11 febbraio 2009

Cosa si ascoltava/ Assassinio di Kennedy

Oggi ero a pranzo con Pop!. Tra una chiacchiera ed un'altra, ad un certo punto viene fuori una domanda: ma quali canzoni imperversavano all'epoca dell'assassinio di Kennedy? Già. E quali pezzi furoreggiavano quando Armstrong (Neil, ovviamente, non Louis) mise piede sulla Luna? E cosa avevamo nelle orecchie all'epoca del rapimento Moro? Insomma, cosa si ascoltava in concomitanza con i fatti che sono poi entrati nell'immaginario collettivo? Chi li ha vissuti, magari si ricorda ancora in cosa si era indaffarati quando si fu raggiunti da queste notizie. Ma probabilmente non si ricordano i motivi in voga al momento. Ecco, quando avrò molto tempo mi piacerebbe scrivere questa sorta di storia musicale popolare parallela ai grandi (ed anche piccoli) eventi.

E visto che il tempo a disposizione per ora è poco, magari inizio con degli assaggi. Così, appena le congiunzioni astrali me l'hanno consentito, sono andato a togliermi questa curiosità e mi fa piacere condividere i risultati in questo spazio.

Il 23 novembre 1963, giorno successivo all'assassinio di John F. Kennedy, in testa alla hit parade italiana furoreggiava uno dei tanti pezzi anni '60 di Adriano Celentano, Sabato triste: "questo sabato è triste per me" attaccava la prima strofa, con un coro stridulo che chiedeva "ma perchè, ma perchè". Ed ecco svelato il mistero: "la mia donna non c'è, forse è in cerca di qualcosa che non trova in me", sino al culmine della tremenda rivelazione, causa della sconfinata tristezza dell'Adriano nazionale: "e non mi faraaaà da mangiaaar". Beh, non è una caricatura: è il testo letterale del pezzo scritto da Micky Del Prete, insperabile portavoce del molleggiato. E va avanti così sino ad esplodere nell'ineffabile inciso con: "Ma se rientra la picchio davvero, deve capire che così no non va, deve capire che un sabato un uomo non può restar senza donna e DIGIUNO". Mah, chi è che aveva nostalgia degli anni '60?

Ma il successo più clamoroso del periodo, in classifica da 20 settimane ed ancora al secondo posto quella fatidica settimana di novembre, era Se mi vuoi lasciare di Michele: "se mi vuoi lasciare (alimbdo bu) dimmi almeno perchè, io non so capire perchè tu vuoi fuggire da me". Insomma, la cosa in cima alle preoccupazioni della gioventù italiota era l'essere mollato dalla propria bella. Comunque i problemi geopolitici dell'epoca non è che fossero completamente trascurati. Tant'è che "nel continente nero (paraponzi-ponzi-bo), alle falde del Kilimandjaro (paraponzi-ponzi-bo), ci sta un popolo di negri che ha inventato tanti balli, il più famoso è l'hully gully, l'hully gully" come predicava Edoardo Vianello nella sua mitica I Watussi, quelli che ogni 3 passi facevano 6 metri.

Altri successi della Top Ten italiota della settimana erano: Ti cercherò di Ricky Gianco, Amico di Don Backy, L'età dell'amore di Françoise Hardy, Adesso no di Neil Sedaka, Non è facile avere 18 anni di Rita Pavone, Se mi perderai di Nico Fidenco e T'amo e t'amerò di Little Tony.

Ok, questa era la situazione italiota dell'epoca. Ed in Inghilterra? Beh, lì era già scoppiata la Beatlesmania e quel 22 novembre 1963 li vedeva in testa con il pezzo che li avrebbe imposti su scala planetaria: She Loves You yè yè yè. Negli anni successivi si sarebbe capito che questo pezzo era uno di quelli che avrebbe cambiato il mondo, preceduto solo da Heartbreak Hotel di Elvis Presley e da Like a Rolling Stone di Bob Dylan. In America la British Invasion sarebbe avvenuta qualche mese più tardi. Da quelle parti il mondo veniva cambiato non a colpi di yè-yè ma con altri colpi.

Già ma cosa si ascoltava negli States quando furono sparati quei colpi a Dallas? Al primo posto furoreggiava un remake di uno svenevole pezzo di metà anni '50, I'm Leaving It Up To You, ripreso da una sorta di coppia di fidanzatini corrispondenti al nome di Dale and Grace, che l'avevano trasformata in lentazzo sincopato da strusciarsi alle festicciole di teen-ager. Pezzo che per noi forse vuol dire poco. Ma forse non per gli americani.

Beh, quel 22 novembre la coppia canterina era in tour in una sorta di Cantagiro americano, il Dick Clark's Caravan, che stazionava all'angolo di una strada a Dallas per salutare con la manina il presidente americano in visita alla città, e si trovava ad appena un paio di isolati dal posto dove fu ucciso Kennedy. Sembra che la carovana canterina se ne tornò in albergo dopo aver fatto ciao con la manina al presidente senza accorgersi di niente e venne a sapere dell'assassinio solo parecchie ore dopo. Qualche mese dopo Dale and Grace incisero un pezzo che si chiamava "Stop And Think It Over", immagino titolo del tutto casuale...

Come usuale ultimamente, vi offriamo il player con la compilation dei brani citati nel post. Buon ascolto.


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1 commento:

diego ha detto...

vorrei anche ricordare a proposito dei Beatles che il giorno dell'assassinio di Kennedy era stato pubblicato in Gran Bretagna il loro secondo LP "With The Beatles".