27 ottobre 2009

Hit Parade che non c'è 2009/ Settimana n.42 del 25 Ottobre

Dopo una settimana relativamente “letargica” i nostri “consigli per gli acquisti” riacquistano la consueta frenesia, con ben 7 nuovi ingressi e un rientro. A capeggiare i quali, arriva direttamente in vetta I Won’t Kneel, la nuova dei Groove Armada. Il duo elettronico formato da Andy Cato e Tom Findlay, emerso dalla scena big beat di fine anni ’90 (quella di Chemical Brothers e Fatboy Slim), ci propone un altro brillante elettropop, quasi la versione rilassata di un loro hit precedente, “Song 4 Mutya”, uno dei pezzi più ben accolti del 2007. Stavolta affidato alla voce di Saint Saviour, il brano anticipa l’album BLACK LIGHT, il loro sesto (senza contare remix e raccolte), previsto per l’inizio del 2010. In giro c’è pure un altro pezzo che anticipa l’album, offerto fino al 18 settembre come download gratuito, la frenetica “Warsaw”, con Nick Littlemore degli Empire Of the Sun come cantante.


Hit Parade che non c'è - 25 Ottobre 2009

1I Won't Kneel
Groove Armada

2Islands
The XX

3End Credits
Chase & Status Ft. Plan B

4This Must Be It
Royksopp

5Black and Blue / Animal
Miike Snow

6Inneres Auge
Franco Battiato

7Dominos
The Big Pink

8You've Got the Love
Florence & The Machine

9Songs Remind Me Of You
Annie

10Empire State Of Mind
Jay-Z feat. Alicia Keys

11Memory
Zoot Woman

12Pursuit Of Happiness
Kid Cudi feat. MGMT and Ratatat

13Feeling Pulled Apart By Horses
Thom Yorke

14While You Wait For The Others
Grizzly Bear

15Sweet Disposition
The Temper Trap

16Padre nostro
Il Teatro Degli Orrori

17Lacrime di coccodrillo
Joe Barbieri

18Boxe a Milano
Pacifico

19Water and a Flame
Daniel Merriweather ft Adele

20Possibility
Lykke Li



Al N. 2 un’altra new entry che ha praticamente messo d’accordo tutto il team di selezionatori: il nuovo estratto dall’album di debutto degli xx, Islands. Che i quattro ventenni londinesi innamorati dei Cure abbiano realizzato uno dei debutti dell’anno è ormai cosa conclamata. D’altra parte, a mio parere, son l’unica band capace di citare gli anni ’80 senza rimanere drammaticamente invischiata in mille rimandi. Certo, qualche fantasmino appare, ma come anche “Islands” dimostra, la personalità c’è. E probabilmente non mancherà di emergere con i prossimi lavori…

Stabilissimi al terzo posto Chase & Status con gli End Credits del prossimo film di Michael Caine, mentre i Royksopp fanno un bel balzo in avanti con l’ottima This Must Be It, che supera così l’ex N. 1 di sette giorni fa, ovvero l’accoppiata formata da Black and Blue e Animal dei Miike Snow.

E da una doppietta scandinava voliamo, in sesta posizione, in Sicilia, dove comunque alberga anche sangue normanno. Entra in tale posizione il nuovo pezzo di Franco Battiato, Inneres Auge, ovvero, in lingua tedesca, l’occhio interiore, il terzo occhio. Un brano elettronico ipnotico che ha due facce. Musicalmente, essendo sospeso tra technopop e musica sinfonica. E a livello tematico, dapprima procedendo come un ariete verso la “materia”, seguendo la “linea orizzontale”, criticando la decandenza a cui ormai siamo sottoposti. Un Battiato indignato, anzi incazzato, che spara a zero contro il tracollo morale e civile con toni inaspettatamente diretti (cosa che, diciamolo, nella musica italiana non è cosa frequente). E poi, aprendosi all’occhio interiore, quasi per ribellarsi a cotanta decadenza, sale lungo la “linea verticale”, verso una via (personale) a Dio, l’elevazione dello spirito, il gusto del bello. La mia personale interpretazione è che solo la riscoperta spirituale, che avvenga anche attraverso la riscoperta della Cultura, può salvarci. A questo punto sarà interessante vedere quante radio lo passeranno. Chi è che diceva che son solo canzonette?

