02 giugno 2004

Artisti: chi è a favore e chi contro la galera?

Per questioni di chiarezza, vorremmo raccogliere in questa pagina una mappa di quali artisti si sono schierati dalla parte della galera e quali dalla parte del loro pubblico.

Certo, è difficile che qualche artista abbia le palle di dire apertamente: è giusto che si vada in galera per aver sentito o visto una mia opera attraverso internet. D'altro canto è anche altrettanto difficile che abbiano altrettante palle per schierarsi apertamente in difesa del loro pubblico, che pure è quello che dà loro di che vivere, spesso più che dignitosamente (ma come vedremo casi del genere esistono).

Solitamente, chi è schierato a favore della galera non lo dice apertamente, ma utilizza tutto un armamentario di concetti piuttosto subdoli che, ripetuti sino alla paranoia su tutti i media tradizionali, hanno lo scopo di preparare il clima "culturale" per l'approvazione di norme-capestro.

Abbiamo pensato di aiutare nella decifrazione di tale armamentario propagandistico, mettendo a punto un mini-glossario di tali termini propagandistici. Ovviamente, nella migliore tradizione di HitParadeItalia si tratta di un "work in progress" e, se ne avete individuati altri, inviateceli che li aggiungiamo.

Piccolo Glossario della propaganda pro-galera

diritto d'autore: termine molto ambiguo in quanto l'attenzione viene posta sui diritti degli autori, cosa completamente falsa, tant'è che in inglese lo stesso termine viene tradotto come copyright che disciplina banalmente i diritti a fare le copie; o meglio ancora, il copyright è fondamentalmente una limitazione di un diritto ed in origine disciplinava i diritti degli autori verso gli editori; mentre attualmente viene agitato come un diritto degli autori verso il pubblico, mentre subdolamente si disciplinano i privilegi degli editori contro i diritti del pubblico.

tutela: utilizzare il termine "tutela" (o "protezione") riferito al diritto d'autore vuol dire fare propaganda in quanto il diritto d'autore nella forma attuale limita fortemente i diritti delle persone; "tutelare" vuol dire impedire la distruzione di qualcosa e sfido chiunque ad asserire che una canzone od in film vengono distrutti se ne esistono più copie e vengono fruite più volte; il semplice utilizzo del termine "tutela" vuol dire identificarsi con una parte (quella sbagliata), delle aziende che difendono i propri privilegi cercando di mantenerli contro il resto della società; e purtroppo tale termine è utilizzato nel titolo dell'Articolo 1 della legge Urbani, cosa che sarebbe sufficiente a chiedere l'abrogazione dell'intero articolo.

proprietà intellettuale: discutere in termini di "proprietà intellettuale" è altrettanto propaganda perchè impedisce di concentrarsi sulla vera domanda: questo genere di cose (diritto d'autore, marchi, brevetti, segreti industriali: tutti di natura diversissima tra loro) va trattato come una sorta di proprietà? utilizzare il termine "proprietà intellettuale" equivale a dare già la risposta che invece non è affatto scontata, oltre che a confondere le idee e a far prevalere gli aspetti che più fanno comodo di una tematica molto complessa.

pirateria: questo è il termine più bieco che si possa utilizzare in una discussione o dichiarazione e sicuramente quello più utilizzato dai propagandisti; da sempre è stato usato per definire chi rapina qualcosa con la forza, ed in senso lato veniva riferito a quegli editori che non pagavano gli autori (ed in questo senso è stato denunciato da Courtney Love in un mitico intervento, anche questo ospitato su questo sito). Attualmente viene invece utilizzato dai propagandisti per riferirsi a coloro che, semplicemente, sfuggono al controllo degli editori. E' allucinante: il termine trasmette il messaggio che "condividere qualcosa con il vicino è moralmente equivalente ad attaccare una nave"! Accettereste di chiamare qualcuno "pirata" perchè invita il vicino di pianerottolo ad ascoltare il suo brano preferito? E se la "vicinanza" non è fisica ma virtuale ciò cambia il giudizio morale?
Diverso il caso di quando il termine "pirata" è riferito a chi vende opere di contrabbando, speculandoci su: in questo caso il termine "pirata" è corretto, in quanto ricade nel caso di editori che non pagano gli autori. Ma attenzione: il trucco è quello di riferirsi genericamente alla pirateria, senza distinguere se si sta parlando di attività commerciali criminose (solitamente gestite da mafie e camorre varie) o di un dodicenne che sta sentendo via internet un brano del suo cantante preferito.

