03 aprile 2007

SCONSIGLI per gli aquisti: PIPER CLUB

No, non è un refuso. Stavolta è proprio così: sconsiglio e non consiglio.
E’ appena uscito – per la BMG – un quadruplo album antologico che celebra il Piper. L’album di per sé rappresenta una piccola incognita; probabilmente avrebbe dovuto vedere la luce due anni fa, quando il locale di Via Tagliamento compiva i 40 anni, ma per strane esigenze commerciali (?) o editoriali (??) arriva nei negozi solo adesso. Diciamo subito che la lista delle canzoni non è da buttare via.

Per una volta si è voluto fare qualcosa di differente dalle solite cialtronate dei discografici italiani che demandano ad altri le consulenze musicali del caso. Spesso queste persone sono degli pseudo-esperti di musica italiana, ma nella realtà sono soltanto dei piccoli ammiratori di provincia di questa o quella cantante e si dannano l’anima per diventare i depositari assoluti dell’argomento. Difatti anche in questo album ci sono delle inesattezze da far accapponare la pelle. Che adesso vediamo una per una.

Intanto cominciamo col dire che alcune canzoni avrebbero potuto risparmiarcele. Quali? Beh, canzoni che abbiamo da vent’anni in altre centomila compilation e raccolte di successi vari. Tipo RAGAZZO TRISTE, YEEEEEEHHH!, PRENDI LA CHITARRA E VAI, IO HO IN MENTE TE. Basta! Non se ne può più! Capisco che siano molto attinenti al tema trattato, ma perché non proporre canzoni leggermente meno sputtanate di quelle? Ad esempio, la versione di THE PIED PIPER di Patty Pravo, retro di RAGAZZO TRISTE e che sarebbe rientrata perfettamente nello spirito della raccolta, considerando il titolo dell’antologia?

In tutto ci sono quattro inediti. Tre di Patty Pravo ed uno dei Rokes. O almeno così dovrebbe essere. Il perchè lo stiamo per svelare. Il primo cd è di soli brani editi. La traccia 12 è segnalata come SOGNANDO LA CALIFORNI . Proprio così. Senza la A finale. Vabbè, sarà un errore banale, ma perché non avere più cura? Prima di dare tutto alla sezione grafica, si dovrebbe quantomeno fare un’attenta revisione delle bozze. Questo è quanto si fa normalmente nel mondo (blog a parte... dove si privilegia la immediatezza alla forma).

La traccia 11 è la versione italiana di I SHOULD HAVE KNOWN BETTER dei Beatles cantata da Dino. La canzone è del 1964. Il Piper non c’era ancora. Per lo più è un surf. Se all’apertura del Piper il complesso sulla pedana avesse suonato un surf o un ballo qualsiasi di moda soltanto l’anno prima, il Piper non sarebbe diventato quello che poi è diventato, cioè un locale che è entrato nella leggenda. Il Piper era sinonimo di novità assoluta, in tutto. Senza considerare che quello che oggi parrebbe normale, come il programmare una canzone di 15-20-30 anni fa, allora era ASSOLUTAMENTE impensabile. Anche se era solo di un anno prima. Di Dino avrebbero potuto mettere qualsiasi cosa tra il 1965 e il 1967. Ma non quella specifica canzone.

La traccia 15 è GIRA GIRA di Rita Pavone. Ho pensato: vuoi vedere che stavolta hanno fatto un bel lavoro e l’hanno masterizzata come si deve? Macchè! La versione inclusa è la stessa che gira da circa vent’anni in tutti i cd. Rispetto alla versione a 45 giri, infatti, si tratta di un mixaggio mal riuscito (e che non si è mai provveduto a rifare) nel quale la voce della cantante è troppo in evidenza rispetto alla base troppo bassa.

La traccia 16 è davvero anacronistica . MAMA, PAPA dei Cyan (non più Cyan Three). La canzone è del 1972 ed era stata in origine cantata dal gruppo olandese dei Cardinal Point. La versione dei Cyan arrivò in classifica anche in Sudafrica ma di questo, nelle note, non v’è traccia. Anacronistica perché l’anno 1972 e il Piper non hanno molto in comune. Il Piper cambia veste già nel 1970. La moda, insieme alle abitudini della gente era già cambiata da un pezzo. Perché l’hanno inclusa? Mah!

La traccia 17 è SEE SAW, uno dei balli in voga nel 1966. Il gruppo che la presenta su singolo ARC è denominato The Group. In realtà è Lucio Dalla. Lo sanno in pochi e, evidentemente, non lo sa neanche il curatore che non ne fa cenno.

