02 agosto 2005

Telefonini, email e capitali

Ok, in Europa pare che l'emergenza prioritaria sia la lotta al terrorismo. Ed al riguardo, sulla scia statunitense, tutti gli stati si stanno affrettando ad approvare leggi per controllare di tutto: i diritti, la posta, internet, le telefonate, i cellulari, i movimenti dei cittadini, cosa mangiamo e quante volte facciamo la pipì.
Ma il denaro no. Il denaro non si tocca. Lussemburgo, Belgio e Austria si rifiutano di "tradire" il segreto bancario. I paradisi fiscali di Montecarlo, Liechtenstein e Svizzera prosperano e dietro l'evasione fiscale passano i più grandi delitti contro l'umanità, con il favore delle banche e dei governi pure.

E quegli stati che tanto gridano all'antiterrorismo, non intendono combatterlo con lo strumento più ovvio che c'è in circolazione: il controllo dei capitali. I terroristi pagano le armi, trovano i soldi per finanziarsi, si arrischino attraverso ogni sorta di malaffare, influenzano il potere politico. Ed anzichè imporre il controllo dei flussi bancari, cosa fanno i nostri governanti? Si attrezzano per conservare svariati anni i dati sugli SMS, sulle telefonate e sulle email che si scambiano Pinuccio e Mariella per comunicarsi il loro folle amore, o la telefonata con cui Pasquale avvisa Ninuzza di aspettare a mettere la pasta perchè è in ritardo.

Questa è la gente che abbiamo messo a governare le sorti del mondo.

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