24 febbraio 2007

Riccardo Cocciante: ovvero "come copiare una canzone e farla franca per 28 anni"

Guardate bene questo volto. Guardate questa espressione, questa mimica facciale. E’ molto simile a certe gestualità proprie di un nostro famoso cantautore, Riccardo Cocciante. Le similitudini non si fermano certo qui. Va bene, avere atteggiamenti espressivi simili, mentre si sta interpretando una propria canzone, può starci benissimo. Anche se Cocciante ha assunto certi comportamenti e certe movenze da un certo punto della propria carriera in poi.
Da quando, cioè, affrancatosi dal fortissimo complesso dell’altezza che aveva (vi ricorderete che in televisione veniva presentato quando già era seduto al piano e mai in piedi accanto al presentatore) ha cominciato ad essere più disinvolto. E anche la sua mimica se ne è avvantaggiata.

Il volto che vedete è quello di un famoso cantautore francese, Gerard Lenorman. Bene, questo cantautore nel 1975 ha inciso una canzone che si chiamava ET MOI JE CHANTE. Fin qui niente di strano. La particolarità viene dopo, durante l’ascolto della canzone. Il suddetto brano ha un’impronta simile, molto simile, a IO CANTO (del 1979), ora ripresa da quella poveretta della Pausini.

Cosa dice IO CANTO? Nella strofa elenca delle situazioni e delle sensazioni precise affidandole a delle immagini ben delineate. Esempio: La nebbia che si posa la mattina Le pietre di un sentiero di collina Il falco che s'innalzerà Il primo raggio che verrà La neve che si scioglierà correndo al mare

ET MOI JE CHANTE dice Je vois un train venir Sur un nuage d'autrefois Je vois une main tenir Des fleurs mais elle n'a pas de doigts Je vois un chien mourir D'avoir voulu suivre mes pas Je vois l'hiver scurire Aux années bleues de l'au-delà
E anche qui vogliamo dare il beneficio del dubbio? Va bene.

Però la parte musicale? Sebbene sia stata scritta con una tonalità diversa, l’incedere stesso del brano riprende completamente quello che poi sarà IO CANTO. E non solo la strofa, anche il ritornello. In cui c’è una parte (eseguita in altra tonalità) identica al pezzo di IO CANTO, quando sta per concludersi la frase musicale del ritornello e dice la banda in testa canto ... è pressoché la stessa!

Passiamo difatti al ritornello.
In francese è : Et moi je chante, je chante, je ch’ante Je ne sais faire que ça je ch’ante De tout mon désespoir je chante, je suis heureux Et moi et moi je chante, je chante, je chante Je ne sais faire que ça je chante De tout mon désespoir je chante, je suis heureux
In italiano è : Io canto Le mani in tasca canto La voce in festa canto La banda in testa canto Corro nel vento e canto La vita intera canto La primavera canto La mia preghiera canto Per chi mi ascolterà Voglio cantare sempre cantare

Come si può notare, la parte letteraria della versione originale francese è stata poi ripresa da quella italiana in tutto e per tutto. Certo, le parole cambiano leggermente . Ma non è questo il punto. Il punto è che per tutto il tempo della canzone di Gerard Lenorman echeggia quello che poi troveremo nella canzone di Riccardo Cocciante. Sia nella musica sia nel testo. E non può essere assolutamente un caso. Troppe similitudini, troppe somiglianze. Quell’elencare cose all’apparenza banali ma facenti parte di una vita quotidiana, non può essere una casualità. Come non può esserla neanche il titolo, quasi identico.

