29 aprile 2006

Un voto Franco

Dopo essere stati votati, ieri è toccato votare ai senatori eletti. Cioè a quelle circa 320 persone che rappresentano la "crème de la crème" dell'intera popolazione italiana. Quell'insieme di persone a cui abbiamo delegato la risoluzione dei nostri non banali problemi che ci aspettano nei prossimi anni. Ebbene, lo spettacolo è stato piuttosto curioso.

Pare che il candidato dell'Unione, Franco Marini, non sia stato eletto perchè 2 o 3 esponenti della suddetta crème de la crème si sia "divertito" a scrivere Francesco Marini piuttosto che Franco Marini. La tesi ufficiale è che in quell'augusta aula non esista alcun Francesco Marini e quindi tali voti non potevano essere attribuiti.

E passi. Non comprendiamo però perchè a causa di tali "banali" voti nulli si sia addirittura annullata la votazione e la si sia fatta ripetere. Pare per il "regolamento del Senato".

E passi. Ma la cosa che davvero non comprendiamo è un'altra. Sono stato ad ascoltare la lettura dello spoglio dei voti ed ho sentito declamare che su una scheda era riportato un voto a: "onorevole Giulio Andreotti". Beh, altrettanto chiaramente si può asserire che in quell'aula (Senato della Repubblica) non esista alcun onorevole e, per i principi di logica aristotelica, che non esista alcun "onorevole Giulio Andreotti". Tale voto è stato attribuito al senatore Giulio Andreotti senza che nessuno avesse niente da ridire.

Così come sono stati attribuiti i voti derivanti da schede su cui c'erano altre scritte quali: g.andreotti, andreotti, andreotti sen. giulio ed altre varianti sul tema. A Marini sono invece state annullate tutte le schede che non riportassero esattamente le diciture Franco Marini o Marini Franco, compresa una scheda che riportava: Marini (9/4/33) messa da qualcuno che, per evitare equivoci, aveva indicato scrupolosamente la data di nascita del senatore Franco, per distinguerlo dal senatore Giulio Marini che milita invece in Forza Italia.

Ora, i vari colonnelli del centro-destra ci stanno spiegando che in democrazia la forma è sostanza (dal qual pulpito) e quindi che qualsiasi scheda non formalmente corretta debba essere annullata. Ok. Ma perchè le schede riportanti "onorevole Giulio Andreotti" "g.andreotti", "giulio senatore andreotti" (contenenti palesi errori formali, ed anche sostanziali: non esiste attualmente un onorevole Giulio Andreotti) vengono cosiderate corrette?

Se la spiegazione fosse "perchè il voto è riconducibile ad una persona candidabile del Senato" perchè viene considerata nulla la scheda "Marini (9/4/33" anch'essa inequivocabilmente riconducibile ad una persona candidabile del Senato, tant'è che è indicata addirittura la data di nascita?

Ovviamente, non appartendo alla crème de la crème, non possiamo capire tali logiche esoteriche. Però una cosa prima o poi vorremmo sapere: che quei due o tre esponenti de la crème de la crème che non sanno scrivere correttamente quei 12 caratteri del loro candidato, venissero resi pubblici quando si dovessero presentare per richiedere il prezzo del loro ricatto.

Perchè voglio sperare che siano solo dei volgari ricattatori. In caso contrario saremmo in presenza o di beceri goliardi che si stanno divertendo alle spalle di milioni di italiani o, peggio, di minorati mentali incapaci di scrivere correttamente 12 caratteri 12.

"Un voto Franco" Compilation
Tricarico: IO SONO FRANCESCO
Francesco Baccini: GIULIO ANDREOTTI
Roberto Vecchioni: CANZONE PER FRANCESCO
FRANCO IV E FRANCO I: Ho scritto t'amo sulla sabbia
Skiantos: TI SPALMO LA CREMA
Antonello Venditti: FRANCESCO
Lucio Dalla: 4/3/43

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Perché dici che non esiste alcun Onorevole Andreotti?
Giulio Andreotti è senatore a vita.
Stefano

Anonimo ha detto...

Altra cosa che penso sia utile precisare.
Mentre di Senatori con il cognome "Andreotti" c'è solo Giulio, di senatori con il cognome "Marini" ce ne sono 2 (come spieghi anche tu).
Da qui l'esigenza di una corretta identificazione: per Andreotti basta il semplice cognome o comunque il cognome con l'iniziale del nome, ecc.
Per Marini è necesario indicare anche il nome di battesimo.
E questo era stato chiaramente spiegato ai sigg. Senatori. Scrivere semplicemente "Marini" (come alcuni hanno fatto) non era sufficiente. E non per forma, ma per pura sostanza (e omonimia tra senatori).
E lo sapevano perché prima di procedere al voto li si era avvertiti della cosa!
Ora, è vero che Franco e Francesco sono nomi che si somigliano, ma non sono lo stesso nome!
Trovo corretto che quei voti non siano stati attribuiti a nessuno. E mi sorprendo dello "scherzetto" posto in essere da alcuni senatori, crema della società, e soprattutto strapagati...
L'unico punto su cui concordo è che, se il criterio per l'attribuzione del voto è quello della corretta identificazione dell'eleggendo, non sarebbe dovuta essere annullata la scheda riportante "Marini" e la data di nascita del Franco Marini.
Anche se mi chiedo: posto che i senatori erano stati avvertiti di scrivere NOME E COGNOME, perché, come dei bambini, si sono messi a scrivere NOME E DATA DI NASCITA? Stefano

M.S. ha detto...

Lo dice perchè Andreotti corre con la CDL. A parti politiche invertite questo buffo post non ci sarebbe naturalmente stato... ma ormai bisogna leggere tutto con grande ironia !

chartitalia ha detto...

Stefano,
perchè Andreotti non è onorevole ma senatore. Tra l'altro, uno dei motivi di annullamento è quello della riconoscibilità dell'autore del voto, mi sembra palese che il voto dovrebbe essere annullato

Anonimo ha detto...

Su alcuni documenti ufficiali (stenotipie di lavori parlamentari, oltre che presentazione di governo, istanze al Presidente della Repubblica) i Senatori sono anche chiamati con l'appellativo "Onorevole".
Ma quand'anche, se l'eleggendo (e non l'elettore) è un senatore, e tra questi c'è Giulio Andreotti, scrivere "On. Andreotti Giulio" mi sembra chiaramente ed univocamente riconducibile alla volontà di votare il sen. Andreotti Giulio.
Se invece scrivo solo Marini, o Marini Francesco, il mio voto non è univocamente attribuibile.
E se non sbaglio uno dei motivi di annullamento non è la riconoscibilità dell'autore del voto, bensì del destinatario del voto (se non ricordo male, il voto per l'elezione di presidenti di Camera e Senato è segreto, ma posso sbagliarmi...). Stefano

oguas ha detto...

In riferimento ai vari voti "sen. Andreotti", "on. Andreotti", "sen. Franco Marini", ecc., è stato detto che la presenza di lettere in più come "on." o "sen" non inficia la riconoscibilità e quindi la validità del voto.
Ma allora, visto che "Franco" è un logogrifo di "Francesco" - nel senso che Francesco contiene tutte le lettere di Franco - il ragionamento potrebbe essere esteso e i voti assegnati a Francesco Marini considerati validi.

Al di là di questo, rimane una constatazione da fare: visto che tanta gente - a partire da Scalfaro - si è sputtanata su un'operazione semplicissima, diciamo che in Senato esiste un terzo polo: il polo dell'Alzheimer! Ed è destinato a diventare maggioritario in pochi anni, se non si procede al ricambio della classe politica.