06 febbraio 2007

Lo schifo del calcio

In questi giorni non si sente parlare d'altro da parte di tifosi, spettatori, cittadini, giornalisti e tromboni vari, scandalizzati da quanto successo a Catania: il calcio fa schifo ed il campionato va sospeso per almeno 1 anno, se non per 2, o definitivamente. Suppongo siano gli stessi che all'indomani di Moggiopoli avevano sbraitato che il calcio fa schifo, invocato pene severe per i colpevoli e di chiudere il campionato. Che ovviamente non è stato chiuso. Tutte le squadre "punite" stanno facendo il loro campionato più o meno brillante. La Juventus sta allietando un florido campionato di serie B. Moggi pontifica da scranni televisivi. Ed hanno ritirato fuori dalla naftalina un personaggio impresentabile quale Antonio Matarrese, simbolo vivente di tutte le nequizie del calcio passato. Sì, il calcio fa schifo. Ma, a mio parere, non per questi motivi.

Detto una volta per tutte della totale assurdità di quanto successo a Catania ed espresso tutto il nostro dispiacere per la morte di un lavoratore nell'esercizio delle sue funzioni, non possiamo non evidenziare il delirio di queste ore.

1) Tra pressapochismi e silenzi criminali, l'isteria generale ha portato a sospendere QUALSIASI partita di qualsiasi livello: è stato impedito di giocare anche a ragazzini di 16 anni di campionati di terza categoria che, se mettono insieme 100 spettatori tra genitori e parentame vario, sono già tanti. Non sappiamo se è stato impedito di giocare anche le partite tra scapoli ed ammogliati o le combattutissime sfide nei cortili delle nostre case.

2) I soliti avvoltoi si stanno avventando sull'evento luttuoso per perorare meschini interessi di parte, nella speranza di ricavare soldi dalla circostanza: dalla privatizzazione degli stadi a quella della sicurezza, alla perorazione di un modello di calcio in cui la presenza del pubblico viene dipinta come socialmente pericolosa in modo che venga consumato esclusivamente in TV.

3) Ancora una volta si dimostra che non tutte le morti sono uguali. Alcune meritano titoli e titoli di giornale, ore ed ore di trasmissioni televisive, e vengono usate per cambiare le regole (ovviamente per spingere i propri interessi). Altre non meritano neanche un trafiletto sul giornale locale. Ogni giorno ci sono 4 morti sul lavoro. Vorrei sapere quanti, tra quelli che invocano la chiusura degli stadi a livello nazionale (dilettanti inclusi) hanno invocato almeno la chiusura del cantiere dove si verifica un incidente mortale.

4) Sciagurati idioti spingono ulteriormente sulla militarizzazione della società, inasprendo ancora di più lo sciagurato decreto Pisanu sulla schedatura ed identificazione degli spettatori, misura criminalmente inutile a bloccare i teppisti ma utilissima a sottoporre a vessazioni tutti gli altri.

5) Il presidente della Lega Calcio, il miracolato Antonio Matarrese, perde una preziosissima occasione per starsene zitto e si lascia andare a considerazioni che la gran parte dei padroni del pallone pensa ma che tutti hanno l'accortezza di non dire: che le misure approntate dal governo sono "esaltate e folli", che le morti sono delle fatalità ineluttabili del sistema calcio, e che lo spettacolo deve andare avanti. Naturalmente Matarrese pagherà non per la sua responsabilità nel sistema calcio ma per essere uscito fuori dal coro ed aver detto papale papale quali sono gli interessi dei suoi rappresentati.

6) Un presentatore della fetida tv nazionale, tale Pippo Baudo, si ritiene in diritto di dettare l'agenda del Papa all'Angelus, rimproverandolo di non aver ricordato la morte dell'ispettore Raciti. Non siamo mai stati teneri con il Pontefice e con la chiesa in genere, ma che debba prendere lezioni da un guitto televisivo ci sembra davvero incredibile.

Già, il calcio fa schifo.