copia illegale: la "copia illegale" è semplicemente una copia; l'aggettivo "illegale" deriva esclusivamente dai rapporti di forza tra poteri e dalla capacità di propaganda degli editori; la copia è sempre stata un diritto da tempo immemorabile per tutta l'umanità (chi si sarebbe sognato nel medioevo di impedire agli emanuensi di copiare i libri?). Tale diritto di copia è nato nell'800 per regolare le relazioni industriali, impedendo agli EDITORI (non ai fruitori) di poter sfruttare le opere degli autori: la copia personale non è mai stata messa in discussione, almeno sino a pochi anni fa, quando la tecnologia ha permesso al pubblico di poter fare a meno degli editori.

furto: l'utilizzo del termine "furto" denota immediatamente la malafede da parte dell'interlocutore, o quantomeno una sua ignoranza abissale. Nel mondo dei bit le opere non si "sottraggono" (causando l'arricchimento di qualcuno e l'impoverimento di un altro), ma si duplicano (causando solo un arricchimento, esattamente come quando gli emanuensi arricchivano il patrimonio culturale di tutti copiando i libri esistenti). Ed il diritto alla copia è un diritto atavico che risale alla notte dei tempi. Quello di cui si dovrebbe discutere è se è legittimo introdurre delle limitazioni a tale diritto; il furto, se mai, lo fanno gli editori impossendosi del diritto alla copia ed imponendo limitazioni di vario genere (ad es., estendendo la durata del diritto d'autore, espropriandolo alla famiglia dell'autore).

gratis: asserire che le opere si prelevano gratis da internet è un altro tipico argomento da propaganda. Il download non è affatto gratis; intanto per connettersi si paga profutamente un abbonamento ADSL o il costo della telefonata; per scaricare necessita un computer che contribuisce per la sua parte; si utilizza energia elettrica che si paga conseguentemente; i file prelevati vanno a finire su qualche supporto di massa ed anche questi hanno il loro costo, tra l'altro spropositato, attraverso cui si danno soldi alla SIAE, cioè all'organismo che rappresenta gli autori; infine, c'è il costo di tutte le attività manuali svolte direttamente dall'utente (download, masterizzazione, packaging). L'insieme di tali componenti di costo è assolutamente non trascurabile e comunque adeguato al valore industriale dell'opera di cui si sta fruendo. Il problema, se mai, è di ridirigere i costi che l'utente finale sostiene in modo che vadano a finire effettivamente ed adeguatamente nelle tasche corrette: quelle degli autori, e non in tutta quella filiera che ci specula su; ma questo è un problema loro non dell'utente finale che ha già pagato il dovuto.

giusto guadagno: "gli artisti vengono privati del loro giusto guadagno" è un'altra tipica affermazione propagandistica quando viene associata al download. Fatto 100 il costo di un opera, gli artisti vengono retribuiti con pochissimi punti percentuali subendo vere e proprie rapine da parte del sistema editoriale. Chi priva gli artisti del loro giusto guadagno sono gli editori e non il pubblico. Con tale affermazione in realtà si copre l'attuale modello di business che è completamente squilibrato a favore degli editori.

artisti sul lastrico a causa del download: idiozia completa smentibile con una lunga serie di esempi, da studi serissimi che dimostrano che il download addirittura aiuta le vendite, alle opere realizzate per essere diffuse via TV (pagate dalla pubblicità o dai soldi degli abbonamenti), alle performance teatrali o concertistiche (in cui si paga la prestazione e non il diritto ad avere una copia), sino al fenomeno dell'Open Source, dove si assiste a centinaia di migliaia di autori la cui motivazione non è quella di monetizzare immediatamente la loro creazione.

