30 luglio 2005

Petizione Stop alle denunce contro i DJs

Tra le tante vittime delle malefatte che gli "aventi diritto" stanno perpetrando nei confronti dell'intera società sembra ci siano anche i DJ! Cioè coloro che sono tra i maggiori promotori della diffusione della cultura musicale e dell'intrattenimento, oltre che tra i maggiori acquirenti di musica.

Tant'è che un gruppo di DJ ha pensato di raccogliere le firme attraverso una petizione on line con cui si chiede l'apertura di un dialogo con SIAE, Guardia di Finanza e Ministero dei Beni Culturali affinchè vengano chiariti alcuni aspetti della famigerata legge sul diritto d'autore che li mette a rischio di pesanti multe e sanzioni penali.

La petizione è aperta a tutti e, se avete un minuto di tempo, vi invito a sottoscriverla.

Contemporaneamente, un invito agli amici DJ: il problema deriva dall'utilizzare nella vostra attività musica protetta da diritti che ormai sono divenuti veri e propri capestri nei confronti di tutti. Perchè non boicottate la musica rilasciata sotto tale tipo di licenza? Perchè non promuovete ed utilizzate esclusivamente musica rilasciata sotto forma di licenze "etiche" (Creative Commons, Copyleft, GPL e simili), o comunque licenze che vi consentano di poterla utilizzare "legalmente" anche se cambiate supporto?

Ormai in rete si trovano decine di migliaia di eccellenti brani rilasciati con forme di licenza meno oppressive rispetto a quelle tradizionali. Personalmente ritengo che con gli interlocutori cui vi rivolgete non sia possibile alcun tipo di dialogo. L'unico dialogo che riconoscono è quello che li tocca pesantemente nei loro appetiti economici. Sinchè non si interviene su questi, il dialogo non può che essere del tutto sterile. In bocca al lupo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Ragazzi, è sempre un immenso piacere leggervi. Sono tra i promotori di quella petizione, voglio ringraziarvi a nome di tutti per lo spazio che ci avete dato. Grazie infinite.
Sul discorso CC personalmente sono troppo daccordo con voi tanto che non riesco a trovare l'aggettivo giust per esprimere il mio accordo. Altri DJ non la pensano così essendo loro stessi direttamente coinvolti nelle produzioni, è legittimo che lo pensino anche se io credo sbaglino.

Sul secondo discorso ahimè, credo che la SIAE debba e vada pagata comunque. Mi spiego il locale ha per obbligo la licenz SIAE come adirittura presupposto alla licenza commerciale. Essa non può aprire una serata se non ha il "permesso SIAE". Se, per ipotesi, utilizzassi nella mia serata solo brani liberi e/o non depositati, dovrei obbligatoriamente compilare il Progrramma Musicale e, la gestione, il borderò sul quale graverebbe quel 9% circa di diritto d'autore e connesso (che che Mazza e i suoi amici ne dicano).
Questi soldi andrebbe in SIAE che assegnerebbe il 50% ai dischi in classifica e alla musica liscio, il restante 50% al campione della ripartizione... Anche volendo pagheei i soliti noti.

Massimo

chartitalia ha detto...

Caro Massimo,
non avevo praticamente dubbi che dietro questa iniziativa ci fosse il tuo zampino...
Un paio di considerazione sul tuo intervento.

Per quei DJ che sono direttamente coinvolti nelle produzioni: se si parte dall'assunto che P2P o altre licenze etiche non facciano bene al business allora è finita...
Tutti noi siamo convinti che il P2P non incida sulla negatività delle vendite in quanto vi sono altre cause; anzi, che sosteniamo che il P2P contribuisca alla notorietà di un brano e ciò possa contribuire al suo successo. Quindi, non occorre essere dei benefattori dell'umanità per consentire la diffusione dei proprio brani ma solo una diversa visione del business.

Per la SIAE direi che, purtroppo, attualmente la situazione è quella che tu descrivi. Ma credo anche che sinchè i casi di programmazione di brani liberi sono l'eccezione, credo che il sistema andrà avanti immutato. Ma se divenissero la regola immagino che qualcosa dovrà succedere.
O no?

1 abbraccio