21 giugno 2008

Pirl Parade 2008/ Settimana n.25 (dal 14 al 20 Giugno)

Al secondo tentativo, BelliCapelli sbaraglia la concorrenza e conquista il Pirl della scorsa settimana con il suo disegno di legge per impedire le intercettazioni, così sarà libero di raccomandare tutte le ballerine che vuole senza essere ascoltato da orecchie indiscrete.

1. Alessio Butti, il moralizzatore di internet
E' un forzitaliota autore di un disegno di legge che vorrebbe moralizzare la rete, pendeno a pretesto (tanto per cambiare) la pedopornografia. Uno che ha un sito del genere vorrebbe regolare la rete.

2. Il TAR del Lazio
Per il mitico TAR del Lazio occorrerebbe coniare delle nuove categorie escatologiche che vanno al di là dell'umana compprensione. L'ultima sua impresa è stata quella di bloccare il blocco dei prefissi telefonici a pagamento potenzialmente truffaldini.

3. Sarkozy e la sua legge contro gli utenti di Internet
Il presidente francese Sarkozy, sinora protagonista solo di vicende gossip, tenta di tornare al centro delle vicende politiche con una legge degna della destra peggiore che nenanche in Italia (ma diamo tempo al tempo): la disconnessione obbligatoria degli utenti internet che scambiano file protetti da copyright.

4. Berlusconi che si autoblocca il processo
BelliCapelli perde il pelo (si fa per dire, visto la moquette che ha in testa) ma non il vizio: tra i primi provvedimenti che ha varato è la solita legge che lo tira fuori per l'ennessima volta dai guai giudiziari. E per far ciò, non esita a bloccare decine di migliaia di altri processi: quando si dice la certezza della pena. Altro che indulto: con un provvedimento del genere, criminali piccoli e grandi in carcere neanche ci entreranno.

5. Il mago Tremonti
Il guaio di un paese come l'Italia è che un cioccolataio come Tremonti venga considerato un genio. Dopo essersi paragonato a Robin Hood per l'offensiva elemosina elargita a chi non riesce arrivare a fine mese, ha fatto un'altra magia: ha ridotto l'inflazione all'1,7%. E' quanto ha scritto nel suo documento di programmazione economica. Sulla carta quindi. Ma è una carta che ha effetti reali in quanto è sulla inflazione programmata che si basano gli aumenti salariali nei contratti di lavoro. Rispolverando così il meccanismo che ha impoverito l'Italia negli anni '2000: inflazione programmata vicino allo zero e quella reale a due cifre. Tanto c'è sempre un Istat pronta a dimostrare che l'inflazione rilevata è allo zero virgola quello che vuoi.

A voi la scelta del Pirl di questa settimana. Eventuali ulteriori nefandezze potete proporle nei commenti.



Alla prossima.

Pirl Parade precedente: Settimana n.24 (dal 7 al 13 giugno)

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