Ciò detto, e considerando l'attuale legge Urbani che prevede la galera per chi scarica anche un solo mp3, ecco qui sotto un florilegio di dichiarazioni che vi aiutano a capire meglio chi tra i vostri beniamini vi vuole in galera e chi no.

CHI VI VUOLE IN GALERA

(se qualche artista non si riconosce in queste dichiarazioni, ce lo comunichi che provvediamo a rettificarle)

ARTISTADICHIARAZIONEFONTE
Piero Pelù "Come la pirateria e i cd falsi, anche il downloading selvaggio è una forma tecnologica di furto – ha dichiarato Piero Pelù all’Ansa parlando del suo terzo album ‘Soggetti smarriti’. – Mi pare che oggi su questo siamo tutti d’accordo: non ho ancora capito cosa succederà nei prossimi anni. Credo comunque che i media dovrebbero cominciare a svolgere un ruolo più attivo sulla questione, spiegando alla gente quali siano i termini reali della faccenda piuttosto che limitarsi a denunciare il prezzo eccessivo dei cd o a registrare i dati della crisi". Pro-Music
Franco Migliacci
(ex paroliere e attuale presidente SIAE)
"La diffusione delle opere attraverso le nuove tecnologie è un'opportunità e un rischio per gli autori: sta a noi, insieme agli altri "attori" della filiera della musica, fare in modo che rimanga solo la parte positiva di questa fruizione planetaria e l'autore (insieme agli editori, ai discografici, agli interpreti ecc.ecc..) non sia derubato del proprio lavoro." Pro-Music
Britney Spears "Andresti a rubare un Cd in un negozio di musica? E’ la stessa cosa, la gente va su internet e ruba la nostra musica. E’ la stessa identica cosa, quindi perché farlo?" Pro-Music
Elton John "Mi eccitano tutte le possibilità che internet offre perchè permettono agli artisti di comunicare con i propri fans. Ma la linea di confine e i compensi per il lavoro creativo devono essere sempre rispettati. Sono contro la pirateria musicale ed è sbagliato promuovere il furto agli artisti on-line." Pro-Music
Anastacia "E’ particolarmente scoraggiante per gli artisti giovani e per gli autori provare ad entrare nel mondo della musica. Penso che possa essere un complimento il fatto che la gente usi la tua musica e la scambi via internet. Ma un furto rimane un furto. Se utilizzi la musica di un artista così tanto allora dovresti desiderare, nella stessa maniera, che quell’artista continui a produrre musica." Pro-Music
Mark Knopfler "E’ come se camminassi in un negozio di musica e mi potessi mettere in tasca un CD e andarmene senza pagarlo." Pro-Music
Eminem "Lavoro sodo e nessuno può accendere il computer e scaricare la mia musica gratis. Ciò potrebbe uccidere tutto il significato di fare musica. Non si tratta solo di denaro... è l’emozione di andare in un negozio, non vedere l’ora che l’artista decida la data d’uscita, scartare il CD per metterlo nello stereo e ascoltarlo. Ho visto quei piccoli codardi in TV dicendo: "i lavoratori dovrebbero poter avere la musica gratis". Anch’io sono stato un lavoratore. Non mi sono mai potuto permettere un computer, ma sono sempre riuscito a pagare 16$ per i miei CD." Pro-Music
Carlo Verdone Nell'intervista Verdone continua a mischiare continuamente la "pirateria" di chi compra per strada DVD e CD taroccati con il download via internet, senza fare alcuna distinzione. Ad un certo l'intervistatore glielo chiede esplicitamente se i due fenomeni gli sembrano identici. Il nostro eroe non ha il coraggio di prendere una posizione e continua a fare propaganda contro internet. La guerra di Carlo
Beppe Carletti (Nomadi) "Se la gente pretende di avere la musica gratis tra un po' di tempo nessuno farà più dischi. E' come andare dal fornaio e chiedere il pane gratis, non ha senso pretendere di scaricare gratis la musica". Dichiarazione ad AGR
Ligabue "E' chiaro che siamo a un cambiamento epocale e che, probabilmete, tra poco scompariranno i supporti tradizionali. Adesso, però,è il momento di fare un po' di chiarezza e darsi delle regole: non mi sembra giusto che chiunque possa scaricarsi gratuitamente le mie canzoni. Come invece succede quotidianamente". da Squilibrio.it
Bluvertigo "Le case discografiche hanno considerato Internet un 'taboo' fin dall'inizio e non hanno capito il potere della rete. Il problema è che non hanno mai avuto un 'Ufficio Sviluppo'. A favore dei Metallica ci sono una serie di cose da dire. In effetti chi ha inventato questo software è un genio da stimare ma chi scarica i brani non è il Robin Hood della rete e questo, in effetti, alla fine è un furto. Allora è veramente la stessa cosa che andare a rubare direttamente dagli scaffali dei negozi. Le major si stanno parando il culo, cercando di trovare norme contrattuali che evitino l'indipendenza della rete. Ma alla fine bisognerà trovare una soluzione, altrimenti come potrebbero arrivare i soldi ai gruppi? L'unica soluzione potrebbe essere quella che ogni artista gestisca la propria divulgazione dell'Mp3 nella rete, che lo faccia in modo completamente indipendente. Almeno fino al momento in cui la situazione non sarà più chiara". da Squilibrio.it
Roger Sanchez "Sarei disposto a dare io qualcosa piuttosto che vedermi sottratto il mio lavoro. Perché copiare la musica di un artista senza permesso non significa altro che rubargliela – e ciò è scorretto." Pro-Music
t.A.t.U. "Se siete ragazzi intelligenti per favore non rubateci la musica." Pro-Music
Peter Gabriel "La pirateria su Internet, se continua, finirà per danneggiare proprio coloro che amano la musica." Pro-Music

