbe stato un medio album di onesto mestiere ma che nel panorama attuale rischia di passare per uno dei migliori album mainstream. Per dire.

Al quarto posto ancora il rocker (rocker!) di Zocca, questa volta in veste di solo autore, con la mediocre Vuoto a perdere, affidata alla pur interessante Noemi che ci mette tutto il suo talento, ma proprio non riesce a nobilitare un brano insulso di suo.

Manco a dirlo, tutti e quattro i titoli sono distributi da major discografiche, nell'ordine: EMI, Sony, Universal ed ancora Sony. Al 5° posto un titolo della quarta major, la Warner con Uberlin dei R.E.M., che almeno è un ottimo brano, anche se crediamo che sia del tutto casuale, seguito da un brano ancora della Universal, il semi-flop Born This Way di Lady Gaga.

In totale, lo share di mercato delle 4 major nella programmazione nazionale raggiunge circa l'80%. In pratica, le 4 case discografiche monopolizzano il mercato decidendo quasi interamente cosa ascolterete. Se le loro scelte sono felici, si ascolterà dell'ottima musica, se le loro scelte sono infelici (come spesso succede), si ascolterà della musica piatta ed insulsa.

Il tutto con i vari network nazionali che assistono impassibili appiattendosi sulle scelte più ovvie e conservatrici dei discografici, limitandosi a passare la programmazione decisa dalle major, alla stregua delle veline del ventennio. Aggravata dal fatto che i primi 4 network nazionali (RDS, RTL, Radio 105 e Radio Deejay) detengono oltre il 50% dell'intera emittenza radiofonica.

Intendiamoci, l'influenza delle case discografiche c'è sempre stata da quando è nata l'industria della musica registrata. Ma la situazione non è mai stata così disastrata:
- intanto perchè non c'è mai stata una concentrazione così forte in poche case discografiche
- poi perchè le major sono in mano a manager che magari escono da un master in business administration, ma non sanno distinguere un rutto da un accordo
- ed infine perchè c'è stata la Mammì.

Già, la Mammì. La legge sulla emittenza radiotelevisiva che ha regalato il mercato televisivo al porco di Arcore e che ha ammazzato il mercato delle radio libere regalandolo a pochi gruppi industriali. Ciò avveniva il 6 agosto 1990, in piena egemonia Craxi, legalizzando così il monopolio televisivo di Berlusconi costituitosi al di fuori della legge e contro le sentenze della magistratura.

Naturalmente sarà un caso, ma gli anni '80 erano stati un decennio florido per le emittenti locali e per la qualità delle proposte musicali, ricchissimi di brani e gruppi epici. Ed altrettanto casualmente, gli anni '90 hanno visto la chiusura di migliaia di radio locali, strozzate dagli oneri economici e burocratici imposti della Mammì. Contemporaneamente, gli anni '90 sono stati forse il peggior decennio di tutti i tempi dal punto di vista della qualità musicale, nonostante siano il periodo in cui si sono venduti il maggior numero di dischi.

Voi non ci crederete (sopratutto se avete votato a destra), ma anche l'attuale squallore del panorama radiofonico nazionale è frutto di questo allucinante sistema politico che affonda le sue radici nell'alleanza Craxi-Berlusconi degli anni '80, di cui siamo tuttora vittime.

26 commenti:

ilgmk ha detto...

"Contemporaneamente, gli anni '90 sono stati forse il peggior decennio di tutti i tempi dal punto di vista della qualità musicale, nonostante siano il periodo in cui si sono venduti il maggior numero di dischi."

Ovviamente alludi esclusivamente all'Italia...;)

Ciao
Marco

chartitalia ha detto...

@ilgmk:
ciao caro
beh, sì, mi sembrava implicito dal contesto, che si riferiva tra l'altro prevalentemente all'area mainstream

tra gli epifenomeni indotti dalla Mammì potremmo citare la debolezza dell'area indie italiana (praticamente espulsa dai network nazionali) e la stessa italo-dance cha ha dovuto emigrare in altri mercati

gli anni Duemila si presentano meglio rispetto ai '90 non perchè sia cambiata l'architettura dei network nazionali ma solo perchè è comparsa sulla scena internet che consente spazi ianspettati per la musica indie

MassimoL ha detto...

Ammazza, Chart, fortuna che i commenti alla classifica settimanale non la fai tu altrimenti pochi uscirebbero vivi!!

Detto questo, se l'oligopolio delle major è scandaloso, come definireste la furbata di 3 delle maggiori emittenti radio che hanno fondato l'Ultrasuoni, l'etichetta dei Modà che guarda caso sono tra i più programmati, e che che ha escluso ulteriormente le altre etichette indipendenti dalla programmazione?