La traccia 18 è LA LIBERTA’ dei Mat 65, gruppetto beat in forza alla Ri.Fi, che col Piper ha poco da spartire se non fosse che entrambi sono contemporanei. I Mat 65 sono molto più indicati per un’eventuale raccolta sul Paip’s , se qualcuno alla BMG sapesse cos’è. Comunque sono sempre citati come MATT, con due T. Come Matt Damon. O come matto senza O. Che è il paragone più azzeccato. Passiamo al disco due.

C’è il primo inedito. La traccia è la numero 5 ed è la versione italiana di MASSACHUSSETS dei Bee Gees cantata da Patty Pravo. Carina e curiosa. Buona scelta. Come buona è la scelta di mettere un artista come Tony Raico che canta un brano tratto dalla colonna sonora LA RAGAZZA CON LA VALIGIA. Di lui non ho mai trovato niente su cd. Voce rauca alla Santino Rocchetti, modulata alla Mario Musella degli Showmen. Base leggermente r’n’b. Se proprio volessi fare un appunto avrei scelto - di lui - la versione italiana di ELOISE, molto più convincente di quella inclusa qui.

Altra canzone totalmente fuori tema: COSI’ COME SEI di Dino. Un hully gully! Nell’era del Piper, suona come una bestemmia. Possibile che non abbiano pensato a canzoni come IL RAGAZZO DI GHIACCIO, MA C’E’ UN MOMENTO DEL GIORNO, CHI PIU’ DI ME, IO MI SVEGLIO A MEZZOGIORNO, etc.? Erano certamente molto più attinenti al periodo trattato.

Una mossa intelligente? Includere BA BA BA BA dei Satelliti. La versione italiana di una delle canzoni più “beat” di tutto il periodo: WITH A GIRL LIKE YOU dei Troggs. Canzone difficile da trovare in cd anche se l’esecuzione del gruppetto in forza alla Ricordi fa rimpiangere e di molto! - il timbro inconfondibile del lead vocal dei Troggs, Reg Presley.

Disco tre: la seconda canzone è il bellissimo rendimento di Gepy di BABY, NOW THAT I’VE FOUND YOU dei Foundations. Il titolo è BABY, E’ UN’ABITUDINE. Esiste già in digitale, ma una volta di più non fa male. La terza traccia è un inedito: la versione RESPECT di Patty Pravo (in italiano) che se non vado errato ha cantato in un film del periodo. Diciamoci la verità: è bruttina. Ma è un inedito. E ben venga.

La quarta canzone è I MIEI GIORNI FELICI, versione italiana di CHAPEL OF DREAMS dei Dubs incisa da Wess, smarcatosi da pochissimo dagli Airedailes di Rocky Roberts per intraprendere una fortunata carriera da solista. Che c’è di strano? Niente, visto che al Piper, frequentato anche dai “matusa” (come si diceva allora), i lenti andavano molto, specie dopo 15 shake filati. Ma a scriverla non è stato tale Piero Calabrese, come è segnalato nei crediti. Ma Giorgio Calabrese. Forse il curatore pensava con estremo amore al direttore di Panorama, Pietro Calabrese o al cantante della Bottega Dell’Arte Piero Calabrese. Che all’epoca della canzone – fine 1967, anche se il successo lo conobbe nell’estate ’68, aveva solo 11 anni. E sono arcisicuro che il curatore del cd neanche sappia chi in realtà sia Piero Calabrese. Svista clamorosa.

La traccia 12 è CAMBIA TATTICA di Ricky Gianco. Sarebbe FROM ME TO YOU dei Beatles, nella vergognosa versione del cantante milanese. La canzone è dal 1963 (stesso discorso: cosa c’entra con il Piper?), ma nel libretto interno è datata 1967 !!

Eccoci alla canzone numero 16. Anche qui siamo di fronte ad uno sbalzo temporale (e musicale) di grosse dimensioni. L’ESERCITO DEL SURF di Catherine Spaak. Canzone dichiaratamente surf sin dal titolo, anno di grazia 1964. C’è poco da dire: uno che conosce il mestiere, questi errori grossolani non li fa. Qui siamo di fronte a “miracolati” che da fruitori di musica diventano (per mancanza di materiale umano valido) dotti conoscitori. E la cosa, oltre a darmi fastidio (in quanto anch’io consumatore) mi fa anche un po’ incazzare: pretenderei più rispetto per il pubblico.

