27 aprile 2007

Tutti i nodi vengono al pettine ovvero Pippo Franco e CHI CHI CHI CO CO CO

E' proprio vero che tutti i nodi vengono al pettine. Sarà anche un luogo comune ma in questo caso è la pura sacrosanta verità, per dirla alla Tony Renis.
Stavo cercando qualcosa da ascoltare, qualcosa di strano. E mi è caduto l'occhio su un cd di pezzi vari stranieri fatto qualche mese fa e ancora mai sentito.Perchè se non faccio anche una copertina adeguata per ogni cd fai-da-te, non riesco neanche a metterlo nel lettore! Continuando con le frasi fatte anche l'occhio vuole la sua parte. Via la prima canzone, via la seconda... e alla terza, zip!, mi si drizzano le orecchie.

Ma questa è CHI-CHI-CHI-CO-CO-CO di Pippo Franco (anno 1983)! Mentre qui a cantarla sono i Black Blood & Thembi, su disco Durium del 1976. Il titolo è KIRIE KIRIO accreditata a Kluger-Vangarde-Perdone-Kalenga. Allora vado a prendere il disco di Pippo Franco che viene accreditato allo stesso Pippo Franco, a Fantone, Demcek e Cecconi. Praticamente nessuno degli autori del brano originale è citato sulla (chiamiamola) cover.

Questo, solitamente si chiama "furto". Non so a casa di Pippo Franco, ma a casa mia, sì. Avranno detto: ma ti pare che qualcuno vada mai a riprendere quel disco uscito 7 anni fa e che non ha mai ascoltato nessuno e che magari poi ce lo rinfaccino pure? I signori sono serviti!

P.S. Un grazie a Massimo per il suo lavoro.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Finalmente uno squarcio di verità su uno dei capitoli più bui della storia italiana moderna. Un mistero che a differenza di altri, non vedrà i suoi criminali registi, rimanere occulti.

Gianluca ha detto...

A casa mia si chiama "plagio-contraffazione" :-) ...visto che il "furto" è oggettivamente un'altra cosa.

Michele C. ha detto...

questo plagio l'ho già segnalato su www.plagimusicali.net! ;-)

ciao! :-)

Michele C. ha detto...

1 consiglio per Christian/Verdier!.
Visto che tu hai già fatto un articolo simile su Cocciante(vedasi "Riccardo Cocciante,ovvero come copiare una canzone e farla franca per 28 anni") perchè non chiami questa "serie" di articoli magari "plagi clamorosi" o "plagi passati inosservati"?

PS:le 2 canzoni si somigliano una cifra,altro che i plagi di Zucchero o Michael Jackson VS Albano o Vince Tempera VS Boney M!!!

chartitalia ha detto...

@anonimo del 1° commento:
ma che fai, stai a cojonà?
beh, comunque non male: mi sembra un modo spiritoso di prendere per il culo; decisamente molto meglio che sbraitare il proprio dissenso
1 saluto

maria luisa ha detto...

E' anche furto, Gianluca, anche noi abbiamo studiato un po', ma il buonsenso a volte funziona meglio delle fattispecie giuridiche....

Anonimo ha detto...

La domande che mi pongo: mai ti fai i cd con brani che non hai mai sentito? Li peschi a caso?

Gianluca ha detto...

@ Maria Luisa.
Ci spieghi - visto che hai studiato anche tu un po' - perchè, oltre ad essere plagio-contraffazione, l'usurpazione dell'opera dell'ingegno altrui sarebbe anche furto?

Ah... intanto che ti trovi, spiegaci pure come funziona il "buonsenso" (tuttattaccato) in funzione di norma incriminatrice penale.

Restando in attesa di una colta e convincente risposta, ti ringrazio sin da ora per i chiarimenti che vorrai dispensarci.

P.S.
Non solo confondi le fattispecie, ma non riconosci neppure le emoticons. Beccati questa! :-)

maria luisa ha detto...

Visto che mi sfidi così carinamente (ma non tanto perché sotto sei acido, e anche presuntuoso) anche se la definizione non è giuridicamente (in questo caso) valida, direi, sulla base del senso comune, che se io mi approprio di una cosa scritta e creata da un altro, mettendo il mio nome, la sto rubando; inoltre nel momento in cui incasso dei diritti, questo mio ... furto si concretizza in un denaro che arriva nelle mie mani senza che io ne abbia diritto. Sicuramente un'opera non è un oggetto che io posso far scivolare da una tasca e portarmelo a casa, ma in qualche modo mi sono appropriata di una cosa non mia. Secondo il mio "buon senso" posso ben dire che chi fa ciò è ladro. Se dobbiamo intraprendere un'azione legale sicuramente, caro saputello, va benissimo il tuo "plagio-contraffazione"... Ti ringraziamo sempre per le tue puntualizzazioni; per il buonsenso tuttoattaccato, quando scrivo faccio come mi pare; per le emoticons (nel tuo caso tuo non modificavano il senso dell'intervento); le capisco, ma non mi piace usarle e non le userò mai.

