15 giugno 2007

Il club degli avidi/ Vasco Rossi

La mediocrità del panorama musicale attuale è magnificamente illustrata dal cantante italiano di maggior successo: Vasco Rossi. Uno dei tanti fubastri di periferia che ha imbroccato 2 o 3 brani che, suo malgrado, sono divenuti dei brani simboli di un'epoca: Albachiara e Vita spericolata, tra tutte. Un tizio che deve le sue fortune all'immagine di ribelle da strapazzo che il suo marketing gli ha costruito addosso: provocautore si è autodefinito.

In realtà, è una delle tante mezze seghe che prosperano sulla dabbenaggine di quelli sempre in cerca di bandiere in cui riconoscersi. Ciò che irrita maggiormente è la sua ipocrisia e malafede. A titolo di esempio, nel 1995 è protagonista a San Siro del solito megaconcerto, Rock Sotto l'Assedio, contro la guerra in Jugoslavia, promuovendo la serata come riflessione contro la violenza della guerra. Solo che il furbetto incamera l'incasso senza devolverlo alla causa jugoslava.

A dispetto della sua mediocrità, è riuscito a vendere quintalate di dischi e a raccogliere folle oceaniche ai suoi concerti. Non glie ne vogliamo per questo: non sarà il primo nè l'ultimo che riesce ad arricchirsi pur avendo meno meriti di altri molto più dotati di lui. Ciò che non sopportiamo nel personaggio (a parte la scarsa qualità della sua musica a partire almeno dagli ultimi 10 anni) è la sua ipocrisia, che sfiora la vera e propria malafede.

Nella campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006 ha sostenuto il partito la Rosa nel Pugno, in pratica gli ex radicali. Orbene, almeno a parole, tale partito è uno dei maggiori critici dell'attuale legislazione sul diritto d'autore e si batte, anche platealmente, per una sua revisione in senso più favorevole ai consumatori.

Ma come la pensa al riguardo il nostro rocker da strapazzo? Ecco un fior da fiore dei suoi pensieri, tratto da un articolo on-line del Corriere: "Con questa crisi discografica non si sa più con chi parlare, le persone vengono mandate via da un momento all'altro. Ha inciso la pirateria che è un furto ma viene affrontata in modo blando. E non le ha fatto bene la campagna per abbassare il prezzo dei cd... eppure non sento mai dire che un jeans di Dolce & Gabbana costa troppo. Le radio sono un misto di esterofilia e non si sforzano di far ascoltare la musica italiana".

Un ammasso di enormità da far accapponare la pelle. Secondo il nostro fine pensatore la "pirateria è un furto e viene affrontata in modo blando". Cioè, oltre 2 anni di carcere per scambiare qualche canzonetta, per il nostro ribelle finanziatore dei radicali significa affrontare in modo blando il fenomeno della "pirateria". Che qualcuno gli faccia sapere che viene sanzionata in modo più repressivo di reati quali il falso in bilancio o la bancarotta fraudolenta (ok Gianluca: sto citando a memoria; fai tu esempi di reati più calzanti se così non fosse).

Ah, naturalmente l'avido figuro non può che sostenere che i cd costano troppo poco, tra l'altro con un esempio pari al suo (basso) quoziente intellettivo. A parte il cattivo gusto che rivela nel citare i due più volgari stilisti della storia delle griffes italiane, il paragone c'entra un cazzo: sostenere che è giusto che vi sia QUALCHE jean che costa eccessivamente, non equivale a sostenere che è giusto che TUTTI i jeans costino uno sproposito. Che è invece ciò che avviene con i cd, dove TUTTI costano allo stesso modo, sia quelli appena usciti che quelli pubblicati 30 anni fa, sia quelli pubblicati su supporto fisico che quelli scaricabili via rete.

La dose viene rincarata dal suo produttore, Guido Elmi che, in un delirio parossistico, si lancia in accuse di furto verso le radio: "Le radio fanno sostanzialmente un furto legalizzato perché non pagano correttamente il diritto d'autore: sono l'unica azienda che investe soltanto il 2% nell'acquisto della materia prima del loro business". Caro, ma non ti risulta che siano addirittura le case discografiche a pagare le radio per bombardarci con la monnezza del Vasco Rossi di turno? Impedendo così la messa in onda di artisti molto più interessanti ed innovativi?

