29 aprile 2007

Lotta a contraffazione e pirateria. Firmato DS

Guardate bene la faccia qui a fianco. E' quella di tale Nicola Zingaretti. Chi è costui? Beh, potremmo ricorrere alla autocelebrativa presentazione che lui stesso fa sul suo sito, ma per i più frettolosi riassumiamo noi. Attualmente è un europarlamentare fatto eleggere dai DS nella circoscrizione centro, ex consigliere comunale romano, ex segretario della Sinistra Giovanile, ex segretario della federazione romana dei Democratici di Sinistra. Bene, costui è stato il relatore di una delle tante malefiche direttive europee, nota con la sigla IPRED2, che lui orgogliosamente definisce come Rapporto Zingaretti.

"È una scelta senza precedenti e un passo decisivo verso il completamento del mercato unico europeo. Ma anche, e soprattutto, una decisione che ricolloca l’Europa sul binario della competitività e dello sviluppo". Queste le parole usate da questo squinternato burocrate per illustrare uno dei provvedimenti più repressivi scritto di sana pianta dalle potenti lobbies che voleggiano intorno al Parlamento europeo.

Questi sono invece gli effetti della suddetta direttiva: blindatura dei contenuti e dell'hardware, maggiore potere alle major dell'intrattenimento, tracking dei cittadini, obbligo per gli Stai membri di prevedere sanzioni massime mai inferiori ai quattro anni di detenzione e multe dai 100.000 ai 300.000 euro. Per tutelare cosa? I diritti di proprietà intellettuale!!!

A leggere le trionfali dichiarazioni di questo "rappresentante del popolo", si ha l'impressione che non abbia la più pallida idea della direttiva di cui è stato relatore. Se qualcuno lo conosce o addirittura gli ha dato il suo voto, sarebbe il caso di fargli pervenire le perplessità di un magistrato esperto di cose informatiche, Giuseppe Corasaniti che qui ci limitiamo a riprendere.

1. La Direttiva interviene in materia penale imponendo agli Stati un diritto penale minimo in materia di contraffazione senza che vi sia un quadro chiaro di riferimento delle norme che definiscono la contraffazione stessa ,ed anzi unificando violazioni di marchio, e di diritti d'autore (copyright).

2. La Direttiva abbandona inspiegabilmente, per quanto riguarda il copyright, un concetto finora chiaro a livello europeo come la "scala commerciale" e cioè la produzione di più esemplari di prodotti abusivi (su scala) nell'ambito di una attività commerciale (produttiva) organizzata, finendo per confondere il danno alle imprese emergenti- in termini di mancata vendita di prodotti originali - con quello che invece è l'ambito del mercato "abusivo" digitale che ha diverse sfumature e diverse tipologie, non solo rientranti nel peer to peer (ad esempio lo streaming video, la condivisione di files, il link), sono evidenti i rischi di ambiguità terminologica che possono trasformarsi in pericoli effettivi per le libertà individuali nell'Unione ed in forme di controllo massivo sui consumi multimediali, per di più affidato anche a soggetti privati.

3. La Direttiva impone agli Stati di agire penalmente non sulla base di una dichiarazione di volontà della parte interessata (querela) come sarebbe stato logico, trattandosi di interessi privati, ma nel contempo affida proprio ai soggetti privati un ruolo diretto nelle indagini, che non è neppure limitato, come sarebbe stato altrettanto logico, al riconoscimento dei prodotti contraffatti ed all'ausilio tecnico delle autorità, ma finisce per diventare di fatto un ruolo di impulso e indirizzo in contrasto con i principi generali del diritto comune.

4. La Direttiva sembra sottovalutare che l'ampliamento improprio del suo contenuto al copyright comporta seri rischi di violazione dei principi di tutela della privacy dei consumatori di prodotti multimediali con riguardo ai dati personali che possono essere raccolti, trattati per controllare scelte di consumo e usi non espressamente autorizzati dai detentori dei diritti, in contraddizione con l'art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani e in contrasto con la normativa europea sui dati personali, per di più, apparentemente, senza avere raccolto sul punto le opinioni delle associazioni dei consumatori come dei Garanti europei sul trattamento dei dati personali.