"Lo schifo del calcio" Compilation

Pandemonium: TU FAI SCHIFO SEMPRE
Pandemonium: TU FAI SCHIFO DI PIU'
Claudio Baglioni: TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
Checco Zalone: SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMI
Rita Pavone: LA PARTITA DI PALLONE
Michele Montanari: VINCERE
Tony Santagata: SQUADRA GRANDE SQUADRA MIA
Fred e Jody: MI PIACI DA FAR SCHIFO
Raoul Casadei: CALCIO DI RIGORE
Babalot: SCHIFO
Piccolo Coro dell'Antoniano: CALCIO CALCIO
Crivel: VIVA LA SQUADRA AZZURRA
Gli Argantidi: CALCIOMANIA

18 commenti:

Gianluca ha detto...

Caro Chartitialia,
una volta tanto non sono d'accordo con te, forse anch'io preso dal circo equestre dei mezzi di informazione e dell'indignazione d'accatto. Provo a razionalizzare il mio disaccordo qui di seguito utilizzando il tuo stesso ordine espositivo.

1) Nei campionati di terza categoria - così come in tutti i tornei giovanili e dilettantistici - non si educa lo spirito olimpico ma quello criminale. Ho sempre espresso una ferma e totale avversione per quei genitori che - seguendo le gesta calcistiche del figlio adolescente dalle gradinate del campetto dell'oratorio - incitano il proprio pargolo a "spezzare le gambe" all'avversario di turno. Se fosse solo questo, potresti dire tu, il problema sarebbe circoscritto a quattro genitori scalmanati, la cui unica aspirazione è di avere un figlio campione di calcio. Purtroppo, però, non è questo il punto: giorni fa, se ben ricordi, proprio durante una partita di terza categoria un dirigente della Sammartinese è morto nel corso di una rissa scatenatasi sul campo tra i dirigenti della sua squadra e quelli del team avversario. Io stesso - già qualche anno addietro - mi sono trovato a difendere dinanzi agli organi di giustizia sportiva un dirigente squalificato per aver violentemente aggredito l'arbitro, nel corso di una partita di giovanissimi. Insomma, il male è diffuso e di fronte a simili, pervasive metastasi non si può - a mio sommesso avviso - circoscrivere la cura.

2) Che gli interessi di parte siano sempre da ritenere "meschini" è un'opinione che non mi sento di condividere. Benché il mio interesse per il calcio sia pari a zero, non posso non vedere che nella sua orbita ruotano interessi economici enormi: dall'indotto relativo alla produzione di abbigliamento e gadget (il cosiddetto merchandising) ai diritti televisivi; dall'editoria sportiva (in Italia ci sono quotidiani sportivi che - in modo più o meno commendevole - campano di calcio) alla gestione degli impianti (che, spesso, si mantengono grazie ai fatturati del calcio, ma poi vengono utilizzati anche per tutti gli altri sport... meno ricchi).
Quanto alla pericolosità del pubblico calcistico, mi pare che tu voglia negare l'evidenza. Non credo che ci sia bisogno di particolari dimostrazioni per percepire che 20'000, 30'000 o, peggio, 80'000 persone eccitate e stipate in una grande "vasca da bagno" (qual è l'odierno stadio di calcio) siano una minaccia per l'ordine pubblico.

3) Non tutte le morti sono uguali. Tanto per cominciare perché non tutte sono la conseguenza di attività criminali (cioè, integranti reato). Se l'ispettore Raciti fosse rimasto ucciso in un incidente stradale provocato da un tifoso del Catania che, in stato di ebbrezza, si era posto alla guida della sua vettura, non staremmo qui a parlarne. Ma il fatto che sia rimasto ucciso nel corso di uno scontro-guerriglia con i tifosi muta molto il quadro ed il senso di quella morte.
Quanto, poi, alle vittime del lavoro, permettimi di dirti che non c'è bisogno di invocare la chiusura del cantiere, perché lo stesso cantiere viene di solito posto sotto sequestro dalla magistratura ed i lavori - di conseguenza - rimangono bloccati per giorni e giorni.