...E CHI NO

(se qualche artista non si riconosce in queste dichiarazioni, ce lo comunichi che provvediamo a rettificarle)

ARTISTADICHIARAZIONEFONTE
Daniele Sepe "Non faccio musica per essere "acquistato", faccio musica per essere "ascoltato", e se uno dei miei ascoltatori fa una copia del mio cd alla sua fidanzata o ai suoi amici non ne sono scandalizzato. Mi fa piacere. Anche se costano poco i miei cd sono musica, non merce. E non parliamo di quello che dovrebbe essere lo scambio libero sulla rete, la chiusura di napster è stata una delle più grandi carognate che si potessero fare alla crescita della cultura musicale nel pianeta. Hanno voluto uccidere la curiosità, che è mamma della conoscenza. Certo l' assegno semestrale che mi arriva dalla Siae comodo mi fa. E ci volesse pure! In un mondo dove un litro di benzina costa due iracheni e mezzo io non posso essere Alice nel paese delle meraviglie, ma ciò non toglie che mi sento di autorizzare chiunque a fare della mia musica, se mia è, quel che vuole e senza limitazioni. Scaricate, scaricate..." "Decreto urbani, siae e altre storielle" dal sito di D.Sepe
Courtney Love Dichiarazioni, con calcoli alla mano, che i veri pirati sono i discografici e che sono loro ad affamare gli artisti. Disponibile anche una traduzione in italiano su questo sito. Salon.com
Casino Royale Il gruppo ha addirittura pubblicato uno splendido manifesto su come loro vedono l'evoluzione della musica, oltre ad un interessantissimo decalogo su come intendono portare avanti i loro progetti. Sito ufficiale
Don Henley, batterista Eagles Dichiarazioni decise contro il monopolio dell'attuale industria dello spettacolo, che si avvia ad essere completamente controllata da solo 3 multinazionali. Sullo stile di parecchie delle considerazioni di Courtney Love, ma che le aveva fatte 4 anni prima. "Killing Music" dal Washington Post
Eugenio Finardi "Napster è un mezzo straordinario di diffusione della musica: secondo me in futuro non ci si ricorderà che c'era un altro sistema, come adesso non ci si ricorda che una volta si viaggiava a cavallo. Nel futuro si ascolteranno i pezzi che verranno scaricati o che arriveranno direttamente attraverso fibre ottiche o satellite. Spesso si sottolinea la gratuità, il fatto che Napster sia gratis. Io non credo che sia quello il punto centrale. Il fatto è che su Napster si trova tutto e lo si trova subito. Non è poi così facile oggi trovare musica: i negozi di dischi sono sempre meno, e gli spazi nei negozi sono gestiti in maniera dittatoriale e autocratica dalle poche case discografiche multinazionali." Rai Mediamente
La Pina "Il pirataggio è la mia passione. E' un mondo affascinante e creativo. E' arte. Sono dell'idea che la musica debba essere libera. E tutti devono avere la possibilità di goderne. Usando tutti i canali possibili. Mi fanno ridere da morire soprattutto quelli che rivendicano il loro diritto usurpato dalla rete dopo aver venduto milioni di dischi nel mondo. Gente che poi si lamenta per un danno di un paio di migliaia di copie perse... E cha fa causa proprio a chi ascolta la sua musica. Io sarei contenta che qualcuno scaricasse un mio brano dalla rete. Potrebbe essere un buon segno e anche un passaparola. Certo mi piacerebbe magari che si organizzassero le cose ma solo per fargli avere un servizio migliore. Come avere la copertina o i testi o qualcosa di meglio, ma intanto ho intenzione di mettere degli Mp3 dei miei pezzi in rete. Sarà una lotta ma per il momento sto preparando il mio sito". da Squilibrio.it
George Michael Ha dichiarato che tutta la sua futura produzione sarà distribuita on-line gratuitamente, con l'invito a fare eventualmente donazioni ad enti di beneficenza. da Punto Informatico
