17 giugno 2008

Dobbiamo dire grazie agli Irlandesi?

Se dovessi dire che ho le idee chiare su dove sta andando l'Unione Europea, mentirei spudoratamente. In realtà, nonostante i chili di retorica sui vantaggi derivanti dalla adesione all'Europa sparsi a piene mani dal circo mediatico, ho come la sensazione che entrare nell'Unione sia stata una grossa fregatura. E sembra niente al confronto di ciò che ci aspetta. E' così che vi voglio riproporre un articolo da una fonte "insospettabile": Il Giornale della famiglia di BelliCapelli, dalla penna di Ida Magli.

In questi giorni, con la ratifica da parte del Parlamento italiano del cosiddetto Trattato di Lisbona, si porrà fine definitivamente all'esistenza delle Nazione Italia. E mano a mano si porrà fine all'esistenza di quasi tutte le altre nazioni in Europa. Non bisogna sorprendersi del silenzio che accompagna l'atto più importante che sia mai stato compiuto dal 1870 con il Regno d'Italia. È un silenzio che non è dovuto soltanto al volere dei governanti, ben sicuri fin dall'inizio dell'operazione “Unione europea“ che bisognava tenerne all'oscuro il più possibile i cittadini, ma anche alla obiettiva difficoltà per i giornalisti di fornire informazioni e tanto meno spiegazioni di un progetto che esula da qualsiasi concetto di «politica“.

Il Trattato di Lisbona è infatti una «visione del mondo» universale, una teologia dogmatica con le sue applicazioni pratiche, la forma più assoluta di totalitarismo che sia mai stata messa in atto. Come potrebbero i giornalisti istruire con poche parole milioni di persone sulla metafisica di Kant? Eppure c'è quasi tutto Kant, inclusa la sua proposta per la Pace Perpetua, nel progetto dell'Unione europea. Ma c'è anche molto Rousseau, molto Voltaire, molto Marx, con in più quello che Tremonti definisce «mercatismo»: l'assolutizzazione del mercato.

La falsificazione dei significati linguistici accompagna fin dall'inizio l'operazione europea: quello che viene firmato non è affatto un Trattato e non è neanche una «Costituzione», come era stato chiamato prima che i referendum popolari lo bocciassero. È la proclamazione di una religione universale, accompagnata in tutti i dettagli dagli strumenti coercitivi verso i popoli e verso le singole persone per realizzarla. È il passo fondamentale, dopo averlo costituito in Europa, per giungere alla meta prefissata: il governo mondiale.

Posso indicare in questo breve spazio soltanto alcuni degli strumenti preordinati:
A) Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari costumi culturali. Un sincretismo che verrà raggiunto con lo spostamento di milioni di persone e smussando tutte le differenze attraverso il «dialogo». Discendono da questa precisa volontà dei governanti le ondate immigratorie che stanno soffocando l'Europa d'occidente. Si tratta di decisioni di forza, prese a tavolino: se nasceranno reazioni o conflitti, come di fatto sono già nati, provvederanno le schedature biometriche, la polizia e il tribunale europeo a eliminarli.

B) Il governo concentrato in poche persone, quasi sconosciute ai cittadini, mentre diventano sempre più pleonastici i parlamenti nazionali. Il parlamento europeo, infatti, tanto perché nessuno possa obiettare in seguito che non aveva capito, è stato istituito fin dall'inizio privo di potere legislativo. Pura finzione al fine di gettare polvere negli occhi ai cittadini e tenere buoni con ricche poltrone i residui pretendenti al potere nell'impero fittizio.

C) Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando. Per ora qualcuno lo nota a proposito dell'economia e della ricerca (ricerca significa intelligenza), ma presto sarà chiaro a tutti l'impoverimento intellettuale e affettivo di popoli costretti a perdere la propria identità, la propria «forma» in ogni settore della vita. In Italia la perdita è più grave per il semplice motivo che gli italiani sono i più ricchi di creatività. Di fronte al vuoto di qualsiasi ideale e di qualsiasi futuro, i giovani si battono per quelli vecchi inesistenti, oppure «si annoiano». Vi si aggiungono con uguale impoverimento i milioni di immigrati, anch'essi sradicati dalla loro identità e gettati nel crogiolo della non-forma.

Si tratta di conseguenze ovvie, perseguite con ostinazione durante il passare degli anni sia dai fanatici credenti nella religione universale che da coloro che se ne servono per assolutizzare il proprio potere. Ci troviamo di fronte a quello che i poeti tedeschi individuavano chiaramente durante il nazismo come « il generale naufragio dello spirito ». Seppellire le nazioni per paura del nazionalismo significa provocare di nuovo il generale naufragio dello spirito. Significa che alla fine Hitler ha vinto.