4) Spero si sia compreso che il mio atteggiamento in merito alla tutela della libertà sia piuttosto intransigente. Ma, sul punto, proprio non ti seguo: nessuno criminalizza gli spettatori del calcio; nessuno intende impedire a taluno di recarsi allo stadio; nessuno invoca misure di prevenzione da stato di polizia. Se per andare a teatro mi reco al botteghino, prenoto un posto e pago con carta di credito, sono forse meno identificabile? Penso che tu abbia inteso male - perdonami, sono molto franco - il problema della schedatura. Il fatto che un privato (il gestore dell'impianto sportivo) si prenda la briga di identificare gli spettatori di un certo evento:
a) non implica che possa utilizzare a suo capriccio i dati raccolti (anzi...!);
b) non lo obbliga a trasmettere tali dati all'autorità di polizia, se non in caso di apertura di indagini conseguente alla commissione di un reato.
Ciò detto, vorrei solo aggiungere che a nessuno di noi è mai venuto in mente di protestare allorché, arrivando in albergo, il receptionist ci chiede i documenti. I nostri dati, nel giro di poche ore, sono trasmessi alla questura. E' una misura di ordine pubblico che non ci limita in alcun modo, che non ha mai costituito un vulnus per la libertà dei cittadini (liberissimi di circolare su tutto il territorio nazionale), ma che può servire (ex post) alle attività inquirenti, in caso di commissione di reati. Si tratta, perciò, non di attività di prevenzione, ma di misure precauzionali volte ad agevolare (eventuali) indagini della magistratura.

4) Matarrese è lo specchio fedele dei componenti della FIGC (che non è la defunta organizzazione giovanile dei comunisti). Non ho parole. Nè voglio trovarne.

5) Quanto a Pippo Baudo, penso che tu abbia preso più che un granchio... un'aragosta. ;-)
Intanto, ritengo che anche Baudo abbia diritto di esprimere le sue opinioni. Benché io non segua le trasmissioni di Baudo da una ventina d'anni, ricordo che, tra i guitti televisivi, era uno dei meno peggiori: informato, eclettico (segue il cinema ed il teatro, legge libri, ascolta musica, suona il piano, ecc.), alfabetizzato (mi pare sia laureato in giurisprudenza), dotato di una minima personalità (famoso per l'alzata di testa sulla TV nazionalpopolare)... Insomma, mi sembra ingeneroso liquidarlo come un guitto, alla stessa stregua di una Vanna Marchi.
Ma c'è di più. A mio avviso Pippo Baudo incarna - nel bene come nel male - lo spirito, come dire, democristiano che albega nell'ideale "italiano medio": devoto a modo suo (divorziato, ma rispettoso delle gerarchie), conformista ma eccentrico (avrebbe potuto comodamente seguire la tradizione forense della sua famiglia e non seguire la sua vocazione per lo spettacolo leggero), perbenista ma scandaloso (in ordine inverso: dal concubinato con Alida Chelli alle seconde, faraoniche nozze con Katia Ricciarelli, alla altrettanto vistosa separazione con quest'ultima).
Insomma, l'intervento di Baudo è da valutare non in quanto intervento di Pippo Baudo, ma in quanto archetipo, paradigma, figura retorica (sineddoche?) dei sentimenti e del pensiero di una larga porzione del popolo italiano. E, forse, potrebbe essere inteso come una prima, timida manifestazione di uno scarso gradimento, di una distanza incolmabile, di una non coincidenza tra la Curia ed i cattolici italiani. Ti pare poco?

Anonimo ha detto...

Beh...credo che ogni altro commento sia inutile, perchè da diversi punti di vista, avete già espresso tutto l'esprimibile sulla questione. Voglio solo dire che sono deliziato dall'uso del vobolo NEQUIZIE

Jeff ha detto...

