13 agosto 2005

Hit Anno per Anno: 1997

Chi segue hitparadeitalia.it avrà forse notato che gli elenchi della sezione "Hit Anno per Anno" contengono sia un indicatore per il successo ottenuto da un brano (numero di stelline) sia una segnalazione dei brani che il nostro staff ritiene particolarmente significativi e di "qualità" (insomma, riflette il "gusto quadratico medio" all'interno del nostro team). Ormai gli anni esaminati coprono buona parte del dopoguerra per quasi 40 anni (dal 1959 al 1996). Naturalmente contiamo di completare sicuramente il dopoguerra e tenteremo anche di esaminare ed eprimerci anche per tutti gli altri brani elencati sul sito.

Abbiamo appena finito di elaborare i dati per la valutazione dei brani dell'annata 1997 ed in questo spazio ne commentiamo i risultati (l'elenco di tutti i brani esaminati è disponibile a questo indirizzo).

Come si verifica per quasi tutti gli Anni '90, i brani di quest'annata non sono di molto gradimento all'interno del team che ha ritenuto di segnalarne solo 5, eccoli:
  1. E dimmi che non vuoi morire - Patty Pravo
    Scritta appositamante per lei da Vasco Rossi e da Gaetano Curreri degli Stadio, è forse l'ultimo pezzo della cantante veneziana che è rimasto nella memoria collettiva. Partecipa al Festival di Sanremo del 1997 e, pur non arrivando tra i primi posti, è tra i due o tre brani che si ricordano di quell'edizione (insieme a "Laura non c'è" di Nek e a "Confusa e felice" di C.Consoli). L'inciso lascia sicuramente il segno: "la cambio io la vita che / non ce la fa a cambiare me".
  2. Giudizi universali - Samuele Bersani
    Bersani è certamente tra i più interessanti autori italiani dell'ultimo decennio. Questo è tra i suoi pezzi più riusciti. Testo non banale, leggero e spiritoso, sinanche dotato di "qualità" letterarie" e pluripremiato da addetti ai lavori. Anche qui, un inciso che lascia il segno, molto arioso e cantabile che si alterna a strofe cantate a velocità parossistica: "Potrei ma non voglio fidarmi di te / io non ti conosco e in fondo non c'è / in quello che dici qualcosa che pensi / sei solo la copia di mille riassunti".
  3. Questo immenso - Pino Daniele
    Dal suo fortunato album del 1997, Dimmi cosa succede sulla Terra, abbiamo scelto questa delicata ballata, tipica dello stile più intimo del cantautore napoletano, piuttosto che le più abusate e note "Che male c'è", "Dubbi non ho", "Amici come prima" o "Stare bene a metà", tutte comunque di ottima fattura.
  4. Mr. Gorgeous (and Miss Curvaceous) - Smoke City
    Questo è il brano che personalmente preferisco di tutta l'annata. Una gradevolissima sorpresa che ha fatto da piacevolissimo tormentone estivo-autunnale del '97: forse il titolo non vi dice granchè ma se risentiste l'inciso con il suo martellante "aie aie aie aie aie" la riconoscereste immediatamente. Merito della solista Nina Miranda di questo trio londinese che passò la sua infanzia tra UK e Sud America e dove il suo gusto per la bossa nova, Santana e Gilberto Gil è fuso mirabilmente con sonorità funky. Una delizia.
  5. And so the story goes (DiDaDi) - Maria Montell
    Il pezzo è un piccolo gioiello. Le parole non contano, conta la musica: un ritmo sincopato accompagnato ad un arrangiamento di gusto con venature jazz e bossa nova, a far da sfondo alla voce sensuale della Montell che, a dispetto di tutto, è una cantante danese. Probabilmente l'avrete sentita in uno spot, dell'Autan precisamente, del 1999. Vi segnalo un link dove potete risnfrescare la memoria e godervi un assaggio del video clip del brano.
In realtà, l'annata non è così malvagia come traspare dal severo giudizio del nostro staff. Personalmente ritengo che il 1997 offra almeno un'altra ventina di pezzi che sopravviveranno nel tempo, destinati a divenire dei piccoli o grandi classici. Proviamo a scorrerli.

