24 settembre 2006

Hit Anno per Anno: 1955

Continuiamo la nostra cavalcata nei decenni passati, esaminando il 1955. Qui presentiamo i brani che sono risultati maggiormente graditi all'interno del nostro tream, mentre l'elenco di tutti i brani esaminati è disponibile su hitparadeitalia alla pagina Hit Anno per Anno 1955). Si ricorda che l'anno di cui parliamo non sempre è quello in cui il brano è stato pubblicato ma quello in cui ha raggiunto la popolarità massima in Italia.

  1. Arrivederci Roma - Renato Rascel
    Mentre in America il nuovo modello di adolescente proposto dai nuovi rockers americani e dai film è il giovane ribelle solitario e delinquente precoce, in Italia spopola un brano che inneggia alle bellezze della città eterna in chiave turistica ed un po' pappagallistica. Comunque un classico della canzone italiana nel mondo, non a caso uno dei favoriti da interpreti italo-americani come Dean Martin, Mario Lanza, Connie Francis, Mantovani, Jerry Vale e Perry Como.

  2. Whatever Lola wants - Sarah Vaughan
    Splendido tango in salsa blues da parte di una delle vocalist che hanno fatto la storia del jazz. Ripreso recentemente in una versione remix dei Gotan Project e portato al successo dopo 50 anni dalla sua uscita.

  3. I love Paris - Les Baxter
    Tra le decine di versione di questo classico di Cole Porter, abbiamo scelta quella orchestrale di uno dei maestri dell'easy listening, Les Baxter. In Italia quella che ebbe più successo fu quella di Georgia Gibbs.

  4. Cry - Johnnie Ray & The Four Lads
    Johnnie Ray, l'anello di congiunzione mancante tra Frank Sinatra ed Elvis Presley nella storia della musica pop americana. Ottenne un successo vertiginoso negli States nel 1952 con questo pezzo che anticipava diversi stilemi del rock'n'roll e che risulta godibilissimo anche ascoltato ora.

  5. Mannish Boy - Muddy Waters
    Introdotto da 5 note che costituiscono il riff di blues più famoso della storia della musica, si tratta di un riarrangiamento di un pezzo di Bo Diddley (I'm a Man) che risollevò le sorti del grande bluesman nel 1977 grazie ad una eccezionale versione contenuta nell'album HARD AGAIN, sino ad essere utilizzato in uno spot della Levi's nel 1988. Ripresa centinaia di volte si nella versione di Diddley (Yardbirds, 1967) che di Muddy (Jimi Hendrix, 1970).

  6. I got a woman - Ray Charles
    Costruito su di un pezzo gospel (Jesus is All the World to Me), risultò in un mix esplosivo che sarebbe divenuto noto successivamente come "soul" di cui Charles risultò uno degli "inventori", avviando una strepitosa carriera. Il brano è uno dei classici di tutti i tempi, di cui si contano centinaia di cover tra cui quelle di Elvis Presley, Beatles, Monkees, Jerry Lee Lewis, Them, Bill Haley, ecc.

  7. Johnny Guitar - Peggy Lee
    Dalla colonna sonora del film-cult omonimo di Nicholas Ray, una splendida ballata egregiamente interpretata da Peggy Lee che aggiunse il testo alla musica dei titoli di testa di Victor Young.

  8. Bo Diddley - Bo Diddley
    Uno dei pezzi più "saccheggiati" della storia del rock, tant'è che influenzò un'intera schiera di canzoni cui venne data l'etichetta di "bo diddley beat". Bo Diddley è un autore cult presso gli addetti ai lavori anche se non ottenne mai i fasti commerciali arrisi ad altri suoi colleghi quali Chuck Berry.
Oltre ai precedenti pezzi, scelti collettivamente dal nostro team, è doveroso segnalare i seguenti ulteriori brani di eccellente fattura. Intanto c'è una serie di brani dei grandi compositori americani, ad iniziare da Cole Porter (I Love Paris, tratto dal musical Can Can e qui segnalata nella versione di tale Georgia Gibbs), e continuando con la coppia Adler-Ross, qui presente con Hey There interpretata da Rosemary Clooney e, sopratutto, con Whatever Lola Wants in una splendida interpretazione di Dinah Shore. Altri brani di respiro "classico" sono Learnin' the Blues dell'immarcescibile Frank Sinatra, all'epoca all'apice della sua forma e Let Me Go Lover interpretata da Joan Weber.

Molto gustosi diversi pezzi "Very Fifty" dovuti al sardonico Dean Martin (The Naughty lady of shady lane), al gruppo dei Crew-cuts (Shboom Shboom), Everyday (I Have the Blues) di Count Basie con la voce di Joe Williams e Sincerely dei Moonglows. Inoltre, due veri e propri classici: Ain't That a Shame di Fats Domino e Sixteen Tons di Tennessee Ernie Ford.

E a proposito di classici, non potevano mancare due celebri canzoni napoletane, genere ancora molto popolare ed attivo nei '50: 'Na voce 'na chitarra e 'o ppoco 'e luna del crooner partenopeo Roberto Murolo e Scapriciatiello di Aurelio Fierro.

Articolo precedente della serie: Hit Anno per Anno: 1956

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Why was Cry by Johnnie Ray No.4 in 1955 in Italy. Song was released in USA in 1951.
Comment se fait-il que Cry soit devenu No.4 en 1955 en Italie. La chanson est sortie en 1951 au USA.
Merci

maurice ha detto...

Why was Cry by Johnnie Ray a No. 4 in Italie in 1955. Cry was a US hit in 1952. Pourquoi Cry de Johnnie Ray, No.4 en Italie en 1955 alors que Cry etait un Hit au USA en 1952. Merci

chartitalia ha detto...

Maurice,
the record market was almost strange here in Italy (and charts too). At 78 rpm time there was a strong delay between the availability of the products in foreigner and local countries.

Thanks for your interest.

Posta un commento

Tu sei libero di dire quello che vuoi. Io sono libero di cancellare quello che voglio. In particolare, i commenti ingiuriosi e/o stupidi si autocancelleranno. I commenti anonimi sono tollerati ma ti invitiamo ad apporre almeno una sigla come riferimento.