"Dove sono gli ultrà?". Un vecchio coro da stadio, mai così opportuno. Vorrei aver sentito, in questi 4 schifosi giorni, una dichiarazione mezza ufficiosa di un qualunque gruppo ultrà. Attenzione,non club organizzato di tifosi, ma proprio gruppo ultrà. Quelli che seguono la famigerata "mentalità". Quella che da una parte predica romanticamente il proprio "no" al calcio moderno e dall'altra proclama odio per le forze dell'ordine. Che contribuisce a creare il "colore" negli stadi, con striscioni e bandiere, ma che cerca lo scontro fisico con gli avversari (per l'onore, sapete...) e maledice i celerini che lo impediscono.
Che non ha mai disdegnato simpatici cori come "mi innamoro solo se / vedo morire uno sbirro". Ecco, ora se non altro si saranno innamorati tutti.
Ebbene, niuna parola dagli ultrà. Forse perché sarebbero costretti ad ammettere che la morte di Raciti è un'ottima notizia? Fino a ieri "odiare" la polizia era goliardia, ora la faccenda è maledettamente seria. Vorrei sapere lorsignori come la pensano, davvero.
Anche perché (non l'ho ancora detto?) anch'io sono un frequentatore della curva. Amo la mia squadra e non riesco a non seguirla in TV, o addirittura in altri settori dello stadio che non siano la "mia" curva. Nonostante questo, non sono un ultrà, e non ho mai fatto niente da ultrà. Nel bene e nel male: non mi sono mai sbattuto per mettere striscioni o fare coreografie, ma nemmeno mi sono mai sognato di pestarmi con chicchessia. Sono solo un TIFOSO, di quelli che cantano e sventolano la sciarpa. Che credono di andare in curva a fare festa, ma ora capiscono che forse la curva è una gabbia di bestie.
E che forse dopo tanti anni è il caso di non andarci più.

anthony ha detto...

Come spesso fai, parli per partito preso.
1) Il decreto Pisanu sarebbe funzionale se solo venisse applicato. Le poche volte che lo scorso campionato sono andato allo stadio non ho avuto nessun problema. Il problema sorge quando cerchi il tuo posto numerato ed è occupato da una banda di stronzetti che si sentono onnipotenti e non pensano minimamente a farti sedere dove ti spetterebbe.
2) Le morti sul lavoro: lo sai che ci sono degli ispettori del lavoro che quando si recano sul posto per ispezionare se il cantiere è in regola vengono presi a sassate dagli operai? Lo sai perchè? Perchè sanno bene di non essere in regola ma se chiude il cantiere finisce il lavoro. Al Ministero del Lavoro lo sanno ma fanno finta di niente. Salvo poi fingere di dolersi davanti alle telecamere appena muore qualcuno.
3) Ti sei dimenticato di parlare degli avvoltoi della stampa. Ieri l'Unità, giornale fetido per quello che scrive (e per come lo scrive), ha dato la colpa alla mafia (perchè si era a Catania) e all'estrema destra (perchè la quasi totalità delle curve sono si dicono di estrema destra). Così facendo ha risolto tutto. Se non avessi visto la stigmatizzazione del fatto in due telegiornali, non comprando suddetto quotidiano, non l'avrei mai saputo. L'Unità forse si dimentica che le tifoserie di Livorno, Terni, Perugia, Empoli, Potenza una parte della tifoseria Atalantina e metà di quella Sampdoriana sono di sinistra.

christian ha detto...

Per quel che concerne Baudo: va dicendo che la Chiesa deve stare vicino ai problemi sociali. Ma in realtà lo fa da anni, attirandosi anche delle critiche feroci.
MI sono riletto quel che ha detto il Papa è mi pare che domenica nella giornata dedicata alla vita ha ripetuto per l'ennesima volta il valore del vivere e il rispetto di tutte le persone. Dentro c'è di tutto : aborto, eutanasia , violenza, e l'omicidio dell'ispettore.
E comunque la coscienza civica non può darcela solo la chiesa.

chartitalia ha detto...