PS: io al difetto di pronuncia di Jovanotti non ci faccio più caso. Infatti non avevo pensato che la frase "Io lo fo che non fono folo anche quando fono folo" potesse essere stata fatta apposta!

Radio Locale ha detto...

La morte delle radio locali in Italia e della relativa programmazione è esclusiva colpa dei governi di centro sinistra che per periodi + o - lunghi (?) si sono succeduti in questo paese. Con leggi con le quali pensavano di bloccare la crescita di mister B
Le 2 leggi che hanno affossato le radio locali sono in ordine temporale quella sulla PAR-CONDICIO che in solo botto ha tolto linfa economica alle radio che in tempo di elezioni ci andavano a nozze vista la magnanimità dei politici in quei periodi, senza in alcun modo intaccare il potere economico di mister B e la legge 66/2001 con la quale a 2 ore dallo scioglimento delle camere, Amato e D'Alema hanno rinnovato le concessioni a mister B, decimando l'emittenza locale con gli obblighi introdotti.
Dopo 10 anni ancora non ho capito quale fosse il problama delle concessioni radio/tv scadute.
Prima di parlare di Craxi e altre baggianate, informati su quale governo ha fornito milioni di euro a mister B per il digitale televisivo senza che ne venisse niente ai cittadini. Ti dò un aiuto sono stati gli stessi che attaccavano mister B per aver regalato i decoder agli italiani dicendo che erano venduti dal fratello. Invece il governo Prodi ha dato la pecunia direttamente a mister B. Che geni!
Altra perla è quella che ha permesso a mister B l'acquisto di R101 via editori che sbandierano l'anti B come unico vessillo.
Di quanto sopra se hai bisogno posso dettagliarti in ogni singolo articolo e non mi far dire che le pochissime briciole date alle radio locali sono venute (da non crederci) da Gasparri.

Anonimo ha detto...

ciao sono di destra e sono anch'io sconvolto dall'attuale panorama radiofonico nazionale, anche se la causa non la vedo tanto in berlusconi e craxi ma forse pittosto nell'antiberlusconismo. a guardar bene infatti le radio ci propinano artisti che proprio perchè schierati politicamente contro Berlsuconi, hanno una sorta di patente che li eleva ad artisti impegnati e di spessore (quale poi non si sà). L'elenco? Vasco Rossi in primis, Nannini, Jovanotti, Zucchero..... ditemi voi un artista di destra che passa oggi in Radio? Nessuno.

Massimo ha detto...

Radio Locale e Anonimo, dai ditemi che state scherzando che il vostro è un pesce d'aprile in ritardo.. no perché se pensate che le major discografiche facciano differenze tra destra e sinistra e conseguentemente le radio utilizzino l'antiberlusconismo per i palinsesti... mazzà stiamo messi peggio di quanto potessi immaginare e ve che di immaginazione ne ho !!!

Radio locale ha detto...

Massimo

ti scuso perchè non sai di cosa stai parlando.

Fa una cosa, vatti a leggere le leggi 28/2000 che viene dal 1994(governo D'Alema 2) e 66/2001 (governo Amato 2) poi mi scrivi e ti invio l'elenco dei deputati e dei senatori che hanno votato queste porcherie.

Ammesso che tu sappia leggere e che abbia il coraggio di fare ammenda, mi dirai poi se è un pesce d'aprile o cosa.

Naturalmente Chart che è abituato ad informarsi, sta zitto perchè sa di aver scritto castronerie.

Lo so, lo so che fino ad oggi, della menzogna avete fatto la vostra sopravvivenza ma ormai anche alle elementari hanno capito che l'unico rosso necessario è quello che scorre nelle vene.

Permettete la battuta.

Massimo ha detto...

faccio radio a vari livelli dal 1977... può bastare?

Radio Locale ha detto...

Allora sei in malafede.

Ammesso che il tuo " a vari livelli" significhi veramente qualcosa.

In alternativa hai la possibilità di fare ammenda e rileggerti (come ho fatto io) chi ha avuto il coraggio di votare l'eutanasia delle radio locali.

Ancora non ho trovato uno che mi sappia dire che danno ne avrebbe avuto l'Italia dalla scadenza delle concessioni radio-tv nel 2001.

Mi sembra che il 1975/76 e successivi siano stati migliori dal punto di vista della varietà musicale o no?

Massimo ha detto...