Comunque, che il Vasco sia ormai da internare in qualche clinica psichiatrica ci viene chiaramente evidenziato dalle seguenti farneticazioni: "La cultura dominante angloamericana non permette intrusioni ed è una conseguenza della seconda guerra mondiale: gli statunitensi hanno bombardato l'Europa, portato il rock ma anche la Coca Cola. Se non ci fosse stato Hitler che era un pazzo, sconvoltone e drogato, anche se nessuno lo dice, tutto sarebbe andato in un altro modo".

Beh, va bene tutto. Ma che Vasco Rossi (condannato a due anni per uso di droga e con il suo più intimo amico morto di overdose) lanci insulti di "sconvoltone e drogato" a qualcun altro, chiunque esso sia, è davvero singolare.


"Il club degli avidi/ Vasco Rossi" Compilation

Vasco Rossi: VA BE' (SE PROPRIO TE LO DEVO DIRE)
Vasco Rossi: NON L'HAI MICA CAPITO
Vasco Rossi: COSA TI FAI
Vasco Rossi: SBALLI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
Vasco Rossi: SONO ANCORA IN COMA
Vasco Rossi: BOLLICINE


Articolo precedente della serie: Il club degli avidi/ Ligabue

11 commenti:

Giulio ha detto...

hahahahahaha, che i suoi produttori siano avidi dubbio non v'è, hanno fatto anche le figurine di vasco!
che Vasco sia privo di talento è una affermazione tanto folle quanto parzialissima!
Al contrario, è proprio il geniale talento di autore di testi e musiche, da poeta autentico e raro, attraverso molteplici stili ed epoche, che ha permesso di tenere a galla la barca!
L'avidità denunciata non ha in alcun modo relazione con la qualità , quindi sostenere l'una per dimostrare l'altra è un operazione che denota quantomeno ignoranza, se non disonestà intellettuale.
Che Vasco possa non piacere è pacifico, de gustibus, che sia qualitativamente mediocre è ridicolo, che sia avido è possibile ma chi se ne frega!

Andrea ha detto...

Vasco Rossi è stato un grande, almeno fino alla prima metà degli anno 80.
Bei dischi, belle musiche.
Ovviamente da "Bollicine" in poi è cresciuta la sua fama di ribelle anticonformista, dovuta anche alle vicende di cronaca in cui era coinvolto.
Poi - come quasi sempre accade in questi casi - si cresce con l'età, si diventa altro, si hanno altre esigenze.
Bisognava confermare quel copione.
Ora è diventato un fenomeno di massa, i cui concerti vengono presi d'assalto da bande di coattoni, ultras, ecc....
Non basta più infarcire due canzonette insulse con gli assoli di chitarra di qualche musicista pagato profumatamente (Vinnie Colajuta, ecc...).
Il peggio è che purtroppo adesso canta anche con la voce impostata (come hanno preso a fare altri tipo Lucio Dalla).....lui che ha un'estensione vocale pari a quella di un rutto!
Non c'è più la freschezza, lo studio e la spontaneità di un tempo.
Ovviamente fuori dall'Italia non è nessuno.

Michele C. ha detto...

Carissimo Chartitalia,pur rimanendo dell'idea che l'ultimo disco decente di Vasco sia stato "Liberi Liberi" del 1989,ho paura che con questo articolo farai esplodere una "bomba ad orologeria"(ovvero una "flame war" come si dice nel gergo di internet)così come è successo con quasi tutti gli articoli della serie "Il Club Degli Avidi".

Anonimo ha detto...

" Basta poco
a fare impressione
basta poco
basta andare in televisione
che la gente
subito ti riconosce per la strada
si fa presto
a montarsi la testa

e d'altronde è questa qui
la realtà di questa vita
ci si guarda solo fuori
ci si accontenta delle impressioni

ci si fotte allegramente
come se fosse niente
darei fuoco a casa tua
se passasse il mal di dente "

Queste sono le liriche di uno dei suoi ultimi successi. Mi sembra che di quel cantore del disagio giovanile negli anni 80, siano rimasti solo gli urletti: "eeeeeeh".
Anche quando scrive per altri (vedi ad esempio Patti Pravo), il risultato mi sembra mediocre. "E dimmi che non vuoi morire" è una bella canzone, perchè resa tale dalla "ragazza del Piper", che la interpreta come poche altre saprebbero fare. Il testo in se non è stò popò di poesia.
Quello che era il rocker di Zocca, ha da tempo lasciato spazio ad un intrattenitore imbolsito, scontato.
Non lo aiuta il fatto di sfornare un cofanetto di GRANDI successi all'anno e di prodursi un estate si e l'altra pure, negli ormai abituali tour da tutto esaurito.

