14 luglio 2004

Lettera aperta agli "artisti" della petizione anti-P2P

Tempo fa ci interrogavamo sul "silenzio degli autori" a proposito dell'infame legge Urbani che manda in galera chiunque scambi brani musicali dei propri artisti preferiti. Bene, il sospetto di connivenza da parte degli "artisti" che avevamo avanzato tempo fa si è trasformato in certezza. Anzi, più che di connivenza si tratta di complicità pura e semplice. Almeno per i 60 campioni che hanno firmato una singolare petizione, sponsorizzata dalla FIMI, cioè l'associazione che raggruppa i produttori discografici che sono i "datori di lavoro" dei nostri eroi.

La petizione ha delle punte di kitsch sublime, risultando in un mix tragicomico di slogan patetici, urlati con enfasi, falsi e propagandistici. Tradotto in parole povere vuol dire: vogliamo i soldi e vogliamo spennarvi sino all'ultimo centesimo, e lo vogliamo sino a mandarvi in galera. Punto.

Riportiamo qui sotto il mitico testo della petizione che questi tristi figuri, schiavi dei loro padroni discografici, si sono piegati a firmare. Potete "bearvi" del testo originale scaricando la versione originale dal sito della FIMI. Qui sotto aggiungiamo il nostro, disgustato, commento. Ci siamo solo presi la libertà di variare l'ordine di elencazione degli slogan, per meglio illustrare l'assoluta incongruenza del proclama. Buona lettura.


PETIZIONE DEGLI ARTISTI PER LA CREATIVITÁ NELL'ERA DIGITALE

(In grassetto la dichiarazione degli "artisti"; immediatamente sotto il commento di HitParadeItalia)

- SI alla musica legale su internet
HPI: Assolutamente d'accordo. Non senza aver ricordato che il termine "legale" appiccicato alla musica è quantomeno bizzarro, sopratutto se pronunciato da sedicenti "artisti". E poi vorremmo far notare che il termine "legale" dipende dai rapporti di forza che i lobbysti riescono ad imporre al resto della società. Certo, in questo momento le leggi di questo sfortunato paese fanno sì che se io ascolto una canzone dalla radio è perfettamente legale, se io ascolto la stessissima canzone tramite un computer è illegale. Dopodichè, riportiamo un celebre pensiero di Churchill che dovreste tenere a mente quando pronunciate il termine "legale": "Se due persone fumano sotto ad un cartello con su scritto 'Vietato Fumare' gli si ordina di smettere e gli si fa la multa; se trenta persone fumano sotto allo stesso cartello li si invita ad andare a fumare altrove. Se trecento persone fumano, si toglie il cartello".

- NO alla demagogia e all'ipocrisia della "musica gratis" in rete. E' normale pagare un computer, una connessione o un abbonamento, il trasporto... e rubare i contenuti, la nostra creatività ?
"Artisti", ma avete consumato "roba buona" o cosa? Qui c'è il sospetto che stiate facendo della volgare propaganda. E forse senza neanche sapere bene cosa avete firmato. E' possibile sapere a chi vi state rivolgendo esattamente? Spero non ai vostri fan che si svenano per mantenere il vostro tenore di vita. Per favore, potreste essere meno generici e qualunquisti? Dovreste sapere, considerando che ne ricevete rendite, che vi sono svariati modi per pagare la fruizione di musica; ad es., sapete che se vado in una discoteca pago i diritti d'autore anche sulla birra che consumo? Attenti, dico sulla birra, e non solo sul biglietto che ho pagato per accedere alla discoteca. E che paghiamo i diritti d'autore, in qualunque istante della nostra vita? Direttamente o indirettamente quando accendiamo la radio o la TV, e sinanche quando acquistiamo delle scatole di biscotti perchè pubblicizzati tramite spot con sottofondo un brano musicale? Ma lo sapete che paghiamo i diritti d'autore anche per memorizzare su di un disco la nostra contabilità o le foto della prima comunione? Che problema c'è ad introdurre una licenza collettiva anche su internet, del tipo di quelle già esistenti per radio, tv, supporti di memorizzazione, birre nei locali e via elencando? Ed è vergognoso questo accenno di criminalizzazione dei propri sostenitori da parte di una ricca congrega di privilegiati, o aspiranti tali, come quella degli "artisti".
Ah, una citazione dal dizionarietto del propagandista: asserire che le opere si prelevano gratis da internet è un altro tipico argomento da propaganda. Il download non è affatto gratis; intanto per connettersi si paga profutamente un abbonamento ADSL o il costo della telefonata; per scaricare necessita un computer che contribuisce per la sua parte; si utilizza energia elettrica che si paga conseguentemente; i file prelevati vanno a finire su qualche supporto di massa ed anche questi hanno il loro costo, tra l'altro spropositato, attraverso cui si danno soldi alla SIAE, cioè all'organismo che rappresenta gli autori; infine, c'è il costo di tutte le attività manuali svolte direttamente dall'utente (download, masterizzazione, packaging). L'insieme di tali componenti di costo è assolutamente non trascurabile e comunque adeguato al valore industriale dell'opera di cui si sta fruendo. Il problema, se mai, è di ridirigere i costi che l'utente finale sostiene in modo che vadano a finire effettivamente ed adeguatamente nelle tasche corrette: quelle degli autori, e non in tutta quella filiera che ci specula su; ma questo è un problema loro non dell'utente finale che ha già pagato il dovuto.