Carissima Radio Locale, non voglio fare polemica soprattutto perché amo le locali molto di più dei network (che non amo per nulla) ma penso che chi dovrebbe imparare a leggere sia tu perché, pur non avendo bisogno di nessuna difesa visto che è bravissimo a farlo da solo, l'articolo di chart parlava, essenzialmnety di musica, di airplay, di palinsesti e di influenza delle case discografiche.
La citazione alla Mammì è, a mio parere, giustissima in quanto madre di tutte le leggi ad personanm o ad aziendam che di r si voglia. La classica legge craxiana A.C.D.C (acdc per stare in tema).
Cosa ci acchiappano le leggi da te citate con l'influenza delle major, con l'appiattimento culturale a cui dal 90 in avanti siamo sottoposti e per le radio, con l'impoverimento qualitativo dei palinsesti con il bel articolo di Chart, è un mistero (si fa per dire, visto che è chiaro l'intento),

Se poi vuoi sapere da me che non voto ne ho mai votato e ne mai voterò il buffone di hardcore, che sono sicuramente senza se e senza ma a sinistra, sul bel marinaio dal baffetto sale e pepe... per me potrebbe, anzi dovrebbe caricare la barca della sua persona e dei suoi più stretti collaboratori e prendere il largo per un a mai più rivederci.
Amato non lo conto visto che è craxiano dentro (socialista non posso dirlo, ho troppo rispetto per i socialisti che sono altra cosa dai craxiani).

Ora perciò torno alla domanda iniziale, se sai leggerla, cosa mai vuoi che gli freghi alla major se sei di destra o di sinistra se comunque gli fai guadagnare soldi?
Da quando la par condicio si applicherebbe a Vasco Rossi (che è radicale, perciò liberale) o a Fuffo Jovanotti?

Il problema è in quello che ha detto Chart, il mercato ha preso il sopravvento sul pensiero, sulla creatività, anche dei programmatori musicali delle radio che non hanno nessun coraggio tanto che le radio più interessanti, limitandosi al solo aspetto musicale, sono le webradio, le troviamo nel web dove trovano spazio anche le etichette Indie e gli artisti "non-mainstream).

L'affosamento delle radio locali è iniziato (te lo dico perché lo so, perché in quel momento storico "io c'ero" e lo urlavo ai miei colleghi, è iniziato ai primi anni 80, nel craxi-era).
Detto ciò passo e chiudo che sono troppo incasinato :)

Radio Locale ha detto...

Caro Massimo,

hai voglia di arrampicarti a difendere Chart e il post.

La matematica non è un'opinione.

Se al tempo della "famigerata" (come dici tu) Mammì furono circa 3.000 i soggetti che presentarono domanda per le radio e oggi sono circa 500 che decidono di programmare musica più o meno omologata. Va da se che più si è, più si ha la possibilità di ascoltare musica diversa (o no?) Ma essendo stati decimati dai post-comunisti che pensavano di bloccare mister B con le loro "genialate" siamo giunti all'omologazione dei palinsesti di cui parla il post.

Noto quanto "a vari livelli" sei addentrato nelleradio "dal '77"...

Se con la legge sulla "par condicio", con un colpo di spugna è stata tolta una delle fonti di sempre tra le più importanti di introiti per le radio locali come pensi che gli editori radiofonci abbiano dovuto arrangiarsi?

Nel 1995 in sole 48 ore, in tutte le emittenti italiane, fu notificata da agenti della Guardia di Finanza la legge sulla par condicio che sarebbe dovuta essere un argine a mister B. (Non ricordo altri casi durante la mia vita di una invasione militare per mettere a conoscenza i soggetti a cui si riferiva di una legge andata in vigore)
Stiamo vedendo come è andata a finire.

Ma ho dubbi che questi siano i livelli della tua esperienza radiofonica.

Naturalmente i tuoi impegni possono farti scappare visto che non hai gli strumenti per confutare le mie accuse ai geni della sinistra che hanno distrutto intere aziende radiofoniche.

E poi ci lamentiamo delle playlist omologate.

Datemi spazio e non rompete con lacci e lacciuli che a mister B fanno (forse) il solletico mentre uccidono le medio-piccole realtà e poi vedremo quali playlist saranno in onda.

Massimo ha detto...

sto traslocando con casa e azienda e contemporaneamente debbo anche continuare il lavoro. nulla a che vedere con "scappare per confutare" anche perché come forse non ti è chiaro, di difendere certi geni della sinistra mi frega -15 in una scala da zero a dieci. Per quanto mi riguarda possono andare a... in regata perenne col baffino. Vedi un po' te che difesa ho intenzione di fare ma forse pure questo non ti è chiaro.

La crisi delle locali è inziata intorno all'83 con l'espansione dei network milanesi che hanno tolto ascolti e, conseguentemente "pubblicità". Non entriamo poi neldiscorso delle concessionarie pubblicitarie e sulla distribuzione della pubblicità detta "nazionale" perché il discorso è complicato.

