11 marzo 2010

Portiamo al nr. 1 "A sangue freddo"

Premesso che chi vota a destra di questi tempi mi fa schifo, sul finire dello scorso anno successe una cosa piuttosto curiosa nelle classifiche inglesi: un vecchio pezzo cult del gruppo rapcore statunitense dei primi anni '90, Killing In The Name dei Rage Against The Machine raggiunse il primo posto nella competitivissima chart singoli inglese. E ciò senza che nè radio e nè TV avessero mai programmato il brano in quel periodo.

Le vendite del vecchio pezzo dei Rage superarono quelle del brano vincitore qualche giorno prima del popolarissimo talent-show X Factor d'oltremanica, tale Joe McElderry con The Climb (lagnosa cover di un pezzo di Miley Cirus). E per essere primi nelle chart inglesi sotto Natale, occorre vendere davvero tanto, mica qualche migliaio di copie come in Italia. Come mai, quindi?

Beh, successe che un gruppo su Facebook intitolato, guarda caso, Race Against The Machine For Christmas No. 1, si era prefisso di boicottare il vincitore di X Factor e mandare al primo posto un brano del tutto alternativo, primo singolo di una band debuttante del 1992 caratterizzato dalla ripetizione per 16 volte del verso "Fuck you I won't do what you tell me" ("Vaffanculo, non farò mai quello che mi chiedi"). Mandato per sbaglio da BBC Radio One, raggiunse i primi posti nelle classifiche britanniche. Scelta quindi molto provocatoria ed un po' strafottente.

Il gruppo su Facebook ebbe un successo travolgente (oltre 1 milione di iscritti) e riuscì nell'intento: "Killing The Name" raggiunse il 1° posto in classifica nella settimana del 20 dicembre, relegando al secondo posto l'insulso pezzo del vincitore di X Factor, a colpi di download (a pagamento) da iTunes.

Certo, uno scherzo, un dispetto goliardico. Ma una dimostrazione di forza della rete e degli appassionati di musica (e di classifiche, che in UK sono una marea), contro la tv generalista ed i dubbi talenti imposti dai talent-show.

Orbene, ora si cerca di fare una sorta di bis in Italia, dove è nato il gruppo Portiamo al 1° in classifica "A sangue freddo" (un bel pezzo rock del gruppo alternativo Il Teatro degli Orrori), che si scontrerà con il singolo del vincitore del talent-show trash di Mediaset, Amici. La disfida è prevista per la settimana dal 22 al 28 marzo prossimi.

Certo, l'Italia non è l'Inghilterra, soprattutto dal punto di vista musicale e per il culto delle classifiche, zeppa com'è di papiminkia, di lobotomizzati televisivi, di cripto-fascisti, razzisti, leghisti (che guarda caso si sono scagliati proprio i musicisti de Il Teatro degli Orrori). Però l'Italia è anche un paese pieno di sorprese e che prima o poi si dovrà svegliare dal torpore in cui è piombata in questi ultimi decenni.

Vi invitiamo quindi ad appoggiare questa iniziativa: se volete iscrivitevi pure al suddetto gruppo su Facebook, ma soprattutto scaricate da iTunes (o da altra piattaforma analoga) A sangue freddo del Teatro degli Orrori nella settimana dal 22 al 28 marzo. Per la musica di qualità contro quella trash. Per i musicisti contro i talent-show. Per la rete contro la TV. Per chi sceglie consapevolmente contro i televoti....

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo articolo fa letteralmente accapponare la pelle da quanto rigurgita odio verso chi non la pensa come te. Mi raccomabdo, son nel tuo salotto, quindi cancella pure questo commento immantinente. Provo sinceramente pena per i violenti razzisti che si nascondono dietro una cultura di sinistra...

chartitalia ha detto...

@anonimo delle 3.51:
Caro, due o tre cose:

1) il post parla di classifiche e di una paio di pezzi che sono stati promossi (il primo) dalla rete o che si invita a promuovere (il secondo) per il 99% della sua estensione; che poi abbia manifestato il mio ribrezzo per l'attuale (e ripeto attuale) cialtro-destra, è un calmbour di buona parte dei post di questo blog

2) non è più una questione di destra o di sinistra (vedere quante gliene diciamo alla sinistra, se non si è ciechi) e nè di opinioni, ma di stare dalla parte di criminali e prevaricatori o no

3) che questi criminali e cripto-fascisti danneggiano tutti, anche te: se passano le loro leggi tu non avresti potuto neanche commentare qui perchè l'anonimato sarebbe un reato

MassimoL ha detto...

Che figata, peccato che non ho la carta di credito... spero che ci riusciate!