23 settembre 2009

Bersani Compilation

No, non è il Bersani cui avete pensato, il Samuele, che sta per uscire invece con un album di inediti (Manifesto Abusivo). Il Bersani in questione è l'altro, il Pigi, meglio noto come Pierluigi, il politico, l'ex ministro, quello delle liberalizzazioni, attuale candidato alla segreteria del Partito Democratico. Cosa c'entra lui su queste pagine? E cosa c'entra una sua compilation? Beh, un po' di pazienza e lo capirete. Ah... i coglioncelli che asseriscono che la politica non c'entra con la musica, e viceversa, avranno qui materia su cui riflettere.

Dunque, come (forse) sapete, sono in pieno svolgimento le interminabili primarie del PD per scegliersi il segretario (e forse sapete anche che le nostre simpatie vanno ad Ignazio Marino, l'unica possibilità che il PD ha per non scomparire dalla scena politica italiana). Ed è in pieno svolgimento la campagna elettorale in cui, la "mozione Bersani" non sta badando a spese. Tra queste, ci sono i soldi spesi per la preparazione di un documento fantastico chiamato, con un pizzico di civetteria, e-mozione (di questi tempi, se non ci metti una e- da qualche parte, anche a capocchia, non si va da nessuna parte, signora mia).

Beh, è uno spettacolo. Ad iniziare dallo slogan principale che accompagna l'intera campagna: "Un senso a questa storia". Già, verso estratto di peso da uno dei più brutti pezzi del repertorio del "rocker" emiliano Vasco Rossi (uno dei tanti problemi italiani). Sì, Un senso, quel pezzo che contiene scempi immortali quale "Voglio trovare un senso a tante cose anche se tante cose un senso non ce l’ha" (ma trovare un senso per la grammatica, no, eh). Prima o poi vorrei conoscere l'ideatore di questa meravigliosa campagna "d'immagine": un genio. Già, perchè forse il Pigi non si è fatto dire qual è il verso successivo a quello che ha scelto come slogan principale: "Anche se questa storia un senso non ce l'ha". Roba da chiedere i danni...

Comunque questo è solo l'antipasto.Il libretto in questione è da sfogliare per intero: uno spasso. E' suddiviso in una serie di capitoletti, ed ogni capitoletto è intitolato ad un classico della musica pop. Il contenuto dei vari capitoletti sono di una banalità devastante, del genere "facccio il tifo per il bene contro il male", dichiarandosi a favore della pace, dell'ambiente, della salute e dell'istruzione. Già, perchè forse pensa che i suoi antagonisti siano a favore della guerra, dell'inquinamento, della malattia e dell'ignoranza. Ma andiamo per ordine.

La prima traccia (pardon, capitoletto) si intitola What a Wonderful World (notare il Title Case in puro stile anglosassone, con l'iniziale della parola in maiuscolo: una raffinatezza), glorioso cavallo di battaglia di Louis Armstrong. Il tutto per illustrare pensieri profondi quali: "Il mondo crescerà se si ridurranno le disuguaglianze e se si avrà cura dei beni collettivi: la pace, l'ambiente, la salute e l'istruzione" e "E' questa la politica che deve ispirare il partito del mondo nuovo". Ma chi glieli scrive i testi, Bigazzi?

La traccia successiva si intitola Terra promessa, cavallo di battaglia di uno dei più nazional-popolari interpreti nostrani: Eros Ramazzotti. Ad introdurre parole alate sull'Europa quali "Pace, gestione dei flussi migratori, disoccupazione e sviluppo sostenibile. Solo con idee nuove e solo con una grande alleanza dei democratici e dei socialisti L'Europa può mettersi all'altezza delle sfide di oggi". Cioè, vuole comunicare ai suoi potenziali sostenitori che l'Europa è la terra promessa !?!?!

Il terzo capitoletto è dedicato al federalismo: "Un federalismo responsabile e solidale in un'Italia unita ed indivisibile, da Nord a Sud" (ah, voglio sempre più conoscere il tuo paroliere). Orbene, e qual è il pezzo scelto a commento di simile programma davvero innovativo (è solo vent'anni che lo sentiamo ripetere)? Ma Fratelli d'Italia, naturalmente.

La quarta traccia ha come tema il lavoro ed ha le seguenti linear notes: "Le nuove politiche del lavoro devono abbattere le precarietà e annientare le morti bianche. Dobbiamo tutelare il salario. Dobbiamo mettere al centro i soggetti dell'impresa: il lavoratore e l'imprenditore". E qual è il brano scelto a commento di tutto ciò? Non ci arrivereste mai: Mi vendo, uno dei primi successi del sorcino d'Italia Renato Zero. Non lo trovate un po' di cattivo gusto, visto che l'Italia sarebbe una repubblica fondata sul lavoro, che qui viene assimilato ad un meretricio...

Un gustosissimo pezzo (finalmente) di Sergio Endrigo, Ci vuole un fiore, viene utilizzato come epigrafe per le tematiche ambientali. Questa volta vi risparmio le banalità che i curatori del librettino sono stati capaci di scrivere sui temi ambientali: ho pietà di voi.