Elisa "Il prezzo dei CD non consente ai giovani di godere della musica. Che dev'essere alla portata di tutti" anche via Napster. E i mancati introiti? "Non mi importa, posso sempre fare la parrucchiera". da Squilibrio.it
Bjork "Se dovessi seguire il mio istinto, tutte le mattine scaricherei la mia musica su Internet perché arrivi fino a orecchie del Nicaragua". da Squilibrio.it
Frankie Hi NRG "Napster è il primo software che è riuscito a fare riavvicinare i pischelli alla musica. Il mercato discografico deve cambiare, così non va più bene e Napster è solo una scusa che stanno usando le major per far ricadere la colpa del fallimento delle loro cattive politiche di gestione sul consumatore. Come sempre. Chi sostiene che l'Mp3 gratuito sia un furto, si sbaglia. Qui nessuno ci guadagna niente, casomai si deve parlare di baratto". da Squilibrio.it
Manuel Agnelli (Afterhours) "La situazione della Rete mi appassiona. Le major temono fenomeni come Napster e fanno bene. Se internet accelera la morte del mercato mainstream ciò non può che essere una buona cosa: vorrà dire caos, movimento in un mondo dove il talento è carente e dove ormai non succede più nulla. Per quello che ne so azzardo una previsione: si creerà su Internet un substrato qualitativo pari a quello che negli anni Sessanta costituì un serbatoio per tante major che allora erano in grado di proporre grande musica. Del resto dicono che tra due anni il 30% del commercio dell'industria discografica sarà in Rete. Non temo la diffusione degli MP3, anche perché il supporto CD sta perdendo la sua centralità. Me ne sono accorto quando ho realizzato che i ragazzi che vengono ai nostri concerti - 150mila presenze in un anno - spendono per seguirci ben di più di quanto non facciano per comprare i nostri album. Da una situazione di questo genere, gente come Eros Ramazzotti può temere la diffusione della musica in Rete, non certo gli Afterhours. Se fossi un fan comunque cercherei di supportare il gruppo comprando il CD, anche se scaricassi MP3". da Squilibrio.it
Elio Martusciello (Ossatura) "Le nuove tecnologie potranno essere un'occasione per chi fa musica di ricerca. Con l'abbattimento di costi di diffusione, la musica può circolare più agevolmente e gli mp3 (ma anche i cd e tutti i supporti registrati, di ogni tipo, se non fossero cosi costosi) potranno essere sfruttati come veicolo promozionale per il musicista. D’altronde è il concerto l'unico momento reale. Power to the people!" da Squilibrio.it
Alanis Morissette Ha fatto un accordo con mp3.com per distribuire suoi pezzi gratis via internet. Alanis says Thank U, MP3
SubsOnicA Visitate la loro home page e vi farete un'idea di come la pensano. Tra l'altro, invitano esplicitamente a scaricare un loro brano gratuitamente. Sito ufficiale
Mau Mau "Il futuro della musica sta cambiando. E la fruizione avrà tre elementi fondamentali che la caratterizzeranno. Dovrà essere rapida, economica e personalizzata. Quello che adesso sta succedendo in rete e tutte le polemiche nate contro la condivisione degli Mp3 gratuiti non è altro che un laboratorio di proiezione di questa mutazione. Ma il percorso è in atto e ora bisogna cercare di trovare un modo che tuteli anche gli artisti. Nessuno è in grado di lavorare a vuoto. Non sarebbe giusto ma tentare di bloccare l'evoluzione cancellando un software è una lotta senza vincitori". da Squilibrio.it
Raf In una intervista televisiva sosteneva in pratica che il file sharing non rappresenta un problema per la musica, ma è solo un capro espiatorio per deviare lo sguardo dell'opinione pubblica dai reali problemi del settore. Intervista all'interno del TG de LA7, 17/03/2004