Eccoci al disco numero 4. La prima canzone è IN MEZZO AI GUAI, di Boncompagni e Jimmy Fontana, cantata dall’allora diciassettenne Renato Zero. Anno di grazia 1967. La traccia numero 3 è un’altra delle (rare) scelte intelligenti: UN FENOMENO COME TE dei Four Kents, sigla del programma NON SPARATE SUL CANTANTE. Introvabile.

La numero 6 è la cosa più assurda che mi sia capitata! Una canzone chiamata I MINUTI CONTATI, sul disco viene segnalato come brano inedito dei Rokes. Ma cosa? Ma dove? Dove li trova i Rokes in questo brano, il saggio curatore della raccolta? Ma li conosce, i Rokes? Sa la differenza che passa tra la pronuncia italiana strascicata di Shel Shapiro e quella di un cantante del nord Italia? Mettiamo caso che volessi comprare il quadruplo cd SOLO per l’inedito dei Rokes. Sborso i miei 29,90 euro e quando vado a casa, invece di sentire Mike, Shel, Bobby e Johnny, mi arriva la voce flautata di MARIO ANZIDEI!!!! Beh, come minimo vorrei indetro i miei soldi. Cara BMG e caro curatore, mi scambiate Mario Anzidei per i Rokes! Una delle più grandi “sòle” di tutti i tempi. In un paese normale (per parafrasare un politico italiano) uno così perderebbe il suo posto(usurpatissimo!) di SUPER-ESPERTO nel momento stesso in cui il disco fa cu-cù nei negozi. Ancora più tragico se si pensa che neanche da Mario Anzidei si tratta di un inedito: il singolo – accoppiato a NON M’IMPORTA - è uscito nel 1964 su etichetta ARC!

Sarebbe inutile aggiungere tutti gli altri errori e le omissioni di cui questa raccolta può vantarsi. Ma andiamo avanti. La traccia 20 è PER CONQUISTARE TE, cantata da Paolo & I Crazy Boys. Canzone cantata in triplice esecuzione al Festival Delle Rose 1967 (oltre al complesso citato, la cantarono Rocky Roberts ed Anna Marchetti). Beh, essendo del 1967, va da sé che non può essere datata 1966, come troviamo sul libretto.

Il quale libretto è una miniera di errori. Victor Sogliani dell’Equipe 84, per questi analfabeti, diventa Sogliano, con la o al posto della i. La frase più bella è “viene inventato lo shake”. Cos’è, un elettrodomestico per venire “inventato”? Ma che lingua parlate, cari esperti della BMG? Lo conoscete l’italiano? E poi, di grazia, dove viene inventato lo shake? Al Piper? Già esisteva, purtroppo.

Le Kessler vengono definite “giunoniche”. Non so nella vostra stramba lingua cosa possa significare il termine giunonico, ma in Italia, nonostante la buona volontà, non lo si può accostare alle Kessler. “Giunonica” è Jane Maysfield, Anita Ekberg. Le Kessler sono “soltanto” alte. O Imponenti. Ecco, forse volevate dire “imponenti”, cercando però di usare un altro termine che il vostro striminzito vocabolario da paese depresso non vi suggeriva. Usate i termini che conoscete, è meglio. Per farvelo capire meglio: parla come magni.

I Senate (The Senate di Tony Mimms) vengono storpiati per due volte in Senade, con la D. I Sopworth Camel, nel libretto, perdono la H che ritrovano nel retro copertina. Insomma, una tragedia.

Così non va. Non si può prendere per il culo il consumatore medio in questo modo, dando informazioni sbagliatissime, barando su inediti che inediti non sono, scambiando l’incolpevole Mario Anzidei per i Rokes e storpiando nomi a destra ed a manca. In altri momenti questa serie di errori vi sarebbero costati tantissimo. Ma siamo in un’epoca di cialtroni, dove anche i ragli del primo asino che parla riescono a salire sino in paradiso.

Cari esperti della BMG, fate una bella cosa: cambiate mestiere.
Fate qualsiasi altra cosa, che so, le mozzarelle, impegnatevi nella pastorizia. Tanto, ormai è appurato, questo di lavoro proprio non lo sapete fare.

Con molta poca stima,
Christian Calabrese

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Ignoro parecchio della storia del Piper, ma per quanta musica abbiano voluto suonarci, dubito che qualcuno abbia fatto meglio dei Genesis. Giorni fa riascoltavo quella loro performance e a distanza di anni è ancora assolutamente magnetica.

Cesare ha detto...