Ida Magli, da "Il Giornale"

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono totalmente d'accordo. Prendi l'euro, per esempio: ha permesso di eliminare i fastidi del cambio di moneta per ogni confine oltrepassato... e poi penso che l'Europa stia meglio rispetto a prima no? Infondo: l'unione fa la forza!
Però questa cosa che i commenti devono prima essere controllati non mi sembra giusta: non so chi sia il mod però così può mettere e togliere i messaggi a suo piacimento...

Marco ha detto...

Ci sarebbe molto da dire su questo articolo,ma mi limito a tre stringate considerazioni.
1)il Parlamento Europeo ha poco potere proprio perchè le singole nazioni(a partire dall'Inghilterra,ma non solo)vogliono che sia così,per paura di perdere la sovranità nazionale. Esattamente il contrario di quanto sostiene la Magli. Del resto,basta pensare allo stesso trattato di Lisbona,partorito dopo innumerevoli sofferenze e tenuto in ballo fino all'ultimo dai gemelli polacchi Kaczinski,noti campioni di democrazia e rispetto delle minoranze.
2)La frase "Nella sua qualità di fase di passaggio verso il governo mondiale, l'Europa deve essere debolissima, come infatti sta diventando." è semplicemente ridicola,anche perchè l'Europa come entità politica non è mai esistita e sono state le singole nazioni a prosperare,a danno spesso di altre nazioni europee. Che poi l' Unione Europea sia debolissima politicamente,è un fatto che data dalla sua nascita e la causa è la stessa che ho citato prima. Il trattato di Lisbona era un piccolissimo e un po'raffazzonato passo proprio verso il rafforzamento politico dell'Europa,esattamente,anche qui,il contrario di quanto asserisce la Magli.
3)) "Il sincretismo fra le varie religioni e fra i vari costumi culturali"perpetrato,a dire della Magli,dalla Spectre Europea per affondare lo spirito dei suoi cittadini,è un fenomeno complesso che sta investendo tutto il mondo e,se si cerca un presunto colpevole,bisogna guardare dall'altro lato dell'Atlantico.
Anzi,a dire la verità è un fenomeno da sempre esistito nella Storia,dai Romani fino ai neri d'America,o meglio,gli ex neri africani finiti grazie anche alla allora civilissima e cristianissima Europa delle nazioni a coltivar cotone negli Stati Uniti,e proprio grazie a questa unione di culture diverse che quasi sempre sono progredite arte e letteratura.
La mia esperienza di Europa unita è limitata,ma ricordo bene l'emozione di fare in auto da Brescia a Barcellona senza incontrare frontiere,come fosse un unico paese,e ricordo anche lo sconcerto mio e dei miei amici nello scoprire,nel 2002,che non esiste più la frontiera tra Eire e Irlanda del Nord,una cosa che solo quindici anni fa sarebbe sembrata fantascienza. Ma,magari,queste che sembrano conquiste sono specchietti per le allodole dal cuore tenero come(non)è il sottoscritto...
Concludo dicendo che almeno dall'età del Ferro in Europa si è sempre combattuto;tra nazioni,regioni,spesso(come in Italia),anche tra città,per cui può anche essere che ci stiamo avviando verso un super governo mondiale che obnubilerà le coscienze e spegnerà lo spirito,ma,conoscendo la Storia,penso,con un po'di provocazione,visto attraverso cosa siamo passati,che lo potrò sopportare per un po'.
Ciao,Marco.

Verdier il Vampiro ha detto...

Odio l'Europa unita.

diego ha detto...

per quanto mi riguarda l'Europa può andare tutta affanculo!!!!

Anonimo ha detto...

Ma stiamo scherzando?? Ora non ho tempo per discutere tutti i punti sopra affrontati ma vacillano....
Ad esempio è vero che il Pe all' inizio non aveva il potere legislativo, ma ora invece con le procedure di cooperazione e soprattutto codecisione ha la possibilità di bloccare una norma comunitaria o di modificarla quasi al pari del Consiglio!

senza parole...

questa riforma dei trattati SERVE perchè entrano sempre più Stati nell' UE e bisognava fare una riforma delle istituzioni, 'gnurant !
E poi ma che baggianata è che l' UE ha poco potere ?
Ma non lo vedete che ogni giorno si sente che i paesi o l' Italia ad es. si devono adeguare e devono rispettare le direttive ed i regolamenti provenienti dalla Comunità? I quali tra parentesi sono e devono essere rispettati! Oramai le materie che abbiamo delegato sono sempre di più, e i governi nazionali non ne parlano molto perchè non vogliono far vedere che il loro potere è molto limitato!

Aprite gli occhi....