...ed i "cerchiobottisti", gli agnostici, quelli con i se e i ma

(se qualche artista non si riconosce in queste dichiarazioni, ce lo comunichi che provvediamo a rettificarle)

ARTISTADICHIARAZIONEFONTE
Carmen Consoli "Non trovo che sia giustissimo scaricare musica dal web gratuitamente... altrimenti il nostro lavoro sarebbe sminuito. E' vero che esiste anche l'arte per l'arte ma è anche vero che uno lo fa per vivere. Se il futuro dovesse essere legato ad internet, alla distribuzione tramite internet della musica, è bene che un attimo si parli insomma... non voglio essere venale... però è giusto." articolo su Squilibrio.it
Samuele Bersani "Non è possibile essere contro o favore di una lotta del genere. Tutti e due i punti di vista hanno delle motivazioni giuste e tutti e due anche sbagliate. Ma è una lotta in atto e il malcontento è generale. Tutti hanno degli interessi da difendere. L'artista e l'utente però hanno in comune la loro priorità della musica e la tecnologia deve essere al servizio di entrambi. Non si può creare un sistema che avvantaggi uno e danneggi l'altro perché gli interessi sono legati. Forse si deve partire da questa unione per trovare una soluzione. Se nessuno deciderà di perdere qualcosa restando legato a posizioni ormai insostenibili, si dovrà lo stesso arrivare alla soluzione ma ci vorrà anche molto più tempo". da Squilibrio.it
Daniele Silvestri "Il diritto d'Autore è un diritto da rispettare e tutelare, questo è un fatto ma ancora il modo non è stato trovato, perché i canali dove questo diritto può essere toccato, rubato o non rispettato sono aumentati e si sono diramati senza che fosse stata fatta una previsione oggettiva. Per quanto mi riguarda credo che la diffusione sia più importante della vendita. Soluzioni e prospettive si stanno pensando, la Sony per esempio sta cercando di fare un Mp3 particolare che la caratterizzi. Che le appartenga. Il sistema più semplice potrebbe essere quello di individuare esattamente la fonte di guadagno di un sito. E quello dovrebbe diventare il vero punto di partenza per cercare di capire come tutelare il diritto d'autore". da Squilibrio.it
Eros Ramazzotti "Senta, ma a un ragazzo che si scarica da Napster Fuoco nel Fuoco lei cosa dice?"... "Che ha fatto benissimo. Lo farei anch'io. I criminali sono quelli che hanno lanciato questa cosa". articolo su Squilibrio.it
Tears For Tears "Q: Do you see the Internet as a promotional and piracy tool?
Curt Smith: Piracy doesn't bother me that much, to be quite honest. It has certainly gone down considerably since there is a way to do it legitimately. I feel record companies were so behind the ball on this, that the only way to get it easily was to get it for free. There was no way to logistically pay for it. The only way to do it was go to a record store, and it may not be in the record store. It's very convenient. We used to copy each other's records when we were younger."
articolo su askmen.com
Elio e le Storie Tese "Cosa ne penso dell'mp3? Niente. Volete fare l'mp3? Fatelo! Non volete fare l'mp3? Non fatelo! A me non me ne impimpa niente." articolo su Squilibrio.it