5. La Direttiva si pone apparentemente in contrasto con la convenzione sul Cybercrime del 2001 (sottoscritta proprio dall'Unione Europea) all'art. 10 in tema di violazioni al copyright quanto a contenuti e eccezioni che gli Stati possono prevedere.

6. La Direttiva non istituisce né suggerisce la specializzazione per le forze di polizia e per la magistratura anche di fronte ad un fenomeno criminale come la contraffazione organizzata dalla criminalità analogamente con quanto avviene per il contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali, finendo per affidare (solo) ai soggetti privati un ruolo improprio ed in potenziale conflitto di interessi, specie con riguardo a fenomeni articolati come le importazioni parallele.

7. La Direttiva non è utile ai singoli Stati, per come è stata concepita, né introduce tecniche di indagine nuove o particolari forme di effettiva cooperazione europea basate sul controllo delle importazioni e sulla elaborazione dei relativi dati nell'ambito del mercato europeo, mancano per esempio strumenti specifici di indagine che ben avrebbero potuto costituire un effettivo deterrente per le pratiche effettivamente criminali (controlli sui dati fiscali e di importazione).

8. La Direttiva, unificando contrasto alla contraffazione e abusi in materia di copyright finisce per confondere pericolosamente i due fenomeni e rischia di attenuare, e non di rendere più efficace, il contrasto alla contraffazione criminale: sarebbe utile, ma non vi è stata, una distinzione che chiarisca espressamente che essa si applica alle violazioni del copyright solo, come sarebbe utile e logico, quando essere riguardano la produzione commerciale di prodotti multimediali contraffatti, comunque distribuiti.

9. La Direttiva non è stata preceduta da una completa analisi economica e sociale del fenomeno della contraffazione, risultando evidente che, come dimostra proprio l'esperienza italiana dove dal 2000 sono state introdotte sanzioni penali e amministrative già in linea tendenzialmente con le nuove prescrizioni, che l'inasprimento delle sanzioni non ha comportato alcuna diminuzione delle statistiche riguardanti proprio la contraffazione e le violazioni del copyright.

10. La Direttiva non istituisce centri indipendenti e istituzionali di analisi, referenti dell'Unione e semmai collegati organicamente con il mondo della ricerca, ai quali affidare l'analisi del fenomeno e della sua evoluzione in ambito nazionale ed europeo, in rapporto alle concrete realtà della evoluzione dei metodi del commercio e delle tecnologie analogamente, ad esempio a quanto è stato previsto proprio in materia di criminalità e sicurezza informatica.

In più questo sciagurato ignorantone di cose della rete, va trionfalmente asserendo "niente carcere per il download", al solito, senza avere la più pallida idea di quello che va dicendo. Tutti i programmi più avanzati di download, quali eMule e BitTorrent, nel mentre che scaricano mettono immediatamente in condivisione quello che si scarica, rientrando quindi nella fattispecie della condivisione pubblica, ed uscendo quindi dalla sfera del privato.

Morale della favola: col pretesto della lotta alla contraffazione delle scarpe italiane da parte dei cinesi, questo disastro regala ulteriore blindature ai dententori dei diritti di proprietà intellettuale, con nulli effetti sulla lotta alla contraffazione professionale ed esponendo ad ulteriori rischi i semplici utenti (si pensi all'effetto devastante di semplici link unito alle inserzioni pubblicitarie in stile Google).

Insomma, un disastro. E la cosa più triste è che questo disastro porta la firma di un italiano, e di sinistra. Ma ancora più triste è che la Sinistra lo fa, non per difendere biechi interessi di lobbysti, ma per semplice, banale, pura, imbecillità.


"Lotta alla contraffazione " Compilation

VEROFALSO - Paolo Meneguzzi
Il VERO E IL FALSO - Giorgio Gaslini
SARA' FALSO SARA' VERO - Edoardo Bennato
JENNY DEI PIRATI - Lotte Lenya
SONO UN PIRATA SONO UN SIGNORE - Julio Iglesias
NEL COVO DEI PIRATI - Edoardo Bennato
BACICCIA IL PIRATA - Piccolo Coro dell'Antoniano
LI PIRATI A PALERMU - Rosa Balistreri
I PIRATI - Otello Profazio
GIOVANE COGLIONE - Manuel Agnelli

6 commenti:

AntroPippo ha detto...

