17 novembre 2005

L'incubo continua

L'opera di devastazione di questa maggioranza continua imperterrita. Ieri è stato uno dei giorni più tristi di questa triste stagione: la banda di pregiudicati che siede in Parlamento (mai stato così pieno di condannati e di inquisiti) ha riscritto la Costituzione Italiana. Quella Costituzione la cui scrittura fu preceduta da un dibattito d'alto profilo durato più di due anni, ispirato da vari filoni politici ed ideologici della cultura italiana, da Gobetti a Murri, da Gramsci a Cattaneo, e dovuta a costituenti del calibro di Calamandrei, Dossetti, Basso, mentre lo sfondo politico era dato da De Gasperi, Togliatti, Nenni, Einaudi, Terracini. Bene, quella Costituzione è stata spazzata via dal lavoro di 4 buontemponi riuniti in una baita a Lorenzago di Cadore, da pensatori quali:
1. Umberto Bossi che in vita sua non ha mai nè studiato (tranne che alla scuola per corrispondenza Radio Elettra di Torino) nè lavorato e che ha percepito il suo primo stipendio da senatore della Repubblica Italiana.
2. Francesco Speroni, noto esperto di cravattine texane.
3. Giulio Tremonti, piccolo commercialista di provincia che solo il nostro premier può scambiare per un genio (rapportandolo al suo livello intellettivo).
A sovrintendere il tutto, tre saggi del calibro di:
A) Francesco D'Onofrio, presidente del comitato e noto con il soprannome di "un uomo chiamato cavillo" che, azzecca ogni tanto qualche congiuntivo.
B) Domenico Nania, che sembra una macchietta siciliana presa pari da un film di serie B anni '60.
C) Andrea Pastore, nato a Caramanico Terme (Pescara), distintosi per aver presentato, come primo firmatario, iniziative legislative fondamentali quali: "Istituzione di una casa da gioco nel comune di Pescara" e di "Provvedimenti urgenti per il consolidamento e il recupero ambientale dei territori dei comuni di Caramanico Terme e di Sant'Eufemia a Maiella".
D) Roberto Calderoli, dentista.
Orbene, questa allegra combriccola, tra bevute ed abbuffate di polenta, ha riscritto quasi metà della Costituizione italiana che il mondo intero ammirava come una delle più avanzate. Ed il Senato ieri l'ha approvata definitivamente.

A darvi un'idea del clima grottesco in cui viviamo, nell'indifferenza generale, vi lascio solo la descrizione fatta da uno dei protagonisti stessi, l'ineffabile dentista Roberto Calderoli:

"La legge sulla devolution e' nata in una baita a Lorenzago, tra i monti del Cadore, ''tra polenta formaggi e costine di maiale''. Lo racconta il ministro leghista per le Riforme, Roberto Calderoli, che fa il resoconto delle riunioni che hanno portato alla proposta sul federalismo e sulle modifiche da apportare alla Costituzione. A dispetto della serieta' del tema, ricorda l'esponente del Carroccio, la ''stesura del testo si svolse in un clima rilassato''. E soprattutto, in un contesto spartano: un rifugio in montagna senza elettricita', ''quando calava il sole usavamo le lampade a carburo'', sorride Calderoli. In quel giugno del 2003, con Giulio Tremonti e Umberto Bossi, c'erano i saggi indicati dalla maggioranza: Domenico Nania (An), Andrea Pastore (Fi) e Francesco D'Onofrio (Udc), oltre al sottosegretario Aldo Brancher della Lega. E proprio quest'ultimo, e' incaricato di preparare da mangiare: ''Si metteva ai fornelli a fare la polenta in grossi recipienti di rame. Quando era pronta la portava in tavola con costine di maiale e formaggi. Cosi' il clima si scaldava -ricorda Calderoli- il vino scorreva e anche le divergenze tra di noi venivano superate facilmente. Quelle giornate hanno aperto la strada all'accordo all'interno della maggioranza che sembrava difficile da raggiungere."

Non cosa altro aggiungere, se non:
144 giorni mancanti alla fine di quest'incubo che dura dal 13 maggio 2001.

1 commento:

Anonimo ha detto...

purtroppo questo paese non si risanerà mai.

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