27 giugno 2004

L'ultimo sopruso degli editori: i DRM

Premessa
La sigla DRM sta per Digital Rights Management ed individua una tecnologia tramite cui i creatori di materiali protetti da copyright limitano ciò che i consumatori possono fare di tali materiali.

Sotto questo asettico acronimo si cela l'ennesimo sopruso che la lobby degli industriali dello spettacolo (Hollywood e dintorni: case cinematografiche, discografiche ed associazioni che le rappresentano) sta perpetrando contro i propri clienti, cioè me, te, tutti noi.

Nella traduzione letterale "Digital Rights Management" sta per "gestione dei diritti digitali", cioè una sorta di legislazione virtuale, in mano a privati, che legifera arbitrariamente su ciò che il consumatore può o non può fare con quello che ha acquistato.

I produttori stanno cercando di rendere i DRM una scatola nera inviolabile, nel senso che non è possibile sapere cosa tale tecnologia combina sui NOSTRI dispositivi e con quello che abbiamo acquistato, ed il solo cercare di capirlo diventa un crimine. Già, perchè la tecnologia DRM, in combinazione con le tecnologie telematiche, consente un controllo completo su chi sta fruendo di cosa, su quante volte ne fruisce, quando ne fruisce, ed altre cosucce simili. In altre parole, tramite DRM è possibile effettuare una radiografia completa dei fruitori, frantumando qualsiasi elementare diritto alla privacy e controllando preventivamente ciò che un fruitore può o non può fare. Neanche il padreterno si era spinto a tanto, consentendo il libero arbitrio tramite cui ogni individuo è libero di comportarsi in un modo o in un altro, lasciandogli sinanche la libertà, essenziale, di "peccare".

E tutto ciò, al solito, dietro l'infame paravento della "difesa del diritto d'autore", ignorando e calpestando i diritti, anche quelli più elementari, dei fruitori. Questo è reso possibile dalle ingenti risorse finanziarie che produttori ed editori lucrano tramite l'attuale sistema di copyright. Risorse utilizzate per attuare indicibili pressioni sui loro rappresentanti politici "beneficiati" dalle loro attenzioni. E "pressioni" è forse ormai un termine inadeguato. Oramai sono le stesse lobby dell'industria dello spettacolo che si scrivono direttamente le leggi. Legge Urbani docet.

Naturalmente, tutto questo, ancora una volta, per difendere la iattura dell'infame "diritto d'autore" dietro cui si stanno consumando delle nefandezze nei confronti dell'umanità tutta.

Ciò detto, pubblichiamo uno splendido discorso fatto da Cory Doctorow, uno dei fondatori della EFF (Electronic Frontier Foundation), storica e meritoria organizzazione che si occupa di libertà digitali.

E' estremamente significativo ed istruttivo, notare come sia stato possibile pubblicare su queste pagine tale discorso. Intanto l'articolo originale, in inglese è stato rilasciato sotto un particolare tipo di licenza, la Creative Commons public domain dedication: un inno alla pubblica diffusione di qualsiasi opera dell'ingegno, una vera lezione di stile nei confronti degli attuali "soprusi d'autore".

Ma non basta, essendo interessato ad una versione in italiano del discorso, l'ho trovata a questo indirizzo. Beh, anche questa è una meraviglia di internet: la traduzione è stata avviata da Luca Lizzeri (un grosso grazie) e portata avanti da un gruppo di volontari che, unendo gli sforzi, hanno consentito a diverse centinaia di migliaia di altri utenti, di poterne fruire in italiano.

Provate a pensare se tutti gli autori di questo articolo si fossero trincerati dietro l'attuale sistema di copyright: intanto l'articolo sarebbe stato disponibile in un solo punto della rete, limitando fortemente la possibilità di imbattersi in esso. Inoltre, se i vari traduttori non avessero utilizzato parte del loro prezioso tempo, disinteressatamente, per tradurlo in italiano, una fetta consistente di lettori italiani non avrebbe potuto fruirne. Ed anche questo sito non avrebbe potuto metterlo a disposizione consentendovi di leggerlo, anche nel caso il sito su cui è stato pubblicato originariamente fosse irragiungibile o fosse rimosso per un qualsiasi motivo. Ah, un'altra meraviglia: la licenza consente anche di poter modificare l'opera e quindi mi sono permesso di correggere alcuni errori grammaticali e sintattici in modo da migliorare la comprensione e la fruibilità del testo.

Queste sono le meraviglie consentite dalle attuali tecnologie che la cricca del "diritto d'autore" sta cercando di ingessare ed affossare. E la storia di questo articolo è uno splendido esempio di cosa intendiamo dire quando asseriamo che il sistema del copyright deve, primariamente, promuovere il progresso delle arti e la condivisione della conoscenza.

Ok, ora basta con la premessa. Godetevi lo splendido discorso di Doctorow. Ah, dimenticavo, l'ha tenuto nella tana del lupo: nel centro ricerche della Microsoft, la società che sinora ha maggiormente investito nei DRM, dietro "sponsorizzazione" dell'industria dello spettacolo.


Microsoft Research DRM talk - Originale in inglese
Cory Doctorow, cory@eff.org
17 giugno 2004

[Questo discorso è stato presentato originariamente al Gruppo di Ricerca di Microsoft e ad altre persone interessate della Compagnia, negli uffici di Redmond il 17 Giugno 2004.
Questo testo è dedicato al pubblico dominio, utilizzando una licenza Creative Commons - Public Domain Dedication.
Questa è una versione italiana iniziata da Luca Lizzeri, con contributi di Fruspo e Dinogen, e corretta dalla nostra redazione.]


Saluti, amici pirati?! Arrrr!

Sono qui oggi per parlarvi di copyright, tecnologia e Digital Rights Management. Lavoro per la Electronic Frontier Foundation, principalmente su materie legate al copyright, e vivo a Londra. Non sono un avvocato — sono una specie di portavoce/attivista, anche se qualche volta mi radono, mi infilano nel mio vestito della prima comunione e mi mandano presso un qualche Ente di Standardizzazione o alle Nazioni Unite per creare un pò di problemi. Passo circa tre settimane al mese in giro per il mondo, facendo cose veramente strane, come andare da Microsoft a parlare di DRM.

Conduco una doppia vita: sono anche un autore di fantascienza. Questo significa che ho anch'io un cane in questo combattimento, visto che ho sognato di guadagnarmi da vivere scrivendo fin da quando avevo 12 anni. Devo ammettere che il giro d'affari generato dai miei diritti d'autore non è grosso come il vosto, ma vi assicuro che per me è altrettanto importante quanto il vostro è per voi.

Questo è ciò di cui voglio convincervi:

Che i sistemi DRM non funzionano
Che i sistemi DRM sono dannosi per la società
Che i sistemi DRM non fanno bene agli affari
Che i sistemi DRM non fanno bene agli artisti
Che DRM è un cattivo affare per Microsoft.