Una delle prime reazioni che si ebbero nelle locali, allora fu quella di "imitare" i network sia nella programmazione musicale che nell'atteggiamento degli speaker.

A vari livelli è un po' lungo ma per sintetizzare da semplice speaker ad autore di programmi, da responsabile artistico a programmatore musicale, da consulente media fino a responsabile di stazione. Con annesse collaborazioni per i network per pubblicità e creazione di rubriche e programmi legati alla pubblicità. Sono stato a lungo direttore creativo di uno studio di produzione pubblicitaria specializzata nella comunicazione radio.

Percui delle leggi dei geni della sinistra a danno già fatto, come debbo ribadire perché pare non ti sia chiaro, me ne frega meno di zero e posso anche accettare un tuo "non sai leggere" (ma giusto perché oggi sono buono) ma di "scalette musicali", di programmazione radio, di palinsesti e programmi o come preferisci chiamarli.. beh li "qualcosina" la capisco e qualcosina sempre perché sono buono e ho fretta, oggi.

Radio Locale ha detto...

A massimo, Massimo...

mi scuso per non aver capito subito che il tuo "a vari livelli" si riferiva al fatto che gli altri (gli editori) cacciano i soldi e tu ci giocavi o giochi.

Ammesso che tu riesca a creare i più bei "clock" che si possano ascoltare in etere mi lascia perplesso la dissertazione sui mali della "Mammì" che c'entra come i cavoli a merenda con l'omologazione delle AIRPLAY.
Purtroppo è Chart che pur di farci entrare mister B in ogni suo discorso sarebbe capace di collegarlo al centurione che conficcò la lancia nel costato di Gesu'.

Dammi retta il danno non l'ha fatta la 223/90 che comunque aveva permesso a più di 4500 soggetti di autocertificarsi e dato almeno delle linee su cui lavorare ma tutti i patetici successivi tentativi di arginare l'onda finivest/mediaset che ha saputo approfittare benissimo del pressapochismo dell'ignoranza in materia dei governi di sinistra-centro. I danni fatti da Vita alle radio locali sono incommensurabili altro che leggi ad personam.
E potrei riempire 100 post con tutte le infamie fatte nel nome dell'anti B ma mi limito a ricordare a Chart che si stava meglio quando c'erano radio che passavano i Collage e i Cugini di campagna ed altre che passavano Lou Reed e Bob Marley oppure quelle che passavano il Liscio invece che Nino D'Angelo. Erano più di 3.000 le radio ed anche se forse in percentuale ce n'erano di più tra quelle che copiavano la Hit Parade o la classifica di Ciao 2001 e Sorrisi e Canzoni, esistevano radio definite di nicchia che hanno portato la storia della musica nazionale ed internazionale a conoscenza di tanti o pochi nel loro bacino d'utenza.
Per quanto dolga a Chart l'omologazione musicale è dovuta alla drastica riduzione dei soggetti in campo colpa delle sciagurate leggi della sinistra antiB che di tv, radio e playlist non capivano un tubo. E visto che considerano "Lo squalo" come salvatore della democrazia e della libertà di parola in Italia capiscono ancora molto. Per maggiori info, chiedere in GB.

Comunque buon trasloco.

Massimo ha detto...

grazie radio locale per il trasloco ma almeno nei primi due paragrafi del tuo post, sbagli ancora una volta.
Ho sempre lavorato a stretto contatto anzi con dei progetti discussi e concordati con gli editori e ho sempre lasciato un minuto prima quando le mie idee, non trovavano più il consenso dell'editore.
Il mio compito è sempre stato quello di "intepretare" atraverso la musica, i programmi i palinsesti, l'umore del pubblico che andavo a servire, anticipandolo un po' per dare alla radio un carattere di riconoscibilità. Questo ho sempre fatto, tanto che ho mantenuto un buon rapporto con quegli editori che mi hanno dato fiducia. Per tanto la tua affermazione sul "giocare coi soldi di altri" è piuttosto offensivo sia per me che per gli editori stessi. Rivela, inoltre quale sia la tua capacità di confronto, sempre in quella ipotetica classifica, saresti al "meno 30* posto", neppure tra i dischi caldi. Se accetti un consiglio ma lo dubito, prova a scendere dal pero e a metterti sullo stesso piano del tuo ipotetico interlocutore che scemo non è.