- SI al rapido sviluppo e alla promozione di servizi legali per la distribuzione di musica online
Bimbi (si fa per dire), qui dovete scendere dal pero. Guardate che vi hanno informati male. I servizi di distribuzione di musica online esistono da più di un lustro. E sono efficientissimi e per nulla da sviluppare. D'accordissimo invece sulla "legalizzazione", che è un sinonimo di "non criminalizzazione". Mentre vedo che state dando una buona mano alla criminalizzazione generica ed un po' cialtrona, anche se non so quanto consapevolmente (e questa non è una scusante).

- NO alla licenza legale per il peer to peer
"Artisti", scusate ma qui proprio non capisco. Ma non vi stavate strappando le vesti poco su in nome di una veloce ed urgente legalizzazione? Qui invece non volete la legalizzazione? Che sia l'effetto della "roba buona" di cui sopra? Quindi voi non volete una licenza legale? O non volete il peer to peer? Ma vi hanno detto di cosa si tratta (sia l'una che l'altra?). Scusate, ma vi hanno detto qualcosa anche a proposito di tale Urbani? Sapete, quello che vuole mettere in galera i vostri sostenitori perchè si scambiano i file via peer to peer. Capite? Dicendo no alla licenza legale per peer to peer, state contribuendo a mandare in galera chi si ritrova la sciagura di amare il vostro lavoro di "artista". E che vi finanzia in ennemila modi (se volete rifrescarvi l'elenco, provate a dare uno sguardo a questa pagina). Riassumendo, mi sembra di capire che voi non siate interessati ad una legalizzazione della musica on-line, ma solo alla VOSTRA legalizzazione (mi fate indovinare? quella che spilla più soldi ai vostri fan?).

- NO, non troviamo normale che il frutto della nostra creatività sovvenzioni lo sviluppo della banda larga o l'accesso alla rete
Beh, io non trovo normale chi ha il coraggio di firmare un'idiozia del genere. Sarebbe come se, agli albori della radio, aveste affermato: "NO, non troviamo normale che il frutto della nostra creatività sovvenzioni lo sviluppo della radio". Vi avrebbero internato. Ora invece vi fanno firmare dei proclami di cui non comprendete il senso. Repetita juvant: nessuno vuole "rubare la vostra creatività". Tramite una licenza legale associata alla banda larga o all'accesso alla rete si riesce contemporaneamente a fornire il giusto compenso (sacrosanto) per gli artisti, senza affossare lo sviluppo della banda larga che, sospetto, una qualche utilità per il paese forse ce l'ha? O no?

- NO al furto della musica
Sempre dal dizionarietto del propagandista: l'utilizzo del termine "furto" denota immediatamente la malafede da parte dell'interlocutore, o quantomeno una sua ignoranza abissale. Nel mondo dei bit le opere non si "sottraggono" (causando l'arricchimento di qualcuno e l'impoverimento di un altro), ma si duplicano (causando solo un arricchimento, esattamente come quando gli amanuensi arricchivano il patrimonio culturale di tutti copiando i libri esistenti). Ed il diritto alla copia è un diritto atavico che risale alla notte dei tempi. Quello di cui si dovrebbe discutere è se è legittimo introdurre delle limitazioni a tale diritto; il furto, se mai, lo fanno gli editori impossendosi del diritto alla copia ed imponendo limitazioni di vario genere (ad es., estendendo la durata del diritto d'autore, e togliendo dal mercato centinaia di migliaia di opere mai più ripubblicate perchè "non remunerative", lasciandole marcire nei magazzini).