Intanto c'è il pezzo più venduto tra i single dell'annata, quella I'll Be Missing You eseguita dal rapper Puff Daddy insieme a Faith Evans e 112, che campiona un vecchio pezzo dei Police: "Every breath you take". Così come un altro pezzo rap dovuto a Coolio accompagnato a 40 Thevz, C U When U Get There, che campiona addirittura il Canone in Re di Pachelbel. E a proposito di connubio rap con musica classica, da segnalare anche una divertente versione di Prince Igor (del compositore russo Borodin) accredita a tale Rapsosy featuring Warren G e Sissel (una cantante lirica norvegese che l'anno dopo presterà la sua splendida voce alla colonna sonora di Titanic). Beh, così almeno non hanno avuto problemi di copyright. Cosa che decisamente non è successa ai Verve ed alla loro Bittersweet Symphony, sicuramente uno dei classici del rock Anni '90 scritto dall'allora solista del gruppo, Richard Ashcroft. La storia è molto istruttiva e merita un articolo a parte uno dei prossimi giorni. Per ora vi anticipo che degli incassi di tale best-seller Ashcroft non ha visto un centesimo. In questa storia c'entrano anche gli immarcescibili Rolling Stones, e non ne escono sicuramente bene. Comunque i Rolling tirano fuori un brano che non sfigura a confronto dei loro classici: Anybody Seen My Baby.

Sempre dalla Gran Bretagna, diversi pezzi interessanti. Un bel pezzo melodico del solista degli Ultravox, Midge Ure, con Breathe, di nullo o quasi successo nel mercato anglosassone ma un ottimo successo in Italia, con anche una cover in classifica da parte di tali Krono. Un godibilissimo pezzo, Come On Everybody (Get Down), del gruppo di fusion US3, capofila dell'acid-jazz inglese, che fonde jazz e hip hop in modo piuttosto originale. Altro bel pezzo di pop britannico dell'annata porta la firma dei Chumbawamba, gruppo di radici anarchiche, attivo da un decennio in diverse campagne anti-Thatcher e che improvvisamente nel 1997 imbroccano un hit di livello internazionale, Tubthumping, fortunato e trascinante mix tra cori da stadio e musica dance.

A proposito di musica dance, almeno un paio di segnalazioni: Lisa Stansfield sforna un indovinato "clone" dei brani di Barry White e dintorni, The Real Thing, con tanto di violini swinganti in stile anni '70. Degna di segnalazione un altra "clonatura": un gradevole brano in puro stile Marley, Night Nurse del duo Sly and Robbie accompagnato da Mick Hucknall.

Un capitolo a parte meritano le performance delle nostre miglori vocalist nell'annata. Ad iniziare da Irene Grandi con la sua piacevole Otto e mezzo, proseguendo con la splendida Sai che è un attimo di Paola Turci, o con l'hit di Marina Rei: Primavera. E poi la rivelazione femminile più importante degli anni '90 della musica italiana: Carmen Consoli con la spiazzante Confusa e felice, presentata a Sanremo e subito adottata dallo spot del profumo RoccoBarocco. E ci metterei anche la Ornella Vanoni di Viaggerai, con uno splendido accompagnamento alla tromba di uno dei migliori jazzisti italiani contemporanei: Paolo Fresu, al flicorno. Ed ancora una volta, jazz sembra far rima con Brasile: il pezzo è una cover da una canzone di Carlinhos Brown, autore ed interprete che ha contribuito un po' a rivoluzionare la musica brasiliana.

E per restare in casa, obbligatoria la citazione di un altro eccellente pezzo di Samuele Bersani, Coccodrilli, e di un brano piuttosto noto in ambiente giovanile, irresistibilmente attratto dall'universo punk, la spiritosa Il vicino dei Punkreas. Un controverso ma interassante personaggio è Frankie Hi Nrg, uno dei rari rapper italiani al di fuori del circuito dei centri sociali. La sua non banale Quelli che benpensano vinse l'edizione 1997 del Premio Italiano Musica.

Tra le performance femminili straniere, anche se controversa, a me non è dispiaciuta quella di Madonna in Dont' cry for me Argentina, dalla colonna sonora del film Evita, da lei stessa interpretato. Anche se non diventerà un classico, mi sembra comunque godibilissima la performance dell'irlandese Sinead O'Connor in This Is To Mother You, lead track dell'EP "Gospel Oak".

Poi ci sarebbero i Radiohead e l'intero loro album "Ok Computer". Ma questa vuole essere solo una carrellata dei brani più di successo. Quindi ci limitiamo a segnalare la sola Karmapolice, forse il brano più noto, e sardonico, indirizzato agli allarmisti che non esitano ad invocare la polizia per reati quali "portare i capelli alla Hitler".

Beh, non malaccio per essere un'annata dei derelitti (musicalmente) Anni '90. Ma forse i buoni pezzi sono un po' come il buon vino: invecchiando migliorano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

sto cercando disperatamente il nome di un gruppo che nel 97-98 (non sono sicura) ha cantato un singolo dal titolo "come se",quella con la base di "voices" dei russ ballard. Grazie!

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