30 settembre 2005

Flavio Briatore: un uomo, un mistero

A differenza di Totò, che a Cuneo ci aveva fatto il militare (dalla sua celebre battuta: "Io sono un uomo di mondo: ho fatto il militare a Cuneo"), Flavio Briatore a Cuneo ci è nato, e neanche tanti anni fa, 55, a dispetto della sua canizie che lo fa apparire un settantenne. Però, lui sì, che un uomo di mondo lo è.

Briatore ha appena rivinto il suo terzo mondiale di F1. E' proprietario e protagonista del Billionaire, discoteca ottagonale infarcita di Vip sulla Costa Smeralda, sciupafemmine di fama internazionale, che annovera nel suo "carniere" esemplari quali Naomi Campbell, anche se sembra una storia inventata da una compaesana e amica di gioventù, Daniela Santanchè, public relations woman nonchè parlamentare con tacchi a spillo di AN. Ma queste sono notizie che potete leggere su qualsiasi media mainstream, rivista, quotidiano o tv che sia. Sul web (che dio lo benedica) potete però dare una sbirciatina anche all'altra faccia della medaglia Briatore, per esempio su queste pagine che contengono una bella storia italiana.

E qui potete apprendere di lati poco noti della leggenda Briatore: dal suo massimo titolo di studio, diploma di geometra conseguito con il minimo dei voti con una tesina intitolata "Progetto di costruzione di una stalla", ai suoi primi passi da faccendiere come assitente di Attilio Dutto, che aveva rilevato una azienda di Michele Sindona (un nome, una garanzia) e che concluse i suoi giorni saltando in aria su un'autobomba. Il nostro Flavio scompare da Cuneo e lo si ritrova a Milano, con molta ricchezza, e tanto cattivo gusto, esibiti a piene mani. Diventa consulente di una società, la CGI, che subito dopo subisce una serie di rovesci finanziari con fallimenti a catena, poi si presenta come discografico (accompagnato da Iva Zanicchi), poi è attivo presso una combriccola con il pallino della bisca e con il gusto dello spennamento di polli, supportato da mafiosetti eredi di Francis Turatello. Rimedia una condanna ad 1 anno e 6 mesi dai giudici di Milano, con conseguente fuga nelle Isole Vergini e susseguente amnistia e contatti mai chiariti con star quali John Gambino o Genovese.

Fu presentato a Benetton dal maestro di tennis di Silvio Berlusconi, Romano Luzi (che, probabilmente per arrotondare, faceva il fabbricante di fondi neri). Benetton fu conquistato dalla "simpatia" del nostro eroe e dalle sue formidabili doti di piazzista. Tralasciamo altre frequentazioni del nostro eroe quali trafficanti d'armi, finanzieri al centro di opache transazioni internazionali e boss mafiosi di rango quali Felice Cultrera o Nitto Santapaola. Sinchè tra narcotrafficanti e la seconda bomba della sua vita, il fascinoso Flavio approda in Formula 1.

"La Formula 1 non è uno sport, ma un business" è il suo detto preferito ed il suo pensiero-guida. E questo business, off-shore per natura, fuori da ogni regola e da ogni trasparenza, ci sguazza alla grande. Tant'è che vince (o commercia, non so, visto che non è uno sport) due titoli mondiali nel 1994 e 1995 con la Benetton di Michael Schumacher, per ritornare ad acquisirlo pochi giorni fa con la Renault di Fernando Alonso.

Che dire: ogni nazione si sceglie i suoi più degni rapprensentanti: politici, showmen o manager he siano. Vuol dire che Briatore, così come gli altri, proprio ce li meritiamo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

devo dire che a differenza di tanti altri lo trovo simpatico, a pelle e non posso giudicarlo diversamente mi da l'impressione di un uomo che si e' fatto senza però abbandonare i valori piu' importanti sostanzialmente penso sia una persona che sà godersi la vita di mondo e sicuramente spregiudicato -come tanti del bell'ambiente- solo all'occorrenza e con chi se lo merita; soprattutto mi d'a' limpressione di essere veramente verace e concreto che non manda a dire nulla, sintetizzando parere moderatamente positivo

daniela ha detto...

Visto che Briatore è un uomo pieno di risorse e soldi soprattutto...perchè invece di buttarli tutti sulla Ferrari,non viene ad investire sulla meravigliosa costa di Portopalo di Capo passero (punta estrema della Sicilia sud orientale)?
Ma non è Stanco della Sardegna?
Di trascorrere ogni estate in mezzo a tutti quei vip plastificati e quei fotografi assatanati? Ci vorrebbe da queste parti un tipo come lui che risolleverebbe un po le sorti di questa terra troppo bella ma dimenticata...Ah c'è anche un Castello che sta a picco sul mare e il propietario (un farmacista che tira a campare) non ha una lira per farne un businnes, quando ci passo mi viene da piangere! Li si sono sposati i miei genitori All'epoca era un grande Hotel oggi è sbrandellato e lasciato al suo destino...Più che un commento il mio è un SOS BRIATORE!!! Salvaci!TI prego...almeno dacci un'occhiata...
Daniela

Anonimo ha detto...

Questa è l'Italia: truffare gli altri + un pizzico di culo e voilà il gioco è fatto...sei il più forte

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