Gianluca ha detto...

Cara Maria Luisa,
continua a stupirmi la tua arte della mistificazione.
Ricapitoliamo:

a) Christian ha atecnicamente (ma non erroneamente, da un punto di vista fenomenologico) definito il plagio come "furto";

b) Io, scherzosamente (ma non troppo), ho voluto sottolineare che tecnicamente non si tratta di furto ma di plagio-contraffazione, che oggettivamente è altra cosa. Tanto è vero che per il furto la pena prevista è quella della reclusione fino a tre anni, mentre per il plagio ci sono previsioni diverse (fino ad un anno di reclusione, in alcuni casi, fino a due anni in altri casi, fino a tre anni in altri ancora e fino a quattro anni nelle ipotesi più gravi);

c) sei intervenuta - perdonami, ma te lo devo dire - petulantemente per puntualizzare (in modo né tecnico, né atecnico... errato!) che la condotta dell'usurpatore di opera altrui non è solo plagio, ma anche furto;

d) ti ho chiesto di spiegarci perché l'usurpazione dell'opera altrui sarebbe anche furto;

e) con il tuo ultimo post - zeppo, more solito, di espressioni commendevolmente ricche di apprezzamenti positivi per il sottoscritto - affermi che "anche se la definizione non è giuridicamente (in questo caso) valida, direi, sulla base del senso comune, che se io mi approprio di una cosa scritta e creata da un altro, mettendo il mio nome, la sto rubando";

f) mi piace farti notare - come sempre, presuntuosamente - che la tua risposta smentisce la tua affermazione originaria (secondo la quale il plagio sarebbe anche furto) e conferma quanto da me detto.

g) mi piache, inoltre, farti notare (e qui mi voglio vendicare, guadagnandomi a giusto titolo - benché a posteriori - l'epiteto di presuntuoso) che probabilmente usi troppo frequentemente, ed in maniera del tutto indifferenziata, la congiunzione anche. Nel tuo primo intervento, infatti, anche aveva una finalità congiuntiva-additiva (cioè associava, in addizione, al plagio il furto: il reato - a sentir te - non era uno solo, ma due!); nel tuo secondo intervento, anche ha valore squisitamente concessivo e vale come benché, sebbene, nonostante. E invece che giustificare, rafforzare o spiegare l'anche del primo intervento, ne ribalta totalmente il senso e la portata. Come dire, cara Maria Luisa, che con il tuo primo anche hai affermato ciò che poi hai negato con il tuo secondo anche.

Lieto di essermi nuovamente confrontato con te, ti saluto con vivissima cordialità.

P.S.
Ah ...nel mettermi comodo, in attesa dei tuoi argomentati apprezzamenti, vorrei puntualizzare una circostanza. ...Hai ragione, forse appaio presuntuoso; ma so essere anche umilissimo e pronto a mutare le mie idee (la cui formazione è spesso molto difficile ed accidentata, non lo nascondo) di fronte a chi, nel confronto anche dialetticamente aspro, sia capace di esibire valide ragioni. Se non fossi convinto dell'utilità della discussione e fossi, come tu ritieni, solo presuntuoso, non starei qui a leggere i post ed i relativi commenti. E, credimi, imparo molto dalla lettura e vaglio argomenti cui magari non avevo avuto modo di riflettere per mio proprio conto.

Capita pure che, talvolta, non sia d'accordo con chi scrive e mi venga voglia di esprimere questo mio disaccordo. Però questa, cara Maria Luisa, non è presunzione, ma libertà di espressione del proprio pensiero. E costituisce la pietra angolare della democrazia.

Scolpiscitelo nel cervello.

maria luisa ha detto...

Io sto "discutendo" con te, non rifiuto la discussione, anzi la ritengo (tranne in qualche caso) sempre utilissima, perché anche quando si rimane delle prorpie idee, si sviluppa sempre una qualche energia, che forse non serve sempre alle due persone che discutono, ma può darsi che serva a qualcun altro. Io non ce l'ho mai con nessuno per principio, ma delle volte percepisco una forma di narcisismo in alcuni personaggi o di prevenzione non meglio identificata, e questo mi impone di intervenire. Tu alle volte lavori troppo sulle parole e ti allontani dai concetti. Per il resto il mio ragionamento era molto semplice e parlante, quindi non ci torno su.
Inoltre - scusa la tigna - ma "buonsenso" si può scrivere anche tutto attaccato. cari e affettuosi saluti.

Gülçin ha detto...

thanks for putting this, my childhood memories came to life! :)

ah the chorus! :D

Michele C. ha detto...

riguardando questa pagina del blog devo dire che sia "Chi chi chi co co co" che "Kirie kirio" hanno la strofa simile a "Iko Iko/Jock-a-mo" di James Crawford(una canzone americana degli anni'50,di cui è stata fatta nei'60 una cover in italiano cantata dai motowns e rinominata "sagamafrina" o qualcosa di simile).