Ciao Gianluca.
Azz..., considerando il tuo commento molto articolato credo che dovrò impegnarmi a fondo per far fronte alle tue aricolate considerazioni...
Ok, la lotta è impari ma ci provo.

1) A voler essere conseguenti alle tue considerazioni, occorrerebbe chiudere del tutto qualsiasi manifestazione calcistica. Cosa che mi sembra non stia nè in cielo nè in terra. Se ci soffermiamo su singoli episodi credo che si possa dimostre tutto e il contrario di tutto, sopratutto considerando un fenomeno di massa quale il calcio. Mi sorprende non poco, per questi temi, la tua voglia di generalizzazione: non ti riconosco in affermazioni quali: "nei campionati di terza categoria si educa allo spirito criminale". E non sono d'accordo ad accomunare le problematiche del calcio professionistico dove girano miliardi di euro con quello dilettantistico dove i praticanti non beccano neanche un cent. Mi sembra un inutile minestrone che non aiuta a capire: era questo il senso della mia prima considerazione, espressa male: ne convengo.

2)Qui vorrei lanciarmi in una affermazione piuttosto eretica: i campi di calcio sono ipersicuri, almeno in relazione ad altri ambienti. Se si riflette che su un campo di calcio (almeno quelli dei campionati professionistici), in pochi metri quadri ci sono intere cittadini, se non città intere, non faccio fatica a credere che gli episodi di violenza che si verificano sono inferiori rispetto a quelli che si verificano, nello stesso periodo di tempo, in una qualsiasi cittadina o città. Riconsoco invece che il termine "meschini" riferiti agli interessi di parte sia infelice: posso ritirarlo? La mia tesi è abbastanza semplice: vi sono precisi interessi che vorrebbero ridurre la fruizione dello spettacolo calcio alla sola televisione, eliminando la fruizione negli stadi che è ritenuta superflua se non dannosa. E' un interesse legittimo, è solo un po' "meschino" il fatto che si utilizzi un morto come paravento per portare avanti tali interessi. Altri interesi che si aggrappano al morto sono quelli che vogliono privatizzare tutto: dalla proprietà degli stadi a quella della sicurezza. Anche qui, sono interessi leciti ma trovo di cattivo gusto il fatto che si cavalchi l'emotività causata da una morte assurda.

3) Mi spiace che non sia stato colta la sproporzione tra le reazioni alla morte di una sola persona rispetto a quella di centinaia, miglia di altre che non hanno diritto alle luci della ribalta. E' una cosa che a me stomaca ma capisco che non tutte le sensibilità sono uguali.

4) Sulle norme Pisanu mi risulta che alcuni avvocati (o loro associazioni, non ricordo bene i dettagli) si erano opposti all'epoca, e mi sembra che avessero invitato il presidente della repubblica a non firmare la legge, ritenendola incostituzionale. Non entro in merito alle questioni di merito su cui sei molto più qualificato di me: prendo atto delle tue osservazioni. Noto solo che le stesse perplessità si stanno avanzando rispetto al fermo di polizia che sta proponendo Amato. Ecco, quello che mi infastidisce è questa sorta di riflesso condizionato che fa sì che ogni episodio venga utilizzato per chiedere provvedimenti sempre più restrittivi a favore dell'ordine pubblico. In realtà quello che volevo mettere in evidenza di Pisanu erano alcune sue recenti dichiarazioni che assimila la questione dei teppisti allo stadio con la questione terroristica, o qualcosa del genere.

4 (bis) Su Matarrese mi sembra siamo d'accordo quindi passiamo ad altro; da notare solo che della Lega Calcio, solo due presidenti si sono dissociati dalle sue dichiarazioni.

5) Su Baudo, anche qui, quello che ho trovato insospettabile è ancora una volta la sproporzione tra l'episodio in sè e la grancassa mediatica: non trovavo obbligatorio che anche il Papa dovesse parlarne, perchè sin troppo ovvio. E sono abituato a sospettare di tutti quelli che sposano le cause sin troppo facili ed ovvie.