In settima piazza salita a razzo per Dominos di un’altra band rivelazione della scena britannica, i The Big Pink. E a chiudere la Top 10, l’ottima cover di You Got The Love di Florence + The Machine (di cui gli xx han realizzato un remix decisamente bello, dai toni ammalianti e cupi), Songs Remind Me Of You di Annie e l’ormai veterana Empire State Of Mind dell’accoppiata Jay-Z e Alicia Keys. Praticamente questa settimana ha mancato la Top 100 per un soffio. Mi sa che la vedremo là la settimana prossima, visto anche che finalmente i network italiani, molto restii a programmare hip hop, si son decisi di passarla…

Sotto i primi 10, altre 4 new entry più un reingresso. Al N. 11 esordisce Memory degli Zoot Woman. Un pezzo rock elettronico per questo gruppo britannico attivo dal ’95, che nel 2009 ha pubblicato il terzo album, a 6 anni dal precedente, THINGS ARE WHAT THEY USED TO BE. Se non avete presente chi possano essere questi qua, vi basti sapere che uno di loro, Stuart Price (altrimenti noto come Les Rythmes Digitales, Jacques Lu Cont, Thin White Duke, Man With Guitar, ecc.), è tra i produttori/remixer più richiesti in circolazione. Suo è il merito (o, a seconda dei punti di vista, la colpa) della resurrezione in body rosa di Madonna con “Confessions On The Dancefloor". E il megahit “Hung Up” rappresenta proprio la sintesi del suo modo di lavorare: guardare al passato per costruire musica che, senza ipocrisie, costantemente riprende/rielabora qualcosa di già accaduto. Come, nel caso di Madonna, il famigerato pezzo degli Abba. E per il terzo album della sua formazione, affronta l’argomento di petto: “le cose sono quello che erano solite essere”. Quasi una fotografia della scena attuale. Ma una fotografia perfettamente messa a fuoco, come dimostrato dal brano segnalato, a cui spetta il lancio dell’album (in sordina, tuttavia, stranamente senza una major che lo spinga) in cui emerge la voce di Johnny Blake.

Al N. 14 rientrano gli ottimi rappresentanti di quel bestiario che è la scena neo-psichedelica americana, i Grizzly Bear con While You Wait For The Others. Al N. 16 invece entra un altro pezzo italiano che probabilmente non sarà molto facile sentire alla radio. Di fatto Il Teatro Degli Orrori rappresenta alla perfezione la scena rock italiana contemporanea che si trova completamente fuori dalle coordinate del successo commerciale. La loro personalissima e apocalittica rilettura del Padre Nostro precede l'uscita (30 ottobre) del loro secondo album, A SANGUE FREDDO. Che se ne accorgano o no i grossi media, la storia del rock italiano di oggi passa anche da loro.

Per la successiva nuova entrata, al N. 19, ci diamo una decisa calmata, con Water and a Flame bel duetto tra Daniel Merriweather e Adele. Questa raffinata ballata soul d’atmosfera è il quarto singolo estratto dall’album del cantante australiano lanciato da Mark Ronson, LOVE & WAR, e gode della partecipazione di una della maggiori rivelazioni del 2008, nonché vecchia conoscenza della “ci piacerebbe”, Adele (segnalata per la prima volta da Pop! in epoca decisamente non sospetta, con mesi di anticipo, a testimonianza del suo fiuto…). L’unione tra due delle migliori voci della scena britannica decisamente funziona e, una volta tanto, un duetto tra due nomi di punta non delude e dimostra che ancor oggi il Soul può avere anima.