Per quanto riguarda Chart è capace di repliocare se vuole da solo ma visto che B è l'unto del Signore, che Scapagnini lo certifica come immortale, non mi stupirei affatto se centrasse qualcosa anche con la crocefissione di se stess... pardon di Gesù. Che a leggerla correttamente non è tanto Chart ad avere ossessioni strane, quanto il lo stesso buffone di hardore a coltivarne i frutti.
sul resto che dici non sono semplicemente d'accordo, più in generale il disastro culturale del nostro paese ha cominciato a manifestarsi nei primi anni 80, nel pieno dell'era craxiana, nel pieno dello sviluppo delle tv di b, all'alba della "milano da bre"... il resto è noto

chartitalia ha detto...

@Massimo & Radio Locale:
Beh, il duetto riflette abbastanza bene come siamo messi in questo paese.
Da un lato i pasdaran alla Radio Locale di Culo Flaccido che qualunque cosa succeda è colpa della "sinistra" (immagino facendo rientrare in questa categoria Andreotti, De Mita, Mastella o ...Amato-delfino-di-craxi) e che si riconoscono, più che in una serie di principi, nella difesa estrema di qualsiasi lestofante si proclami "anti-comunista", qualunque cosa questo significhi.

Dall'altro Massimo che si riconosce in un insieme di principi tradizionalmente "progressisti" e che non ha nessun imbarazzo a criticare, anche aspramente, coloro che nel proprio "campo", hanno commesso una serie di errori madornali tradendo i suddetti principi progressisti.

Discutere con i personaggi alla "Radio Locale" (dietro cui credo si nasconda un tizio che devo aver mandato a cagare più di una volta nel corso degli anni: aveva la fissa di credere che l'attuale sistema radiotelevisivo è stata una creazione della sinistra e che Culo Flaccido l'ha subito, pensa te i livelli di delirio), discutere con simili personaggi è tempo perso.

Però per una volta voglio fare una domanda preliminare a Radio Locale: dici che la "sinistra" ha causato il disastro delle radio locali perchè, nel tentativo di bloccare lo strapotere di Culo Flaccido, ha causato danno ai piccoli senza causarlo ai grandi. Prima ancora di discuetere se ciò è vero o è una sesquipedale cagata, mi dici come la vedi tu su una cosa? Secondo te, lo strapotere mediatico di Berlusconi così come risultata all'inizio dei '90, era abnorme o no? E secondo te, uno che aveva un simile potere mediatico ed economico poteva candidarsi alla guida del potere politco?

Lascia perdere le cazzate che ha fatto la "sinistra" (certo, ne ha fatte a quintali, altrimenti non saremmo in questa situazione) ma facci capire come la pensi: fosse dipeso da te, avresti consentito che un tizio con la concentrazione di potere mediatico ed economico di Culo Flaccido, potesse mettere le mani anche sul potere politico?

Radio Locale ha detto...

A Chart,

rispondo senza alcun timore di smentita da parte di chi conosce il mio pensiero politico.

ASSOLUTAMENTE NO.
Da elettore di destra non avrei mai voluto dai tempi della prima discesa in politica fino al 2008 che a miste B fosse consentito l'accumulo di tanto potere anche politico.
Anzi ho sempre cercato di far notare il pericolo di un consenso sempre maggiore a mister B ma nessuno sembrava accorgersene.

Ma avendo dovuto subire sulla mia pelle e quella dei miei colleghi i disastri delle vergognose leggi che i cosidetti "governi di centro-sinistra" hanno "prodotto" con malcelato intento anti-B, non capendone un tubo di quello che stavano facendo, preferisco il male minore.
Questo governo che non fa praticamente nulla per il paese a fronte dei danni che hanno fatto i sudetti governi C-S, con e senza i soggetti che hai nominato.

Onestamente sentire dei miei cari vecchi amici fieri PCI osannare oggi Gianfranco Fini mi fa venire i conati di vomito e preferisco al governo il NULLA ASSOLUTO di oggi ai DANNI SICURI di chi oggi si dice di sinistra.

Purtroppo Chart il problema è la totale mancanza di un'alternativa seria, ideale e soprattutto onesta.

Non sono d'accordo con chi dice tutto è meglio di mister B.
Lui è solo il meno peggio per ora e anche Montanelli invitava a votare DC turandosi il naso.

Quando ci sarà qualcuno onesto (che favola) da prendere in considerazione lo farò.

Ora in nome dell'onestà, caro Chart potresti rispondere tu ai miei quesiti?
Conosci l'escursus temporale delle leggi sulla RADIOTV? E' vero o no che le leggi approvate dai governi anti-B hanno determinato l'enorme riduzione del numero di soggetti in campo soprattutto tra i medio-piccoli e permesso alle aziende di mister B di crescere sempre di più così come hanno decretato la scelta musicale in sempre minori airplay? Per rimanere al Post.