Dovrebbe cercare un modo per recuperare ciò che la sua lunga carriera ha lentamente esaurito. Magari viaggiando (tanto può campare di rendita). Ad ogni modo, di canzonette ne ha azzeccate qualcuna in più. Il testo di Jenny è paxxa è ancora attualissimo. Forse un VAsco del genere non è più proponibile, ma credo che se smettesse per un pò di pensare esclusivamente al business, potrebbe ancora sparare un paio di buoni colpi.

Anonimo ha detto...

dio..parlate di lui come di una persona finita, che non ha più niente da dire...beh, non è così..con la musica non è mai così, perchè la musica (e lo sapete meglio di me) ha quel meraviglioso pregio di amplificare, di riempire, di rendere possibile, di "dire"..come nessun altro è in grado di dire...avevo 5 anni quando l'ho ascoltato per la prima volta e molti dei suoi pezzi hanno una parte di me...la sua voce ha attraversato generazioni e dopo 20 anni fa il tutto esaurito in 2 giorni, riempie stadi, fa cantare e regala emozioni!...non mi sembra che sia esattamente la descrizione di una persona che si dovrebbe ritirare...!!!!

Anonimo ha detto...

penso che non potevate scrivere cazzate peggiori. Peccato per voi che la gente non la pensa così. Dicesi schifezza l'articolo che avete scritto, per non parlare del quoziente intellettivo

Anonimo ha detto...

ai tempi di Bollicine, io personalmente andavo a casa di Guido a prendere il disco di Vasco per la radio.. interessante leggere la sua dichiarazione, anche perché bastava una telefonata e il disco te lo regalava... bah!

Anonimo ha detto...

purtroppo le contradizioni di vasco non finiscono qui....come la mettiamo con la dichirazione "non faccio piu album, mi sono stancato, ma solo canzoni singole scaricabili dall'internet" a cui due mesi dopo e arrivata la dichirazione delle registrazioni in corso per il nuovo album?....la grandezza di vasco (fino alla meta degli anni 90) l'hanno fatta molti autori che gli scrivevano le canzoni...vale a dire massimo riva (albachiara é partita da lui, voglio andare al mare, vivere etc.), maurizio solieri (ce chi dice no, canzone etc.) e tullio ferro (vita spericolata e altre)...

Anonimo ha detto...

..Non c'è bisogno di parole x commentare questo articolo, la risposta la si puo' trovare nei fatti. Parlo dei concerti, parlo delle generazioni che Vasco unisce con la sua musica, andate a leggere le mail adoranti che migliaia di persone scrivono ad "uno di loro". Avido o non avido che importa? Egoista certo, perchè no? Perchè non dovrebbe esserlo...Chi non avrebbe sfruttato al massimo il suo potenziale trovandosi al suo posto? Solo un appunto: essere anticonformisti è un altro modo per essere conformisti. I toni sono troppo accesi, troppa parzialità, una voce fuori dal coro??? Il coro sommerge...ehhhhhh

Anonimo ha detto...

vasco è un grande è il migliore in assoluto!!

Anonimo ha detto...

mah rispondo in merito a tutto quello che è stato detto in precedenza...
In primis per chi non lo sapesse i testi e molte parti di musica di Vasco Rossi vengono scritte da un certo Tullio F. Quindi quelo che vedo di artistico e di creativo in lui è molto poco...la questione avidità comunque in un certo senso c entra sempre perchè un artista può esser bravo quanto vuole ma se sei un coglione e il tuo cervello vale meno di zero tu per me puoi fare pure degli acuti migliori della Callas ma vali sempre meno di zero come persona. Bene detto ciò Vasco Rossi a mio modesto parere vale meno di zero.