E chiudiamo con un’altra nostra vecchia conoscenza. Lykke Li. Ora la ragazza svedese, incensata dalla critica internazionale, si trova tra le mani la possibilità di piazzare un vero hit, grazie ai vampiri. Eh già, perché Possibility è stata scritta per la colonna sonora dell’attesissimo (almeno dalle teenager ansimanti di mezzo globo) “New Moon”, secondo episodio della saga di “Twilight”. A dire il vero la nostra non era convinta di scrivere un pezzo per un blockbuster, ma dopo aver visto alcune sequenze in anteprima del film ci ha ripensato e ha scritto questa ballata brumosa sospesa a mezz’aria. Ma è l’intera colonna sonora a far alzare le orecchie: praticamente è una collezione di artisti che vi abbiamo segnalato su questa rubrica nel corso degli ultimi due anni. Qualche nome? Beh, i Death Cab For Cutie, che hanno avuto l’onore di aver il pezzo principale, son già in Top 100. Ma ci son anche Bon Iver, St. Vincent, i Killers, i Grizzly Bear, gli Editors, i Muse e Thom Yorke… La colonna sonora dell’anno?

by ilgmk


Alla prossima.

Classifica precedente: Settimana n.41 del 18 Ottobre

8 commenti:

ForestOne ha detto...

Curiosando nelle classifiche Norvegesi ho trovato un pezzo interessante che è andato fortissimo lassù: i Kent con "Töntarna"... Certo, per loro nel nostro paese ci sarebbe l'handicap della lingua (lo è ancora l'inglese...), ma il brano, ipnotico al punto giusto, non è affatto male!
(anche Chris Lee "Talk To The Hand" non m'è dispiaciuto...) :-)

ilgmk ha detto...

Sai ForestOne che anche io avevo notato quel pezzo, tanto che stavo pensando di proporlo? Mi piace il suono che richiama i Depeche Mode più cupi. Tra l'altro i Kent da quel che ho trovato son considerati la rock band più importante di Svezia.
:)

ForestOne ha detto...

@ ilgmk:
hehehe sembra proprio che in questo arco temporale la scena musicale più interessante si sia spostata decisamente più a nord della Gran Bretagna ;-)

ilgmk ha detto...

@ ForestOne: quoto in pieno! Direi che la scena scandinava negli ultimi anni è riuscita davvero a differenziare la produzione, se consideri che da quelle zone solo negli ultimi anni son arrivati nomi molto differenti come Royksopp, Agnes, Kings Of Convenience, Miike Snow, Annie, Fever Ray, Mando Diao, Alphabeat, Robyn... E la lista potrebbe continuare...
Ciao!
Marco

ForestOne ha detto...

Un altro nordico che se arriva da noi mi sa che si piazza (soprattutto tra le ragazzine...) è Maverick con Pretending...

ilgmk ha detto...

@ ForestOne: oddio, ascoltato e devo dire che questo non mi sconfinfera... Mi ricorda un po' troppo un sound alla Backstreet Boys, solo più epico.

Tra l'altro ho scoperto che è uno dei Rednex, quelli che tra '94 e '95 ci hanno appioppato "Cotton Eye Joe". Solo che deve aver fatto parte della band tempo dopo quel delitto... L'associazione a delinquere può essere retroattiva?
Comunque come volevasi dimostrare: la scena nordica è molto attiva.
Ciao!
Marco

ForestOne ha detto...

@ ilgmk:
e infatti li ricorda eccome! Però dicevo che visto come si presenta il tipo e vista la sua musica, ruffiana al punto giusto, ha tutti gli ingredienti giusti per sfondare tra le ragazzine stile TRL :-)
Per fortuna che c'è ben altro :-)

tortnoise ha detto...

Molto meglio Povera patria della nuova inneres auge che sia musicalmente che come testi lascia abbastanza a desiderare.
E in tema di indignazione si potrebbero riascoltare anche Bandiera bianca e la torre, ma sta innere auge proprio no.