A Massimo,
non mi sembra di aver detto che gli editori non ti facevano giocare o che siano rimasti delusi. Ribadisco che la Mammì con le playlist non c'entra niente anzi penso che le oltre 3.000 radio che furono autocertificate potessero sicuramente spaziare tra i generi più disparati ma visto che ora (dopo Bordon, Vita, Gentiloni, ecc.) si contano poco più di 500 radio in Italia con una stragrande maggioranza esatte copie dei network mentre le poche altre non penso possano permettersi i servigi dei "professionisti" della radio "a vari livelli" tra cui mi ci annovero ma per la parte amministrativo/legale.

Ti prego, nota l'amara ironia di un -30° dischi caldi.

Buona domenica

Radio Locale ha detto...

A Massimo,

... ti facessero..

scusa la fretta

chartitalia ha detto...

@Radio Locale:
Uhmm... non è che la tua risposta mi abbia convinto più di tanto perchè contiene una contraddizione in termini: se ammetti che il problema principale è la concentrazione di potere non puoi aggiungere che questo è il male minore. Attualmente ormai non c'è più nessuno che si dichiara sostenitore convinto di Culo Flaccido (sarebbe da internare) ma tutti se la prendono con la mancanza di alternativa. Bah, per toglierci dai coglioni Mussolini l'Italia dell'epoca si fece andar bene anche un Badoglio qualsiasi, e figuriamoci se un badoglio qualsiasi non lo si trova anche adesso.

Vabbe', faccio finta che tu sia in buona fede (nonostante tu abbia votato negli ultimi vent'anni quelli che hanno occupato il potere economico, mediatico e, per quasi tutto il tempo anche il potere politico) e ti rispondo. Anzi, visto che in un commento ad un post è difficile dare argomentazioni aticolate, ti rimando ad una bella analisi che condivido totalmente, clicca qui.

Ecco, fammi capire cosa non va in quella disamina.

Dopodichè, se vuoi asserire che anche la "sinistra", o meglio la coalizione di centro-sinistra che per il solo periodo dal 1996 al 2001 (che tra l'altro all'epoca personalmente NON avevo votato) non sia riuscita a cambiare l'impostazione delle Mammì, siamo totalmente d'accordo. Ma semplicmente io me la prendo con chi ha fatto la Mammì, e solo dopo con chi non è riuscito a cambiarne l'impostazione.

Radio Locale ha detto...

Ecco il caso eclatante del perchè siamo in questa situazione degradante di RADIO DISASTRI:

far partire tutto dalla Mammì corrisponde a fare populismo mischiando capre e cavoli senza vera cognizione di causa e senza nessun ordine temporale delle varie situazioni creatisi via via.
Se qualcuno ha voglia di leggere il link di Chart rispondo capitolo per capitolo.

Question elettrosmog:
non mi piacciono gli articoli tutti al condizionale.
Senza condizionale l'estensore potrebbe spiegare la particolarità biologica/fisica (ottima salute, regolare procreazione, ecc. sulla salute) dei tecnici che da oltre 30 anni lavorano per intere giornate, 365 giorni l'anno a stretto contatto con i tralicci e le antenne che ospitano tali Tx sproporzionati in potenza e relativo elettrosmog?
Il populismo al condizionale è uno dei mali del settore.

La legge Mammì:
E' vero che ha fotografato l'esistente dando lo stop ai sequestri tra gli altri di alcuni impianti di mister B ma ha permesso a oltre 4.500 soggetti (più o meno furbi) di sanare la propria esistenza più o meno pirata. Mi dite se l'Italia aveva bisogno di 4.500 tra radio e TV tra locali e nazionali? Inoltre i network nazionali erano già una realtà affermata da oltre un lustro, vale la pena ricordare che 29 avevano presentato richiesta per concessione nazionale. Mi sa che l'estensore non aveva mai ascoltato dal 1982 Radio DJ, Radio Montecarlo, Radio 105, ecc.

I pescecani dell'etere:
Tutto vero tranne dare colpa a 1 solo soggetto dell'operato di centinaia di tecnici ministeriali.
Troppo lunghe da spiegare le colpe. Per la mia cognizione di causa basti la storia di una piccolissima emittente di comune che ha piegato con la legge in ogni sede (Pretura, Tribunale, Ministero, Tar vari, Consiglio di stato, ecc.) ben 2 network nazionali e senza l'aiuto di nessuna delle pseudo associazioni radio/tv anzi gli avvocati di alcune di esse erano i procuratori dei network.

Le concessioni burla:
Ma quando l'ha scritta questa parte? Nel 1994. Bhe.. ne è passata di acqua sotto l' FM.
Domanda: Perchè rifondazione comunista, radicali, ds, alleanza nazionale e il resto del centro-sinistra hanno votato la legge 66/2001 senza la quale le concessioni ex-Mammì e seguenti sarebbero decadute.