Questa presentazione è un impresa titanica. Microsoft ha investito un sacco di soldi nei propri sistemi DRM, e ha passato un sacco di tempo a mandare persone come Martha, Brian e Peter in giro per stanze piene di fumo, per essere sicura che le tecnologie DRM di Microsoft trovino casa nel mondo del futuro. Compagnie come Microsoft curvano come vecchie Buick, e questo tema ha un sacco di inerzia, che sarà difficile assorbire senza che il motore finisca nell'abitacolo. Al meglio, penso che Microsoft potrebbe convertire un pò di quell'inerzia in avanti in momento angolare, e che facendo questo salvi il culo a tutti noi. Cominciamo subito.

I Sistemi DRM non funzionano

Questa parte si divide in due parti:
- Un breve ripasso sulla crittografia
- Applicazioni al Digital Rights Management

La crittografia — scrittura segreta — è la pratica di mantenere segreti. Coinvolge tre soggetti: un trasmittente, un ricevente e un attaccante (in realtà può esserci una pluralità di trasmittenti, riceventi ed attaccanti, ma qui cerchiamo di mantenere le cose semplici). Di solito chiamiamo queste persone Alice, Bob e Carol.

Ipotizziamo di essere ai tempi di Cesare, nelle Guerre Galliche. Dovete inviare messaggi ai vostri generali e ricevere risposte, e preferireste che il nemico non li possa intercettare. Potreste fare affidamento sul fatto che chi intercetta il vostro messaggio probabilmente è analfabeta, ma questa è una scommessa un pò azzardata su cui giocarvi il vostro impero. Potete affidare i vostri messaggi a dei messaggeri fidati, che li mangeranno se catturati — ma questo non vi aiuta, se Brad Pitt e i suoi uomini in gonnella trafiggono il messaggero con una freccia prima che lui se ne accorga.

Allora cifrate il vostro messaggio con qualcosa di simile a ROT-13, una tecnica dove ogni lettera viene ruotata di metà alfabeto. Questo metodo veniva usato per materiali non adatti al lavoro su Usenet, quando c'era ancora qualcuno su Usenet che si preoccupava delle apparenze al lavoro — A diventa N, B diventa O, C diventa P, e così via. Per decifrare, si aggiunge di nuovo 13 ad ogni lettera: N diventa A, O diventa B, ecc. Questo metodo è piuttosto debole: non appena qualcuno scopre l'algoritmo, i segreti sono scoperti.

Quindi, se siete Cesare, spendete un sacco di tempo preoccupandovi di mantenere segreta l'esistenza dei vostri messaggeri e dei messaggi che portano. Capito? Siete Augusto, e dovete mandare un messaggio a Brad, senza che Caceous (una parola che fonti attendibili mi dicono significa "simile al formaggio", o che ha a che fare con il formaggio) se ne impadronisca. Date il vostro messaggio a Diatomaceous, il più veloce corridore dell'impero, cifrate il messaggio con ROT-13 e lo mandate fuori nell'ora più buia della notte, accertandovi che nessuno sappia che l'avete mandato. Caceous ha spie dappertutto, nella guarnigione e appostate lungo la strada, e se anche una sola di loro trafigge Diatomaceous con una freccia, metteranno le loro mani sul messaggio e se riescono a capire come è cifrato, site fregati. Quindi, l'esistenza del messaggio è un segreto. Il meccanismo di cifratura è un segreto. Il testo cifrato è un segreto. Ci sono un sacco di segreti, e più segreti ci sono, minore è la sicurezza, specialmente se qualunque di quei segreti è condiviso. I segreti condivisi non sono più tanto segreti.

Il tempo passa, succedono cose, e poi Tesla inventa la radio e Marconi se ne prende il merito. Questa è una buona e una cattiva notizia insieme per la crittografia. Da una parte, i vostri messaggi possono arrivare dovunque ci sia una ricevente ed una antenna, che è una buona notizia per le quinte colonne che lavorano dietro le linee nemiche. Dall'altra parte, chiunque abbia un'antenna può ascoltare i messaggi, che significa che non è più plausibile mantenere l'esistenza del messaggio un segreto. Tutte le volte che Adolf invia un messaggio a Berlino, può dare per scontato che Churchill potrà origliare.

Questo non è un problema, perchè adesso abbiamo dei computer — grossi, voluminosi, primitivi e meccanici, ma pur sempre computer. I computer sono macchine per riarrangiare numeri, quindi gli scienziati di entrambe le parti possono dannarsi in una gara per inventare i metodi più furbi per riarrangiare testi rappresentati numericamente, così che il nemico non possa decifrarli. L'esistenza del messaggio non è più un segreto, ma il meccanismo di cifratura rimane segreto.

Ci sono ancora troppi segreti. Se Bobby intercetta una delle macchine Enigma di Adolf, può dare a Churchill un sacco di informazioni. Voglio dire, queste erano ottime notizie per Churchill e per tutti noi, ma cattive notizie per Hitler. E in fondo, sono cattive notizie per chiunque voglia tenere un segreto.

Entrano quindi in gioco le chiavi: un meccanismo di cifratura che usa una chiave è ancora più sicuro. Anche se il meccanismo viene reso pubblico, anche se il testo cifrato viene intercettato, senza la chiave il messaggio resta segreto (a meno che il meccanismo non venga sconfitto). Dopo la guerra, questo è doppiamente importante, visto che cominciamo a renderci conto di quella a cui io penso come Legge di Shneier: "chiunque può inventare un sistema di sicurezza talmente furbo da non saperlo egli stesso sconfiggere". Questo significa che l'unico metodo sperimentale per scoprire se ci sono errori nel metodo di cifratura è mostrarlo al maggior numero di persone intelligenti possibili e chiedere loro di provare a sconfiggerlo. Senza questo passo critico, finireste per vivere in un paradiso degli stupidi, dove l'attaccante ha già scoperto come sconfiggere il metodo di cifratura da un sacco di tempo, e sta tranquillamente decifrando tutti i vostri messaggi intercettati, ridendo di voi.

L'aspetto più importante è che c'è un solo segreto: la chiave. Di più, con sistemi di cifratura a doppia chiave, per Alice e Bob diventa molto più semplice tenere le loro chiavi segrete da Carol, anche se non si sono mai incontrati. Fino a quando Alice e Bob riescono a tenere le loro chiavi segrete, possono contare sul fatto che Carol non riuscirà a leggere il testo in chiaro dei loro messaggi, anche se conosce il metodo di cifratura e il testo cifrato. Inoltre, le chiavi sono i segreti più brevi e più semplici, quindi particolarmente semplici da tenere nascoste a Carol. Urrà per Bob e Alice.

