06 novembre 2010

Bella Giovinezza Ciao

Essendo questo un blog musical-politico non possiamo non dire qualcosa a proposito della tempesta in un bicchier d'acqua scatenata dalla sciagurata coppia Morandi-Mazzi che avevano intenzione di eseguire l'inno fascista Giovinezza al prossimo festival di Sanscemo. Giusto per mettere le cose in chiaro: questo blog è favorevole al pensionamento di Gianni Morandi, avendo raggiunto ampiamente l'età a termini di legge (66 anni). Mentre del "direttore artistico" pensiamo tutto il male possibile, avendo già dato (pessima) prova di sè in due precedenti edizioni, del 2005 e del 2009, rivelatesi tra le peggiori selezioni della storia del festival.

Il nostro sito è interamente dedicato alla musica popolare e l'idea di ripercorrere i 150 anni dalla nascita dalla nazione a suon di canzonette popolari ci trova totalmente d'accordo. Tant'è che sul nostro sito sono elencate praticamente tutte le canzoni maggiormente significative dall'unità d'Italia ai giorni nostri. Inclusa l'incriminata Giovinezza. E addirittura elenchiamo anche la turpe Faccetta nera, e sinanche All'armi (siam fascisti) o L'inno delgi studenti universitari fascisti. Non è quindi l'annuncio di eseguire una canzonetta che ci indigna.

Ma è il pressapochismo, la superficialità, il parcondicionismo, l'equiparazione e la contrapposizione di quel tristo brano ad un altro, a Bella ciao, che abbiamo trovato turpe. Perchè sottintende l'equiparazione degli aguzzini con le vittime, dei persecutori con i perseguitati, dei prevaricatori con i prevaricati.

Non è possibile che se uno annncia che verrà eseguita Bella ciao, l'altro si senta in dovere, pavlovianamente, di dover contrapporre Giovinezza? Rinverdendo i fasti dei più triti e letali "opposti estremismi"!

Bella ciao è stato sì l'inno dei partigiani, grazie a quali l'Italia ha evitato sanzioni post-belliche ancora più gravose in quanto paese aggressore e sconfitto. Sono stati gli artefici della Resistenza da cui è scaturita l'attuale Costituzione, in cui l'intera nazione si riconosce. Incluso quel patetico vecchietto (dove lo metto) che ci ritroviamo come presidente del Consiglio, perchè vi ha giurato fedeltà all'atto dell'accettazione della sua carica. Inclusi i ministri cerebrolesi padani perchè anche i ministri giurano fedeltà alla Costituzione. Bella ciao è un brano ancora attualissimo che viene continuamente ripreso ed eseguito in varie interpretazioni, come descritto in un post di qualche mese fa.

Viceversa Giovinezza era l'inno delle squadracce fasciste che imperversano e vessavano la cittadinanza ai tempi di maggiore ferocia del regime, che ha fatto da colonna sonora a pestaggi e crimini di tutti i generi. Da allora è stata rimossa dall'immaginario collettivo e relegata ai libiri di storia. Solo un idiota (anzi due) può contrapporla a Bella ciao.

Il risultato di questa idiozia è che il CDA della RAI ha colto la palla al balzo per vietare sia la seconda, ma anche la prima. Il chè dovrebbe far gridare vendetta al clielo. Il chè, ovviamente, non è accaduto. Ed alla fine è passata questa equiparazione demente. Niente "Giovinezza" ma neanche "Bella ciao". E mentre tutti hanno sbraitato contro la proclamata esecuzione dell'inno fascista nessuno o quasi ha sbraitato contro il CDA della RAI che ha vietato l'esecuzione di "Bella ciao". Convincendomi definitivamente a disdire il canone RAI. Basta.

8 commenti:

Francesco ha detto...

Meno male che ci hanno rinunciato invece.....E se l'esecuzione di questi brani a Sanremo fosse stata dettata dall'alto, più che da questi due? Per fare scalpore o per mettere gli uni contro gli altri in un momento critico nel quale c'è bisogno di unità? Non ci avete pensato?
Ho trovato di cattivo gusto il fatto di propore in una manifestazione canora due baluardi di uno storico estremismo politico....cioè che cosa c'entrerebbe la politica in una manifestazione musicale come Sanremo? E poi perchè proporre proprio queste due canzoni? E perchè paragonare Giovinezza a Bella Ciao? Una parcondicio squallida, e su questo sono pienamente d'accordo con voi! Ma a parte con le ospitate di Benigni non mi ricordo che a Sanremo l'argomento politica fosse all'ordine del giorno. Se non come satira, appunto. Stiamo assistendo ad un imbarbarimento della televisione italiana, sempre più attenta a fare scalpore che a proporre qualcosa di bello e serio. Certo, Sanremo attualmente ha poco a che fare con la musica per innumerevoli motivi (il lancio degli spartiti nella serata finale mi hanno convinto a non guardare più sanremo, specie se quest'anno verrà presentato anche da quelle due sgualdr...), ma quello che temo è che Rai uno e Rai due diventino RaiSet1 e RaiSet2, per i loro contenuti sempre più tristemente simili alle TV del nano. Siamo rovinati.