Beh, ed è un po' questa sorta di pensiero unico e sulla univocità di lettura dei fatti di Catania che mi ha infastidito.

1 abbraccio

Marcello ha detto...

Chartitalia, ma sul punto 3 sei serio o scherzi ?
Secondo te in un paese civile non in guerra è uguale la morte di un operaio che cade da un'impalcatura rispetto a quella di un poliziotto vittima di un agguato ultras con annessa bomba carta lanciatagli contro ?
La vuoi paragonare anche a quella di un anziano che muore in una casa di riposo a 95 anni ?

Sei veramente il re delle provocazioni. Però sono provocazioni sempre in un senso solo.

chartitalia ha detto...

@marcello:
di 1 operaio rispetto ad 1 poliziotto, no; ma di 1000 operai (o meglio, lavoratori) rispetto ad 1 poliziotto, sì

Marcello ha detto...

Ma il discorso non è sul numero, ma sul modo !!! Se moriva un operaio perchè nella fabbrica gli tiravano una bomba, stai pur certo che sarebbe successo lo stesso pandemonio. Così come non sarebbe successo quasi nulla se il poliziotto fosse caduto da una balaustra e deceduto. Ma qui stiamo parlando di guerra in Italia, non esiste proprio !

chartitalia ha detto...

@marcello:
già, mi sembra di capire che il tuo ragionamento coincide con quello di Matarrese: lui dice che i morti nel calcio fanno parte del sitema; tu dici che i morti nel lavoro fanno parte del sistema; solo che sbraiti che nel calcio non sono accettabili (e se ne verificano una tantum) mentre sul lavoro sì (e se ne verificano tutti i giorni); ah già, la fatalità...

Marcello ha detto...

No, non ci siamo proprio. Matarrese ha delirato, tu lo segui... Confondi la tragica fatalità con la guerra. La prima non DOVREBBE mai esserci, la seconda non DEVE mai esserci (aggiungo in un paese civile, così prevengo il tuo possibile attacco verso i miei partiti bellicosi).

maria luisa ha detto...

Io che ti critico sempre questa volta non ho niente da rimproverarti se non il fatto che parli del decreto Pisanu come
di una cosa fallimentare. Non è così. Il problema è che nessuno lo fa rispettare. A Catania domandavano candidamente: "hai qualcosa? No? Allora puoi entrare". Senza neanche perquisire la gente che poteva entrare con bombe carta.

Un'altra cosa che mi ha fatto molto schifo in tutta questa vicenda è quel povero imbecille col toupet che risponde al nome di Pippo Baudo. Si erge a moralizzatore del Papa. Ma stai zitto, miracolato mafioso democristiano che non sei altro! Un cattolico deluso, si definisce. Vergognati. Sei la tipologia di individuo che più mi fa schifo a questo mondo.
Ma come si permette questo vecchio trombone a voler fare da ventriloquo al Papa? Ma chi è? Un guitto da 4 soldi che deve al Vaticano e alla DC la sua totale carriera.
Se ne andasse a cantare la sua Donna Rosa a casetta e parlasse il meno possibile. Ero tentata dal vedermi Sanremo ma la sua presenza mi ripugna. Speriamo lo caccino via di nuovo.

Gianluca ha detto...

Caro Chartitalia,
è un piacere colloquiare con te... :-)
ma stavolta vedo che proprio non si riesce a trovare un punto di intesa (su tutto). Provo a replicare brevemente (si fa per dire).

1.a) A voler essere coerenti tutte le manifestazioni calcistiche avrebbero dovuto essere sospese per un po'. L'ho detto e lo ripeto: non c'è alcuno spirito olimpico. Si scende in campo, a 10 come a 20 anni, per vincere, con le buone o con le cattive; ed i primi tifosi "malati" sono, purtroppo, i genitori dei giovani atleti. E vista la foga con cui molti padri (e, oramai, anche molte madri) spingono i figli non verso lo sport, ma verso l'agonismo puro, il risultato è che i ragazzi che non riescono ad emergere (e sono un numero impressionante) spesso scaricano in altro modo le loro frustrazioni: ad esempio devastando uno stadio (uno vero, non il campetto sul quale giocano loro) la domenica pomeriggio.

