09 settembre 2006

Natascha Kampusch, la bella o la bestia

In questi giorni c'è un gran parlare del caso di Natascha Kampusch, rapita a 10 anni da uno squilibrato e mantenuta segregata per 8 anni. Stiamo sentendo e leggendo dotte disquisizioni, dal mito della bella e la bestia alla sindrome di Stoccolma; insomma, il solito chiacchiericcio stomachevole su episodi che colpiscono l'immaginario collettivo.

Ieri mi è capitato di assistere ad uno scorcio dell'intervista rilasciata dalla ragazza alla TV austriaca e non posso che definirla stupefacente. In video c'era una persona con la completa padronanza della scena, che si esprimeva con un linguaggio accuratissimo e preciso. Ma sopratutto, la gestualità: da consumata attrice. E quelle mani svolazzanti avevano un non so chè di ipnotico.

Beh, se tutto quello che sta raccontando Natascha corrisponde a verità, buona parte della pedagogia e dell'etologia viene messa in crisi. Certo, che la scuola contribusica a sfornare perfetti imbecilli è un'ipotesi di lavoro da non abbandonare. Ma che l'assoluta frequentazione di alcun tipo di scuola possa condurre allo sviluppo di una simile personalità è davvero molto, molto singolare.

Bah. Come si sa, la storia la scrivono i vincitori e l'unica cosa che sembra certa della vinceda di Natascha ed il suo rapitore è che tra i due, certamente la vincitrice è lei. Non sappiamo e forse non sapremo mai cosa sia effettivamente successo tra i due. Noto solo che la sua "liberazione" è coincisa con la morte del carceriere: e giù richiami alla favola con Bestia che muore quando Bella l'abbandona.

A parte il suo racconto, che mi sembra incredibile in più punti, ciò che più mi infastidisce di tutta la vicenda è questo volerla ricondurre a schemi più o meno letterari precostituiti: mitologici, cinematografici (richiami a Il collezionista di William Wyler del 1965) o psicanilitici che siano, con il solito archetipo della vittima e del carnefice che si scambiano i ruoli.

Già, chi è la vittima e chi il carnefice? Chi è Bella e chi Bestia? E' davvero tutto così scontato?

"Natascha Kampusch, la bella e la bestia" Compilation

Gino Paoli & Amanda Sandrelli: LA BELLA E LA BESTIA
Enzo Gragnaniello: OMMO 'E BESTIA
Luca Madonia: VITTIMA PERFETTA
Elton John: VICTIM OF LOVE
Mandy Smith: VICTIM OF PLEASURE
Boy George & Culture Club: VICTIMS
883: SEI UN MITO
Francesco De Gregori: L'AGGETTIVO MITICO

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me bella nessuno dei due, bestia tutti e due.

oguas ha detto...

Ma non è stata sequestrata a 10 anni?
E allora un po' di scuola prima l'avrà fatta sì o no?

Anonimo ha detto...

a 10 anni, 8 anni di prigionia. cambia poco comunque.

é la nuova frontiera dei reality!

Merda di popolino, si ingegnerebbero in tutti i modi x far resuscitare il rapitore solo x infliggergli una pena, o portarlo a porta a porta. Che poi è la stessa cosa.

Patrick Bateman

Anonimo ha detto...

Beh, è un po' affrettato affermare che quella ragazza ha una personalità positiva solo perché sa gestire bene la scena!
Magari è un'insicura, una persona fragile, ed è stata solamente (ben) indottrinata per bene apparire di fronte ad una telecamera.
Stefano

Anonimo ha detto...

Mi pare assurdo dare giudizi su una ragazza in base ad un'intervista, registrata e con domande scelte e preparate. Non significa niente!! Se lei abbia sofferto e quanto non lo si capisce certo da un'intervista di 20 minuti!! Credo che quella ragazza abbia bisogno di soliderietà e affetto e non giudizi. E poi mi sorprendo nel leggere che è strano che sia preparata e sappia parlare: non è che la vita di quella ragazza è iniziata con il rapimento, ci sono stati 10 anni prima, con scuola, amici, famiglia e quant'altro; una "vita" di prigionia, ossia 8 anni, di cui si sa ancora ben poco, prigionia e quant'altro, ma anche radio, libri, televisione (e non sappiamo se altro, tipo contatti con altre persone, uscite ecc); infine una vita dopo, ossia la vita che conduce adesso, tra equipe di psicologi, giornalisti, poliziotti, parenti, curiosi, gente comune...
Insomma cerchiamo di osservare storie del genere nela loro globalità e senza esprimere sempre giudizi, spesso inappropriati!
Kelly

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