Ora, proviamo ad applicare queste lezioni al DRM.
Nel DRM, l'attaccante è anche il ricevente. Non ci sono più Alice, Bob e Carol. Ci sono solo Alice e Bob. Alice vende un DVD a Bob. Vende a Bob un lettore DVD. Il DVD contiene un film, diciamo Pirates of the Caribbean [NDT: La Maledizione della Prima Luna], ed è cifrato con un algoritmo chiamato CSS — Content Scrambling System [NDT: Sistema di Rimescolamento dei Contenuti]. Il lettore DVD dispone di un sistema per decifrare il contenuto protetto da CSS.

Ora, vediamo un pò quali sono i segreti, qui: il metodo di cifratura è conosciuto. Il testo cifrato, purtroppo, è nelle mani del nemico. E allora? Finchè l'attaccante non conosce la chiave, siamo a posto.

Ma qui sta il problema. Alice vuole che Bob compri "La Maledizione della Prima Luna" da lei. Bob comprerà "La Maledizione della Prima Luna" solo se potrà decifrare con il suo lettore DVD il VOB [NDT: oggetto video] criptato con CSS. Altrimenti, il disco sarà utile a Bob solo come frisbee. Quindi Alice dovrà fornire chiave, metodo di cifratura e testo cifrato a Bob — l'attacante. [Ilarità generale del pubblico.]

Per sconfiggere i sistemi DRM possono essere necessari alcuni minuti, a volte alcuni giorni, raramente alcuni mesi. Il problema non è la stupidità delle persone che li inventano o l'intelligenza delle persone che li aggirano. Non è neanche dovuto a un difetto presente negli algoritmi. Alla fine, tutti i sistemi DRM hanno una vulnerabilità comune: forniscono agli attaccanti testo cifrato, chiave e metodo di cifratura. A questo punto, non rimane più nessun segreto.

I sistemi DRM sono dannosi per la società

Alzate le mani se state pensando qualcosa tipo "Ma DRM non deve proteggere da attaccanti intelligenti, solo da persone normali. E' come una gobbetta per ridurre la velocità.
Abbassate le mani.

E' un errore per due ragioni: una tecnica e una sociale. Sono entrambe dannose per la società, tuttavia.

Ecco quella tecnica: non è necessario che io sia un cracker per sconfiggere il vostro sistema DRM. Basta che sappia come trovare su Google, su Kazaa, o su qualsiasi strumento di ricerca, il testo in chiaro estratto da qualcuno più intelligente di me.

Alzate la mano se state pensando qualcosa tipo "Ma NGSCB [sigla per Next Generation Secure Computing Base, precedentemente noto come Palladium, probabile futura versione di Microsoft Windows] può risolvere il problema: nasconderemo il segreto nella piastra madre e lo copriremo con resine epossidiche".
Abbassate la mano.

Alzate la mano se siete uno degli autori dell'articolo sulle Darknet. Persone del primo gruppo, vi presento gli autori dell'articolo sulle Darknet. Quell'articolo dice, tra le altre cose, che DRM fallirà proprio per queste ragioni. Ok, abbassate le mani, ragazzi.

Questa è la ragione sociale per cui DRM fallisce: mantenere onesto un utente onesto è come mantenere alto un utente alto. Chi produce tecnologie DRM ci dice che servono per proteggere dagli utenti comuni, non da bande del crimine organizzato come i pirati Ucraini che stampano milioni di copie contraffatte di alta qualità. Non servono a proteggere da studenti universitari in gamba. Non servono a proteggere da chiunque sappia come modificare il registro di Windows, o sappia tenere premuto il tasto Maiuscola al momento giusto, o sappia usare un motore di ricerca. In conclusione, DRM protegge dall'utente meno competente.

Ecco una storia vera su un utente che conosco e che è stato fermato da DRM. E' intelligente, laureata e non sa niente sull'elettronica. Ha tre bambini. Ha un DVD nel soggiorno e un vecchio videogregistratore nella stanza dei bambini. Un giorno. ha portato a casa il DVD di Toy Story per i bambini. Un investimento importante, e visto che tutto quello che viene toccato dai suoi bambini acquista velocemente uno strato di marmellata, ha deciso di registrare il DVD su una videocassetta e dare quella ai bambini, in maniera da poter fare un altra copia quando la prima sarebbe stata distrutta. Ha collegato il DVD al VHS e ha premuto play sul DVD e rec sul VHS, poi ha aspettato.

Prima di continuare, vorrei che ci fermassimo tutti un momento e ci meravigliassimo di questo. Parliamo di qualcuno praticamente tecnofobo che è riuscito a costruire un modello mentale di sufficiente accuratezza da permetterle di immaginare che poteva connettere i cavi nel giusto ordine e duplicare il disco digitale su nastro analogico. Immagino che ognuno in questa stanza sia in prima linea nel supporto tecnico per qualcuno nella sua famiglia. Non sarebbe grande se tutti i nostri amici e parenti fossero così furbi?

Voglio anche sottolineare che lei era il proverbiale utente onesto. Non sta facendo un copia per il vicino. Non sta facendo una copia da vendere ad un mercatino rionale. Non lo sta copiando sul proprio hard-disk, codificandolo in DivX e condividendolo su Kazaa. Sta facendo qualcosa di onesto. Spostandolo da un formato all'altro. Sta facendo una copia per uso personale.

Tranne che non ci riesce. C'è un sistema DRM chiamato Macrovision che è presente — per legge — in ogni lettore DVD e videoregistratore VHS che fa casino con il Vertical Blanking Interval del segnale video e rende impossible fare copie in questa maniera. Si può aggirare il Macrovision con un aggeggio che si trova per 10 dollari su eBay. Ma la nostra violatrice del diritto d'autore questo non lo sa. E' "onesta". Tecnicamente poco accorta. Non stupida, badate, solo ingenua.

L'articolo sulle Darknet parla di questa possibilità: predice anche cosa farà questa persona in futuro. Scoprirà Kazaa e la prossima volta che vorrà far vedere un film ai bambini, lo scaricherà dalla rete e lo masterizzerà per loro.

Per ritardare al massimo quel giorno, i nostri legislatori e i rappresentanti dei grossi detentori di diritti hanno inventato una politica disastrosa, chiamati anti-circonvenzione.

Ecco come funziona l'anti-circonvenzione: se metti un lucchetto — un sistema di controlo di accesso — su un'opera protetta da diritto d'autore, è illegale rompere quel lucchetto. E' illegale creare uno strumento che può rompere quel lucchetto. E' illegale dire a qualcuno come creare quello strumento. E' illegale dire a qualcuno dove può scoprire come creare quello strumento.

Vi ricordate della Legge di Shneier? Chiunque può inventare un sistema di sicurezza di cui non riesce a vedere le falle. L'unico modo per scoprire le falle nei sistemi di sicurezza è di renderne pubblico il funzionamento e invitare commenti pubblici. Ma adesso viviamo in un mondo dove ogni metodo di cifratura usato per proteggere opere dell'ingegno non può ricevere quel tipo di commenti pubblici. Questo è qualcosa che un professore di ingegneria dell'Università di Princeton chiamato Ed Felten ha scoperto quando ha proposto ad una conferenza accademica un articolo sulle falle della Secure Digital Music Initiative, uno schema per il watermarking proposto dall'industria discografica. La RIAA ha risposto minacciando di denunciarlo se ci provava. Li abbiamo combattuti perchè Ed è il tipo di cliente che gli avvocati "di battaglia" amano: una reputazione al di sopra di ogni dubbio ed onesto. La RIAA ha abbozzato. Ed è stato fortunato. Forse la prossima persona non sarà così fortunata.