Almamegretta "Noi pensiamo che il vero problema non siano gli Mp3. Questa è una scusa che nasconde un malcontento più grave, una situazione insostenibile e complicata che non concede scappatoie ma è irreversibile. E che non si può combattere. L'Mp3 porta a una maggiore diffusione della musica, è una cosa buona da un certo punto di vista. Il problema da noi, però, parte dal costo di un cd. Da come è poco considerata la musica. Tutto sostanzialmente differente rispetto agli Stati Uniti o all'Inghilterra. Adesso la polemica parte dalla ricerca di una nuova considerazione del diritto d'autore. Come dice Chuck D., contro la tecnologia non è possibile lottare. E adesso la necessità di una strada alternativa di distribuzione è diventata un obbligo. E' chiaro che io per lavorare devo anche avere i mezzi, altrimenti sarò costretto a cambiare lavoro. E' una situazione disperata e di fatto non so dire cosa accadrà, qualcosa di sicuro, magari fra dieci anni. Che si cominci a polemizzare tramite la rete è un primo passo. Non sarà il solo, ma è un inizio. Il download è un problema marginale, almeno da noi. Il vero problema è strutturale. Il costo, la distribuzione, il ruolo delle major, il diritto del consumatore e anche quello dell'artista. La normativa europea, l'Iva sui cd così alta. Troppe cose. E tutto da rifare. Forse bisognerebbe iniziare a cambiare le piccole cose, magari creando dei prodotti in grado di offrire cose non duplicabili, un oggetto più completo rispetto a quello che si trova nelle bancarelle e diverso da quello che si ottiene scaricando un Mp3. Non so immaginare il futuro ma bisogna intervenire perché la musica sta perdendo valore e invece è un bisogno fondamentale nella vita di molti". da Squilibrio.it
Rocco Tanica, di "Elio e le Storie Tese "Credo che con l'mp3 si sia un po' passato il segno perché in origine la sigla di questo sistema di compressione MP3 voleva dire "me ne prendo 3". Non scaricate quindi più di tre canzoni sennò... eheheh l'artista si arrabbia!" articolo su Squilibrio.it
Flaminia Maphia "Essere a favore o contro la condivisione dei file gratuiti in rete è una posizione difficile da prendere, ancora c'è troppo buio. Credo comunque che gli artisti che vendono meno e che hanno più bisogno di utilizzare diversi canali promozionali, non possano avere nulla in contrario a qualcosa che in effetti favorisce la fruizione della loro musica. Nello stesso tempo tutti quelli che si trovano in una posizione di vantaggio e da Internet hanno un danno economico hanno ragione a lamentarsi. Magari non a condannare i fan ma chissà nel caso dei Metallica cosa li ha spinti veramente". articolo su Squilibrio.it
Renato Zero "Le possibilità di Internet mi affascinano: rispetto agli altri mezzi è più libero e diretto, permette una scelta più autonoma. Quanto alla musica in rete spero in una regolamentazione, che dia sicurezza e salvaguardi anche gli artisti". articolo su Squilibrio.it
Niccolò Fabi "Ho paura che la musica su Internet rivoluzionerà tutto. Lo dico con un po' d'apprensione proprio perchè amo l'antico e le consuetudini. E' il futuro lo so, ma il fatto che un unico oggetto, in questo caso il computer, possa servire a fare mille cose completamente diverse mi impensierisce. Il bello, invece, è che ogni azione ha una sua modalità specifica. E basta. Fare la spesa è andare a fare la spesa: fisicamente. Suonare anche. Fare tutto davanti alla tastiera è poco stimolante. Io mi annoierei". articolo su Squilibrio.it



Articolo precedente della serie: L'assordante silenzio degli autori

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