Premetto che non ho acquistato il cofanetto in oggetto,ma un mio carissimo amico fiorentino l'ha procurato per sè e mi ha promesso che mi farà avere in copia masterizzata i pezzi più desueti. Ad ogni modo,più e più volte l'amico succitato mi ha fatto notare le inesattezze evidenziate qui ufficialmente dal nostro enciclopedico Christian...e non solo quelle. Pare infatti che vi sia pure "Walk into my life",proposta nel film del 1966 "Le fate" da un fantomatico Rick Mantovani che doveva essere il nome fantasma di Teddy Reno in odor di matrimonio con Rita Pavone,ma-inspiegabilmente-in edizione strumentale,laddove nei credits risulta proprio il nome di Mantovani. Che abbiano fatto confusione con il...celeberrimo direttore d'orchestra italo-britannico (che di nome faceva Annunzio Arturo)? Valli a capire,er Sor Leandro e tutto il cucuzzaro...

Anonimo ha detto...

già due anni fa era uscito un doppio cd a mio parere meglio concepito.forse christian se l'è perso.

Christian ha detto...

No, non me lo sono affatto perso. Solo che lì, nel primo doppio antologico cd, le cose erano state fatte con cognizione di causa. Qui no.
Per Cesare: infatti, Rick Mantovani ERA Teddy Reno anche se qui - stranamente - viene usato per dare un nome ad un fantomatico direttore d'orchestra. Che potrebbe anche essere Stelvio Cipriani, all'epoca factotum di Rita.

Cesare ha detto...

Sai,Christian,chi era quel "fantomatico" direttore d'orchestra ? Un certo Armando Trovajoli...e scusa se è poco.

cattivella ha detto...

Sì l'inedito dei .... "Rokes" (!) è riportato anche su una famosa rivista di collezionismo musicale, in un articolo sulla discografia Arc, numero 62, pag.25, riga 24. Ma il curatore non è anche il direttore della stessa rivista?

Alessandro ha detto...

Complimenti per l'ottimo blog, che ho appena scoperto e che ho subito inserito tra i miei preferiti!

Ero indeciso se acquistare o meno questo cofanetto, ma adesso credo che me ne terrò alla larga. Purtroppo già so come lavorano i signori di Sony BMG, se la gente non compra i dischi è per colpa del personale incompetente che lavora nelle sedi italiane delle major. Puoi farti fregare una volta, due, alla terza ci pensi bene prima di buttare via i soldi.

Anonimo ha detto...

Io ho trovato il cofanetto eccezionale. Tu sputi sentenze in faccia a molti. Ma chi sei per poterlo fare? Secondo me pecchi di presunzione. Non sei nessuno. Bye bye! Marco de Roma

Anonimo ha detto...

Ammazza che acredine hai verso il curatore del quadruplo cd del Piper!Ci deve essere un motivo se dai risalto (per esempio) pure ad un errore nel cognome di Victor Sogliani. Chissà, forse avresti voluto essere tu il curatore ma ti hanno 'trombato', perchè non eri all'altezza! Ecco allora il dente avvelenato. Sei troppo critico. A me è piaciuto e me lo sono gustato senza ravvisare tutti i lati negativi che hai elencato. Io ho vissuto di persona il Piper degli anni Sessanta pertanto per me il cd è stato un piacevolissimo tuffo in quel magico locale.
Stammi bene, critico dei miei stivali e...curati il dente! Barbara & Diego

Anonimo ha detto...

CARO CHRISTIAN, HAI RAGIONE DA VENDERE!!!
NON COMPRERò IL BOX. SE SI DEVE IMPREZIOSIRE UN DISCO A SUON DI CAZZATE E FALSE NOTIZIE, CI RINUNCIO.
MI SORPRENDE (MA NON PIù DI TANTO, SIAMO IN ITALIA) CHE CI SIANO I SOLITI AI QUALI VA TUTTO BENE, MA SI', TANTO è LO STESSO, COSA STAI A GUARDARE L'ORTOGRAFIA... IL TUTTO A 30 EURO SONANTI!!! PROPRIO VERO CHE CI MERITIAMO I POLITICI CHE ABBIAMO !!! (SIAMO SUPER GONZI COMUNQUE).
BRAVO CHRISTIAN.
ROBERTO - VENEZIA

Anonimo ha detto...

E vai ! Addosso alle major che inglobano e appiattiscono il mercato. Hai detto bene comunque, se si tratta di una raccolta aprticolare come questa meglio essere filologici e precisi.. Ma da una major cosa ti puoi aspettare ? Lo sai chi ci lavora ? La figlia dell'editore, il nipote di quello... Io conoscevo una ragazza con la passione per la musica e una conoscenza approssimativa del panorama contemporaneto. Figlia di un direttore di una testata sportiva, ha fatto carriera alal grande come esperta musicale.. in italia va il nepotismo.