- SI alla copia personale NO alla "pirateria" personale
Qui l'effetto della "roba buona" è devastante. "Artisti" volete spiegarci qual è la sottile differenza tra copia personale e "pirateria" personale? Che sia qualcuno che si ruba i dischi da solo? Boh... Certo che siete davvero "creativi". Venite avanti, creativi. Comunque, poi mi spiegate perchè non volete la licenza legale per il peer to peer (ma vi sta bene almeno la licenza per il "pear to pear")? Bah...
Ancora dal suddetto dizionarietto del propagandista: PIRATERIA: questo è il termine più bieco che si possa utilizzare in una discussione o dichiarazione e sicuramente quello più utilizzato dai propagandisti; da sempre è stato usato per definire chi rapina qualcosa con la forza, ed in senso lato veniva riferito a quegli editori che non pagavano gli autori (ed in questo senso è stato denunciato da Courtney Love in un mitico intervento, che invitiamo i suddetti "artisti" a studiare a memoria: è una vostra collega). Attualmente viene invece utilizzato dai propagandisti per riferirsi a coloro che, semplicemente, sfuggono al controllo degli editori. E' allucinante: il termine trasmette il messaggio che "condividere qualcosa con il vicino è moralmente equivalente ad attaccare una nave"! Accettereste di chiamare qualcuno "pirata" perchè invita il vicino di pianerottolo ad ascoltare il suo brano preferito? E se la "vicinanza" non è fisica ma virtuale ciò cambia il giudizio morale?

- SI, noi artisti, musicisti e autori desideriamo che il nostro pubblico abbia l'accesso piú ampio possibile alle nostre opere
Bravi! Così si parla. Ah, una piccola domanda a Ron: mi fai sapere dove posso acquistare i tuoi "Il bosco degli amanti", "Dal nostro livello", ed "Esperienze"? E per Pappalardo: mi fai sapere dove acquistare i tuoi "California no", "Mi basta così" e "Non mi lasciare mai"? E per Jannacci, mi fai sapere dove reperire i tuoi primi album? Già, perchè sono tutte opere impossibili da trovare, mai ripubblicate. Tolte dal commercio. Eventualmente reperibili a prezzi d'affezione in qualche mercatino del vinile. Ma dal punto di vista della distribuzione "normale", spariti, vanificati, inaccessibili. Così come decine di migliaia di altre opere che le logiche dei vostri produttori hanno tolto dal mercato e, a tutti gli effetti, mandato al macero. La gran parte di queste sono invece reperibilissime su peer to peer. Dunque, cosa si diceva a proposito de "l'accesso più ampio possibile alle nostre opere"? Visto che è ancora valido il principio aristotelico di non contraddizione, dovreste essere i primi fautori del peer to peer. Tanto più se legalizzato.

- SI, noi vogliamo continuare a negoziare liberamente i nostri diritti con i produttori
Prego? Posso tradurre? SI, noi vogliamo continuare ad essere schiavi dei nostri padroni. Fatto 100 il costo di un opera, gli artisti vengono retribuiti con pochissimi punti percentuali subendo vere e proprie rapine da parte del sistema editoriale. Chi priva gli artisti del loro giusto guadagno sono editori/produttori e non il pubblico. Con tale affermazione in realtà si copre l'attuale modello di business che è completamente squilibrato a favore di editori/produttori. Vi consiglio ancora l'illuminante intervento della vostra collega Courtney Love. Patetici.

- SI a internet che permetta a tutti di comunicare, di moltiplicare l'offerta e l'accesso alle opere e a remunerare coloro che creano e che producono.
"Artisti", vi hanno mai consigliato di "andare a suonare l'organo a Baggio"? Jannacci, spiegalo tu cosa vuol dire ai tuoi co-firmatari. Ma non fareste prima a proclamare che volete continuare a dissanguare i vostri sostenitori? Il che sarebbe ancora ancora comprensibile. Invece vi prestate a dissanguare i vostri sostenitori per le elemosine che i vostri padroni vi elargiscono. Prestandovi anche a firmare petizioni vergognose. Anzi no, patetiche.


Artisti firmatari

Biagio Antonacci - Simona Bencini - Samuele Bersani - Andrea Bocelli – Antonio Calò (Bungaro) - Sergio Cammariere - Luca Carboni – Albano Carrisi - Piero Cassano (Matia Bazar) - Ivan Cattaneo - Rosalino Cellamare (Ron) - Massimo Chiti Conti - Massimiliano Colombo - Toto Cutugno - Gigi D’Alessio - Lucio Dalla – Tullio De Piscopo - Luigi Di Agostino - Dolce Nera – Elisa - Giorgia Roberto Feltracco - Tiziano Ferro – Marina Fiordaliso – Gianni Fiorellino - Marco Ghislandi - Amalia Grè – Daniele Groff - Chiara Iezzi (Paola & Chiara) - Paola Iezzi (Paola & Chiara) - Enzo Jannacci - Paolo Jannacci – Patrizia Laquidara - Diego Leoni - Luciano Ligabue - Giuseppe Mango - Paolo Martella – Mietta - Annalisa Minetti - Gianni Morandi – Neffa - Ruben Paganelli - Angelo Pandolfi – Adriano Pappalardo - Piero Pelù - Paola Peroni - Massimo (Max) Pezzali - Marco Piraccini - Raf - Stefano Raffaini - Eros Ramazzotti – Raiz - Francesco Renga – Mario Rosini - Fabrizio Rubessi – Bobby Solo – Anna Tatangelo - Francesco Tricarico - Silvio Uboldi – Linda Valori - Antonello Venditti - Gianpaolo Viani - Federico Zampaglione (Tiromancino) – Tommaso Zanello (Piotta)
Firme al 15 luglio 2004

