06 marzo 2007

Baudo, o della megalomania

Simone Cristicchi non sarebbe dovuto andare molto lontano per incontrare i protagonisti della canzone con cui ha spopolato al recente festival di Sanremo: i matti li aveva a pochi metri di distanza. Ad iniziare dal Direttore "artistico", sua Pippità Baudo.

Ormai il nostro uomo è in preda ad un delirio di onnipotenza e per il suo bene, prima ancora che per il nostro, credo sia giunto il momento di mandarlo a godersi la meritata pensione. Dopo essersela presa con il Papa, con la dirigenza Rai, con la commissione di vigilanza, con il presidende del consiglio e col disegno di legge che ridefinisce il ruolo della Rai, si è esibito ieri in un delirante sermone in diretta da Domenica In, approfittando biecamente dello spazio concessogli dalla TV pubblica per perorare i suoi personalissimi interessi.

Un discorso demagogico, populista e falso sino al buco del culo, con tanto di claque organizzata ai fini di ottenere l'ovazione a tutti i costi. Avendo percepito di essere ormai stato messo da parte per il prossimo anno, se l'è presa con la destra, la sinistra, il centro, il sopra, il sotto. Aizzando il pubblico beota presente in sala con argomentazioni del tipo: io non sono un politico (beh, ha dimenticato di ricordare che ha trescato per candidarsi alla presidenza alla Regione Sicilia), spererei che i politici sapessero fare il loro mestiere (l'affermazione più qualunquista di questo mondo, dimenticando di precisare di aver leccato il culo ai politici di mezzo secolo), e cose così.

Naturalmente nell'attuale maggioranza dove c'è tutto ed il contrario di tutto, il pippone nazionale ha subito trovato il verde cretino di turno disposto a dargli ragione. Ripeto: forse è la volta buona per liberarsi dell'uno e dell'altro.

E poi ci vuole solo un poco di pazienza
Qualche mese e già nessuno nota più l'assenza
La panacea di tutti i mali è la distanza
E poi ci si consola
Con la paranza

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo nel sottolineare il qualunquismo di tali dichiarazioni (come d'altronde è qualunquista scrivere "la panacea di tutti i mali è la distanza). Ma sostanza a parte, ciò che più sorprende di questo attacco frontale portato da Baudo è la forma.
Come dici tu, Baudo ha cavalcato per anni le correnti più disparate sorretto dal proprio opportunismo.
Oggi lo si vede adoperare la sua creatura più amata, come cassa di risonanza per una battaglia che lui stesso sa già di aver perso. Rivendica il diritto alla direzione artistica del Festival, ma nel momento stesso in cui produce le sue ragioni, sa già che se lo può sognare.
Vuoi vedere che tutto stò trambusto è stato creato ad arte per spalancarsi la strada ad una (stavolta certa) candidatura elettorale?
Da una parte Del Noce, il tiranno forzista; dall'altra il martire di Militello, che forte dei consensi dell'audience si prepara ad entrare a Palazzo, sospinto (tra l'altro) dalla bavetta degli onorevoli Verdi.
Quello che sembra delirio, potrebbe diventare pensione integrativa. Aspettiamo.

Anonimo ha detto...

Pensione integrativa?
Non credo interessi. E' troppo piccola. Non parlo delle persone normali, ovviamente, ma di chi prende 1 milione di euro per qualche settimana di lavoro.

gloucester ha detto...

Il delirio principale di Baudo consiste nell'essere convinto che sul palco di Sanremo si producano eventi fondamentali per la vita di tutti; che le canzoni eseguite esauriscano lo spettro possibile di tutte le forme musicali proponibili includendo ovviamente tutta la gamma di emozioni, sentimenti e di situazioni umanamente esperibili; che tutto il popolo italiano non veda l'ora di sapere qual è la canzone più bella, quali canzoni si potranno ascoltare non solo fino all'estate, ma addirittura fino al Sanremo successivo! Che stupidi che siamo ad aver perso tutto quel tempo a cercare qualità ed emozioni in altri recessi!