La situazione odierna + Etere impoverito + Impossibile dar voce ad altre radio:
Ok è un articolo ante 1998.

Caro Chart

la situazione delle playlist omologate nelle radio è solo ed esclusivamente dovuta alla enorme contrazione del numero di soggetti in campo ridotto a circa il 10-15% di quelli del 1990.

La maggior parte dei soggetti rimasti sono "commercianti" che niente hanno a che vedere con l'espressione del pensiero ex art. 21 mentre chi ci prova ad essere alternativo va a cozzare con tutti i lacci e lacciuoli imposti dai sinistra-centro che non capivano/scono un tubo.

Forse il web (una volta che sarà ascoltabile senza problemi in auto) è il futuro di playlist più originali e meno omologate.

Ribadisco che mister B non avrebbe dovuto avere il potere che ha ma non perchè è un problema come lo vedi tu.
Invece di fare qualcosa per questo bistrattato Paese siamo nell'immobilismo totale.
Sempre meglio però di affondare ancora di più con "l'opposizione" attuale.
In una palude è meglio stare fermi che agitarsi a casaccio.

Naturalmente mi aspetto da te la conferma che la soluzione non può essere FUTURO E LIBERTA' o no?

Dammi un'alternativa seria e la prenderò seriamente in considerazione alle prossime politiche.


Cordialmente grazie per lo spazio.

Anonimo ha detto...

Radio Locale, ha decisamente centrato il problema, e al di la del suo credo politico, ha pienamente ragione.

Massimo ha detto...

ha effettivamente ragione Chart, palare con te Radio LOcale è una terribile perdita di tempo anche perché dimostri che a non saper leggere sei proprio tu.
Mai detto che la Mammì c'entra con le playlist... vabbè a frequnetare il nano erotico con l'impianto idraulico, succede di leggere delle cose che non sono mai state scritte.
Sei perdonato, ti assolvo

chartitalia ha detto...

@Radio Locale:
Ri-uhmm... vedo che l'ideologia di bassa lega non ti rende del tutto lucido. Molto velocemente:

Questione elettrosmog: si invoca solo il principio di precauzione, che dice che quando non è dimostrato che una cosa non faccia, è meglio la cautela. Tanto più che la corsa all'aumento di potenza era del tutto ingiustificata tecnicamente, e l'unica giustificazione era quella di schiacciare con la pura forza bruta le radio meno potenti, tanto da costringerle alla chiusura, come infatti è poi avvenuto.

Tu stesso dici che al momento del varo della Mammì, le radio erano 4500 e poi si sono ridotte a circa il 10% di quelle del '90. Beh, quale migliore dimostrazione che la Mammì è stata la causa della susseguente concentrazione e che ha costretto alla chiusura la stagrande maggioranza delle radio locali?

Erano necessarie 4.500? E perchè no? Qual è il problema di un alto numero di emittenti se possono reggersi economicamente? Ovvio, che non sono controllabili nè tantomeno ricattabili. Quindi molto meglio poche grandi emittenti con cui ci si può scambiare favori in cambio di consenso.

Qualcosa del genere hanno provato a fare con i blog, e non è detto che ci riprovino. Potresti chiederti se sono necessarie le migliaia di blog che esistono attualmente, la gran parte dei quali hanno poche decine di visitatori. Magari è meglio pochi grandi blog (anche qui, con cui scambiarsi favori in cambio di consenso). Ma anche qui, qual è il problema di avere decine di migliaia di blog, se il modello economico ne permette la sopravvivenza? Certo, che se costringi i blogger ad ottenere una qualche reistrazione onerosa, se li costringi ad avere un editore responsabile, se li minacci di risarcimenti spropositati per l'obbligo di rettifica, se li assoggetti alla stessa normativa della stampa professionale, è ovvio che vi sarà una decimazione e che potranno sopravvivere solo quelli che si organizzeranno in impresa.

E per la verità, qualche imbecille del centro-sinistra (più del centro -leggasi ex-democristiano-) ci ha provato con qualcosa del genere. Ma il Gentiloni della situazione è stato fermato con poco più di un rutto per farlo desistere. Ed è questa la differenza essenziale: se una cosa interessa a Culo Flaccido non c'è niente e nessuno che possa fermarlo. Perchè i suoi parlamentari sono quasi tutti suoi stipendiati e nominati personalmente (vedi il tema della concentrazione di potere di cui sopra).

E se non capisci questa differenza esistente tra il centro-destra e le altre forze politiche in campo, allora è inutile che provi a spiegartelo.

Radio Locale ha detto...

Ciao Chart,

forse mi hai frainteso.