1.b) Il calcio non è solo un fenomeno di massa (magari!), ma un surrogato della religione; con la differenza che con la religione difficilmente si diventa ricchi sfondati. In compenso, si rischia il fanatismo (e questo è il tratto comune). La liturgia del calcio è rappresentanta dalla partita allo stadio e dai rituali delle curve ultrà.
Hai mai provato a ragionare pacatamente con un gruppo di integralisti? Provaci.

1.c) In ordine alla generalizzazione - della quale affettuosamente mi rimproveri - sarei disposto a darti pienamente ragione e ad ammettere che, sì, ho effettivamente generalizzato. E, tuttavia, la generalizzazione in discorso ha la propria ragion d'essere proprio nel fatto che stiamo esaminando un fenomeno di massa, come tu stesso riconosci. Ora, non è chi non veda che ciò che distingue i fenomeni di massa è il fatto che essi accomunino una generalità indefinita di individui, che non agiscono (rectius: non vengono considerati) più in quanto tali, ma proprio in quanto massa. Se questo è vero - e non vedo perché dovrebbe esserlo per la sociologia, per la politica o per il marketing, e non anche per l'ordine pubblico - non comprendo il motivo per cui, andando a disciplinare il fenomeno, occorra star lì a distinguere, nella massa informe, il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo. Tali distinzioni - importantissime! - non le può fare a priori il legislatore; le dovrà invece considerare, ai fini di un giudizio di colpevolezza, un giudice. La sede giudiziaria - quella in cui si accertano i ruoli e le responsabilità dei singoli e non delle masse - è quella in cui poter selezionare, distinguere e sceverare il buono dal cattivo. La legge, al contrario, deve essere generale ed astratta, soprattutto se si tratta di regolare un fenomeno di massa. Perciò, nell'indistinzione della massa, se si fermano i tornei dei professionisti non vedo perché dovrebbero proseguire quelli dei dilettanti.
E' superfluo dire, ma lo faccio lo stesso (in prevenzione), che potranno continuare a svolgersi le manifestazioni non agonistiche (quelle senza effetti collaterali di tifosi e fanatismi) tipo scapoli vs. ammogliati.

2.a) Il tuo ottimismo non mi convince: i campi di calcio sono ipersicuri in quanto iper sorvegliati. Normalmente, in una grande città come Roma o come Milano la vita si svolge in spazi molto più ampi di quelli disponibili in uno stadio e con una presenza sensibilmente inferiore di polizia giudiziaria. Non mi risulta che, in tempo di pace, lungo via del Corso a Roma, il sabato pomeriggio (quando il centro dell'Urbe trabocca di persone) vi siano oltre mille agenti di polizia schierati in tenuta antisommossa. Nè mi risulta che, nelle stesse condizioni, si verifichino chissà quali fatti criminosi: forse qualche furto con destrezza, non di più.

2.b) Sugli interessi più o meno meschini non so che dire. Non uso fare il processo alle intenzioni, giacché era normalmente il modo di procedere della santa Inquisizione.

