06 agosto 2005

Questione di stile

Ciò che più mi ha lasciato allibito nella vicenda delle intercettazioni tra i vari Fiorani - Lady Fazio - Ricucci & Co. non è tanto il solito malaffare che traspare sullo sfondo (tra l'altro, avete notato, tutti che hanno studiato dai preti o comunque tutti con stretti punti di contatto con esponenti cattolici): ci siamo avvezzi da una vita. Ciò che lascia attoniti è il livello culturale e linguistico utilizzato per comunicare. Qui di seguito un "fior da fiore" delle espressioni scambiate tra i protagonisti della vicenda.

Cristina Rosati, moglie del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio:
  • "non ti voglio sentì parlare così... non stare arrabbiato... Io che fai, mi butto dal balcone domani?"
  • "Eh, poi questo ne parliamo perché… coso sì, va benissimo"

Gianpiero Fiorani, amministratore delegato della Banca Popolare Italiana:
  • "è necessario fare tutto l'ambaradan"
  • "Ah ma c’ho pensato anche a quello...ormai guarda che siccome la chiamata lui l’ha già ricevuta"

Stefano Ricucci, socio di Fiorani, immobiliarista romano e scalatore di RCS, uno dei simboli dell'industria culturale italiana:
  • "Hedge found? Non so, ma io non so manco sono questi"
  • "La cosa de ’a lista, famo la lista propria, famo tutte ’ste cazzate, che tanto non serve a niente tutta ’sta roba, ’stamo a fa’ i furbetti del quartierino"
  • "Eh, continuiamo a dar retta a tutte ’ste cazzate... Ma quando uno deve seguì ’na strada maestra no?...p’annà a Napoli tocca piglia’ l’autostrada del Sole, Roma-Napoli, non è che tocca annà sulla Casilina, no? Eh?"
  • "te devi dichiara’ perché c’eravamo rimasti solo noi co ’sto cazzo di cinque per cento in mezzo, no?"
Ma sono cresciuti a pane e Er Monnezza?
Questo è il livello linguistico e culturale degli aspiranti nuovi padroni dell'Italia.

2 commenti:

Orlando R ha detto...

Proprio oggi mi veniva da fare lo stesso tipo di considerazioni, leggendo uno dei quotidiani più venduti d'Italia. Non ho potuto fare a meno di notare quanto sia scaduto il livello linguistico anche di chi vi scrive, oltre al livello di cultura dei nuovi "maghi della finanza" italiana.
Qualche anno fa avevo provato a inviare in giro qualche e-mail, cercando (con il massimo del tatto e della discrezione) di spiegare, ad esempio, che non si scrive:
- conditio sine qua non, ma casomai condicio sine qua non
- daccordo, ma casomai d'accordo
- hatù, ma casomai atout
- out-out, ma casomai aut-aut.
Ho ottenuto le solite risposte di circostanza: scusate, si tratta di refusi, errori dovuti alla fretta, piccole distrazioni per poter essere sempre "sulla notizia".
Ma lo stesso errore viene ripetuto sistematicamente in più articoli e in tempi diversi, tanto che temo vada a finire che avrà torto chi scrive atout (e che robba è?).

Quando scrivo e quando parlo, per conto mio cerco sempre di evitare di usare termini non italiani: cerco di non dire team per dire gruppo, o software per dire programmi, o gay per dire omosessuali. Questo non per sciovinismo culturale, e nemmeno per paura di far brutte figure: semplicemente per rispetto verso chi mi ascolta o mi legge.

Oggi in TV, non ricordo in quale telegiornale, l'ultima perla: intramo-enia invece che intra-moenia.

Allora, caro Chartitalia, come fai a stupirti? Per diventare padrone del "Corrierone" non serve neanche la quinta elementare. Per scriverci sopra, una miserabile prova di italiano scritto devi pur averla sostenuta. Che si stiano adeguando al livello dei futuri proprietari?

Anonimo ha detto...

Non c'entra molto con le intercettazioni, ma con l'ortografia e la sintassi moderne, sì.
Leggo il quiz del Corriere della Sera: "Un uomo viene trovato morto dalla polizia sotto una macchina...".
Cosa ci facesse la polizia sotto una macchina non ci è dato di saperlo...
Miki

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