Di fatto, la seguente persona non lo è stata. Dmitry Skylarov è un programmatore russo che ha parlato delle falle nel sistema di protezione degli e-book di Adobe ad una conferenza per hacker a Las Vegas. L'FBI lo ha sbattuto in galera per 30 giorni. Ha patteggiato, è tornato in Russia, e il ministero degli esteri russo ha mandato un avviso a tutti i ricercatori di starsene alla larga dalle conferenze americane, visto che gli USA sono diventati il tipo di paese in cui certe equazioni sono illegali.

L'anti-circonvenzione è uno strumento molto potente per chi voglia escludere i propri concorrenti. Se voi sostenete che il firmware del vostro motore di macchina è un "opera protetta da diritto d'autore", potete denunciare chiunque costruisca uno strumento per interfacciarsi ad esso. Questa è una cattiva notizia non solo per i meccanici, ma anche per chiunque voglia elaborare la propria macchina, ad esempio. Ci sono compagnie come Lexmark, che sostiene che le sue cartucce d'inchiostro contengono un programma protetto da diritto d'autore — un programma che cambia un segnalatore che dice "sono vuota" quando finisce l'inchiostro. Lexmark ha denunciato un concorrente che ricondizionava le cartucce e resettava il segnalatore. Anche aziende produttrici di automatismi per cancelli di garage hanno cominciato a giocare, sostenendo che il firmware delle riceventi era un opera protetta. Auto, cartucce d'inchiostro, automatismi per garage protetti: cosa verrà poi, lampade protette da diritto d'autore?

Anche nel contesto di opere legittimamente — scusate "tradizionalmente" — protette dal diritto d'autore come film su DVD, l'anti-circonvenzione è una cattiva idea. Il diritto d'autore è un compromesso delicato. Dà agli autori e ai loro delegati alcuni diritti, ma riserva alcuni diritti al pubblico. Per esempio, un autore non ha il diritto di proibire a chiunque di trasferire i contenuti del suo libro in formati che agevolano la lettura da parte delle persone non vedenti. Ancora più importante, l'autore ha un'influenza molto limitata su ciò che potete fare dopo aver acquisito in maniera legale la sua opera. Se acquisto un vostro libro, un dipinto o un DVD, appartiene a me. E' mia proprietà. Non è mia "proprietà intellettuale" — uno strano tipo di pseudo-proprietà, che è piena di eccezioni, servitù e limitazioni come un gruviera — ma proprietà vera e tangibile, il tipo di proprietà che i tribunali hanno gestito nei secoli.

Ma l'anti-circonvenzione permette ai detentori dei diritti di inventarsi nuovi ed eccitanti diritti per se stessi — scrivere leggi private senza dover chiedere permesso o rendere conto a nessuno — che espropriano a loro favore i diritti che avevate in precedenza su ciò che è materialmente di vostra proprietà. I DVD con la codifica regionale ne sono un esempio: non c'è diritto d'autore qui o altrove che dica che un autore deve avere il controllo su dove voi potete godervi la sua opera, una volta che avete pagato per acquistarla. Posso acquistare un libro, metterlo in valigia e portarlo ovunque, da Toronto a Timbuktu, e leggerlo ovunque sia. Posso anche comprare un libro in America e portarlo in Gran Bretagna, dove l'autore potrebbe avere un accordo di distribuzione esclusiva con una casa editrice locale, che lo vende al doppio del prezzo. Quando ho finito, lo posso anche vendere o donare. Gli avvocati che si occupano di diritto d'autore lo chiamano "Diritto di prima vendita", ma forse è più semplice pensarlo come "Capitalismo".

Le chiavi per decriptare un DVD sono controllate da una organizzazione chiamata DVD-CCA e chiunque voglia ricevere una chiave deve accettare tutta una serie di requisiti contrattuali. Tra questi c'è la codifica regionale. Se comprate un DVD in Francia, da qualche parte il DVD avrà un segnale che dice "Sono un DVD francese". Se portate quel DVD in America, il lettore DVD farà un confronto tra quel segnale e la lista di regioni consentite, e se non è inclusa, vi dirà che non vi è permesso vedere il vostro disco.

Ricordatevi: non c'è alcuna legge sul diritto d'autore che dice che un autore può fare questo. Quando abbiamo scritto le leggi sul diritto d'autore e abbiamo permesso agli autori di controllare la messa in atto, la riproduzione, la creazione di lavori derivati e così via, non abbiamo lasciato fuori per sbaglio il controllo della geografia. E' stato fatto apposta.

In questo modo, quando il vostro DVD non viene riprodotto in America, non è perchè sarebbe illegale vederlo: è perchè le case cinematografiche si sono inventate un modello di business e poi si sono inventati una legge sul diritto d'autore per tenere in piedi il modello di business. Il DVD è di vostra proprietà, come il lettore DVD, ma se vi permettete di aggirare la codifica regionale, violerete le leggi anti-circonvenzione.

Questo è quello che è successo a Jon Johansen, un teenager norvegese che voleva guardare alcuni DVD francesi sul suo lettore DVD norvegese. Lui e alcuni amici hanno scritto un programmino per aggirare CSS e poter guardare i DVD. Ora è un ricercato in America; le case cinematografiche hanno incoraggiato la polizia norvegese ad accusarlo di accesso illecito a un sistema informatico. Quando la difesa ha chiesto, "Di chi era il computer a cui Jon avrebbe avuto accesso illecitamente", la risposta è stata "Di sua proprietà".

La sua reale e concreta proprietà era stata espropriata dalla strana, metaforica e teorica proprietà intellettuale presente sul suo DVD: DRM funziona solamente se il vostro lettore di dischi diventa di proprietà dell'autore del disco che state riproducendo al momento.

Questa è la peggiore idea che il DRM contiene: che quelli che producono lettori per supporti registrati possano scegliere quali registrazioni puoi ascoltare e che quelli che producono registrazioni possano avere un veto su come un lettore debba essere fatto.

Questo principio prima non c'era: infatti era esattamente il contrario. Pensate alle cose che possono essere connesse ad una porta seriale o a una porta parallela e che non erano mai state immaginate dai loro inventori. La nostra forte economia e rapida innovazione sono effetti secondari dell'abilità di tutti di produrre cose che possono essere connesse con tutto il resto: dal tagliaerba in cui si infila il tubo dell'aspirapolvere fino a quella piovra di fili che esce dall'accendino della vostra automobile, interfacce standard per le quali tutti possono costruire sono quello che fa diventare milionari i genietti.