Non ero e non sono contro i 4.500 soggetti radio/tv del 1990 ho solo fatto notare il numero rispetto alla disponibilità tecnica, al paese e al mercato. Poi più sono meglio è. Stop

Il paragone con i blog non regge (ancora cavoli a merenda). Sono assolutamente contrario ad una loro restrizione con regole tipo sulle testate giornalistiche.

Infine la Mammì ha solo certificato/censito (senza nessun controllo per i furbi) i soggetti in campo e dettato delle regole così "misere" che anche un ragazzino avrebbe potuto fare domanda di concessione ed ottenerla. Un minimo di organizzazione ci voleva rispetto al far west anche perchè non mi sembrava il caso di sottostare ancora alla legge del più forte (leggi potenze di emissione non regolamentate visto che già nel 1990 c'erano network con potenze da 5.000 e 10.000 watt).

La riduzione dei soggetti è esclusiva colpa di tutti i successivi tentativi di arginare mister B con regole risibili a partire da:
1) Legge sulla par condicio che ha tolto con un colpo di spugna risorse enormi economiche (ah!!! i politici che pagavano gli spot!!!) alle radio e tv locali dal 1995 (non voglio nemmeno dirti chi e come le ha parzialmente ripristinate);
2)Le legge 66/2001 che ha rinnovato sine die le concessioni scadute (soprattutto quelle di mister B) e ucciso tout-court tutte le emittenti in forma di ditta individuale e obbligando le altre ad avere dipendenti, essere almeno società di capitali ed altri oneri pazzeschi,
3) L'articolo che hai linkato è antecedente al 1998 proposto o scopiazzato da una pseudo associazione radio/tv che ha i 4 factotum con BMW e Mercedes da oltre 70.000,00 euro cadauna(grazie alle quote) e ha contribuito alla decimazione delle locali. Se vuoi le prove chiedi?


La Mammì era tutto quello che la sinistra non ha mai capito.

Mister B andava fermato con concorrenti in grado di contrastarlo in ogni piccolo paese d'Italia come voleva la Corte Costituzionale nel 1976 sul monopolio tv.

Invece in un solo giorno ci siamo trovati in tutta Italia la Guardia di Finanza a notificarci la pubblicazione di una legge "PAR CONDICIO" e mai nessuno si è degnato di mettere in galera quei tecnici/ingegneri/geometri/ctp/ecc. che hanno giurato il falso sulle schede tecniche richieste dalla Mammì e nessuno le ha controllate nemmeno in 10 anni.

E' l'errore storico della sinistra in campo RTV. Se studi un pò te ne renderai conto.

+ RADIO + MUSICA + LIBERTA'

PIDGEON ha detto...

chartitalia metti qualcuno più giovane a commentare le classifiche, o almeno qualcuno meno pieno di "superiorità intellettuale".... qui si trasformano le canzonette in politica...

a sti vecchietti del blog piacerebbe sentire solo Carmen Consoli, i subsonica, 99 posse si ci fossero ancora, Caparezza... esaltandoli tutti come geni solo perché inculcano idee di un certo tipo.

Ma basta, accendiamo la radio mentre ci facciamo la barba o la doccia, poi si spegne, la canzonetta è finita, ed oguno a fare quello che vuole (voi a leggervi Starnone, io magari a divertirmi un pò!)

pop! ha detto...

Pidgeon, sono il "vecchietto" che commenta le classifiche (e fra l'altro non ho mai parlato dei 99 Posse da quando le commento, proprio perchè -fortunatamente- non esistono più!). Mi piacerebbe che tu mi indicassi questi geniali artisti "di destra" che invece sottintendi nel tuo intervento (forse perchè non ci sono? o sei nostalgico della buonanima di Mino Reitano?)
Forse ti è sfuggito che qui si parla male -eccome- della musica di "compagni" come Ligabue o "radicali" come Vasco Rossi, proprio perchè è di musica (!) che ci occupiamo nel commento alle classifiche. Se poi mentre ti fai "la barba o la doccia" preferisci ascoltare musica vuota, banale e senza idee, affar tuo. Noi qui preferiamo la qualità.

Chemical ha detto...

Pop!, i minchioni come pidgeon non meritano una vostra risposta. Non meritano neanche di avere il privilegio di frequentare un blog come il vostro, tra i più intelligenti e ben fatti del panorama italiano, forse più unico che raro. Io ho poco più di 20 anni e sono un vs assiduo frequentatore per scoprire i pezzi più trendy con cui mi pavoneggio spacciandomi come grande intenditore. Altro che vecchietti: mai scoperto tanta musica elettronica come da quando vi seguo. Vi chiedo scusa per i tanti cialtroni che infestano queste pagine. Continuate così.