16 dicembre 2008

Rapina a luce armata

Chi andava per strada nei secoli scorsi, non di rado era soggetto a rapine da parte di briganti e lestofanti. Sono passati secoli e chi va per strada oggigiorno corre più o meno gli stessi rischi. Solo che le rapine non sono più effettuate da persone che, magari, rischiavano eventuali reazioni violente da parte dei rapinati ma sono "coraggiosi" amministratori e funzionari locali dietro una scrivania. E le armi utilizzate non sono archibugi o fucili a canne mozze ma apparecchiature tecnologiche progettate con un unico scopo: fottere gli automobilisti e rimpinguare le casse del comune o dell'ammnistrazione locale. Ed il nome dell'apparecchiatura qui riprodotta è tutto un programma: Traffiphot III-SR.

Bene. Qualche giorno fa mi è stata recapitata una contravvenzione che avrei commesso quasi un anno fa, in un posto che è divenuto una icona delle vessazioni inflitte agli automobilisti milanesi: il semaforo all'angolo tra via Mac Mahon e viale Monte Veneri. A dire del verbale che mi è pervenuto via posta, sarei passato col rosso, anzi avrei "attraversato l'incrocio con il semaforo che emetteva luce rossa".

Orbene, il mitico Traffiphot di via Mac Mahon sembra che in soli 9 mesi abbia elevato 6836 contravvenzioni per lo stesso motivo. Che, a colpi di 153 euro a botta, hanno portato nelle casse del Comune di Milano, 1 milione e 25mila euro. Sì, in soli 9 mesi ed una sola macchinetta.

Il giochino, è semplice e risaputo: quello di ridurre a valori minimi (pochissimi secondi) il tempo di esposizione del giallo in modo da cogliere in mezzo all'incrocio il malcapitato automobilista.

Ora escludendo che io possa esser passato con il rosso e non sapendo neanche chi potesse essere alla guida dell'auto all'epoca, sono andato a controllare le foto del fattaccio che l'efficientissimo Comune di Milano mette a disposizione sull'apposito sito denominato, giusto per prendere per il culo, Multa Semplice. Beh, dopo decine di tentativi da parte di tutti i membri della famiglia, non è stato possibile visualizzare alcunchè, con l'ineffabile "servizio" che continuava petulante ad intimare "Controlla di aver inserito correttamente i dati".

Il che mi costringerà a perdere almeno una mezza giornata lavorativa solo per poter ritirare la documentazione che attesterebbe la mia violazione. E così per altre decine di migliaia di malcapitati. Con danni enormi per l'intera comunità in termine di ore lavorative sperperate. Il tutto perchè una amministrazione inetta non riesce a mettere in linea un programmetto che riesca a portare a termine una banalissima ricerca in un database.

Già, Milano.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Raramente mi sono trovato così d'accordo con te per il contenuto di un post.
Sappi tuttavia che non avviene solo a Milano, anzi.

K.

Marcello ha detto...

Quoto totalmente la risposta di K.

Purtroppo l'italia è il paese dei furbi e dei potenti, quelli normali la pigliano sempre in quel posto.

miguel ha detto...

mi trovo d'accordo con quello che hai scritto.
Purtroppo che ci puoi fare, siamo il paese del gatto e la volpe e di don rodrigo.

Ciao

Michele