I giudici lo hanno affermato molte volte. Una volta era illegale (in America) connettere alla presa del telefono qualcosa che non veniva dalla AT&T. Dicevano che era per la sicurezza della rete, ma in realtà era per sostenere il racket della AT&T che ti noleggiava il tuo telefono fino a quando era stato pagato migliaia di volte il suo reale valore. Una volta che questo divieto fu eliminato, si creò un mercato per gli articoli telefonici di terze parti, dai telefoni economici, alle segreterie telefoniche, ai cordless — milioni di dollari di attività economica che erano stati soppressi da una interfaccia chiusa. Notate che la AT&T fu uno dei maggiori beneficiari di questo: anche lei entrò nel mercato degli apparati telefonici.

Il DRM è l'equivalente software di queste interfacce chiuse. Robert Scoble è un sentimentale che tiene un eccellente blog, dove scrive saggi sul miglior modo di proteggere gli investimenti in musica digitale. E' meglio comprare la musica da Apple con iTunes o la musica DRM di Microsoft? Scoble ritiene che la musica di Microsoft è un investimento più sicuro, perché i formati proprietari di Microsoft hanno licenze più convenzionali e quindi ci sarà un ecosistema di apparecchi più ricco da cui scegliere, andando nei negozi a comprare aggeggi per suonare questa musica virtuale.

Pensate che strana idea: dovremmo scegliere i nostri acquisti musicali in base a quale casa discografica permetterà la più grande diversità di lettori per suonare i suoi dischi! E' come dire a qualcuno di comprare Betamax invece del Cinescopio Edison perché Thomas Edison è uno spilorcio quando dà in licenza i suoi brevetti; tutto questo senza considerare l'inarrestabile marcia del formato aperto VHS.

E' un pessimo affare. Il DVD è un formato in cui quelli che producono registrazioni possono progettare i lettori. Chiedetevi questo: quanta innovazione c'è stata negli ultimi dieci anni nei lettori DVD? Sono diventati più economici e più piccoli, ma dov'è il mirabolante nuovo mercato dei DVD che fu avviato dai videoregistratori? C'è una azienda che ha creato il primo Jukebox per DVD basato su un disco rigido. Un aggeggio che può tenere 30 film, e fanno pagare 30.000 dollari per questo coso. Stiamo parlando di un disco rigido da 300 dollari e un computer da 300 dollari — tutto il resto è il costo dell' anti-competizione.

I sistemi DRM non fanno bene agli artisti

Cosa dire dell'artista? Il regista che ha lavorato duramente, lo scrittore macchiato dall'inchiostro, la rock-star segnata dall'eroina? Noi poveri manovali della classe creativa siamo le mascotte preferite di tutti, qui. La RIAA e la MPAA ci tengono in braccio e dicono, "nessuno pensa ai nostri bambini?". Chi condivide file sulle reti peer-to-peer dice, "Si noi pensiamo agli artisti, ma voi industrie discografiche siete il Sistema, e chi se ne frega di cosa succede a voi".

Per capire che effetti ha il DRM sugli artisti, dovete capire come il diritto d'autore e la tecnologia interagiscono. Il diritto d'autore è per sua natura tecnologico, visto che le cose di cui si occupa — copia, trasmissione e così via — sono per loro natura tecnologiche. Il nastro forato della pianola è stato il primo sistema per copiare musica in maniera economica. E' stato inventato quando la forma dominante di intrattenimento in America era di invitare un pianista di talento nel vostro soggiorno per farlo suonare mentre voi cantavate a ritmo. L'industria musicale era formata principalmente da editori di spartiti musicali.

La pianola era un sistema di registrazione e riproduzione digitale. I produttori di nastri per pianole compravano spartiti, trasformavano le note in zeri e uni su un lungo rotolo di nastro digitale e ne vendevano migliaia di copie — centinaia di migliaia — milioni. E lo facevano senza dare un centesimo agli editori. Erano pirati musicali digitali. Arrrrr! Come era prevedibile, il compositori e gli editori musicali diedero fuori di testa.

Sousa si presentò al congresso per dire che:
Queste macchine parlanti rovineranno lo sviluppo artistico della musica in questo paese. Quando ero bambino ... di fronte a tutte le case, nelle sere d'estate, avreste trovato dei giovani che cantavano insieme canzoni nuove o vecchie. Oggi si sentono solo queste macchine infernali suonare giorno e notte. Non ci rimarrà più neanche una corda vocale. La corda vocale sarà eliminata dal processo evolutivo, così come la coda dell'uomo quando discese dalla scimmia.

Gli editori di musica chiesero al Congresso di mettere al bando le pianole, e di scrivere una legge che rendesse qualsiasi nuovo sistema di riproduzione musicale soggetto ad un veto da parte delle associazioni di settore. Fortunatamente per noi, il Congresso si rese conto di quale parte del loro panino era imburrata, e decise di non criminalizzare la forma di intrattenimento dominante in America.

Ma rimaneva il problema di ricompensare gli artisti. La Costituzione dice che il copyright in America esiste per un motivo: per promuovere le arti utili e le scienze. I compositori sostenevano in maniera credibile che avrebbero composto di meno se non fossero stati pagati per le loro opere, quindi il Congresso decise che era necessario fare qualcosa. Questo è il metodo che è stato trovato: chiunque avesse pagato due centesimi all'editore, avrebbe avuto il diritto di fare una copia su nastro per pianola di qualsiasi canzone pubblicata da quell'editore. L'editore non poteva negare il permesso, e nessuno aveva bisogno di assumere un avvocato da 200 dollari l'ora per discutere se il pagamento dovesse essere di due o cinque centesimi.

Questa licenza obbligatoria è ancora in funzione oggi: quando Joe Cocker canta "With a Little Help from My Friends", paga una quota fissa all'editore dei publisher e va via tranquillo — anche se Ringo odia l'idea. Se vi siete mai chiesti come Sid Vicious avvesse ottenuto il permesso da Paul Anka di cantare "My Way", bene, adesso lo sapete.

Quella licenza obbligatoria ha creato un mondo in cui sono stati fatti migliaia di volte più soldi da migliaia di volte più artisti che hanno creato migliaia di volte più musica che ha raggiunto le orecchie di migliaia di volte più persone.

Questa storia si ripete ogni 10 o 15 anni nel secolo della tecnologia. La radio è stata resa possibile da una licenza volontaria onnicomprensiva — le compagnie discografiche si sono unite e hanno chiesto una esenzione anti-trust per poter offrire tutta la loro musica ad una tariffa fissa. Per far sviluppare la TV via cavo è stata necessaria una licenza obbligatoria: l'unico modo in cui gli operatori delle TV via cavo riuscivano a mettere le mani sulle trasmissioni era di piratarle e mandarle giù per il filo, e il Congresso ha preferito legalizzare la pratica, piuttosto che andare a creare problemi alle TV degli elettori.