3) Sul tema dei morti sul lavoro: il fatto che non si dia il giusto risalto agli infortuni mortali sul lavoro non impone il silenzio su tutto. Il tuo discorso, al contrario, mi sembra ponga una specie di condizione: prima di parlare del poliziotto ucciso dai tifosi occupiamoci delle morti degli altri lavoratori. La condizione è, ai miei occhi, inaccettabile (sarebbe già diverso se tu dicessi che, al pari della vicenda di Catania, i mass-media dovrebbero occuparsi più attentamente anche delle altre vittime del lavoro).
Ad ogni buon conto, la mia idea - in ordine al perché il caso Raciti ha più spazio degli altri - è la seguente.
In un cantiere privo di misure di sicurezza si conoscono i responsabili ed occorre solo accertare il grado della loro colpevolezza. E poi l'assenza di tali misure di sicurezza, di solito, costituisce un pericolo soltanto per chi vi lavora e non per l'intera collettività. Spesso, infine, la mancanza osservanza delle norme di sicurezza è dovuta anche alla trascuratezza del lavoratore (chi non ha mai visto un operaio lavorare su un'impalcatura senza elmetto e cinture di sicurezza alzi la mano). Insomma, l'allarme sociale che desta una situazione simile è di gran lunga inferiore rispetto ad una situazione di guerriglia urbana, in cui vengono commessi crimini (gravissimi) da persone di difficile identificazione (perché protette dalla massa anonima) ed in cui si mette a repentaglio la sicurezza di qualsiasi persona (non importa se sia un privato cittadino o un pubblico ufficiale: pensi che se al posto dell'ispettore Raciti ci fosse stato un privato cittadino sarebbe cambiato qualcosa?).
Non si può negare che l'allarme sociale destato da simili manifestazioni di violenza sia di gran lunga superiore a quello di un "banale" (si fa per dire) incidente sul lavoro.

4) Non conosco nel dettaglio nè il pacchetto Pisanu, nè quello (pare molto simile) varato da Amato. Però, benché appartenga alla (giustamente svalutata) categoria degli avvocati, mi permetto di dubitare della buona fede delle proteste avanzate (ora come allora) dalle loro associazioni (di cui mi pregio di non far parte). Mi risulta, del resto, che - nonostante le proteste di cotanti Soloni - il pacchetto Pisanu fosse stato poi varato e che, tuttavia, le società calcistiche (tutte, indistintamente) se ne siano ampiamente fregate di darvi applicazione. Con ciò mi pare che il cerchio si chiuda e, perciò, ti rinvio a quanto detto sub 1).

4 bis + 5) Su Matarrese e Baudo mi pare che stiamo discutendo troppo. I personaggi - per motivi diversi (non vorrei confondere Baudo, che è un brav'uomo, con quella canaglia di Matarrese) - ci hanno già troppo a lungo occupato.

...E anche stavolta s'è fatto (piacevolmente) tardi. :-)

Buona notte

Christian ha detto...

Scusa, Gianluca, ma tu come fai a sapere che "Pippo Baudo è un brav'uomo" (e naturalmente "Matarrese una canaglia")? Parliamo del primo: hai avuto modo di frequentarlo, di parlargli, di sapere chi è al di là dell'immagine ufficiale, di quello cioè che passa dal tubo catodico? Conosci l'uomo o stai parlando del personaggio?

Gianluca ha detto...

Ciao Christian, :-)
pensavo di essermi spiegato, parlando di personaggi e non di persone. Non conosco le persone Baudo e Matarrese (e, per quel che mi riguarda, non ho particolari smanie di conoscerle), ma conosco i ruoli che interpretano nella società.
Penso, ad ogni modo, che l'obiettivo del nostro contendere non fosse quello di classificare i buoni e i cattivi, ma di esporre pacatamente le nostre ragioni. Perciò, non posso dire se Matarrese sia "naturalmente" una canaglia, pur - ai miei occhi - avendo spesso recitato questo ruolo.

Anonimo ha detto...

sicuramente sta parlando del personaggio.ma i personaggi devono fingere in meglio.quindi......
figuriamoci l'uomo...
ciao
giuseppe.

Christian ha detto...

gianluca, ma sei quel "gianluca" che dico io?? :-)

Anonimo ha detto...

è da leggere "lo stadio più bello del mondo", splendido libro di Luca Farinotti, che restituisce al calcio la giusta dignità, ricordando i valori romantici del football, legati all'infanzia, gettando maggior vergogna sul calcio professionistico che non è altro più che uno show-politicalbusiness inguardabile. Viva Luca, il più bel libro sul calcio dai tempi di Brera. tuo Max