12 novembre 2007

Il caso Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari è stato il fondatore, anzi il creatore/inventore, del quotidiano La Repubblica, che ha portato ad essere il secondo quotidiano italiano ed il primo nella versione online. Per 20 anni, Scalfari è stato sinonimo di "La Repubblica" e "La Repubblica" è stato sinonimo di Scalfari. Dal 1996 ha lasciato il ruolo di direttore responsabile a Ezio Mauro, ma continua ad essere identificato con il giornale, tant'è che il suo nome fa ormai parte del logo che recita: "La Repubblica. Fondatore Eugenio Scalfari". Ora, a prescindere dal ruolo ufficiale che ha Scalfari all'interno della redazione del giornale, continuo ad essere esterrefatto per il trattamento che l'edizione online repubblica.it riserva al padre fondatore.

Ormai da tempo, gli unici interventi di Scalfari si riducono al "sermone" domenicale, un solitamente eccellente articolo da puro opinionista il cui link viene mantenuto in evidenza nella home page di Repubblica per poche ore (quando va bene) e poi prontamente inabissato tra le decine di migliaia di pagine dell'edizione on-line da dove può essere scovato (con difficoltà) tramite il motore di ricerca.

Quello di ieri poi ha del comico: il linkettino, intitolato "Nel tifone delle Borse" e dedicato alla crisi finanziaria mondiale, è stato associato ad un articolo sulla diatriba sui Rom tra l'Italia e l'Unione Europea (!!!), notizia che, a parte non c'entrarci la classica beata fava, già di prima mattina occupava la 6a o 7a posizione in home page ed il pomeriggio, naturalmente, era già scomparsa.

La cosa ancora più bizzarra è che mentre altre rubriche hanno dei link fissi facilmente rintracciabili, quali Spy Calcio, Il Cruciverba, Carta Canta o Navi in bottiglia, il regolarissimo sermone domenicale di Scalfari risulta ufficialmente disperso dopo un paio d'ore.

Ora, con tutto il disprezzo che posso avere sull'approssimazione con cui l'edizione on-line di Repubblica viene gestita, mi rifiuto di credere che questa cosa possa essere casuale ma segue una precisa linea editoriale. Beh, viene il sospetto che le opinioni di Scalfari siano in contrasto con quella della proprietà editoriale. Proprietà che, vogliamo ricordare, fa capo a Carlo De Benedetti, noto imprenditore e finanziere italiano. Che, dal 2006 è tornato a guidare in prima persona le sue attività editoriali subentrando a Carlo Caracciolo nel ruolo di presidente del Gruppo editoriale l'Espresso.

O no?


"Il caso Eugenio Scalfari" EP

REPUBBLICA - Ricky Gianco
LA NASCONDEREI - Mino Reitano
EUGENIO - Francesco De Gregori
GIORNALISTA - Cristiano Malgioglio
NASCONDIMI - Renato Zero
CARO GIORNALE - Leone Di Lernia
LA NOTTE DELLA REPUBBLICA - Gianni Marchetti
CHE TI GIOVA NASCONDERE - Anonimo del XIV Secolo
MARCIA DEL PRINCIPE EUGENIO - Andreas Leonhardt
IL GIORNALE DI DOMANI - Riccardo Fogli
NASCONDI TE - Paola e Chiara

8 commenti:

.mau. ha detto...

e dici che Scalfari non sia stato così furbo da essersi fatto il contratto di consulenza con la clausola di Alta Visibilità sul sito, ma solo con quella di "omelia domenicale in prima pagina"? Oppure dici che tanto a lui della parte online non gliene frega nulla?

chartitalia ha detto...

beh, per la verità i miei dubbi non erano rivolti al lato Scalfari, che mi sembra abbastanza grande e vaccinato, ma il lato editore

ma come, hai una delle più grandi firme del giornalismo italiano (direi la più grande dopo le dipartite di Montanelli e Biagi) e rendi praticamente introvabili i suoi interventi, tra l'altro di una acutezza ampiamente al di sopra della media dei pezzi usuali del tuo giornale?

bah, la tua affermazione che poi i lettori su carta valgano meno di quelli su carta meriterebbe una risposta che non mi azzardo neanche a provare a darti all'interno di un commento

sed ha detto...

Scalfari non è mai stato un grande giornalista, solamente è stato un grande schierato. In Italia qualsiasi pennivendolo se è ha fatto la resistenza, se è schierato o tanto più se spara a zero su Berlusconi è un grande giornalista.
cordialmente
sed

chartitalia ha detto...

@sed:
Immagino che la tua opinione sia verità assoluta mentre la mia vale i classici "2 cents". Di fronte a simili argomentazioni non posso che prenderne atto.
Altrettante cordialità

sed ha detto...

La mia era una sintesi che dava per scontate cose come:
- il Montanelli fascista prima, di destra poi, grande nemico ecc ecc gambizzato giustamente (gioiva tutta la sinistra, mi creda)... santificato e glorificato nei festival dell'unità allorchè rivolse la sua micidiale penna contro il berlusca.
- Scalfari? che davanti a milioni di telespettatori da' dell'ignorante a castelli ministro della giustizia per non aver studiato latino (affermazione peraltro smentita). Argomento di cenrto non di grande spessore giornalistico.
- Biagi? Il contrasto con Berlusconi lo ha reso ancor più bravo agli occhi della sinistra (non dica di no). Ed è anche servito Giustizia e libertà, che si sapeva covo di "gladiatori" con a capo Sogno ("il mio indagato" lo definiva Violante) poi riabilitato post mortem.

Cordialmente
sed

Anonimo ha detto...

chartitalia sei patetico non vedi che ormai nessuno più partecipa ai tuoi blog. La tua faziosità ha stancato tutti. adesso ci vorresti far credere che barbapapà sia stato un bravo giornalista e non un servo del partito di azione dietro il quale si sono nascosti i poteri forti che hanno condizionato dal 1945 fino a Berlusconi, che è stato un incidente di percorso, le sorti di questa povera Patria
... non essere permaloso da par tuo accetta le critiche altrimenti veramente resti solo

Olmo Ghesizzi ha detto...

se avessi il 10% del cervello di Scalfari riusciresti a baciarti il sedere da solo

chartitalia ha detto...

@olmo ghesizzi:
oh madò, che metafora ardita... ma le studi per ore o ti vengono così, nature