21 giugno 2007

Eresie/ L'età pensionabile

Sono sempre stato attratto dalle eresie. Cioè da quelle tesi che si oppongono alle "verità rivelate". O più semplicemente, da quelle opinioni in disaccordo con quelle generalmente prevalenti. Perchè alla fin fine, l'eretico è solo chi sceglie. E non è da condannare per quello che sceglie ma soltanto perchè sceglie. Perchè la colpa è esattamente la pretesa di poter scegliere. Mentre ciò che viene premiato è l'adesione al pensiero unico.

Se pensate che c'è gente che è stata trucidata per aver asserito che le tre persone della Trinità non fossero tre persone distinte ma soltanto tre aspetti della stessa divinità, forse ci si rende conto della pretestuosità e dell'insignificanza del contenuto ma ciò che contava era di aderire alla opinione corrente oppure opporvisi.

Attualmente le eresie tradizionali non sono più al centro del dibattito ma sono state sostituite da altre: verità inconfutabili che vengono assunte per vere dai manovratori del pensiero unico e da usarsi per liquidare chi non vi si adegua. Sono tante e prima o poi vorremmo segnalarle su queste pagine. Per oggi ve ne sottopongo una: l'età pensionabile.

I manovratori del pensiero unico, distribuiti equamente tra destra e sinistra sono impegnati a farci il lavaggio del cervello su una verità rivelata, così ovvia da risultare inconfutabile: è indispensabile allungare la vita lavorativa e spostare più in avanti l'età in cui si va in pensione.

Dicono i nostri maitre-a-penser (l'ultimo da cui l'ho sentito è Nicola Rossi, spin doctor dalemiano): visto che si vive mediamente di più (è inconfutabile, lo dicono le statistiche) il sistema pensionistico non può reggere e quindi occorre lavorare più a lungo ed andare in pensione più tardi. Questo ragionamento ci viene ripetuto da mane a sera, in tv e sui giornali, a destra e a sinistra, dai belli e dai brutti, da persone acute e da persone idiote. Insomma è la classica verità rivelata. Solo un mentecatto può disconoscerla.

Ok, andiamo con l'eresia: un ragionamento simile è una cazzata colossale ed è invece indispensabile abbassare l'età pensionabile. 150 anni fa ci furono battaglie feroci per il diritto alle 8 ore (la conoscete: "se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorar" cantavano i lavoratori e le lavoratrici in lotta). Bene, da allora la tecnologia ha fatto progressi gigantechi, i mezzi di produzione hanno aumentato la produttività di migliaia di volte. In 1 ora di lavoro si produce oggi ciò che 150 anni si produceva con 1000 ore di lavoro. Tutti i processi produttivi sono automatizzati. Ed anche questa è una verità altrettanto incofutabile.

Ottimo. Sarebbe dunque ovvio che, conseguentemente, si fossero ridotte il numero di ore lavorative quotidiane. Beh, quante ore al giorno si lavorano attualmente? Da un'indagine nel mio settore industriale mediamente si lavorano oltre 10 ore al giorno. Senza più differenza tra casa e lavoro, tra giorni feriali e festivi, sinanche in vacanza. Telefonini, portatili e linee ADSL hanno trasformato qualsiasi posto in un luogo di lavoro, persino quando si è in macchina, in treno, in areo, e sinanche sulla spiaggia.

E dove va a finire l'enorme ricchezza che è possibile produrre con gli attuali mezzi di produzione? E' lì. Sotto gli occhi di tutti, solo che gli imbonitori del pensiero unico non lo evidenziano. Nelle super-retribuzioni dei "super" manager, nelle rendite parassitarie dei tanti che percepiscono ricavi immensi senza fare un cazzo, nella disoccupazione di milioni di giovani che non riescono ad entrare nel ciclo produttivo. Quelli che lavorano lo fanno per tutti gli altri. E devono continuare a farlo ancora più a lungo. Con ritmi massacranti e sempre più a lungo.

L'età lavorativa va assolutamente abbassata. Ne va della sopravvivenza della civiltà occidentale. E quando sentite qualcuno che ripete la giaculatoria dell'innalzamento dell'età pensionabile trattatelo per quello che è: uno che sta cercando di farvi fesso per difendere precisi interessi.

Ah già, ma questa è soltanto un'eresia. Non prendetela in considerazione. La verità vera è che si vive più a lungo e quindi bisogna andare in pensione più tardi.