Miguel ha detto...

Non so voi,ma io mi sto facendo a poco a poco l'idea che certe polemiche sul festival(anche mesi prima della sua trasmissione) siano proprio costruite a tavolino(dagli stessi organizzatori) tanto per generare scalpore.

chartitalia ha detto...

@Francesco:
Sì e no. Capisco la tua posizione ma non la condivido appieno. In particolare che la politica non c'entri niente con Sanremo, anzi, Sanremo è una manifestazione eminentmente politica. Perchè attraverso Sanremo sono stati proposti (ed a volte imposti) modelli sociali e propagandistici mica da ridere. E non solo per le ospitate alla Benigni (ma anche alla Grillo che è stato ospite frequente).

Sanremo è intriso di politica sin dalla nascita: la vincitrice della seconda edizione fu "Vola colomba", trionfatrice sull'onda della questione del ritorno di Trieste all'Italia, per parlare di aspetti palesemente politici. E come ignorare gli aspetti solo mediatamente politici quali l'idolatrare il "mammismo" che ha attraversato tutti gli anni '50 ma anche buona parte dei decenni successivi?

Insomma, gli esempi che potrei citarti sono ennemila: dalla reazionaria "Chi non lavora non fa l'amore" in pieno periodo di rivendicazioni operaie al buonismo di "Si può fare di più" per gli aiuti ai paesi più poveri, o il trionfo di Mediaset-PdL nelle ultime due edizioni, al "mettete dei fiori nei vostri cannoni", ecc, ecc.

Insomma l'ultima cosa che possiamo condividere su questo blog che si proclama musical-politico è che la politica non c'entra niente con la musica, e con Sanremo...

chartitalia ha detto...

@Miguel:
Totalmente d'accordo. Ma la cosa può anche starci: la pubblicità è l'anima del commercio, no?
Quello che è turpe è il tipo di clamore che si sceglie. Ci sono centinaia di cagate che possono inventarsi per far clamore e su quelle che si scelgono si viene giudicati. Alcune provocazioni possono essere innovative e progressiste, altre turpi e reazionarie, come questa cosa degli opposti estremismi, che è pura propoganda.

.mau. ha detto...

Io comunque, se proprio avessi dovuto mettere canzoni per festeggiare i centocinquant'anni, avrei scelto l'inno di Mameli e la canzone del Piave (e al limite Nel blu, dipinto di blu...)

chartitalia ha detto...

@mau:
beh, se la questione fosse scegliere due o tre brani qualunque scelta risulta insoddisfacente per un verso o per l'altro; mi sembra che l'idea fosse di far interpretare, insieme all'inedito, un brano della tradizione popolare, e lì hai a sbizzarririt. Cito a caso, da Vitti 'na crozza (giusto del 1960) ai tanti brani della tradizione napoletana (Funiculì funiculà del 1980 ad es.), dai canti di lotta (Le otto ore, attualissima), da quelle più leggere (Ciribiribin) a quelle più maliziose (L'uccellino della comare), spaziando tra canzoni in lingua e vernacolari (La società dei magnaccioni, La balilla, Ma se ghe penso), ecc. ecc. All'interno di un panorama così ricco, ci poteva stare anche Giovinezza e sinanche Faccetta nera. Ma quella contrapposizione propagandistica è veramente indigesta.

chartitalia ha detto...

oops... le date, azz... ovviamente quelle corrette sono 1860 e 1890

giuni ha detto...

secondo me la querelle giovinezza/bella ciao non è nient'altro che la conferma che non abbiamo mai suprato le ferite della guerra civile....
in altre parole: se canto bella ciao ho detto che sono comunista e non va bene, allora devo "riequilibrare" con giovinezza, quindi o metto tutte e due o sono di parte.
a parte i discorsi politici, che orami puzzano un pò di muffa, il dato più sconvolgente è che come popolo NON ABBIAMO un patrimonio di valori (tantomeno musicali) che unisce davvero tutti... neanche l'inno nazionale!
ognuno continuerà a fare il tifo "per la sua canzone", ma non faremo mai tutti il tifo per la stessa canzone.....
forse è arrivato il momento, più che di discutere del passato, di costruire INSIEME un patrimonio culturale (e perché no? musicale) condiviso da tutti i cittadini italiani, che ne dite?