Qualche precisazione è doverosa:

Non si tratta - fortunatamente - di una direttiva bensì di una proposta di direttiva del parlamento europeo. Da qui ad essere approvata, ed a essere approvata così com'è, ce ne passa.

Questa proposta - seppur grave - è stata votata a larga maggioranza, una maggioranza che ricordiamo al PE è appannaggio della destra. E questa vittoria è sopratutto della destra, in quanto i pochi oppositori sono per il 90% di sinistra (radicali, comunisti, verdi), per il 10% partiti e spiriti liberi. Ha dichiarato il radicale Cappato: “…Rischiare di criminalizzare decine di milioni di cittadini si traduce in una politica lontana dalla realtà e controproducente anche rispetto all'obiettivo di contrastare le organizzazioni criminali”. E sappiamo tutti da che parte -politica- sta la lobby dell'industria musicale, e non è a sinistra.

Ho fatto un pò di ricerche. Questa legge (di merda) recita chiaramente "Fino a quattro anni di reclusione per i reati di pirateria e contraffazione SE vengono commessi nell'ambito di un'organizzazione criminale OPPURE comportano un rischio per la salute o la sicurezza delle persone.".
Vengono esplicitamente esclusi coloro che scaricano da Internet per uso personale, venendo istituito il parametro di SCALA COMMERCIALE : "i paesi membri dovranno quindi considerare un reato penale tutte le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ma solo se condotti con finalità e su scala commerciale".

Una legge che, scommettiamo?, cambierà davvero poco nello status quo della condivisione file italiana (che è quello che qui interessa), dove quella che farà fede resterà la legge Urbani.

gloucester ha detto...

Sotto il titolo PARADOSSO:
Mentre l'intelligenza è presente quasi esclusivamente a sinistra (il postulato è: una persona intelligente non può non avere idee di sinitra), l'idiozia alligna in modo indifferenziato dappertutto, a destra e a sinistra.
(Si consiglia per l'ascolto o la danza - a scelta: I'M WITH STUPID, The Pet Shop Boys; ma anche uno di quei pezzi con titoli favolosamente lunghi con cui Morrissey ci deliziava una quindicina di anni fa, e.g.: YOU'RE THE ONE FOR ME, FATTY oppure SUCH A LITTLE THING MAkES SUCH A BIG DIFFERENCE).

Anonimo ha detto...

l'incompetente è il fratello di uno dei tanti attori che non valgono un accidente.dinasty??

AntroPippo ha detto...

Zingaretti l'attore è uno dei migliori che abbiamo in Italia: probabilmente (sicuramente) lo conosci solo come Montalbano e non l'hai mai visto in Alla luce del sole, Il branco, Vite strozzate, Perlasca e ora in Mio fratello è figlio unico.
Ciò non toglie che il fratello si stia dimostrando un cretino.

Verdier ! ha detto...

Zingaretti come attore è una merda. Se lavora è perchè ha il fratello in politica. Difatti ha sempre lavorato grazie agli amici romani cineasti di Veltroni .
Recita come Marianna La Va In Campagna. Però siccome non abbiamo NESSUNO neanche nel settore cinematografico (difatti lavorano grandi attrici e attori come Ambra, la Gerini, Walter Nudo, La Arcuri, Mastrandrea etc.) uno che pelo pelo 15 anni fa sarebbe arrivato a fare la comparsa, diventa quasi un padre putativo del cinema italiano. Pensa un pò a che livello infimo siamo!

Anonimo ha detto...

per questo sig. Zingaretti è proprio il caso di dire: la madre degli imbecilli è sempre incinta! Ogni commento è superfluo....
Nota: magari fare un'emendamento per costringere lor signori delle lobby ad abbassare i prezzi di musica, giochi e film no è?

mastino65