A volte, i tribunali e il Congresso hanno semplicemente deciso di togliere un copyright. Questo è successo con il videoregistratore. Quando Sony ha commercializzato il VCR nel 1976, le case cinematografiche avevano già deciso come doveva essere l'esperienza di vedere un film nel proprio soggiorno: avevano dato licenza per riprodurre i film su un apparecchio chiamato Discovision, che riproduceva dischi grossi come un 33 giri, che si sarebbero disintegrati dopo un paio di riproduzioni. Proto-DRM.

Gli studiosi del diritto d'autore non davano buone probabilità di sopravvivenza al VCR. Sony sosteneva che il suo apparecchio consentiva un "fair use", che è definito come quell'uso che un tribunale decreta valida difesa alla violazione del diritto d'autore basandosi su quattro fattori: se l'uso trasforma l'opera in qualcosa di nuovo, come un collage; se usa per intero o solo in parte l'opera; se l'opera è artistica o fattuale; se l'uso mette a rischio i ricavi dell'artista.

Il Betamax non soddisfaceva alcuno dei quattro requisiti: quando si registrava un film da una trasmissione televisiva, si faceva un uso non trasformativo del 100 percento di un opera creativa in un modo che metteva direttamente a rischio gli introiti delle royalties Discovision. Jack Valenti, il portavoce dell'industria cinematografica, nel 1982 disse al Congresso che il VCR era per l'industria cinematografica americana "quello che lo Strangolatore di Boston era per una donna sola in casa".

Ma la Corte Suprema è andata contro Hollywood nel 1986, quando ha stabilito che qualsiasi apparecchio che permette sostanziali utilizzi che non violano il diritto d'autore è legale. In altre parole: "Non ci beviamo questa storia dello Strangloatore di Boston: se il vostro modello d'affari non può sopravvivere all'emergenza di questo strumento generico, è ora di trovare un altro modello di business, o di dichiarare bancarotta".

Hollywood ha trovato un altro modello d'affari, come la televisione terrestre aveva fatto prima, come gli artisti del Vaudeville avevano fatto, come gli editori di musica avevano fatto, e hanno creato più arte, pagato più artisti e raggiunto una audience più vasta. C'è una cosa in comune tra tutti i nuovi modelli di business: si adattano al mezzo di comunicazione in cui vivono.

Questa è la caratteristica predominante di ogni singolo medium di successo: è coerente con se stesso. La Bibbia Luterana non ebbe successo sugli stessi assi che rendevano preziosa una Bibbia miniata copiata a mano da un monaco: era brutta, non era nel latino della chiesa, non era letta ad alta voce da qualcuno che la interpretasse per la congregazione laica, non rappresentava anni di lavoro da parte di qualcuno che aveva dedicato la sua vita al Signore. La cosa che fece della Bibbia Luterana un successo era la sua "scalabilità": era più popolare perchè era più prolifica. Tutti i fattori di successo di un nuovo mezzo di comunicazione impallidiscono di fianco alla sua velocità di riproduzione. Gli organismi di maggior successo sulla terra sono quelli che si riproducono con maggiore velocità: insetti e batteri, nematodi e virus. La riproduzione è la migliore delle strategie di sopravvivenza.

Una pianola non suonava bene come un pianista di talento, ma godeva di una maggiore scalabilità. La radio mancava degli aspetti sociali di una performance dal vivo ma più persone potevano costruire un apparecchio a cristalli di quante potessero entrare nel più capiente dei teatri Vaudeville. Gli MP3 non hanno un libretto, non sono venduti da un commesso di negozio informatissimo che può aiutarvi nella scelta, mentre le compressioni di cattiva qualità e i brani troncati sono frequenti. Una volta ho scaricato una versione da 12 secondi di "Hey Jude" da Napster. Tuttavia, gli MP3 stanno battendo i CD. Io non so più cosa farmene dei CD ormai: li compro, e sono un pò come il sacco speciale per gli abiti che vi danno in un negozio elegante: mi sento un cretino quando lo butto via, ma Cristo, quanti me ne possono essere utili? Posso mettere 10.000 canzoni sul mio portatile, ma una pila di dischi che contiene gli stessi brani con i libretti e le custodie, quella è un ostacolo. E' una componente dei miei costi mensili di magazzino.

Questi sono i due fatti più importanti da sapere sui computer e su Internet:
- un computer è una macchina che maneggia bit - Internet è una macchina che trasferisce bit da un posto ad un altro velocemente e a costi bassi.

Qualsasi nuovo medium che si affermi su Internet e sui computer sfrutterà questi due fatti, non li rinnegherà. Una rotativa è una macchina che sputa fuori velocemente giornali stampati a bassa qualità: se provate a fare litografie di opere d'arte, verrà fuori spazzatura. Se gli fate stampare dei quotidiani, avrete la base per una società libera.

E così è con Internet. Nel momento di massima popolarità di Napster, i dirigenti delle case discografiche si presentavano alle conferenze e dicevano che nessuno voleva MP3 compressi con perdita di qualità, senza libretti illustrativi, con file troncati e con errori ortografici nei metadati.

Oggi sentiamo editori di ebook che si dicono l'un l'altro e a chiunque ascolti, che la barriera all'adozione degli ebook è la risoluzione dello schermo. Sono palle, così come tutta la predica su quanto sia bello un libro sulla vostra libreria, come sia buono l'odore, come sia bello accoccolarsi a letto con un libro. Queste sono cose ovvie e non vere, così come l'idea che la radio decollerà quando scopriranno come vendervi hotdog durante l'intervallo, o che i film avranno davvero successo quando riusciranno a far uscire gli attori sul palco per un bis alla fine del film. O che la cosa di cui la Riforma Protestante aveva davvero bisogno erano Bibbie Luterane con illustrazioni in facsimile sui bordi e un prete a noleggio che leggesse ad alta voce dalla vostra personale copia della Parola di Dio.

I nuovi media non hanno successo perchè sono simili ai vecchi media, solo un pò migliori. Hanno successo perchè sono peggio dei vecchi media nel fare le cose che i vecchi media facevano bene, e migliori dei vecchi media nel fare le cose che i vecchi media facevano male. I libri sono eccellenti nell'essere bianchi come carta, ad alta risoluzione, nel richiedere poca infrastruttura per la lettura, economici e "usa e getta". Gli ebook sono eccellenti nell'essere ovunque nel mondo nello stesso momento, gratuitamente in una forma così malleabile che si può riusarli incollandoli in una sessione Instant Messaging o trasformarli in una mailing list da una pagina al giorno.

La sola forma di e-publishing di successo — intendo centinaia di migliaia, milioni di copie distribuite e lette — sono le reti pirata, dove libri scannerizzati e riconosciuti tramite OCR sono distribuiti via Darknet. I soli editori legittimi che hanno un qualche successo nell'e-publishing sono quelli i cui libri vengono trasmessi su Internet senza catene digitali: editori come Baen Books o la mia casa editrice, Tor, che hanno reso parte dei loro cataloghi disponibile in ASCII, HTML e PDF.