Si continua con il capitoletto dedicato alle nuove generazioni: "L'orizzonte del cambiamento lo si deve guardare con gli occhi delle nuove generazioni". Ah, la mozione Bersani è appoggiata da D'Alema (60 anni), Bassolino (62 anni), Russo Jervolino (73 anni). Dimenticavo, la traccia è la mitica Father and son (si sono dimenticati il Title Case) di Cat Stevens.

"Ci vuole un welfare che funzioni ovunque, che funzioni meglio e con maggior rispetto per i cittadini" è l'illuminante pensiero da far invidia a Monsieur De La Palice, con la traccia che chiude la facciata A: Everybody Needs Somebody To Love resa celebra dai Blues Brothers.

La facciata B della compilation di banalità si apre con due cavalli di battaglia: quello dei contenuti è del Bersani politico, le tanto strombazzate "liberalizzazioni" che sono il marchio di fabbrica del Pigi. La traccia musicale è invece Liberi liberi di Vasco Rossi che, abbiamo capito, è il beniamino del nostro eroe.

Il capitoletto successivo è dedicato ad un minestrone che riguarda giustizia e sicurezza: "La legge non fa eccezioni, e muore di condoni. E' uguale per tutti, italiani e stranieri, ricchi e poveri, giudici e politici. Da qui comincia la battaglia per una sicurezza dei fatti e non degli slogan". Sì, avete letto bene: hanno avuto il coraggio di scrivere "una sicurezza dei fatti e non degli slogan", in un libretto che è l'Oceano degli Slogan. Ad epigrafe di queste profondità, un pezzo che c'entra come i cavoli a merenda: Rispetto, probabilmente giusto per mettere un pezzo del corregionale Zucchero.

La traccia successiva è un Bersani al quadrato: il Bersani politico si affida al Bersani cantautore, il Samuele, per intenderci, di cui effettua una cover di Giudizi Universali. Per commentare cosa? Il tema della laicità (!!!): "La laicità è rispetto, dialogo, apertura. Per questo, solo in uno stato laico, forti convinzioni religiose ed etiche e diverse culture possono convivere in pace". Ma Dico...

Ed in questa Greatest Hits non poteva mancare l'icona nazionale Mina. Pigi ha scelto Insieme (unico pezzo di Mogol-Battisti incluso nella compilation) per illustrare il tema delle alleanze elettorali. Sentite cosa ha il coraggio di affermare e di proporre dopo il delirante secondo governo Prodi: "Non un'Italia bipartitica, ma bipolare, in cui tutte le forze sane dell'opposizione si uniscano per fare le riforme: sistema elettorale, nuovo modello parlamentare, conflitto d'interessi". Intravedo uno spiraglio anche per Mastella...

Nella traccia successiva l'amore per il Vasco nazionale diventa delirio da fan esagitato: ancora un pezzo del "rocker" emiliano: Siamo solo noi. "Il nuovo DP fa scelte di campo chiare e coerenti. Sappiamo chi siamo. Sappiamo dove e con chi stare e ne siamo fieri". Bah, qui il delirio mi sa che non è solo per il Vasco.

In una compilation che si rispetti non poteva mancare un pezzo napoletano. No, non è di Apicella ma di Pino Daniele: Tutta n'ata storia. Quale sarebbe l'ata storia? Che il partito deve avere un legame con il territorio. Ma no, Pigi, come t'è venuta questa idea? Non ci saremmo mai arrivati, grazie.

E per chiudere in bellezza, una cosa di sinistra: People Have The Power di Patti Smith. Beh, non così di sinistra come poteva essere una "Power To The People" di John Lennon, giudicata forse troppo rivoluzionaria. Ma almeno si richiama ad uno dei principi cardini della sinistra storica: il potere alla gente. Ed a proposito di che? "Il PD garantisce il pluralismo e la partecipazione di iscritti ed elettori alla discussione e alle decisioni. Garantisce che la decisione ci sia e sia univoca, comprensibile ed efficace". Già, diciamolo, tranquillizziamo il popolo (che ha il potere) che il PD riesca a prendere una decisione e che addirittura questa sia univoca e, udite udite, comprensibile, poi...

Insomma che dire di questa compilation di slogan e di banalità che passa come mozione Bersani? Assolutamente niente. Se non dedicare a mia volta a Bersani una ghost track che manca in questa fantomatica raccolta. Naturalmente l'ho scelta nel repertorio del beniamino di Pigi, il Vasco nazionale: Non l'hai mica capito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

lo scorso fine settimana soto stato all'incontro nazionale dell'Italia dei Valori a Vasto. Ho potuto ascoltare il segretario generale della Fiom Rinaldini, il nostro Maurizio Zipponi (Dipartimento Welfare), la splendida Conchita de Gregorio, Pancho Pardi e un sacco di altra gente. Durante gli interventi di Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi c'era gente in lacrime, inclusi gli addetti alla sicurezza. Su Di Pietro (le cui vicende peraltro mi interessano poco) si può essere sospettosi e critici quanto ti pare, ma non c'è dubbio che rispetto al nostro universo ed al mondo intero, la politica a cui ti riferisci (fatte salve le eccezioni ) gira in senso antiorario.
Se l'anno prossimo vuoi venire a farti un idea fai un fischio cche ti ospito volentieri.

Luca

Anonimo ha detto...

ma di Wess Johnson non interessa a nessuno da queste parti??