"L'età pensionabile" Compilation

LE OTTO ORE - anonimo
CHI NON LAVORA NON FA L'AMORE - Adriano Celentano
IL PENSIONATO - Francesco Guccini
O BIANCO FIORE (Inno dei lavoratori cristiani) - anonimo
ANDARE LAVORARE CAMMINARE - Piero Ciampi
IO LAVORO COME UN NEGRO - Johnny Dorelli
PENSIONE ITALIA - Enzo Jannacci
VADO A LAVORARE - Gianni Morandi
IL VALZER DEL PENSIONATO - Castellina-Pasi

6 commenti:

.mau. ha detto...

Attento a non scambiare le cause con gli effetti.
Con il sistema contributivo, statisticamente i soldi che metti da parte durante la tua vita lavorativa ti verranno dati con la pensione. Quindi è corretto dire che più si vive a lungo meno soldi puoi prendere per mantenere l'equilibrio.
Però non è affatto detto che tu debba mettere gli stessi soldi durante la tua vita lavorativa.
Tanto per dire, il TFR (lasciando perdere il fatto che era stato creato nientepopodimeno che da Mussolini...) è un salario differito. E non c'è nulla di male a dire "visto che con l'automazione si può lavorare di meno, potete tranquillamente darmi più soldi: però invece che darmeli subito, tenetemeli da parte così posso andare in pensione prima".

chartitalia ha detto...

@mau:
per carità, non volevo entrare in alcun tecnicismo; volevo solo porre l'attenzione sul fatto che in 150 anni, in presenza di aumento di produttività spettacolari, il nr di ore lavorative è addirittura aumentato; e che la conseguente ricchezza prodotta viene distribiuita in modo iniquo
che la redistribuzione avvenga tramite tfr, cuneo fiscale, riduzione dell'orario di lavoro, riduzione della vita lavorativa o altro sono tecnicismi successivi

Marcello ha detto...

Chartitalia, a volte non si capisce se scherzi, spero di sì perchè sembri paradossale...

Ti chiedi dove va a finire la ricchezza rispetto a 150 anni fa ? Mah, chissà...

150 anni fa la maggior parte della popolazione non nobile viveva in condizioni penose, quasi come in caverne, mangiando croste di pane, con numerosissimi figli mantenuti facendo salti mortali e spesso non ce la faceva a sopravvivere ed era sterminata dalle malattie.

Oggi, seppur tartassato da ogni forma di tassa, "il povero cittadino" ha l'ultimo modello di telefonino per lui e per ogni figlioletto, ha il SUV o la macchina nuova, ad agosto guai a togliergli le 3 settimane di vacanze al mare, va al ristorantino spesso con amici e famiglia, va al cinema, stadio, ecc.ecc.ecc.

Scrivi "E dove va a finire l'enorme ricchezza che è possibile produrre con gli attuali mezzi di produzione? E' lì."
Esatto, va nelle tasche di TUTTI, TUTTI ne approfittano, solo che la gente che ha poca voglia di lavorare (come te, o forse meglio come la tua area politica in generale ?) si lamenta fantasticando discorsi utopistici in cui tutti sono uguali, discorsi vecchi come matusalemme, triti e ritriti e stufosi.
Gli altri invece si rimboccano le maniche e continuano a lavorare, ne abbiamo bisogno, fidati...

Buon lavoro

chartitalia ha detto...

ohibò, marcello, mi stavo preoccupando del tuo non-intervento, paventando che il tuo fosse un silenzio-assenso
ok, ora mi sento più tranquillo: grazie per averci ricordato le tesi del pensiero unico
beh, certamente non rischi di finire sul rogo per le tue tesi eretiche

Marcello ha detto...

Prego, figurati, son qui per questo :-P

Anonimo ha detto...

io mi chiedo: come si fa ad alzare l'età pensionabile quando le aziende si muovono per prepensionare quanta piu' gente possibile?
nel mondo in cui vivo io, c'e' tanta gente che avrebbe voluto lavorare ancora un po', ma e' stata "accompagnata" alla pensione.
ultimamente infatti si parla . anche da confindustria, di lavorare meno ma lavorare tutti. e finalmente. perche' aumentare l'età pensionabile, aumentare le ore lavorate, aumentare gli straordinari, diminuire le vacanze et etc sono idee che servono a produrre di piu'. ma produrre di piu' presuppone che si possa vendere di piu', ed e' qui che non ci siamo: le nostre aziende non vendono cosi' tanto, invece hanno bisogno di ridurre il personale, tagliare costi etc etc: non se ne fanno nulla di piu' ore lavorate e di vegliardi in attività costi quel che costi (e il vegliardo costa, sicuramente costa di piu' del giovanotto).
per non parlare del fatto che la pensione è un contratto fra un lavoratore che paga sempre una sorta di premio assicurativo e una controparte che ... gli cambia di continuo le carte in tavola: e' come se tu fai la RC auto e anno dopo anno ti riducono unilateralmente i massimali. che ne dite?
un saluto
lollo