Come non può esserla neanche l’affinità prettamente musicale. Cambia il tempo musicale, più lento e introspettivo il francese rispetto a quello usato per la canzone italiana.
Certo , per giudicare bene una canzone che è identica in tutto e per tutto ad un’altra ma che vorrebbe non darlo a notare (un concetto un po’ complicato da esprimere a parole) bisogna avere un orecchio predisposto e conoscere almeno le basi di un discorso musicale in senso ampio. Però vorrei provaste anche voi a giudicare. Anche quelli che si affidano esclusivamente alla “paletta”, come si suol dire nell’ambiente. Ascoltate bene la canzone, lasciate che le note vi scivolino addosso e sebbene non sia la versione su disco ma dal vivo - e quindi l’arrangiamento originale cambia sostanzialmente, purtroppo – ditemi se Riccardo Cocciante non ha da farsi perdonare un peccatuccio vecchio di quasi 30 anni !
http://www.youtube.com/watch?v=ddGlT9a23tE

P.S. La “versione francese”, per chi scrive, è sicuramente più bella, più emozionante, più sentita e più vera di quella italiana.
L’immagine è tratta dallo spettacolo RING PARADE del maggio 1975, della televisione francese, nel quale la somiglianza è ancora più smaccata.

13 commenti:

Andrea ha detto...

Come hai detto tu è un "peccatuccio"; Cocciante ha scritto brani di ben altra levatura e alla fine "Io canto" è pur sempre una hit minore della sua discografia che ha avuto una inaspettata seconda chance proprio dalla citata Pausini.

Anonimo ha detto...

Se devo essere sincero a me la canzone francese nella strofa mi ricorda un po' di più "sarà quel che sarà" di tiziana rivale(vincitrice a sanremo nel 1983).
Tanti Saluti.


Michele

Anonimo ha detto...

X Christian:hai mai pensato di segnalare questa cosa su www.plagimusicali.net?

Ciao ciao.







Michele(di nuovo io)

Anonimo ha detto...

video inquietante

Andrea ha detto...

Ho visto il video, che dire? La canzone di Cocciante mi sembra più simile nel testo che non nella parte musicale, anche se ammetto che da perfetto analfabata delle note sento che c'è qualche assonanza musicale.

Comunque il video è assurdo, assolutamente trash, da dove è uscito fuori? C'è anche un travestito dallo stesso user che canta la versione in francese di Non credere di Mina.

Massimo ha detto...

scaricate il brano da emule..le "affinità elettive"si sentono molto meglio rispetto alla versione linkata

Andrea ha detto...

Rimane qualche perplessità anche se effettivamente la versione da studio si avvicina molto di più alla versione di Cocciante.

Mi chiedo solo, visto che Cocciante è sempre stato famoso anche in francia (al punto che il brano "Io canto" venne inciso anche in francese), come mai questo cantante non ha mai fatto notare questa somiglianza tra i due brani.

diego ha detto...

L'enfant des cathédrales...

ml ha detto...

Sicuramente comunque al di là delle somiglianze, che sono innegabili, ciò che è stato rubato è proprio l'idea, e questo a mio avviso è il caso che si verifica più spesso; ad esempio una cosa molto copiata sono i titoli, mi vengono in mente "Puppet on a string" di Sandie Shaw e a ruota "La bambola" di Patty Pravo e "Il giocattolo" di Gianni Morandi; Vola di Anna Melato e quella di Fossati; Amici mai della Pavone, poi di Venditti, e così via... Quello che è triste è che spesso la copia ha molto più successo dell'originale!!!

Anonimo ha detto...

X Christian:visto che siamo all'inizio del periodo sanremese che ne dici di fare una lista dei plagi e delle somiglianze del festival di quest'anno?
Ciao ciao.



Michele

Anonimo ha detto...

ammetto che le 2 canzoni si somigliano molto(anche se a me "Io Canto" nel ritornello ricorda di più la colonna sonora del film "Taxi Driver"(fateci caso!)).

Comunque per quanto riguarda me il fatto che una canzone sia copiata(musicalmente e/o testualmente) da un altra canzone non ne fa diminuire la bellezza o il valore del cantante.

Bekhim

Anonimo ha detto...

io ti parlo da musicista e ti garantisco che di plagi ne ho sentiti davvero tanti. onestamente quanto alla parte musicale posso dire che non c'e' alcuna affinita' tra questo brano e quello di cocciante. Se poi parli delle classiche cadenze allora a questo punto avremmo smesso di fare musica tutti. eh eh

Anonimo ha detto...

Cocciante tutta la vita