Gli ebook che dipendono da un hardware particolare, quelli con DRM che impongono restrizioni di uso e di copia, stanno fallendo clamorosamente. Le vendite sono misurate in decine, a volte centinaia di copie. La fantascienza è un mercato di nicchia ma quando si vendono decine di copie, non è un business, è un hobby.

Ognuno di voi si trova su una curva che porta a leggere sempre più parole su sempre più schermi ogni giorno per la maggior parte della vostra carriera. E' un gioco a somma zero: state anche leggendo sempre meno parole su sempre meno pagine man mano che il tempo passa: il dirigente giurassico che stampa le sue email e detta le risposte alla segretaria è destinato a finire schiacciato sulle autostrade informatiche.

Oggi, in questo stesso istante, la gente legge parole su schermi ogni ora che passa. I vostri bambini guardano i loro Game Boys finchè non gli cascano gli occhi. Gli adolescenti europei suonano ai campanelli con i loro pollici ingrossati dallo scrivere SMS, anzichè usare gli indici.

I libri di carta sono le confezioni in cui i libri arrivano. Il futuro è rappresentato da stampatorie e rilegatorie economiche, come la Internet Bookmobile che possono produrre un libro stampato in quadricromia, con copertina lucida, spina stampata, rilegato alla perfezione in dieci minuti, per un dollaro. Quando avete bisogno di una copia di un libro, ne generate uno, o parte di uno, e lo buttate quando avete finito. Sono atterrato a SEA-TAC lunedì, ho masterizzato un paio di CD dalla mia collezione di musica, da ascoltare sull'auto che ho noleggiato. Quando restituirò la macchina, li lascerò dentro. Chi ne ha bisogno?

Tutte le volte che una nuova tecnologia ha rotto il diritto d'autore, abbiamo cambiato il diritto d'autore. Il diritto d'autore non è un problema etico, è un problema utilitaristico. Non c'è nulla di morale nel pagare un compositore un paio di centesimi ogni volta che si stampa un nastro per pianola, non c'è niente di immorale nel non pagare qualcosa ad Hollywood per il diritto di registrare un film dalla TV. Sono solo i modi migliori per rispettare il diritto delle persone di utilizzare i propri VCR e lettori di dischi, e per dare incentivi a sufficienza agli artisti, in maniera che continuino a produrre spettacoli, musica, libri e dipinti.

Le tecnologie che creano problemi per il diritto d'autore lo fanno perchè rendono più semplice ed economico il processo di creazione, riproduzione e distribuzione delle opere. Le industrie attuali basate sul diritto d'autore sfruttano inefficienze nei vecchi sistemi di produzione, riproduzione e distribuzione, e saranno indebolite dalle nuove tecnologie. Ma le nuove tecnologie ci danno sempre una maggiore quantità di arte che può raggiungere una maggiore quantità di persone: è quello il proposito della tecnologia!

La tecnologia ci dà una torta più grande, di cui più artisti possono prendere un morso. Questo è stato implicitamente accettato ad ogni stadio del "copyfight" [NDT: guerra sul diritto d'autore] fin dalle pianole. Quando c'è una collisione tra tecnologia e diritto d'autore, è il diritto d'autore che cambia.

Questo significa che il diritto d'autore di oggi — la cosa che in teoria DRM dovrebbe sostenere — non è arrivato giù dalla montagna su due tavolette di pietra. E' stato creato in tempi recenti per adattarsi alla realtà tecnologica creata dagli inventori della precedente generazione. Abbandonare l'invenzione ora deruba gli artisti di domani dei nuovi affari che potrebbero fare e delle nuove audience che potrebbero raggiungere grazie ad Internet e al PC.

DRM è cattivo affare per Microsoft

Quando Sony lanciò il videoregistratore, fece un lettore che poteva riprodurre le registrazioni di Hollywood, anche se a Hollywood non garbava l'idea. Le industrie che sono cresciute grazie al videoregistratore — noleggio di film, registrazione casalinga, telecamere portatili, perfino il filmino della prima comunione — hanno reso miliardi a Sony e ai suoi simili.

Fu un buon affare — anche se Sony perse la guerra dei formati Betamax - VHS, i soldi sul tavolo del videoregistratore-in-tutte-le-case erano abbastanza per tutti.

Ma poi la Sony acquisì una compagnia relativamente piccola, attiva nell'intrattenimento e cominciò a fare errori in maniera clamorosa. Quando uscì il formato MP3 e i clienti di walkman Sony chiedevano a gran voce un bel lettore MP3, Sony lasciò che il suo reparto musicale conducesse la danza: invece di fare un walkman MP3 ad alta capacità, Sony lanciò la Music Clip, un apparecchio a bassa capacità, che funzionava con stupidi formati DRM, come Real e OpenMG. Spesero un sacco di soldi per progettare "carateristiche" di questi lettori, che impedivano di spostare la musica avanti e indietro nei vari apparecchi. I clienti se ne stettero alla larga in grandi numeri.

Oggi, la Sony è con l'acqua alla gola nel mercato dei walkman. I leader del mercato sono le insignificanti aziende di Singapore, come Creative Labs — il tipo di compagnia che Sony avrebbe solitamente schiacciato come un insetto, prima che fosse assimilata dalla sua divisione di entertainment — e da compagnie di PC come la Apple.

Tutto questo accadde perché la Sony lanciò un prodotto per il quale non c'era richiesta di mercato. Nessun cliente si era svegliato la mattina dicendo: "Accidenti, vorrei proprio che Sony dedicasse uno costoso sforzo ingegneristico in maniera che io possa usare peggio la mia musica". Di fronte ad una alternativa, i clienti della Sony saltarono allegramente su altri carri.

La stessa cosa successe ad un sacco di persone che conosco che trasferivano i loro CD sul PC in formato WMA. Voi, ragazzi, gli avete venduto software che comprimevano meglio i file musicali rispetto agli MP3, ma avete anche fatto in modo che i brani trasferiti fossero legati all'apparecchio, bloccati nei loro PC. Ciò significava che quando cambiavano disco rigido o reistallavano il sistema operativo (operazione che spyware e i virus rendono più frequente che mai), scoprivano che non potevano più ascoltare la musica che trasferivano. Il lettore vedeva il nuovo sistema operativo come una macchina diversa e li lasciava chiusi fuori dalla loro musica.

Non c'è domanda per questa "caratteristica". Nessuno dei vostri clienti vuole costose modifiche ai vostri prodotti che rendano il backup e il ripristino più difficile. E non c'è momento in cui i vostri clienti saranno meno disposti a perdonare questo errore di quando sono impegnati a ripristinare il PC dopo un catastrofico fallimento tecnologico.