COMMENTO FINALE: dopo questa squallida esibizione, il minimo che possiamo augurarci è che nessuno acquisti mai più un disco o vada ai concerti di questi sedicenti "artisti", che si sono prestati all'opera di crimininalizzazione dei loro fan, per difendere i propri volgari interessi di bottega, imponendo e sostenendo un modello vecchio, costoso ed iniquo di distribuzione della musica. E sopratutto, per favore, non procuratevi in nessun modo alcun brano del loro repertorio. Semplicemente, ignorateli.

Un appello: per favore, se avete l'indirizzo email di qualcuno dei sedicenti artisti firmatari della suddetta petizione, potete far pervenire loro questa pagina, con l'invito ad una pubblica risposta sulle loro posizione. Anche perchè abbiamo il sospetto che non molti di loro non si siano resi conto di quanto hanno firmato o, peggio ancora, che magari non se sappiano niente, come è successo a Daniele Sepe che si è trovato coinvolto in una iniziativa sponsorizzata dalla SIAE senza che ne sapesse niente. In alternativa, se conoscete l'indirizzo email dei suddetti "artisti" fatecelo avere che provvediamo noi a contattarli. Grazie.



Articolo precedente della serie: L'ultimo sopruso degli editori: i DRM

3 commenti:

Anonimo ha detto...

SALVE A TUTTI
E' LA PRIMA VOTA

Anonimo ha detto...

SALVE HA TUTTI,
E'LA PRIMA VOLTA CHE SCRIVO A QUESTO SITO.LETTI UN PO' GLI ARTICOLI RIGUARDATI LA DI MUSICA SCARICATA DA INTERNET O DA PEAR TO PEAR O ALTRA FONTE; FORZE A MIO PARERE, GLI AUTORI NON HANNO PENSATO A UNA COSA SEMPLICISSIMA PER COMBATTERE LA PIRATERIA VISTO CHE, ORA COME ORA CHIUNQUE A UN MASTERIZZATORE PERCHE NON SFRUTTARE UNA COMODITA CHE ORMAI L'HANNO TUTTI?.
IPOSTESI:(PER POTERMI SPIEGARE MEGLIO)

UN COMUNE CD COSTA CIRCA € 0.15
bollino SIAE € 0,0310
PERCHE NON PENSARE AD AGGIUGERCI € 0.20 CIRCA A CANZONE. (IN MEDIA SENZA COMPRESSI NE ENTRANO IN UN CD CIRCA 20 BRANI PER UN TOTALE DI € 4.00 PER GLI AUTORI HO CHI HA PRODOTTO IL BRANO . TIRANDO LE SOMME UNA PERSONA COMUNE UN CD GLI VERREBBE A COSTARE €0.15 + €0.0310 + €4.00 = 4.181 DA PROFANO DI TUTTO CIO', PENSO CHE LOGICAMENTE SI VENDEREBBERO PIU' BRANI E NON SI RECEREBBE NESSUN DANNO AGLI AUTORI O ARTISTI ECC. ANZI AVRANNO UN INCREMENTO TOTALE PERCHE' ACQUISTANO QUELLA FASCIA CHE PURTROPPO NON SPENDEREBBE € 20.00 - €30.00 DI CD.

TUTTO CIO E' SOLO UN PARERE NIENTE DI PARTICOLARE.

VI RIGRAZIO DELLA CORTESE ATTENZIONE DISTINTI SALUTI.

DANILO

fabyp&c ha detto...

POXO CAPIRE KE I PREZZI DEI CD SN UN PO ALTI MA QLL è PUR SEMPRE IL LORO LAVORO DIETRO IL QUALE NN CI SN SOLO GLI ARTISTI MA TANTA ALTRA GENTE KE DEV'ESSERE PAGATA XCIò SE CI SOFFERMIAMO A PENSARE....
BASTA CN QST PIRATERIA XK CN UN CD NN ORIGINALE DANNEGGIAMO PAREKKIA GENTE

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