Parlo per esperienza. Siccome compro un nuovo Powerbook ogni dieci mesi, e siccome ordino il nuovo modello il giorno stesso in cui lo annunciano, mi becco un sacco di "limoni" dalla Apple. Ciò significa che arrivo al limite dei tre computer autorizzati da Apple-iTunes piuttosto presto, e mi ritrovo impossibilitato a suonare le centinaia di dollari di musica che ho comprato da iTunes perché una delle mie macchine autorizzate è un limone che Apple ha cannibalizzato per recuperare le parti buone, un'altra è in riparazione e un'altra ancora è il computer di mia mamma a Toronto, distante 3000 miglia.

Se fossi stato un cliente meno buono per Apple, avrei avuto meno problemi. Se fossi stato un evangelista meno entusiasta dei prodotti Apple — se non avessi mostrato a mia mamma come funziona il negozio di musica di iTunes — sarebbe stato meglio. Se non avessi comprato così tanta musica da iTunes da rendere la masterizzazione su CD e la ri-estrazione e ricodifica di tutti i miei dati un compito troppo gravoso, avrei avuto meno problemi.

Ecco come Apple ricompensa la mia fiducia, il mio evangelismo e i miei acquisti esagerati; trattandomi come un delinquente e chiudendomi fuori dalla mia musica, ogni volta che il mio Powerbook è nel negozio — cioè in un momento in cui io sono davvero poco disposto a sentirmi comprensivo verso Apple.

Io sono un caso limite, ma sono un eccellente caso limite. Se Apple avrà successo nei suoi piani di affari, sarà solo questione di tempo fino a quando anche il cliente medio avrà sostituito abbastanza hardware e comprato abbastanza musica da finire nella mia stessa situazione.

Sapete cosa comprerei immediatamente? Un lettore di dischi che mi possa far vedere o ascoltare i dischi di tutti. Attualmente ciò che ci si avvicina di più è una applicazione open source chiamata VLC, ma è scomoda e bacata, e non viene preistallata sul mio computer.

Sony non fece un Betamax che leggeva solo i film che Hollywood era disposta a concedergli — Hollywood glielo aveva chiesto, aveva proposto la trasmissione di una versione analogica del broadcast flag, un segnale al quale il videoregistratore avrebbe reagito disabilitando la registrazione. Sony li ignorò e realizzò il prodotto che pensava che i suoi clienti volessero.

Sono un cliente Microsoft. Come milioni di altri clienti Microsoft, voglio un lettore che riproduca qualsiasi cosa io possa propinargli, e penso che voi siate la compagnia giusta per darmi questo lettore.

Sì, questo lettore violerebbe la legge sul diritto d'autore nella sua forma attuale, ma sono decenni che Microsoft crea strumenti che facilitano la pirateria e che cambiano la legge sul diritto d'autore. Outlook, Exchange e MSN sono strumenti che permettono la violazione digitale del diritto d'autore su larga scala.

Più significativamente, IIS e il vostro software caching proxy fanno e trasmettono copie di documenti senza il consenso degli autori, qualcosa che se è legale oggi, è legale solo perchè compagnie come Microsoft sono andate avanti, l'hanno fatto e hanno sfidato il legislatore e le forze dell'ordine a perseguirli. Microsoft ha preso le parti dei suoi clienti e del progresso, e ha vinto in maniera così decisiva che pochi si sono accorti che ci sia stato un combattimento.

Fatelo di nuovo! Questa è una compagnia che guarda dritto negli occhi le più cattive e determinate autorità anti-trust del mondo e gli ride in faccia. Di fronte alla gente dell'antitrust, quelli del diritto d'autore sono delle mezze cartucce. Potete batterli con una mano legata dietro la schiena.

In "L'anarchico nella biblioteca", libro di Siva Vaidhyanathan, si parla del perchè le case cinematografiche sono così cieche a ciò che i loro clienti vogliono. E' perchè persone come me e voi hanno passato gli anni '80 e '90 a raccontar loro cattive favole di fantascienza su tecnologie DRM irrealizzabili che avrebbe permesso loro di chiedere una piccola somma ogni volta che qualcuno guardava un film. Vuoi andare avanti veloce? Ti costerà un altro centesimo. Per mettere in pausa, due centesimi all'ora. Il bottone per togliere l'audio ti costerà venticinque centesimi.

Quando Mako Analysis ha pubblicato un rapporto il mese scorso che consigliava alle compagnie telefoniche di smetterla di supportare i telefoni su piattaforma Symbian, stavano solo scrivendo l'ultima puntata di questa storia. Mako dice che telefoni come il mio P900, che possono usare gli MP3 come suonerie, fanno male all'economia della telefonia mobile, perchè manderanno in rovina chi vende suonerie a prezzi da estorsione. Quello che Mako sta dicendo è che solo perchè avete comprato un CD, non significa che potete ascoltarlo sul vostro lettore di MP3, e solo perchè lo potete ascoltare sul lettore di MP3, non significa che avete il diritto di aspettarvi di poterlo usare come suoneria. Mi chiedo come la pensano sulle sveglie che possono riprodurre un CD per svegliarvi al mattino. Stanno forse strangolando il nascente mercato delle "sveglierie"?

I clienti delle compagnie telefoniche vogliono telefoni Symbian, e per ora, le compagnie telefoniche capiscono che se non li vendono loro, qualcun'altro li venderà al posto loro.

L'opportunità presentata da lettori veramente capaci è enorme. C'è una compagnia là fuori che chiede 30.000 dollari per un jukebox DVD che si può costruire per 600 dollari — andate lì e rubategli la merenda! Steve Jobs non lo farà: è ad una conference che dice ai dirigenti delle case cinematografiche di non mettere sul mercato film ad alta definizione finchè non saranno sicuri che nessuno farà un masterizzatore DVD ad alta definizione che funziona su un PC.

Magari non compreranno tutta l'aria fritta che cercano di vendergli, ma non sono neanche più di tanto interessati in quello che volete vendergli voi. Agli incontri del Gruppo di Disussione sulla Protezione del Broadcast, dove è stata creata la Broadcast Flag, la posizione delle case cinematografiche era: "Compreremo DRM da chiunque, tranne che da Microsoft e da Philips". Quando ho incontrato gli esperti inglesi sul tema della versione europea della Broadcast Flag, durante il forum dei Digital Video Broadcasters, mi hanno detto: "In Europa è diversa, più che altro sono preoccupati che qualche compagnia americana come Microsoft metterà i suoi artigli nella televisione europea".

Le case cinematografiche Americane non volevano che i Giapponesi si prendessero una fetta della loro torta, per questo hanno combattuto il videoregistratore. Oggi, tutti quelli che producono film sono d'accordo nel non volere che voi vi mettiate in mezzo tra loro e i loro clienti.

Sony non ha chiesto il permesso. Nemmeno voi dovreste. Andate e costruite il lettore che legge i dischi di tutti.

Se non lo fate voi, qualcun'altro lo farà.



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1 commento:

Sergio ha detto...

Neanche a farlo apposta le due sorgenti da te linkate sono attualmente broken: meno male che ci sono le licenze CC

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